bosson scrive: posseggo da qualche anno una Paul Reed Smith Custom 22 20th anniversary. Bene, chitarra straordinaria, ma più passa il tempo più si ossidano i copri pickup e il ponte. Io sono molto attento a tenere pulita la chitarra dopo averla suonata, ma inevitabilmente l'ossidazione aumenta.
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Lennonsoda93 scrive: Giorno di setup per la mia Telecaster messicana, provata dall’arsura e dalla seguente inondazione di sudore a cui è stata sottoposta. Come d'abitudine la appoggio metodicamente sulla sua bella scrivania dedicata, con tutti gli utensili in fila a portata di mano, pronta per essere tirata a nuovo. "Fin qui niente di straordinario" direte voi.
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GeraldB scrive: Posseggo una Tom Anderson Classic del '94 usata e circa un mese fa ho deciso di pulirne il manico dandole dell'olio. Il prodotto utilizzato è stato il classico Olio di Limone, considerando che la chitarra in questione non è rintracciabile nel sito web (è infatti un misto tra una classic e una drop top), ho supposto che il manico fosse in palissandro.
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Dopo tanti anni di gavetta, non tanto professionale, quanto legata alla mancanza di fondi sufficienti a garantirmi un'attrezzatura musicale decente, mi sono reso conto che lo strumento con cui si suona deve essere sempre in ottimo stato ed è necessario un accurato lavoro di manutenzione su di esso per evitare che al momento più sbagliato la propria chitarra diventi il proprio peggior nemico.
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Il più sciatto risolverà semplicemente con un panno in micrifibra o di cotone di scozia (umido o non) e un barattolo di Pronto Legno senza crearsi particolari problemi ma altri, tanti altri, cercheranno in rete consigli, post e articoli per orientarsi meglio nella pulizia dello strumento affinché essa sia efficace, completa e non invasiva. Questi molti altri ai quali io appartengo, dunque, dopo un paio di orette di lettura avranno le idee leggermente confuse e si sentirano più frustrati che informati.
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pastrana75 scrive: Sono ormai 15 anni che pulisco la tastiera delle mie chitarre con la paglietta - lana d'acciaio grana "0000" - sempre con ottimi risultati, sia sul palissandro sia sui frets metallici. Questo sistema, nel tempo, si è rivelato essere il più efficiente sia in termini estetici sia di suonabilità (impagabili le sensazioni che regala una tastiera ben pulita, levigata e nutrita) anche se resta il più laborioso perché faticoso e lungo. Ma ora mi è sorto un dubbio.
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Sfogliando “Chitarre” di gennaio, mi sono imbattuto in una foto del caro vecchio, si fa per dire, Mike Stern con in braccio la sua fida Yamaha. Guardandola attentamente ho notato con orrore quanto i tasti della sua bimba, tastiera compresa, fossero intrisi di vagonate di sporco! Mi è venuto in mente allora di riassumere in un articolo i passaggi fondamentali che io eseguo per mantenere belle pulite le mie chitarre ad ogni cambio corde!
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Scrive Giulioo: Buongiorno/sera/notte saggio popolo di Accordo. E’ la prima volta che vi chiedo qualcosa apertamente,ma è da tanto che sfrutto questo magnifico posto per colmare la mia sete di sapere chitarristico. Veniamo al sodo: sono una di quelle persone con una sudorazione eccessiva alle mani, ma proprio tanto, e non riesco a far durare per più di 3 settimane una muta di corde senza farla arrugginire tutta.
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buone giornata a tutti.
ieri ho fatto una grandissima incoscienza ( ancora non ho molta esperienza in merito) alla quale vorrei riparare.
in pratica ho notato sulla mia gibson les paul della macchie di colla o altre sostanze e quindi le ho pulita con dell'alcol. risultato? ho combinato piu danno di prima in quanto nelle parti dove ho passato l'alcol la laccatura è completamente andata lasciando di conseguenza la chitarra come se fosse coperta di impornte.
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Scrive Brighton: Sulla mia fender Showmaster ho da poco riscontrato quello che potrebbe essere un problema non da poco. Il manico si muove. E parecchio! L'ho scoperto per caso facendo un tremolo 'naturale' sulla chitarra (per intenderci è quello che si fa solitamente con le chitarre acustiche: si preme sul manico allontanandolo da noi e sulla spalla superiore avvicinandola a noi). Ho però notato che pur non avendo fatto una considerevole pressione il manico si è mosso parecchio. Durante il movimento ho chiaramente notato le corde che si alzavano e si abbassavano. A sentire il legno, adesso, mi sembra pure 'morbido'. Il manico è del tipo incollato al body e non fissato con viti. Detto questo, quanto grave è il problema? Rischio di ritrovarmi col manico in mano mentre suono? Oppure tutto ciò è normale?
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Vorrei parlare di un videotutorial che ci aiuta a capire come curare la nostra chitarra. Il link da cui partire è il seguente: (già postato da qualcuno su Accordo). Chiaramente la mia non vuole essere una recensione da liutaio... perchè non lo sono... però, per quel poco che ho smanettato con le chitarre che ho avuto, posso affermare che quanto trovato in questi video rappresenta quasi il massimo cui potevo aspirare... anche perchè, pur non volendo rubare il lavoro ad altri, secondo me, un intervento del diretto interessato sulla propria chitarra è necessario quando non si ha un esperto personale.
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Scrive gianninord: Vi prego aiutatemi. Ho due chitarre Fender vintage hot rod; una stratocaster 62 e una telecaster 52. Due bellissimi strumenti dei quali, magari un giorno, mi piacerebbe descivere le caratteristiche e le mie impressioni. Ma ora ho bisogno di un aiuto. Tutti e due gli strumenti hanno la regolazione del manico con la vite verso il corpo. In un noto negozio del Veneto mi hanno detto che per le sistemazioni stagionali del truss rod è necessario smontare il manico. La cosa mi sembra assurda, in quanto le regolazioni le ho sempre fatte con le corde in tensione. Forse sbaglio?
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Ultimo articolo mio del 2008. Perciò, auguri a tutti. Eccoci arrivati all'ultima parte di questa serie sulle meccaniche per acustica. Questa volta ci occuperemo di aspetti estetici e sonori, soprattutto in riferimento a quanto detto nei due articoli precedenti. Non si tratterà di un articolo canonico, o meglio di un articolo che fornisce delle risposte. Questa volta, faremo domande, e creeremo dubbi, riguardo a particolari tipi di meccaniche, alla loro estetica, e al fatto che a volte le meccaniche vengono cambiate perché sembrano brutte, o si associano male (giudizio soggettivo) ad una specifica forma di paletta, o ai colori di una chitarra. Affronteremo anche un argomento piuttosto particolare, ovvero quello della (possibile) scelta tra meccaniche vintage (antiche ed usate) e le loro riedizioni contemporanee (nuove ed immacolate). Proveremo infine a capire se effettivamente esiste una relazione stretta tra forma e peso delle meccaniche, da una parte, e risultati sonori, dall'altra. Anzi, più che provarlo a capire, ne faremo un piccolo sondaggio.
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Due giorni fa il mio malaugurato fratello ha fatto cadere la nostra Fender Showmaster. La tracolla era inserita un po' male e ,dopo essersi alzato in piedi con la chitarra, si è sganciata dallo strumento facendolo andare a terra. La chitarra ha un pacca sul fondo non molto visibile ma il mio problema è un altro.
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Ciao Accordiani.
Penso che a tutti, prima o poi, sia capitato di scoprirsi insoddisfatti di un acquisto che pure si era desiderato da molto tempo.
Mi è capitato recentemente con l'ultimo (o penultimo?) attacco di GAS, manifestatosi con un improvviso, irresistibile bisogno di semiacustica.
Essendo sempre stato un gibsoniano, ovviamente la prima idea è stata la ES335, un mito, una sicurezza. Un attentato al mio conto in banca, anche. Troppi soldi, non dico che non se li meritasse, ma purtroppo non li avevo a disposizione.
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La sala da biliardo a Campo Solagna si trasforma profondamente durante i tre giorni del Grappa Guitar Camp. Con la caratteristica fondamentale di essere praticamente insonorizzata rispetto al resto dell'albergo, molto spesso è un luogo ai confini della sopportazione fisica in termini di decibel anche se in certi casi, come quello che andremo a vedere ora, a valvole spente appare come un laboratorio interessantissimo.
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In questo articolo ci occuperemo essenzialmente del cambio delle meccaniche, di tutti gli eventuali problemi che possono derivare da questa operazione e delle soluzioni applicabili. Come già accennato nella precedente puntata, il cambio delle meccaniche per l’acustica – ed indirettamente, anche per l’elettrica – è semplice solo all’apparenza. Le variabili da valutare non sono moltissime, ma basta sbagliare una misura, o compare meccaniche anche con una sola caratteristica lievemente diversa da quelle originali, per ritrovarsi nell’impossibilità di terminare la sostituzione, oltre che con delle meccaniche nuove da rivendere, perché frutto del più classico “errato acquisto”.
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E' da parecchio tempo che leggo gli appassionati e appassionanti articoli accordiani, finalmente mi sono deciso anch'io.
Questa mia "opera prima" è per presentare la mia nuova chitarra. Versione mooolto economica di una Les Paul, comprata nuova sul sito di aste più famoso del mondo a circa 60 Euro (+ spese di spedizione), probabile bidone colossale, si è invece rivelata, con mia grande sorpresa, una buona chitarra. Senza grandi pretese ma piuttosto versatile.
Premetto che sono un chitarrista soltanto per hobby, non sono un virtuoso, ma adoro le chitarre. Ero in possesso già di una Kramer Baretta (originale, ma purtroppo non ne conosco l'anno di fabbricazione, credo 1985) e di una Steinberger GS (unico modello con la paletta, anche lei credo dello stesso periodo della Kramer).
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Hai appena fatto settare "a modino" la tua chitarra e, sull'onda dell'euforia, la tua mente ti propone queste domande:
E se cambiassi muta di corde?
Ma perchè invece non provare quel drop D?
E se fosse oggi il giorno che proverò la DADGAD?
Basta ho deciso: corde più grosse e 3 toni sotto?
010 mezzo tono sotto? Perché no? Ma cosa fare?
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Breve raccolta certo non esaustiva di caratteristiche generali possedute dalle maggiori case produttrici di corde per chitarra acustica, tralasciando volutamente il discorso delle corde "incappottate", già protagonisti di trattazione dedicata.
Anche in questo caso, anzi ... soprattutto in questo caso, molto più che in altri, regna sovrano il gusto personale ed anche in questo caso ciò che vi accingete a leggere è una raccolta di impressioni e scambi di opinioni effettuate nottetempo con gli adepti della setta acustica.
Partiamo dalla fine, chi buttiamo giù dalla torre ? Ma nessuno ovviamente ;-)
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