
Riarrangiare per chitarra acustica un brano suonato da uno dei chitarristi che hanno rivoluzionato il modo di suonare l'elettrica non è certo semplice. Se a complicare le cose ci si mette anche uno dei riff più famosi mai suonato da una tastiera nel rock la sfida si fa davvero interessante.
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C'è una canzone che non può mancare nel repertorio di un chitarrista, acustico o elettrico che sia. Non c'è maniaco delle sei corde che non l'abbia suonata almeno una volta o, anche inconsapevolmente, ne abbia imitato la progressione armonica. È "Il tempo di Morire", di Lucio Battisti, altresì nota con il nome non ufficiale di "Motocicletta".
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Arpeggi, tanti accordi ma anche tanta melodia. Il brano mostrato da Paolo Pilo offre una gran varietà di suoni, nella sua esecuzione, ed è un piacere da eseguire come da ascoltare. Per rispettare le sonorità originali della canzone, Paolo ha scelto attentamente i voicing e curato il movimento dei bassi, articolato ma complice dell'atmosfera unica propria di uno dei più amati brani della musica italiana di sempre.
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Anche gli auguri di Natale si possono dare con una chitarra acustica, una buona dose di fantasia e un po' di sano fingerpicking. Paolo Pilo riserva a tutti gli Accordiani questa sua ritmata versione di "Silent Night", o "Astro del ciel" se preferite, da ascoltare e rubacchiare come al solito nei punti più gustosi. Nessuna indicazione particolare sull'esecuzione questa volta, godetevi semplicemente la dedica e le prossime feste. Buon Natale!
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Dolce e melodica, "Candle in the Wind" conserva tutta la sua atmosfera originale grazie alla versione per chitarra acustica e voce presentata da Paolo Pilo nel video che segue, attraverso una particolare attenzione prestata alla scelta dei voicing per gli accordi, quanto più vicini alle sonorità pianistiche di Elton John.
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Ancora un viaggio nella tradizione americana con l'adattamento per chitarra acustica e voce di uno standard dei più longevi: "I Can't Give You Anything But Love". Risalente alla fine degli anni '20, prima della swing era, la canzone fu scritta a quattro mani da Jimmy McHugh, che ne curò la musica, e Dorothy Fields, che aggiunse il testo.
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Il primo obiettivo, quando ci si esibisce da soli con la propria chitarra acustica, è quello di restituire al pubblico l'impressione di un brano fatto e finito, ricordandone i movimenti principali, i voicing e gli stacchetti. A volte, per raggiungere questo scopo, è necessario ingegnarsi e miscelare l'utilizzo di plettro, dita e percussioni. Per offrirne una dimostrazione, Paolo sceglie di prendere in esame un brano dei Simply Red.
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Scritta da Isham Jones con testo di Gus Kahn e pubblicata nel 1924, "I'll see you in my dreams" fu una vera e propria hit. La versione originale, registrata da Jones e l'orchestra di Ray Miller, entrò in classifica per restarci 16 settimane di fila durante il 1925, di cui sette settimane al primo posto.
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Quando si parla di chitarra acustica e voce non si può non pensare all'indimenticabile duo Mogol/Battisti. Pubblicata nel 1977 come 22esimo singolo di Lucio Battisti sullo stesso disco con "Amarsi un po'", "Sì, viaggiare" porta la firma di entrambi gli autori. La canzone fu subito un successo, tanto da conquistarsi immediatamente un posto in classifica, risultando il singolo più venduto del 1977 e restando in prima posizione per ben otto settimana durante tutta la primavera dello stesso anno.
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Continua il viaggio attraverso le ritmiche manouche per chitarra acustica con Paolo Pilo. Allegro e ritmato, lo standard analizzato in questa puntata risale alla fine degli anni '20, nel pieno della swing era, nato dalla penna di Victor Young e completato dalle parole di Will J. Harris.
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Vincitrice di tre Grammy Awards nel 1993 e annoverata tra le 5cento migliori canzoni di sempre secondo Rolling Stone, piazzandosi al 353esimo posto in classifica, "Tears in Heaven" è forse la ballad più famosa che Eric Clapton abbia scritto.
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La passione di Paolo Pilo per i vecchi standard jazz letti in chiave gipsy non è un segreto ormai. Non è la prima volta che, petite bouche alla mano, il chitarrista si cimenta in un ritmato swing manouche condividendo le sue personali soluzioni esecutive con gli Accordiani.
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1993, i 4 Non Blondes entrano nelle classifiche con il singolo "What's Up?". Sicuramente il brano più famoso della band californiana, primo e forse ultimo loro grande successo, "What's Up?" ha lasciato un segno così forte nella memoria di una generazione da entrare indelebilmente nel ricordo di quegli anni '90 in cui, qualcuno ricorda, MTV era l'incarnazione via etere dei gusti giovanili, prima di cominciare a stabilirli, qualcun altro ricorda.
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Continua la rubrica video di Paolo Pilo con un vero e proprio standard jazz all'italiana. Maneggiato in tutte le chiavi e dagli artisti più distanti per epoche e cultura, il brano "Conosci Mia Cugina" è un successo degli anni '40 partorito dalle penne di Carlo Alberto Rossi e Giuseppe Perotti, alias Pinchi, e cantato per la prima volta da Natalino Otto.
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Considerato uno dei più grandi successi di Frank Sinatra, "My Way" fa parte a pieno titolo della tradizione popolare americana, i cosiddetti standards. Eppure il brano di Sinatra rappresenta solo una minuscola parentesi della continua trasformazione subita dalla canzone originale, di cui "A Mi Manera", suonata dai Gispy Kings, è un'ulteriore versione.
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Uno dei brani più conosciuti e replicati tra le tracce del White Album, "Blackbird" ha spesso fatto discutere per le tematiche affrontate nel suo testo. A dispetto della melodia particolarmente dolce, infatti, i versi di Paul McCartney contengono chiari riferimenti politici, confermati in seguito dallo stesso autore.
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Dolce e calda, la voce di Norah Jones ha reso famoso questo brano composto dal chitarrista Jesse Harris, membro del suo gruppo e collaboratore all'epoca dell'esordio discografico della cantante, avvenuto nel 2002 con l'album vincitore di due Grammy Award
Come Away With Me, del quale "Don't Know Why" è la traccia d'apertura.
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Anno 1967, California. Il cantante soul Otis Redding mette su carta i primi versi di "Dock of the Bay", canzone che completerà nei mesi successivi durante un lungo tour promozionale. L'incubazione del brano dura fino al dicembre dello stesso anno quando, insieme al chitarrista Steve Cropper, Otis entra in studio per registrare il suo nuovo album, un disco che vedrà la luce solo dopo la sua scomparsa.
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Che lo si ami o lo si odi, Vasco Rossi è uno degli autori più seguiti ed eseguiti in Italia. I gruppi che ripropongono dal vivo i suoi successi non si contano e le richieste acustiche, in spiaggia tra amici, lo vedono sempre ai primi posti. Grazie a questo incontro con Paolo Pilo, affrontare i maggiori successi del più noto cantautore rock italiano accompagnandosi con la sola chitarra sarà un'ottima occasione per allenare arpeggi e tecniche percussive.
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Era il 1986, con "Wanted Dead or Alive" i Bon Jovi richiamavano le ambientazioni del vecchio west e la chitarra di Richie Sambora introduceva all'ascolto attraverso un arpeggio su chitarra acustica, talvolta un modello a più manici dal vivo, che è divenuto il tratto distintivo di una delle più famose hit della band del New Jersey.
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