
Mi è molto difficile parlare dell’ultimo album degli U2. E’ come offrirmi una storia con Scarlett Johansson. Mi potrò anche lamentare se avremo problemi comunicativi. Ma sempre di una storia con Scarlett Johansson si tratterà. Per fortuna con gli anni ho imparato a scindere obbiettività ed emotività. E capire che spesso le due cose non vanno a braccetto. How To Dismantle An Atomic Bomb ad esempio, per quanto mi emozioni tutt’ora in quanto tassello della carriera della band della mia vita, è innegabilmente un disco loffio, incoerente. Col senno di poi una delusione.
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Dopo mesi dall'acquisto, è arrivato il momento di rendervi partecipi della mia soddisfazione per Il delay spero definitivo (salvo attacchi improvvisi ed irrefrenabili di GAS). La scelta è caduta su vari delay analogici: Diamond memory lane 2, EH deluxe memory man, Maxon AD999 ed il mio aquisto, Il Retro sonic. Brevemente arriviamo alla scelta. Il diamond è troppo costoso anche se suona veramente bene, e poi è troppo complesso per i miei gusti. L'EH (nuovo) non rende assolutamente come il predecessore provato da un amico. Il maxon, troppo chiuso rispetto agli altri.
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Salve popolo di accordo.
Per noi musicisti ci sono dei gesti che sono diventati col passare degli anni, abitudini quotidiane, delle quali ormai non ci rendiamo nemmeno conto.
Uno di questi, sicuramente, è la pressione sul pedalino di turno per passare dal suono pulito a quello più saturo.
Come molti altri di voi, mi sono passati tra le mani, anzi, tra i piedi, una notevole quantità di queste scatolette, dalle forme e dai colori più disparati, ma tra tutti, quelli che mi colpiscono di più sono i valvolari.
Ormai da più di un decennio, praticamente ogni azienda produttrice di amplificatori, ha il proprio, dotandoli di dimensioni e costi decisamente superiori alla norma rispetto ai “tradizionali” pedali, e secondo il mio modesto parere superiori anche in qualità.
Tra tutti quelli che ho avuto modo di provare, ovviamente non tutti quelli esistenti sul mercato data anche la particolare tendenza di alcuni ad essere introvabili, ne ho portati a casa e usato intensamente tre.
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L'ultima volta che ho portato la mia vecchia elettroacustica per metterla apposto ormai era troppo tardi. La poveretta che ho usato per anni mi è ritornata con un action altissima! D'altronde i tasti sono quelli che sono, la marca è cinesissima (stranamente non era di compensato) e il manico aveva subito degli stupri ambientali non indifferenti nel corso degli anni. In compenso al ritorno del setup la tastiera era stata pulita e il manico riallineato.
Non ero più convinto della mia chitarra acustica e finchè me la tenevo a casa era impossibile trovarne un altra che mi andasse bene. Ma nel bel mezzo delle feste (a Natale) un mio amico che aveva sentito che ero intenzionato a venderla mi chiede se la poteva provare e portare a casa.
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Stavolta vi presento l'altra bestiolina, la Hellion (ora Hellicon per motivi di omonimia con la creazione di un'altra casa) sempre della Rico Jr. Guitars.
questa chitarra fa la sua comparsa nel 2005 e mi è piaciuta subito e ho avuto la fortuna di prendere la numero 1.
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innanzitutto un saluto a tutti, vorrei inaugurare il mio ingresso nel
sito con una recensione della mia chitarra elettrica: una Vixen
Deluxe che ho ordinato direttamente ad Axegrinder , dealer americano
per la Rico jr. Guitars, per chi non lo sapesse si tratta della
factory del figlio dello scomparso Bernardo Chavez Rico fondatore
della B.C.Rich. Ci tengo a precisare che, essendo mancino ho sempre trovato molte difficoltà nel trovare chitarre che 1) mi potessero piacere almeno esteticamente e 2) che suonassero almeno decentemente, parlo di chitarre commerciali e di un bel po' di anni fa... mi sono poi avventurato su internet alla ricerca di qualcosa di decente avendo messo da parte un po' di soldi imbattendomi nell'ottimo dealer Drumcity-Guitarland nel Colorado il quale mi ha poi girato il link della succitata Axegrinder dove ho potuto ammirare queste chitarre.
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Salve a tutti! “Nuntio vobis gaudium magnum”: dopo anni di rotture di scatole a negozianti e accompagnatori vari alla caccia del Santo Graal del Suono, dopo nottate insonni di spulciamento compulsivo in rete e sulle riviste specializzate alla ricerca dei migliori consigli di “esperti” o sedicenti tali sulla strada verso l’Illuminazione del Tone, dopo copiose manciate di breccole sacrificate come ricchi oboli all’altare della GAS, ho raggiunto proprio sul filo di lana il mio obiettivo per il 2008 di completare con soddisfazione la mia personalissima pedaliera effetti e placare spero per mooolto tempo la perniciosa Sindrome da Acquisizione Guitarristica, che tante vittime miete anche tra gli assidui frequentatori di questo sito.
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Non si può certo affermare che Luca Francioso sia un artista dalla vena arida, o che soffra di crisi di ispirazione. Nel ripercorrere i passi che ci conducono a “La tutt’altra lontananza”, ultimo ambizioso lavoro del chitarrista padovano, si resta infatti veramente impressionati dalla prolificità dimostrata in più direzioni in questi ultimi anni., dove all’ottimo “Luoghi” del 2004 hanno fatto seguito, a breve distanza l’uno dall’altro ben tre lavori “ibridi” quali “Argile” (musica e danza), “The Show” e “Tra sogni ed il cuscino” (musica e scrittura) ed i libri “La Maschera” ed il recente “Un ingannevole dubbio”.
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Ho conosciuto Giovanni Ferro alcuni anni or sono, in occasione di un meeting di chitarristi acustici da lui stesso organizzato, e da subito ebbi modo di apprezzare, oltre alla sua immensa capacità sullo strumento, una disponibilità ed una carica umana non comuni, una vera voglia di “fare musica” ma soprattutto di condividerla e di farla crescere.
Potrei quasi dire che Giovanni Ferro sta alla chitarra acustica come Frank Varano sta alla chitarra elettrica. Entrambi sono i miei “fratelloni”.
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La chitarra che andrò a recensire è un' Ibanez RG2550GK del 2007, perciò una produzione recente di casa Ibanez.
Vista la controversa questione che imperversa l'opinione degli strumenti Ibanez cercherò di essere il più possibile obiettivo e ragionevole.
Trattasi nient'altro di un modello successivo all' Ibanez RG550 che, a partire dall'annata 2006\07 è diventata RG2550. Le somoglianze sono solo nell'estetica (battipenna e accostamenti cromatici) ma per il resto cambia tutto.
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Salve a tutti! Già da un po' stavo pensando di apportare qualche modifica alla mia Dot; finalmente sono riuscito a farlo,e con la spesa minima..
Vi propongo il dettaglio dei lavori eseguiti e una breve recensione.
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Mai come quest'anno i negozi traboccano di novità discografiche, un po' per tutti i gusti. Cominciando dalle ristampe e dalle riscoperte, segnalo un godibile cofanetto con tutti e 10 i CD in studio dei Led Zeppelin con le grafiche degli LP originali a un prezzo decisamente interessante. Si chiama Complete Studio Recordings e costa 70 euro. Imperdibile Live at Shea Stadium dei Clash, catturati dal vivo in tutto il loro fulgore all'apice della loro carriera nel 1982. Un live davvero straordinario, grintoso e coinvolgente.
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Non so se questo verrà preso come complimento, ma a me le prime note della title track, primo brano di questo secondo CD dei Mandolin in trent'anni (un record), mi hanno fatto venire in mente un disco che ho molto amato, Two Fisted Tales dei Long Ryders. Ci ho trovato la stessa carica di energia e di freschezza, la stessa allegria, grinta e voglia di suonare. Insomma, il paisley underground è finito da un pezzo, ma continua a far sentire i suoi benefici effetti se i risultati sono questi.
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Eccoci qua a recensire un altro grande ma piccolo delay. Il gioco di parole sta nel fatto che questo pedalino si presenta veramente di una dimensione che ti fa pensare a come possa suonare e cosa ci sia dentro.
Si presenta con tre controlli principali:
Il REGEN che regola il numero di ripetizioni;
Il MIX che regola il livello;
Il DELAY che regola il tempo.
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L’artista che voglio proporre è Greg Dulli chitarrista statunitense noto ai più in italia per la collaborazione da qualche anno a questa parte con gli Afterhours.
Ora, non voglio star qui a fare una biografia del personaggio (anche perché con internet simili informazioni le trovate dovunque), ma l’obiettivo e quello di illustrarvi l’artista, quindi vi basterà sapere che la sua carriera musicale (almeno ad alti livelli) parte dal carcere dove conosce un altro chitarrista (Rick McCollum) con cui qualche anno più tardi terminata la detenzione forma gli Afghan Whigs.
Ebbene si il povero Greg non si trovava in carcere certo per lavorare e che non sia uno stinco di santo lo si capisce sia dall’espressione furba accompagnata dall’immancabile sigaretta che dalle canzoni che hanno sempre quel sapore sporco e grezzo di chi non è cresciuto negli ambienti più raffinati.
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Un libro per imparare; un libro per capire, un libro per conoscere ed apprezzare l'eclettismo, l'intelligenza, la cultura. Più semplicemente, un libro da leggere. E' una storia che si ripete, quella del libro multiforme, che riesce a dirci cose nuove e diverse anche quando resta chiuso, per lungo tempo, su una libreria. Perché se riuscissimo anche solo in parte a (ri)trovare dentro di noi tutte ciò che ci viene dai libri che abbiamo letto, scopriremmo di certo che leggere - e leggere bene - è importante quanto respirare.
I libri raccontano in vari modi: parole, immagini, fotografie. Quello di cui parliamo oggi, invece, racconta anche con pentagrammi e tablature, e narra la storia di un musicista francese, di origine algerina, che usa quasi sempre la DADGAD per suonare musica celtica, ma che in nessun modo rinuncerebbe alle sue origini mediterranee.
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La prima chitarra è come il primo amore, non la si scorda mai. Purtroppo però è la chitarra medesima che si “scorda” troppo e troppo spesso...
La chitarra per “cominciare a suonare” è sempre stata tragicamente importante per chi si avvicina a questo strumento. E “tragicamente” è un aggettivo non scelto a caso, perché dietro agli strumenti economici spesso si nasconde la “tragedia” chiamata “frustrazione” di chi pur impegnandosi e studiando non riesce a migliorarsi o non vede progressi adeguati al tempo speso sul proprio strumento. Certo, i fattori in gioco sono molti, uno studio fatto male, vizi di postura, i dolori alle dita che tutti ci ricordiamo ecc...
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Dream Theater: croce e delizia del prog metal.
Amati e odiati, osannati e bistrattati.
In tantissimi hanno criticato questa band per i motivi più disparati, tra i quali, ad esempio, aver pubblicato più DVD che CD, il che è una cosa del tutto inusuale, specie parlando di un genere poco fruibile dalla massa.
Che possa piacere o no, questa scelta è stata fondamentale per la band, perché ha permesso a tantissima gente che non può andare ai concerti di poter vedere con i propri occhi i gesti e le movenze di artisti altrimenti inarrivabili.
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Mi fa una certa impressione recensire il nuovo disco del “nostro” Dave Electric – Still Rocking. Abituato come sono a leggere fin dalla nascita di Accordo le sue sempre apprezzabili e appassionate recensioni, oggi parlare qui del suo nuovo disco è sicuramente un piacere oltre che un onore.
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Il pedale dal nome enigmatico di LPB 2ube è un preamp valvolare stereo true-bypass prodotto dalla Electro-Harmonix.
Io ho comprato qualche tempo fa il mio usato su e-bay per 100 euro che comprendevano il pedale, l'alimentatore americano (110v alternata - 12v alternato),
il libretto di istruzioni,
la scatola originale in compensato di abete.
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