
Il Mini Wavedrum della Korg non è molto intuitivo: usato così come si presenta appena tolto dal suo imballo può sembrare un pò limitato. Ma basta leggere le poche pagine di istruzioni e sperimentare un po’ per capire che si tratta di un’impressione errata. Non ci sono molti tasti o menu di editing, ma si possono modificare comunque molti parametri per arricchire le possibilità sonore. Si tratta di uno strumento compatto e dalle enormi possibilità, grazie a un pad collegato a un’innoativa clip triggerata applicabile ovunque, in grado di trasformare in una fonte sonora virtuale qualsiasi oggetto.
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Torna, con un’esclusiva lezione per i lettori di Chitarre, Paul Gilbert, uno dei più amati e acclamati chitarristi rock del momento. In Super Rock Guitar, contenitore all’interno del quale ospitiamo nella didattica i suoi interventi, questo mese parliamo di pentatonica e fraseggio.
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Nativo di Gaeta, ma da subito trasferitosi a Roma, questo eclettico musicista è stato impegnato negli ultimi tre anni con Iseiottavi, tribute band a Rino Gaetano, e i Capobanda e attualmente collabora con le band fusion-sperimentali Deelay e Cities, oltre a prestare le sue bacchette ai progetti di diversi cantautori. Ma soprattutto Dario Esposito è coinvolto nel quartetto della cantante Federica Baioni, della quale è da poco uscito l’interessante La Vetrina Delle Vanità, un album a metà strada tra jazz e e canzone d’autore (103 Edizioni Milano, distr. Edel).
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Un classico fra i classici: "Sweet Home Chicago". È un blues in MI conosciuto da grandi e piccini grazie soprattutto alla splendida performance filmica dei Blues Brothers. In questa lezione ce ne serviamo astutamente come introduzione all'accompagnamento shuffle tipico del blues; ne risultano una serie di consigli e considerazioni pratiche che contribuiscono ad aiutare chiunque ad avvicinarsi alle dodici-magiche-battute-dodici. Buoni per l'elettrica ma anche per un'acustica aggressiva, questi accorgimenti di base prevedono l'uso di una serie di bicordi sulle corde basse, e di uno stretching della sinistra necessario per risultare convincenti; ce n'è quindi per tutti, chitarristi di primo pelo e non...
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Da quest’anno sono entrato a far parte degli Strings24, progetto heavy rock, prevalentemente strumentale, capitanato da due grandi chitarristi italiani: Sebo Xotta e Frank Caruso. Ho contribuito alle incisioni del loro secondo album, Speak che vedeva coinvolti una rosa di musicisti mirabili: uno straripante Roberto Gualdi alla batteria, Dino D’Autorio e Lorenzo Feliciati al basso e le chitarre internazionali di Andy Timmons, Rob Balducci, Mattias Eklundh e Kiko Loureiro.
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Nelle risorse di questo articolo trovate le trascrizioni parziali di due brani, il primo dei quali è
Subdivision, contenuta In Signals del 1982. Nella rivista Ritmi di novembre 2011 abbiamo riportato la trascrizione dell’introduzione al brano, mentre qui ci occupiamo della sezione conclusiva. Della mini suite
The Camera Eye, tratta da Moving Pictures del 1981, potete invece apprezzare la trascrizione di parte dell’introduzione strumentale e di un breve solo di 12 battute, che inizia dopo 2’ e 26” di esecuzione.
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Scritta da Isham Jones con testo di Gus Kahn e pubblicata nel 1924, "I'll see you in my dreams" fu una vera e propria hit. La versione originale, registrata da Jones e l'orchestra di Ray Miller, entrò in classifica per restarci 16 settimane di fila durante il 1925, di cui sette settimane al primo posto.
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Abile didatta quanto raffinato bluesman. Si diploma presso il Conservatorio "G. Verdi" di Milano perfezionando i suoi studi con il celebre maestro Chiesa. Sulla scena della musica leggera da oltre vent'anni con all'attivo numerose collaborazioni con altrettanti celebri musicista, tra cui l' "armonicista di New Orleans Jumpin‟ Johnny Sansone, il texas bluesman Sonny Rhodes, R.J. Mischo, Gail Muldrow, Eugene “hideway” Bridge, E.C. Scott, Andy Just,Vivian “Vance” Kelly Gary Wiggins.
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E' ormai piuttosto comune vedere un marchio orientale che sceglie un noto progettista americano per 'nobilitare' una linea di strumenti e renderli più appetibili a un pubblico sempre più spaesato davanti alla sconfinata produzione di quell'area che va dalla Cina all'Indonesia. In questo caso si tratta di Samick, grande casa coreana non nuova a questo tipo di operazioni (vedi la nota linea Greg Bennett).
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Batterista, compositore e arrangiatore da oltre 20 anni attivo sulla scena italiana e internazionale, si è imposto all’attenzione degli addetti ai lavori con la vittoria al concorso internazionale Percfest Memorial Naco svoltosi a Laigueglia (SV) nel 1997.
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Si continua a parlare di pentatoniche cercando di allargare il campo di utilizzo di queste scale. Per l'occasione prendiamo in esame un album importante di Stevie Ray Vaughan, Texas Flood, e scegliamo per i nostri esempi due brani famosissimi. Si tratta di "Lenny" e della title-track "Texas Flood".
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La saturazione, nelle sue varie forme, è l'effetto principe per noi chitarristi. Che sia ottenuta dalle valvole finali imballate, dal preamplificatore in saturazione o da un pedale (overdrive o distorsore), riempie le scorribande sonore di quasi tutti i generi musicali. Dopo 50 anni di storia è difficile proporre novità in questo campo. Over Marker è un overdrive che si propone l'obiettivo di estendere la tavolozza sonora e di diventare una sorta di secondo pedale overdrive da aggiungere a quello di base.
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Dura circa sette ore il nuovo triplo dvd realizzato dal batterista dei Rush per la Hudson Music. Si tratta senza alcun dubbio di uno dei più incredibili video sulla batteria mai realizzato, con segmenti girati in tre differenti location nell’arco di un anno, assemblati in modo magistrale. I singoli capitoli di Taking Center Stage coprono ciascuno una canzone del repertorio dei Rush; ogni capitolo ha inizio con Neil Peart che, sullo sfondo suggestivo della Death Valley, illustra verbalmente i dettagli dei groove e dei fill suonati.
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Il 20 novembre nella Sala Andromeda dell’Hotel Quark di Milano avrà luogo il primo e attesissimo Ritmi Show. Nell'attesa di poter godere di persona di tanta bontà, perché non iniziare a conoscere i nomi delle aziende che parteciperanno in modo attivo a Ritmi Show.
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Quando si parla di chitarra acustica e voce non si può non pensare all'indimenticabile duo Mogol/Battisti. Pubblicata nel 1977 come 22esimo singolo di Lucio Battisti sullo stesso disco con "Amarsi un po'", "Sì, viaggiare" porta la firma di entrambi gli autori. La canzone fu subito un successo, tanto da conquistarsi immediatamente un posto in classifica, risultando il singolo più venduto del 1977 e restando in prima posizione per ben otto settimana durante tutta la primavera dello stesso anno.
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"Little Wing" e, in particolare il suo intro, sono un classico che ogni chitarrista dovrebbe avere il dovere morale di saper suonare. Una canzone scritta dalla divinità Hendrix e presa in consegna da tanti suoi apostoli che l'hanno reinterpretata riuscendo ogni volta ad aggiungere - a un brano che nella produzione di Hendrix sembrava già perfetto - qualche sfumatura o colore emozionante. Sting, Metallica, Steve Vai, Pearl Jam sono solo alcuni dei nomi della lista infinita di artisti che hanno suonato "Little Wing". Ma se in questa interminabile lista ci deve essere un nome che sopra gli altri è riuscito a cogliere nella sua interpretazione lo spirito di Hendrix in maniera viscerale, quasi religiosa, questo è senz'altro Stevie Ray Vaughan.
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Il titolo di questo articolo è volutamente allusivo. Infatti, serve ad introdurre il filmato che abbiamo realizzato per documentare la passione per Ry Cooder di Adriano Viterbini, chitarrista e voce dei Bud Spencer Blues Explosion. Il nuovo album dei BSBE, Do It, contiene anche la cover di uno dei pezzi più noti del ricco repertorio di Cooder, "Jesus On The Mainline", e la cover story di Chitarre di novembre coincide perfettamente con l'uscita del cd. Ci è sembrato giusto celebrare la felice 'coincidenza' con una bella jam davanti alla telecamera.
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Il nuovo disco di Ry Cooder, Pull Up Some Dust and Sit Down, è ancora una volta il pretesto per scoprire le diverse facce di questo grande artista, maestro della tecnica slide ed esperto profondo di ogni stile tradizionale americano. Dal blues di John Lee Hooker alle ballad di Woody Guthrie fino alle consuete incursioni in territorio messicano, ogni canzone affronta un aspetto della problematica odierna rendendole condivisibili da ogni tipo di pubblico. Della lunga intervista che ci ha rilasciato abbiamo conservato per Accordo la parte dedicata alla strumentazione e al suo magico suono. Il resto, con tutti gli approfondimenti, lo trovate come sempre sulla rivista di novembre.
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Il rullante Slingerland RadioKing a differenza degli altri tamburi in legno dell’epoca (parliamo degli anni ’30), era fabbricato con un unico strato di acero curvato a vapore, con i cerchi di rinforzo per preservarne la rotondità (il resto della batteria RadioKing era costruito in mogano).
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