
Come sapete il vincitore del gioco Accordo-Ovation 2010 è Giovanni Ghiazza, scelto dagli accordiani in un folto gruppo di partecipanti dopo una dura selezione.
Abbiamo filmato il momento della premiazione allo stand della Mogar, qui alla fiera Music Italy Show.
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Sono passati due mesi dall'inizio del gioco, gli accordiani hanno avuto modo di manifestare la propria preferenza tramite la partecipazione ai thread, le visite e i commenti, tra l'altro spesso costruttivi e molto interessanti.
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E' giunto il momento, penne sui banchi! E' scaduto a mezzanotte il termine per la pubblicazione degli articoli che hanno partecipato alla selezione per il gioco Accordo Ovation. Chi sarà il fortunato autore dell'articolo, tra quelli contrassegnati dallo stemma del gioco, che si porterà a casa la Ovation DJ Ashba Signature "Bone Daddy"?
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Si chiamano “chitarre da studio”, come recita la dicitura che portano, ma a prima vista sembrano proprio chitarre uscite ristrette dalla lavatrice, come dopo un errato lavaggio. Nel senso che c’è tutto, ma in dimensioni abbastanza ristrette. Per un adulto maneggiarle è semplicissimo, minimo ingombro ma, massima difficoltà a suonarle se si dispone, solo, di due manone. Allora vi chiederete, come ha fatto questa “chitarrina” ad entrare nella saket family?
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Dopo le
buche, ecco le palette. Qualcuno potrebbe pensare che manca solo un articolo sui secchielli e siamo pronti per il mare, ma stiamo parlando di chitarre e, nello specifico, di chitarre acustiche. Quindi tratteremo quell’elemento strutturale che nei nostri strumenti svolge due precisi compiti: uno di tipo meccanico, l’altro di tipo squisitamente estetico, ma non meno rilevante a giudicare dall’attenzione che gli dedica gran parte dei chitarristi.
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Negli anni ’70 la sfida nei cieli era tra il grassoccio e proletario Jumbo contro l’affilato ed aristocratico Concorde… e sappiamo poi come è andata a finire. In quel periodo nel mondo musicale la giapponese Ibanez rispondeva al classico modello acustico Jumbo della Gibson con una copia chiamata Concord.
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Piove. Siamo in Sicilia, alle pendici dell’Etna, sulla provinciale che collega Catania con Bronte, la patria del pistacchio. Se non fosse per la foschia che mi circonda, probabilmente vedrei i pistacchieti. Ma piove, è quasi primavera e piove. Però sono felice e curioso perché ho appuntamento con Maurizio Catania, quello che scoprirò dopo poco, uno straordinario personaggio, un ragazzo intelligente e garbato, collezionista di chitarre e liutaio per hobby. Già, perché il nostro è un impiegato di banca e dedica il suo tempo libero alla famiglia ed agli strumenti a corda.
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In principio era il buio… Poi ho premuto l’interruttore e la soffitta polverosa si è illuminata. Lei era lì, esattamente dove l’avevo abbandonata una quarantina di anni fa, nella stessa identica posizione, il tempo passato non l’aveva piegata! O forse sì.. Una parte del fondo si era scollata dalle fasce, ma per il destino che avevo in mente per lei la cosa non aveva molta importanza. Sulla tavola armonica erano evidenti i segni lasciati dai miei sforzi adolescenziali di possedere un’elettrica: uno scasso rettangolare per un pickup vicino al ponte e un foro per il jack. Ma per il resto era proprio come me la ricordavo, il mio primo amore a sei corde, la mia Eko Studio L con il suo manico avvitato!
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Nelle chitarre acustiche flat top di qualità oggi vengono utilizzati, prevalentemente, entrambi con taglio longitudinale, due tipi di abete.
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Quale è stata la prima d’arte umana abbinata alla musica? Intendo dire, quando agli albori della socializzazione della nostra Specie ci riunivamo intorno ad un fuoco per danzare e per rendere più propizia la caccia per il giorno dopo? Non era forse il dipingersi il volto ed il corpo per rendere più esplicite le nostre sensazioni? Sì, d’accordo, le chitarre non esistevano ancora, ma la musica sì. E, guarda caso, è stata proprio questa uno dei primi messaggi che abbiamo lanciato per riconoscerci e per scambiare emozioni. Quindi possiamo tranquillamente dire che la musica e la pittura sono state forse le prime manifestazioni socio-comunicative della nostra esistenza.
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Nella mano il pollice è il dito più importante. Il Signore, a differenza delle scimmie, ha fatto in modo che si muovesse su un piano diverso dalle altre dita per dire "ok" oppure "non mi piace", per dare i voti su Accordo, per impugnare la clava o il mouse, ma soprattutto per suonare fingerpicking. Il pollice è decisamente un dito rivoluzionario, un oppositore.
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Sbadabam! Mi sveglio di soprassalto… “Ci sono i ladri!”. Mia moglie si desta con sguardo inorridito, con i bigodini e la crema da notte. La impugno come un’arma: non ferirà nessuno, ma al solo vederla i ladri se la batteranno a gambe levate! Accendo la luce gridando: “Ho una moglie in mano e non ho paura di usarla!”. Mio figlio, assonnato, si sveglia, fa la pipì e dopo aver tirato lo sciacquone mi indica il corridoio: “Ti è di nuovo caduta la chitarra dal muro. Buonanotte”.
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Riuscite ad immaginarvi come sarà la chitarra acustica fra 50 anni? I vostri figli vi chiederanno: "Papà papà, cos'è quella cosa di legno appesa al muro?!" e voi stupefatti direte "una VECCHIA chitarra acustica". Qualche tempo fa,girovagando sulla rete, mi sono imbattutto in questa:
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Penso che Kevin Ryan non abbia bisogno di grandi presentazioni. Allievo di Richard Hoover (Santa Cruz) e Jim Olson, le sue chitarre vengono suonate da alcuni dei più noti nomi sulla scena musicale e, si narra, sarebbero state loro vendute senza particolari sconti o favoritismi. Altre voci parlano invece di una costruzione molto robusta, di una particolare verniciatura sottilissima ma protettiva e via con altre varie leggende metropolitane. Io ho qui appunto la Mission Grand Concert che vedete nella foto e cercherò di descrivervela.
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Sono secoli che nelle chitarre la buca è un elemento costruttivo al quale i liutai non fanno mancare le loro minuziose attenzioni. Stiamo parlando di quel grande foro di forma circolare che interrompe il piano armonico, e nel quale a tutti i chitarristi sarà cascato almeno una volta il plettro, obbligando poi a buffe manovre di recupero. La buca è stata in origine oggetto di abbellimenti e decorazioni estremamente elaborate, come quella che si può apprezzare in questa riproduzione di chitarra rinascimentale, opera del liutaio Bruné:
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La serie di chitarre acustiche Ovation di DJ Ashba (Dj non è il lavoro che fa, bensì le iniziali di Daren Jay...) ha suscitato in tutti noi una forte emozione.
C'è chi le ama per le sue provocanti e affettuose areografie e chi le odia perchè rispecchiano il satanismo trasformato in top per chitarra.
Ma cari amici, tutti noi cerchiamo un qualcosa che espliciti la nostra anima rock&roll: chi sotto forma di spendaccioneria per setup, chi tramite strabilianti accessori folkloristici -colorati e inutili- e chi con il proprio buontempo dà un tocco manuale di artisticità al proprio strumento.
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Sapete Accordiani , forse questo è il titolo giusto per definire questa chitarra che mi accompagna da più di 30 anni. Scegliere una Applause, una Ovation o comunque una chitarra della Kaman determina una scelta particolare. Non fosse altro per quell’abbinamento resina- legno che tanto distingue queste chitarre dal resto di tutte le altre illustrissime colleghe. Sarà che per me è stato amore a prima vista, sarà che era una grossa novità sul mercato chitarristico, sarà che suonava bene, sarà che… me l’hanno regalata.
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James L. D’Aquisto, liutaio, nacque il 9 novembre 1935 a New York. In quella città crebbe e lavorò fino al giorno della sua dipartita, per un attacco di epilessia, il 18 aprile del 1995. I suoi inizi quale liutaio avvennero nella bottega di un altro italoamericano, tal John D’Angelico, del quale divenne con il passare del tempo l’alter ego e praticamente figlio d’adozione e, con la morte del suo maestro, colui che ne proseguì l’arte di costruire le migliori chitarre archtop. Oggi Jimmy D’Aquisto è riconosciuto come uno tra i più importanti, o forse il più importante liutaio del ‘900 americano. Le sue creazioni sono già nei musei e nelle più importanti collezioni, ed hanno superato per valore economico quelle lasciateci dal suo maestro.
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Che la chitarra acustica sia in grado di darci delle sensazioni immediate e che sia anche il polso dei nostri limiti oppure delle nostre aspettative, è indubbio. Un po’ come guidare una moto “pura” di quelle ruvide in cui se non c’è simbiosi col mezzo…
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"L'evoluzione è la risposta di una popolazione alla selezione naturale, che sulla base delle condizioni ambientali nella quale è posta si adatta, sviluppando caratteri idonei all'ecosistema in cui vive e si sviluppa - Charles Darwin".
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