Da molti anni nella scena Blues internazionale,i Mama’s Pit hanno suonato nei più importanti festival italiani ed europei, collaborato con grandi musicisti Blues e partecipato a numerose jam-session. Con all'attivo tre cd e la partecipazione a due cd/tributo a Jimi Hendrix in compagnia di musicisti fra i piu' importanti della scena internazionale quali Robben Ford, Steve Lukather, Hiram Bullock, Larry Coryell. Pur continuando la collaborazione con "Proud" Mary Birch, quest'anno si avvalgono in qualità di vocalist di Alberto "Bobby Soul" DeBenedetti, con lui hanno iniziato la registrazione di un nuovo cd...
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Parlando con degli amici "musicisti", mi sono imbattuto in una discussione che vorrei proporre anche al popolo accordiano. Si parlava del fatto che molti gruppi, sono destinati a rimanere confinati a vita in sala prove, nonostante abbiano un notevole potenziale. Le ragioni sono molteplici.
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Oggi voglio parlarvi di un argomento doloroso nel vero senso della parola, e cioè della sindrome da tunnel carpale, che, insieme a tendiniti e altri mali, affliggono spesso noi dipendenti della sei corde, ma anche 4 come pure batteristi e tastieristi, insomma un pò tutti i musicanti!
La sindrome da tunnel carpale è dovuta alla compressione del nervo mediano al polso nel suo passaggio attraverso il tunnel carpale. Ma che cos'è appunto il tunnel carpale? E' un canale localizzato al polso formato dalle ossa carpali sulle quali è teso il legamento traverso del carpo, un nastro fibroso che costituisce il tetto del tunnel stesso,inserendosi, da un lato, sulle ossa scafoide e trapezio e dall'altro sul piriforme ed uncinato (ossa del carpo della mano).
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Pochi giorni fa discutevamo sul perchè la buona musica in Italia non è ben sponsorizzata a scapito di musica di bassa qualità e "show" che poco sono affini con la nostra realtà.
Nella vita di tutti i giorni quando siamo in macchina,in un bar,dal barbiere ci capita spesso di sentire la radio e spesso storciamo il naso e se non se ne puo' fare a meno dobbiamo ascoltarla.Il punto focale è qui:
diciamo che di artisti bravi ce ne sono tanti in Italia ma non tutti hanno la fortuna di uscire.
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Suonare dentro la saletta o durante un concerto a volte diventa davvero insopportabile e doloroso. Volumi alti spesso portano danni gravi alle nostre orecchie e dato che noi ci teniamo alle nostre orecchie, cerchiamo di proteggerle.
Si sà che il rumore troppo forte irrita o stordisce e prima di fare un occhio nero al batterista o chitarrista di turno prendiamo rimedio.
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Ciao a tutti!
Già una volta ho scritto un articolo nel quale si parlava dell'accentuata ignoranza musicale in gran parte dei giovani di oggi,non tutti fortunatamente..
Non ho 60 anni e parlo,o meglio scrivo,dal punto di vista di un quasi ventunenne.
Vorrei raccontare di un fatto che capita quasi sempre in svariati locali notturni e mi riferisco più che altro a discoteche..Non sono un grande frequentatore di questo genere di posti,dato che la troppa gente attaccata e la "musica" che viene "suonata" in quei posti non mi piace,anzi mi spacca la testa..Ieri sera però,c'era una "festa anni '60" nella discoteca più frequentata di Lucca,e in più suonava una band della quale conosco tutti i componenti,quindi ho deciso di andarci,almeno solo per sentire l'esibizione..Assicuratomi quindi di non dover spendere 15 euro per entrare,dato che mi sono finto un componente,sono andato per la seconda volta della mia vita in questa discoteca.
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Ciao a tutti.
Non scrivo da molto e purtroppo me ne dispiaccio tanto. Da poco ho ritrovato un po' di stabilità e quindi posso ricominciare a postare il mio pensiero su questo splendido sito:
Vi scrivo per chiedervi se anche voi,attenti ascoltatori,avete notato differenze nel modo di fare musica e per "differenze" intendo:scrittura dei testi,composizione musicale,interpretazione..ecc... insomma un po' tutto !
La risposta piu' ovvia è chiaramente SI,molto è cambiato soprattutto rispetto al lontano passato ( 60-70 ).
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Da quando l'era del digitale è entrata di prepotenza nel mondo della chitarra, ne abbiamo viste davvero tante. All'inizio erano delle autentiche ciofeche, suoni plasticosi e irreali, impossibili da utilizzare in un contesto musicale. Ma adesso i tempi sono decisamente cambiati, tra line6, v-amp, boss e quant'altro si può dire di aver assistito ad una vera rivoluzione del suono digitale.
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In fondo noi chitarristi siamo fatti così. Siamo tutti stregati dalla stessa magia. Si chiama musica. Tu mi chiedi che cos'è? Non sono uno scienziato, non te lo so spiegare. Posso immaginare. Per ogni essere umano la musica è un qualcosa che serve per non pensare, per accompagnare le mattinate passate a riordinare i cassetti. Per noi la musica è vita, acqua che scorre dalle nostre fresche sorgenti, per noi la musica è la nostra voce, è l'unica cosa alla quale dedicheremmo tutta la nostra vita. Siamo chitarristi, tutti stregati dagli stessi guai, dalle stesse maledizioni. Ti accorgi che sei chitarrista quando senti un pezzo per radio e le dita della tua mano sinistra iniziano magicamente a muoversi senza molto senso, sei chitarrista se una sera spegni l'ampli soddisfatto del suono che ne hai tirato fuori e lo accendi senza aver mosso una manopolina il giorno dopo e pensi che il suono non sia granchè e non ti soddisfa.
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Come dico nel video introduttivo: “Amici Accordiani, buongiorno”. I filmati che seguono sono gli esempi musicali che trovate trascritti su Chitarre di Febbraio, numero che ha in copertina il grande, immenso, Stevie Ray Vaughan. Il chitarrista texano ha lasciato un’eredità pesantissima, quasi ingombrante per chi voglia cimentarsi con la chitarra elettrica rock-blues, e merita non uno, ma molti approfondimenti. Non è il primo lavoro su di lui e non sarà certo l’ultimo, spero però sia uno che ricorderete con piacere, magari traendo un profitto dal lavoro di trascrizioni allegato alla biografia.
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Bazzicando Youtube mi è capitato di incappare nei video di questo simpatico menestrello. Un vero mago, capace di intrattenere il pubblico da solo, con piano, chitarre elettriche e acustiche. Vi consiglio di vedere i suoi video, ce ne sono per tutti i gusti. Lui non discrimina nessuno: prende in giro tutti: dai Led Zeppelin, passando per gli Slayer, fino a David Bowie. E non serve conoscere così bene l'inglese.
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Buongiorno a tutti gli "accordiani". Leggo sempre con piacere gli articoli pubblicati su questo mitico sito, ed oggi, spinto dalla rabbia, mi sono deciso a scrivere. Questo atricolo vuole essere una provocazione ed insieme, una domanda: E' giusto che se un locale chiama il vostro gruppo per una serata e dopo aver montato l'attrezzatura varia, aver cenato, ed essere carico a molla per la serata, data la scarsità di pubblico, decida ( il gestore ) di non farci suonare e quindi di non pagare la serata?
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Il Dario Pinelli Italian Gypsy Jazz Trio ha concluso da qualche giorno la sua tournée americana, che è stata trionfale ed ha riservato tante sorprese piacevoli. Di ritorno a casa, il Trio ha portato via con sé tante bellissime vibrazioni, tantissimo materiale, e l'impegno di ritornare negli States ad aprile. A presto avrò il piacere di farvi un resoconto dettagliato di tutto, con l'aiuto di Dario; per adesso, invece, godetevi i quattro filmati qui sotto, che ci raccontano in modo divertente alcuni momenti della tournée.
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Ciao a tutti,
mi piacerebbe condividere con gli accordiani la mia passione sfrenata per una delle band italiane che mi stanno più a cuore. Purtroppo si sono sciolti e non esistono più da vari anni se non nel loro frontman Paolo Benvegnù (che ne ha di fatto continuato il percorso con due bellissimi dischi solisti intitolati “Piccoli fragilissimi film” e “Le labbra”) e che, ai suoi concerti, ha la grazia di farci ancora ascoltare le perle del suo grande ex gruppo.
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Slash, Jimmy Page, Zakk Wylde, Peter Green... Artisti diversi, accomunati dalla fedeltà - per alcuni quasi assoluta - alla Gibson les Paul. Sul sito Gibson Lifestyle è uscito oggi un elenco dei quindici chitarristi che sono appunto un'icona di questo strumento. Non era facile selezionare, ma a parte una grave mancanza (Michael Bloomfield, l'uomo che di fatto ha creato il mito della les Paul flametop), quella di Lifestyle ci sembra una lista condivisibile.
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Covo queste righe da tempo, precisamente dalla sera del 2 luglio 2008. Quel giorno raggiunsi Villa Arconti a tentoni, in vespa, con il serbatoio in riserva sparata e il cielo che minacciava pioggia a secchi. Tramonto e contesto mozzafiato. Stavo per vedere, finalmente, Cat Power. Lo ammetto, ero molto emozionato.
L’antefatto cinque anni prima. Un’amica mi diede una copia di You Are Free (Matador Records, 2003). In tutta onestà, nonostante la fama di disco “cool” del momento a NY, le comparsate del batterista dei Nirvana e Eddie Vedder, lì per lì non mi entusiasmò più di tanto
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Per me il 2009 non poteva iniziare in modo peggiore.
Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio si è spenta all'ospedale Le Scotte di Siena la cantante Valentina Giovagnini in seguito ad un incidente stradale.
Forse ai più non dirà nulla ma per me è una brutta perdita perchè ero innamorato della sua voce, del suo modo di cantare ma soprattutto affascinato da quel suo modo di mescolare musica pop ad atmosfere celtiche.
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La band è di quelle che non ha bisogno di presentazioni, o la odiamo o la amiamo il risultato è che la conosciamo tutti.
Io li ho conosciuti quando frequentavo il liceo e mi hanno accompagnato per tutta l'adolescenza, e anche se adesso mi sono aperto ad altri gruppi, stili e generi un posto fra i miei cd lo conservano sempre.
Il primo inciso si intitola "3" e contiene al suono interno 3 brani.
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E’ Natale e tra i passanti indaffarati, agli angoli delle strade, sono comparsi gli artisti di strada. Ieri ho rivisto dopo un anno Tony Lee King. Si tratta di un “Artista” un po’ particolare. E’ di origine croata, sui 45 aa circa e si presenta con una bella Stratocaster, un piccolo ampli e microfono su asta. La particolarità è che è un vero professionista sia nel modo di suonare che nel cantare. L’avevo visto la prima volta un anno fa proprio nel periodo di Natale ed ero rimasto impressionato per come proponeva “Ain’t no sunshine” (vecchio pezzo fine anni ’60 riproposto nella colonna sonora del film Notting Hill).
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