
Hai appena fatto settare "a modino" la tua chitarra e, sull'onda dell'euforia, la tua mente ti propone queste domande:
E se cambiassi muta di corde?
Ma perchè invece non provare quel drop D?
E se fosse oggi il giorno che proverò la DADGAD?
Basta ho deciso: corde più grosse e 3 toni sotto?
010 mezzo tono sotto? Perché no? Ma cosa fare?
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Salve Amici di Accordo, lo scopo di questo articolo, oltre quello di presentarvi un’idea, è di condividere le esperienze e le soddisfazioni acquisite scegliendo, importando e assemblando le parti di una chitarra solid body.
L’idea base è nata dalla necessità di cercare qualcosa che si differenziasse dalle filosofie Fender e Gibson o Prs e si collocasse in una posizione intermedia, mantenendone , nel limite del possibile, le peculiarità.
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Come al solito essendo un eterno surfatore della rete mi sono imbattuto in questo ponte tremolo (vibrato, whammy bar) che mi sembra potrebbe risolvere l’annoso problema della tenuta dell’accordatura e dell’uso pesante della leva. Finora ero a conoscenza, come molti credo,che l’unico sistema che permettesse un uso massiccio del vibrato fosse il celeberrimo Floyd Rose, ma ora penso che questo “Trem-king” potrebbe essere una valida alternativa, anche perché il look non si differenzia molto da un ponte vecchio stile, per me un FL su una Strato stona (esteticamente, ovvio).
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Come promesso vi facciamo sentire, sempre dalla cucina, la Telecaster assemblata su eBay con 291 euro, a cui si aggiunge il bonus per il TV Jones Classic Plus. Per l'occasione abbiamo reclutato Ariberto Osio, chitarrista poliedrico e sopraffino, accordiano doc (ha il numero 42!), amico da sempre. La chitarra è stata suonata nel mio Deluxe Reverb silverface primi anni '70 con volume 3, acuti 8, bassi 6, reverbero 4 e cavo Fender originale anni '60. Poi con due cavi Fender originali anni '60 tra i quali era inserito un TS-9 reissue con modifica JRC4558D così regolato: drive al massimo, tono aperto 1/4, livello aperto 1/3. Come sempre s'è registrato con un microfono (Sony 908) puntato sul cono del Deuxe a circa 30 cm, con un leggero angolo, con il consueto obiettivo di trasferire nella registrazione lo stesso suono percepito dalle nostre orecchie.
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Le chitarre Fender sono fra le più diffuse sul mercato e anche tra le più replicate. Ormai tutti producono repliche Fender. Grazie a eBay si compra un manico, un corpo, un chilo di ferramenta e poi si assembla il tutto. I più bravi verniciano, altri danno olio tinto, altri ancora acquistano parti già verniciate. Per la qualità c'è l'imbarazzo della scelta, si va dalla produzione economica cinese ai preziosi legni Warmoth, con tutta la gamma intermedia. Però diciamolo, "costruire una chitarra" è altro. E' partire dalla scelta dei legni e attraversare accoppiamento, taglio, finitura, verniciatura, lucidatura, assemblaggio per trasformare la materia grezza in uno strumento finito, il tutto nel rispetto rigoroso delle procedure originali.
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Circa cinque anni fa ho comprato una chitarra acustica a spalla mancante Simon & Patrick in palissandro con tavola armonica in abete Sitka massello, pagata, all’epoca, 1200 euro. Mi è piaciuta per i bassi belli sostanziosi e le corde basse sulla tastiera: un assetto abbastanza simile ad una elettrica. Progressivamente, con il passare degli anni, l’action delle corde si è alzata. Alla fine, pur tirando quasi allo spasimo il truss-rod, le corde erano alte almeno quattro millimetri al dodicesimo tasto. Per me era diventata quasi insuonabile. Che fare?
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Salve, il mio dilemma non è se è possibile avvitare un ponte della Red su un corpo Gibson(cosa ovvia), ma se è possibile farlo senza fare due buchi diversi e rovinare il top. Insomma ci vuole un top nuovo oppure sono misure uguali?
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I nostri affezionati lettori hanno potuto già verificare che, su Accordo, le chitarra acustiche le facciamo a pezzi per poi rimetterle insieme. Di recente, abbiamo parlato di corde, poi di legni, poi ancora di corde, e di chitarre di pregio come le Schoenberg. Parleremo ancora tanto di acustiche, facendole ancora a pezzi e poi rimettendole insieme. Come oggi, ad esempio, giorno in cui tratteremo di un pezzo importantissimo delle acustiche, fra i più visibili e i più manipolati, strettamente connesso a corde, suonabilità, accordatura, estetica, e tanto altro ancora: le meccaniche.
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Ovviamente, un acquisto importante come una american strat deluxe, non poteva avvenire senza che un problema inficiasse la gioia dell’acquisto; ma veniamo al dunque: dopo poco tempo e qualche suonata, (premetto, non sono un ballerino selvaggio mentre suono) constato che il piccolo “cilindro” d’acciaio deputato all’allaccio della fascia traballa sempre più, rendendo impossibile tenere la seicorde in spalla senza temere che cada.
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Come ti stravolgo la Strato con 150 Euro,

Modifica della mia affezionata American Standard
Ciao ragazzi, un po annoiato dai classici, anche se meravigliosi suoni strato, e dall’estetica “normale” ho voluto personalizzarla un po, senza effettuare nessuna modifica che comportasse qualsiasi danneggiamento del corpo o dell’elettronica della chitarra.
Esteticamente ho inserito un pickguard perloid a tre strati e relative manopole in alluminio cromato e madreperla superiore dandogli un tocco di importanza ed eleganza.
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Ciao a tutti! é molto tempo che leggo su questo sito articoli in merito a telecaster assemblate, varie soluzioni, molti consigli utili e grazie a voi ho scoperto che: Sì, una chitarra si può fare in casa! In queste settimane ho cercato pezzi ovunque ma ho grossi dubbi sul tipo di legni che devo acquistare.
La mia idea sarebbe quella di assemblare una telecaster '52, quindi deve avere il corpo in frassino.
Qui nasce il primo problema: hard ash o swamp ash? ho provato a leggere dal sito della warmoth le caratteristiche dei due legni maa... non ho ben capito.
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leggendo la cascata di articoli riguardanti chitarre elettriche autocostruite di ogni genere, che ultimamente arrivano a raffica ad accordo, mi sono detto:"perche' loro si e io no?" Mi sono subito messo alla ricerca di informazioni e sono giunto alla conclusione di farmi una bella Stratocaster. Ho deciso di iniziare col guardare su ebay le varie parti(ponte, manico, pick up, ecc) per farmi un idea sui costi e di chiedere a mio papa' di farmi il body, dato che nel tempo libero si diletta a restaurare i mobili antichi. Parlo di questo progetto a mio papa', mi assicura di riuscire a fare il body senza problemi e poi pronuncia la fatidica domanda:"che legno vuoi?"
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Forse una delle chitarre che mi sono riuscite meglio. Il progetto iniziale era partito dalla necessità di un mio conoscente di avere una Telecaster hollow con determinate caratteristiche. Purtroppo però, andando avanti con le ricerche delle parti, quello che stava per delinearsi cominciava a piacere più a me che a lui. Alla fine, raggruppati tutti i pezzi sarebbe risultato uno strumento da non farsi assolutamente scappare, almeno dalle apparenze! Così cercai di convincere l'amico a rinunciare al progetto. Fortunatamente lui mi anticipò dicendomi di aver finito i soldi e che se ne sarebbe parlato mooolto più avanti. Niente di meglio per me, che mi ritrovai con un kit di tutto rispetto pronto per essere assemblato, e tutto mio!
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Che il liutaio abbia alzato un po' il gomito?
No! è un innovazione tecnica per avere una chitarra realmente intonata.
Praticamente è stata intonata ogni singola nota di ogni corda in ogni posizione.
Secondo gli ideatori di questo manico, i sovratoni che normamente interagiscono in modo negativo sottraendo energia e sustain al suono, col loro sistema si combinano correttamente rendendo i suono più dolce forte e con un sustain più lungo.
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Forse dovrei andare dall'analista, perché da anni mi confronto con lo stesso problema. Quando ho una chitarra bella mi secca portarmela in giro, inevitabilmente si devasta. Però le chitarre brutte non mi piacciono, è più forte di me. Così, visto che spesso vedo su eBay parti a prezzi stracciati, ho deciso di provare a farmela io, senza limiti di tempo, ma tenendo i costi al minimo indispensabile. Il primo obiettivo era 250 euro, poi ho capito che avrei sforato. Però il risultato è stato superiore alle aspettative. Vi racconto com'è andata.
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Sono ormai tre anni che mi diletto nell'assemblaggio di chitarre basandomi sui miei gusti personali. Sono ormai giunto alla realizzazione della mia quarta chitarra. Colgo l'occasione per mostrarvi le foto di due delle miè più riuscite creature, delle quali sono molto orgoglioso, anche per il fatto che sono riuscito a venderle a persone che le hanno acquistate perché sono state colpite in particolar modo dalle loro doti sonore. In ogni caso anche dal punto di vista estetico queste due bimbe si difendono alla grande!
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Premetto che non sono un liutaio ma mi è sempre piaciuto il legno, i suoi profumi e la sua duttilità. Suono la chitarra da anni e le ho sempre smanettate con buoni risultati, per me e per alcuni amici, cambiando pickups, sistemando ponti, trussroad, ed assemblando body e neck precostruiti. "Poi un bel giorno, senza dir niente a nessuno..." ho iniziato a costruire da zero la chitarra in questione. Tutto in casa. L'idea iniziale prevedeva un’acustica elettrificata tipo Godin, che non avesse il corpo in mogano scavato, ma fosse strutturata con fondo, fasce e top. In seguito, tuttavia, il mio progetto cambia radicalmente: la chitarra sarà elettrica.
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NdR: In genere questi articoli non passano dalla home page, anche perché ne riceviamo dozzine ogni giorno. In questo caso però due ragioni ci inducono a dargli la visibilità. Una perché che è scritto con intelligenza, due perché può essere l'occasione per affrontare assieme il tema della personalizzazione, condividendo le esperienze di chi ce l'ha con chi è alle prime armi. Le domande: ha senso modificare in modo così drastico una chitarra, correndo il rischio di trovarsi tra le mani uno strumento snaturato? Ha senso il rapporto tra sforzo (soprattutto economico) e risultato? Quanto resta dello strumento originale dopo modifiche tanto drastiche come quelle immaginate dal giovane accordiano "demonevil"? Continua...
Nel mio solito girovagare internettiano alla ricerca di novità o strumenti non convenzionali, sono incappato nell'ennesima (Manson Guitar, Air Fx Guitar, Robot Guitar, la Midi Guitar Zstar Z6 ed altre realizzate da marchi anche più noti) chitarra inusuale: la Video Guitar. Già il nome non promette nulla di buono.
Sia chiaro, a livello acustico non fa niente di speciale ma a livello estetico ed espressivo per alcuni potrebbe essere interessante, soprattutto a chi interessa l’aspetto scenico in uno strumento.
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Scrive
tuna: L'altro giorno, guardando (=sbavando su) un live dei Pink Floyd, mi è rimbalzata in mente una domanda su una questione che mi causa una certa frustazione chitarristica: ma come diavolo fa Gilmour a fare quei bending, tenendo il ponte mobile? Anch'io faccio un uso abbastanza "smodato" dei bending, ma per fare questo devo tenere il ponte completamente tirato fino ad appoggiarlo al body (alla Clapton per intenderci..e infatti lui la leva non la usa..), altrimenti si mangerebbe, ad occhio, almeno un quinto della tensione applicata per il bending stesso (la mia chitarra: Stratocaster American Standard, ponte a due viti, meccaniche autobloccanti, capotasto "rolling nut", corde D'Addario 010).
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