
Mi è sempre piaciuto suonare la chitarra da seduto sin da quando ho cominciato, nel 1975, con una Som d’Ouro brasiliana spessa 15 cm. Il mio sogno già da allora era la Ovation, ma dato i prezzi dell’epoca -a dir poco proibitivi- ho dovuto aspettare e non poco. Quando finalmente le mie finanze (e mia moglie) me lo hanno permesso ho acquistato uno strumento usato.
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Il suo nome completo è Ovation Celebrity CSE 44 e nasce in Korea. Una premessa è d'obbligo: la mia prima chitarra acustica è stata una modesta Applause, niente di eccelso, ma grazie a lei mi sono innamorato delle forme e delle caratteristiche inconfondibili del marchio. Così, quando ho deciso di salire di livello, non ho avuto dubbi: la mia chitarra sarebbe dovuta essere essere una Ovation.
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Materiali sintetici, tecniche costruttive all'avanguardia e particolare attenzione alle necessità dei musicisti alla ricerca di sonorità alternative. La produzione Ovation dimostra di sapersi tenere al passo con i tempi con idee costantemente all'avanguardia, talvolta non universalmente condivise dal pubblico, ma innegabilmente coraggiose. Dopo l'aggressiva serie Demented, realizzata in collaborazione con DJ Ashba, Ovation strizza un occhio agli amanti delle accordature aperte e ribassate.
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Prima chitarra della storia con elettronica attiva, la Ovation Deacon è uno strumento significativo come simbolo di un'epoca lontana. Interessante la circuitazione, basata su due pickup humbucking di produzione originale Ovation (che sostituiscono i precedenti single coil nel 1974) controllati da un'elettronica attiva. Un preamplificatore FET alimentato da ben due batterie da 9V trasforma il controllo di tono in una sorta di equalizzatore parametrico, che sposta la risposta in frequenza dei pickup e consente - in abbinamento col volume anch'esso attivo - di simulare la voce di strumenti diversi, dai classici toni dei single coil tipo Fender ai potenti humbucker di scuola Gibson.
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Sono Marco, il chitarrista scarso del gruppo, oltre a cantare suono la seconda chitarra. Capita spesso che il chitarrista ritmico sia più preparato tecnicamente del solista, che abbia il groove nel sangue e sia in grado di trascinare la band con riff micidiali... non è il mio caso. Mi limito ad arpeggi e strumming con un suono da acustica. Ma capita anche che ci sia bisogno di altri suoni, vuoi per un pezzo tirato che chiama un buon crunch, vuoi perché mentre il Chitarrista fa il solo devo passare al riff in power chord che toccava a lui...
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Voglio qui onorare la promessa fatta ad alcuni accordiani in occasione della conclusione del gioco Ovation, offrendo così alla lettura le mie impressioni d’uso della chitarra che proprio di quell’iniziativa costituiva l’ambito premio: la Ovation DJ Ashba.
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Come sapete il vincitore del gioco Accordo-Ovation 2010 è Giovanni Ghiazza, scelto dagli accordiani in un folto gruppo di partecipanti dopo una dura selezione.
Abbiamo filmato il momento della premiazione allo stand della Mogar, qui alla fiera Music Italy Show.
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Una Ovation con corde di nylon (difficile chiamarla "classica") inviata in visione dal distributore è stata l'occasione per chiedere a Paolo Pilo di dirci la sua su questo tipo di strumento ibrido, un punto d'incontro tra la folk americana e le chitarre europee, soprattutto quelle della tradizione spagnola. A sentire parlare Paolo, il vantaggio delle corde in nylon è principalmente che si rompono meno frequentemente. In realtà anche il suo suono muscolare viene addomesticato da questo strumento e guadagna alcune gradevoli sfumature latine.
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L'amplificazione della chitarra acustica è uno degli aspetti più critici per un musicista quando suona dal vivo, soprattutto se si esibisce nella formazione più minimalista che c'è: voce e chitarra. Un buon pre può fare la differenza, offrendo una gamma di sonorità quanto più ampia possibile, consentendo al musicista di variare l'accompagnamento e vivacizzare la sua performance, come dimostra oggi Paolo Pilo. Ovation è l'azienda che ha diffuso nel mondo il pickup piezoelettrico applicato alla chitarra acustica e ancora oggi - nonostante una concorrenza agguerrita - occupa una posizione di leadership grazie a continui miglioramenti dei suoi sistemi di preamplificazione.
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Light My Fire, uno dei più straordinari pezzi degli immortali Doors, può diventare un'arma con cui il chitarrista acustico da bar cattura l'attenzione del pubblico più disattento. L'importante è inventare una ritmica efficace, che consenta all'orchestra minimalista chitarra-voce di rendere il feel del pezzo. Ecco come lo interpreta Paolo Pilo.
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Poteva capitare, in epoca pre-Internet, di acquistare un manuale pensando che fosse di "blues" e scoprire invece che era di "bluegrass", tutta un'altra cosa. E' successo anche a Paolo Pilo, che non si è scoraggiato, non ha restituito il manuale, anzi ne ha fatto tesoro, scoprendo una serie di trucchi e tecniche con cui arricchire il proprio bagaglio di chitarrista.
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E' opinione diffusa che la "formazione minima" (chitarra e voce) sia un modo limitato e limitante di proporsi al pubblico. In realtà non dover rendere conto ad altri musicisti, non dover seguire una struttura condivisa né uno schema predisposto consente di variare a volontà. Ecco allora che un pezzo può diventare più veloce o più lento, più allegro o più serio, più fluido o più ritmato in relazioni alla situazione, al tipo di pubblico e perché no all'umore dell'artista. Paolo Pilo propone oggi una serie di cinque interpretazioni totalmente differenti tra loro di un classicone che più classicone non si può, "The house of the rising sun". Il breve excursus finale sfrutta un pezzo celeberrimo dei Police per dimostrare come si possa alleggerire un accompagnamento senza svilirne il carattere.
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Continua la serie di proposte di Paolo Pilo sui trucchi del mestiere con cui attirare l'attenzione del pubblico. Questa volta Paolo si occupa di metallo pesante, ma sempre suonato con la sua unica e insostituibile (cioè, fino a quando non è ora di sostituirla perché soccombe alle martellate quotidiane) Ovation amplificata con un SR Technology Jam 150. Non è facile suonare l'heavy metal con l'acustica, ma sembra che per Paolo niente sia impossibile.
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In pochi mesi di presenza costante su queste pagine, Paolo Pilo è diventato un beniamino di tutti. La sua carica di simpatia, il suo approccio scanzonato alla musica, l'approccio muscolare e anticonformista alla chitarra acustica, il suo talento, la sua disponibilità a condividere hanno conquistato molti accordiani. I suoi workshop - come i suoi concerti - sono degli happening da cui si esce contenti e arricchiti. Domenica 15 anche Paolo sarà al Milano Guitar Show - SHG 32 con la sua Ovation e il suo ampli SR Technology. Tema (molto elastico): il medley e altri trucchi per catturare l'attenzione del pubblico quando si suona dal vivo.
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Imagine dell'immenso John Lennon non ha bisogno di presentazioni. E' uno dei pezzi più suonati (e spesso anche storpiati) nella storia della musica. Eccone una versione per sola chitarra acustica proposta da Paolo Pilo, con un arrangiamento creativo ma rispettoso dello spirito del brano.
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Just The Way You Are, dall'album The Stranger del 1977, è una delle più note canzone di Billy Joel. Scritta come dono di compleanno per la sua prima moglie, la canzone è sopravvissuta al matrimonio di Billy, raggiungendo la terza posizione in classifica negli USA e restando a lungo tra i Top 20 in Inghilterra. Prodotta da Phil Ramone, ha un feel di bossanova che la rende un capolavoro immortale, adatto a tutte le situazioni.
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Mancano due giorni all'inizio della kermesse sarzaniana, a cui Accordo e Chitarre parteciperanno in forze. La partnership con Armadillo e SHG produce buoni risultati. Come detto, quest'anno il nostro spazio sarà un'evoluzione di quanto fatto lo scorso anno: invece di un tavolo e un Jam 150 avremo una zona "open mic", con palco, impianto SR Technology e una serie di chitarre Ovation top di gamma, che Mogar Music mette a disposizione di chi avrà voglia di fare due note nei momenti in cui il palco non sarà occupato da qualche virtuoso impegnato a rallegrare il popolo del Meeting. In attesa che Jurgen metta online il programma, diamo un'occhiata alle tre chitarre.
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Tanti suonano i pezzi degli U2 sull'acustica, in fondo l'atmosfera di ballata che Bono & C mettono nella loro musica invita a strimpellarla con la chitarra acustica. Tra tante richieste relative a questo gruppo, Paolo ha scelto la famosissima One, che propone in un arrangiamento interessante, abbastanza facile e di sicuro effetto. Come sempre la sua Ovation Custom Legend LX è amplificata con l'SR Jam 150
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L'abbiamo capito appena aperto il pacco, questa è una Ovation fino al midollo, con le carte in regola per starsene in compagnia delle roundback più nobili della famiglia, Legend, Elite, Adamas. Tutto quello che serve è lì: la cassa Ovation di profondità media, il top in abete (verniciato in un color "i-silver" che fa tanto MacBook Generation), il manico in mogano con 22 tasti e scala da 25", un pickup Thinline CP-100 sotto la sella e il pre OPi-1 dove ce l'hanno le sorelle maggiori. Insomma, la prendi in mano e se sei un appassionato delle creature di mr. Kaman ti senti a casa, se non lo sei lo diventi per forza.
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Una Ovation senza plastica. Si sapeva della VXT, ma ancora non eravamo riusciti a metterci sopra le zampe, per capire quanto fosse rimasto di Ovation in una chitarra con corpo in unico pezzo di mogano con camere di risonanza e alleggerimento, top in abete, due pickup humbucker Seymour Duncan '59 e un Fishman Power Bridge. E dunque non abbiamo aspettato un attimo a sventrare i cartoni quando è arrivata la nostra VXT per la prova.
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