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masterdrummer: sarà capitato anche a voi (diceva una vecchia canzone) di avere un rullante scordato (aggiungo io).
Ho un rullante Pearl (Sensitone brass snare 6,5") che ormai da tanti anni accompagna le mie performance all'interno del mio gruppo tributo Red Hot Chili Peppers (i Redelefunk).
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Marco Manusso risponde a questa domanda di
phil82: Da un po' di tempo mi assilla una domanda tecnica per quanto riguarda le valvole di pramplificazione della mia testa, e degli amplificatori valvolari in genere. Dato che le valvole sono soggette ad usura, e per avere un suono discreto bisogna avere delle valvole buone, la mia domanda è la seguente: nel momento in cui si verifica un malfunzionamento di una valvola, vanno sostituite tutte o basta sostituire la valvola incriminata? Inoltre la valvola malfunzionante può portare ulteriori problemi all'amplificatore? Credo che queste due domande senza dubbio per coloro che hanno nozioni tecniche adeguate siano scontate e banali, ma per noi comuni mortali, che non ci occupiamo di tecnica, ma siamo ugualmente curiosi siano interessanti. Per capire un po' più a fondo anche come funziona il mondo dietro il nostro strumento. Ringrazio anticipatamente tutti coloro che contribuiranno a questo piccolo apporfondimento, e nel salutarvi vi faccio i complimenti per il vostro archivio giornalistico.
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Giacomo_glam scrive: Purtroppo è tanto che questa chitarra non viene più usata nè da me nè da mio padre. Quando l'altro giorno l' ho tolta dalla sua custodia, mi sono accorto di questo problema. Il manico è "scollato dal corpo" e va ad "invadare" la buca della cassa di risonanza.
Se avete bisogno di ulteriori informazioni, Vi posso dire che la chitarra ha quasi 20 anni (forse 1993?) ed è stata suonata parecchio, lo si vede anche dalla normale usura del top. Non ha mai preso colpi o è caduta ed è sempre stata tenuta nella sua custodia in casa.
Spero mi sappiate aiutare sulla "diagnosi" e la soluzione del problema.
Grazie mille in anticipo.
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Sykk scrive: Salve a tutti, possiedo un amplificatore con finale push-pull con due EL34. Qualche giorno fa ho avuto un piccolo problema di auto-oscillazione dovuto a uno sbalzo di tensione di rete (mi sono accorto che il pulito era distorto, poi che una delle finali era completamente incandescente). Naturalmente ho staccato subito tutto ed ho chiamato il tecnico, che mi ha detto che probabilmente l'amplificatore non era danneggiato e avrebbe funzionato normalmente anche se consigliava comunque di cambiare le finali. In effetti alla successiva accensione tutto sembrava normale, tanto che ho deciso di non cambiare le valvole ma almeno di verificare il bias.
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Sono un malato terminale di gas non c'è niente da fare. Ho passato gli ultimi 8 mesi della mia vita a buttare i miei risparmi in quel pozzo chiamato pedaliera e, devo essere sincero, ho finalmente raggiunto uno status quo accettabile, a parte ogni tanto che sentendo qualche arpeggio hard rock anni '80 mi viene voglia di chorus, ma questo è un altro paio di maniche. Ora, tutti noi sappiamo che la gas è una malattia migrante dall'eziologia molto particolare, ovvero: la curi da una parte e ti rispunta (peggiorata) da un'altra! Nella fattispecie si è spostata da sotto i piedi a sotto le mani.
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Martinez53 scrive: Ho comprato per mio figlio una Fender Telecaster Joe Strummer. Provata in negozio era perfetta, oltretutto paragonata ad una Custom Shop non evidenziava grosse differenze, anzi. Questo almeno li, sul momento. Il problema nasce a casa, attaccandoci qualche effetto la chitarra evidenzia un forte ronzio, senza effetti nessun ronzio, il suono è pulitissimo. Naturalmente se collego alla stessa catena la mia Strato non c’è problema. É evidente che specialmente il compressore evidenzia i rumori di sottofondo, e che quindi qualcosa si deve per forza sentire ma qui il problema è troppo evidente. Toccando le corde o il ponte il ronzio quasi scompare, sembrerebbe un problema di connessione della massa, l’ho smontata ma sembra tutto a posto, è possibile che siano i Pick-Up? O è un problema tipico delle Telecaster?
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Amici accordiani, così come il Re era famoso per i solchi in stile aratro lasciati dalle sue vistose fibie sul retro delle chitarre in tanti, quasi tutti, abbiamo (sebbene su scala ridotta) lo stesso problema con i nostri srumenti. A qualcuno spiace, ad altri meno, ed ognuno ha trovato una quadra personale per ovviare questo inconveniente molto diffuso.
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Gigggi scrive: Domanda per i liutai accordiani: è possibile montare un manico a scala corta su una stratocaster fender? Pensavo, potrei montare il manico di una Jaguar o di una Mustang, che sono a scala corta e penso abbiano lo stesso attacco di quello della strato ( posizione e numero delle viti eccetera ). Però mi chiedo se si tratta semplicemente di sostituire un manico con l'altro o se si renda necessario fare anche qualche modifica al corpo della strato, come ad esempio spostare il ponte o la posizione dei pick ups. inoltre, secondo voi quando inciderebbe questa modifica sul suono?
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Era il lontano 1984 quando mio zio mi vide alle prese con una chitarra e allora disse: sai, quando ero militare avevo comprato una chitarra elettrica e se vuoi te la presto così puoi divertirti. Beh, ero entusiasta ma è anche vero che avevo 10 anni e, se non guardavo dove mettevo le dita non riuscivo a fare neanche un accordo di Do (e dopo 3 secondi avevo le mani che mi facevano un male boia).
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EvilRaven: salve a tutti. Vorrei sottoporvi un problema tecnico alquanto fastidioso su cui non ho ancora trovato praticamente nulla di concreto sul web. Il problema è relativo alle pedaliere MIDI connesse come comando di un multi-effetto: nel momento in cui si aziona uno switch della pedaliera per cambiare effetto (ad esempio per entrare in assolo attivando un delay) si crea una discontinuità nel suono emesso dall'amplificatore (un vero e proprio istante di silenzio) che risulta perfettamente udibile e quindi devastante per la qualità sopratutto in sede live. Ho provato con diverse pedaliere MIDI e con diversi multi-effetto ma il problema resta sempre lo stesso. Vorrei sapere da cosa dipende e se è in qualche modo risolvibile. Grazie in anticipo.
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noctivagus: Fino a ora ho utilizzato dei monitor da studio per amplificare i synth che utilizzo. L'altro giorno, passando dal mio tecnico di fiducia, ho avuto modo di notare che anche con i synth, se amplificati da un'amplificazione che gode di un woofer di ampio respiro, il suono nello strumento guadagna a dismisura. Mi è stato consigliato come amplificatore per Synth il Fender Twin Reverb meglio se in edizione originale, ma mi hanno detto che anche le recenti riedizioni suonano a meraviglia. Mi confermate la buona resa del Twin Rev per i Synth? Come alternativa più economica su cosa dovrei orientarmi?
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Cross: Ciao ragazzi, io e il mio gruppo abbiamo comprato da più di un anno un buon impianto della Db composto da due sub e due satelliti. Il problema è che, a nostro avviso, usiamo solo la metà della sua potenza, perché quando alziamo oltre la metà il master dell'intero impianto, i microfoni della batteria o i microfoni dei cori emettono il maledetto fischio. Siamo intervenuti sulle equalizzazioni, abbiamo provato a cambiare microfoni e direzionarli in modo differente. Il risultato è migliorato con il tempo, ma avevamo intenzione di acquistare una sorta di processore antifeedback da mettere nel rack insieme al mixer e agli effetti per la voce. Avete dei consigli da darmi? Esistono processori antifeedback per impianto, se si, quali? Grazie.
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Marss scriveSalve a tutti ho un dubbio che non riesco a risolvere da solo: ho acquistato un ampli monocanale per l'esattezza un mesa boogie subway blues che utilizzo con una parker p38 (S-S-H)! Sto cercando in tutti i modi di far saturare le valvole senza spaccare i timpani delle persone che assistono alle mie performances! Da qualche giorno sto sperimentando questa modalità: faccio passare un pedale del volume Fv-50H della boss in send e return. Effettivamente le valvole tirano fuori un suono abbastanza saturo però penso che il pedale "mangi" qualche frequenza! Il pedale che uso è ad alta impedenza, forse ne occorrerebbe uno a bassa impedenza? (perdonate la mia ignoranza ma quale è la differenza?) Aspetto con ansia info e consigli
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mikorm: Salve, scrivo per avere una consulenza su intonazione e floyd Rose. la mia chitarra è una Ibanez RG550 con ponte lo pro EDGE, vabbè un floyd rose alla fine. Il problema è che per intonare la chitarra, devo arretrare parecchio le sellette del ponte; quella del mi basso addirittura è quasi arrivata a fine corsa (cioè non può più arretrare) e quella del mi cantino stà già a metà corsa. Ho seguito le indicazioni della Ibanez per regolare la curvatura del manico; l'action la tengo bassa, cioè 1,5mm sul cantino e 2 mm sul mi basso. La mia domanda è: è possibile che con il tempo si deformi qualcosa (per es, il manico o non saprei) e non sia più possibile correggere l'inotazione con le sellette del ponte o sbaglio qualcosa? Come corde uso dell 009-042 e i pick up sono a circa 5mm dalle corde (mi hanno detto che pick up troppo vicini alle corde possono "sballare" la lettura dell'accordatore).
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noctivagus: Vorrei poter far dialogare il Doepfer dark energy e il Korg ms10. E' possibile processare il suono di uno direttamente con l'altro (vco ms10 > vcf dark; noise ms10 > vcf dark; etc...)? come posso utilizzare la tastiera dell'ms10 per controllare l'intonazione del dark? Grazie!
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mikorm scrive: Sto registrando dei pezzi miei e il suono della chitarra elettrica distorta non è male, solo che alla fine il suono è sempre "davanti" a me. Ascoltando molti pezzi invece si sente la chitarra molto spaziosa, cioè sembra proprio di essere davanti a due belle casse ben distanziate tra loro e si percepisce una bella "scena" sonora.
La mia registrazione è di tipo casalingo, quindi microfono davali alla cassa, scheda audio e Sonar come multitraccia. Vorrei sapere se esistono dei plugin magari per ottenere questo effetto stereo, oppure se è una questione di "microfonatura" o ancora se ci sono altre soluzioni
Vi ringrazio anticipatamente,
Saluti
Mirko
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E! scrive Vorrei usare due amplificatori contemporaneamente, per una maggiore ampiezza del fronte sonoro.
E’ sorto però un problema: quei pedali che recano le scritte "out mono" e "out stereo creano un rumore abbastanza presente e fastidioso su una delle 2 uscite. Nello specifico, entro in un Line6 M13, che ha due uscite (left e right). Queste due uscite fanno effettivamente arrivare il segnale ai due ampli, ma c'è questo rumore su un ampli che non sono riuscito ad eliminare. Succede la stessa cosa se uso uno di quei jack che servono a sdoppiare un segnale in due.
Perchè si crea questo rumore? E com'è possibile eliminarlo?
Grazie
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MetalSir scrive: Salve,
ho letto moltissimo su queste pagine e finalmente sottopongo alla vostra attenzione un mio grande dubbio in materia di looper MIDI.
Quello che devo fare è abbastanza semplice: poter escludere (in true-bypass) una catena di effetti connessi in serie nel SEND/RETURN del mio amplificatore (Peavey VK100).
La soluzione che cerco deve essere controllabile via MIDI al fine di evitare in primo luogo cavi troppo lunghi nel loop effetti ed in secondo luogo tenere tutti i pedali (looper compreso) in un cassettino sottostante alla testata.Per fare questo, inizialmente, avevo pensato di utilizzare un looper (con switch pilotato da relay) realizzato artigianalmente ad hoc per me. Sfortunatamente però il prototipo, connesso nel SEND/RETURN dell'ampli con livelli di GAIN massimi introduceva notevoli disturbi sul segnale ed un evidente POP in fase di attivazione/spegnimento.
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Salve a tutti, sono parecchio in crisi... Ho faticosamente raccolto negli anni l'irreale cifra di 1000€, così ho intenzione di acquistare quello che temo sarà l' "amplificatore della mia vita". Cioè, non ce ne saranno altri per un po mi sa. Suono da 10 anni con una Gibson Les Paul Stahndard USA del 1998. Vengo da una scuola prettamente british e al quanto vintage: Hendrix, Beatles, Rolling Stones e Led Zeppelin tra le sonorità - si fa per dire - nuove, mi capita di aumentare un po' di gain alla Guns n' Roses, o alla Raconteurs, comunque niente metal o distorsioni eccessive.
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cydonshred: ciao a tutti, tra poco mi cimenterò nella registrazione casalinga di un EP promozionale con la mia band. Facciamo metal in bilico tra thrash, swedish, prog e heavy. Molto spesso chi ha esperienza minima di regsitrazioni e produzioni byself ha avuto perplessità sul risultato della ripresa del basso. E si comincia a riflettere: perché questo basso non ha groove? Perchè non spinge? E' impastato e le note non le distinguo, lo volevo più brillante... Qual'è la migliore procedura, almeno per chi si muove in ambito rock-metal e ha bisogno di un suono non troppo rotondo e scuro ma con il necessario attacco e di definizione anche sui medio-alti?
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