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Scopriamo insieme le Fender American Professional II
Scopriamo insieme le Fender American Professional II
di [user #17844] - pubblicato il

Abbiamo messo le mani in anteprima sulla Stratocaster e la Telecaster della rinnovata gamma American Professional II. Eccole in video.
La serie ammiraglia Fender introdotta nel 2016 si rinnova con una collezione di modelli pensati per chi cerca suoni, suonabilità e affidabilità da professionisti, con il carattere inconfondibile dell’universo elettrico californiano.

La selezione scelta da Fender per portare il concetto di American Professional nel 2020 si concentra sui modelli simbolo del marchio.
Risponde all’appello la Stratocaster, in versione a tre single coil o con humbucker al ponte. Non può mancare la Telecaster, sia in veste tradizionale, sia Deluxe. La Jazzmaster porta la bandiera delle offset.
I bassisti non restano a bocca asciutta con Precision Bass e Jazz Bass a quattro e cinque corde, più un esclusivo Jazz Bass Fretless.
Saranno disponibili controparti mancine per tutti i modelli, ma per vederle nei negozi bisognerà attendere l’inizio del 2021.

Scopriamo insieme le Fender American Professional II

L’arrivo della serie American Professional II è un’occasione per rinfrescare estetica e contenuti, con una particolare attenzione all’hardware e all’elettronica.

Tra le finiture inedite si segnalano l’affascinante Miami Blue per la Stratocaster dalle tonalità calde tendenti al pastello e l’aggressiva Telecaster in Dark Knight a cavallo tra Batman e una poderosa muscle car americana. Il Sunburst a tre toni approda sulla Jazzmaster, mentre un Mercury tinge il Precision Bass e un Mystic Surf Green arriva in esclusiva per il Jazz Bass.

Cuore per l’elettronica in tutti i modelli è la dotazione di single coil e humbucker V-Mod II, pickup caratterizzati da una singolare progettazione a magneti misti. Ogni pickup ha al suo interno più parti magnetiche differenti, in leghe diverse, scelte per valorizzare e connotare in modo diverso ogni corda sotto la quale sono poste.
La presenza di un meccanismo push-push apre a sonorità ancora più stimolanti, con funzioni diverse a seconda del modello.

L’affidabilità sul palco e in studio è garantita dalla presenza di hardware di altissimo livello, come i ponti a due perni e sellette in stile vintage per le Stratocaster e la scelta di montare meccaniche staggered per incrementare la pressione delle corde sul capotasto senza caricare gli alberelli abbassacorde di tutto il compito.

I manici, tutti satinati, si dividono in Deep C per le chitarre e Slim C per i bassi.
Il Deep C mira a fornire al musicista una quantità di legno superiore sotto il palmo, ma senza farne sentire l’ingombro grazie a un profilo asimmetrico che accompagna la mano durante l’escursione lungo il manico e a un bordo della tastiera smussato, capace di far sentire le dita immediatamente a loro agio.

Fender ha dedicato alla serie American Professional II un’intera playlist su YouTube, dove ascoltare subito i modelli all’opera.
Noi abbiamo avuto modo di maneggiare i primi modelli Stratocaster e Telecaster, appena giunti in redazione, e condividiamo con voi il momento dell’unboxing e delle prime impressioni nel video che segue.



Sul sito Fender, l’intera gamma American Professional II è visibile a questo link, con cenni sulle innovazioni introdotte e caratteristiche costruttive nel dettaglio.
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Link utili
La serie American Professional II sul sito Fender
La Playlist sul canale YouTube Fender
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di FranxAJ [user #18541]
commento del 13/10/2020 ore 16:13:20
Devo essere sincero, a me la serie Professional è sempre piaciuta...il nuovo Miami Blue di questo aggiornamento è semplicemente stupendo!
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 13/10/2020 ore 17:50:58
Incuriosito dal tuo commento ho guardato la serie anche sul sito Fender e sono sempre più convinto che quel Miami Blue sia lo stesso colore di una Soundstation che ho acquistato quattrio anni fa per un progetto di modifiche.
Ciao
Rispondi
di FranxAJ [user #18541]
commento del 13/10/2020 ore 21:10:35
hahahaha...beh potrebbe anche essere!
Magari la direzione Marketing non sapendo dove pescare ha cercato su internet e sono uscite le Soundstation! XD
(scherzo ovviamente)
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 13/10/2020 ore 21:13:30
anch'io ho una soundsation che torturo.
trovo molto robusta, legni densi e stagionati, dettagli accettabili. pick-up non buoni.
tu come la trovi?
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 14/10/2020 ore 11:34:4
Mi ci trovo molto bene: effettivamente i legni sono validi e la chitarra ben costruita, ho solo dovuto fare il set up appena arrivata. Come hai scritto i p.u. sono proprio poco di che, ma siccome la acquistai per alloggiarvi il set Paul Gilbert li ho usati solo un paio d'ore, giusto per capire come suonavano. Non che siamo male, sul pulito vanno benone, ma con overdrive e distorsioni sono decisamente inadeguati. In definitiva per 90€ sono molto soddisfatto.
Ciao
Rispondi
di mm [user #56131]
commento del 13/10/2020 ore 16:19:18
Quello che non mi piace è l'attacco del manico con quella placca smussata!
Che bisogno c'era di cambiare il contorno storico del corpo che era perfetto?
Ma cosa mai potrà incidere quella smussatura nell'accesso ai tasti alti? mah?
E poi, a parte il miami blue gli altri colori non sono il massimo...
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 13/10/2020 ore 17:23:15
Incide incide, e non poco.
A mio avviso, può anche non piacere (a parte che non la vede nessuno), ma è un'ottima soluzione.
La Strato... favolosa.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 13/10/2020 ore 17:56:06
Come scrive MM, la modifica è significativa per l'ergonomia nell'ultima parte del manico ed io sono uno di quelli (forse pochi, ma ci siamo) che ne sentiva il bisogno.
D'altra parte anche Gibson ha modificato il disegno storico (anche sulle Epiphone) per adottare una soluzione simile, anzi più radicale, perchè avendo il manico incollato hanno proprio scavato il body.
Ciao
Rispondi
di mm [user #56131]
commento del 13/10/2020 ore 18:07:33
Certo, sicuramente migliorerà un po l'accesso ai tasti alti, ma è che io sono innamorato del design immortale del copro della strato sia fronte che retro e sullo strumento che ha sostituito la linea American Standard vedo con occhio critico cambiamenti in tal senso.
Lo capisco bene invece per linee più moderne ed innovative come la Ultra, addirittura sarebbe meglio allora togliere la pacchetta in metallo e mettere le viti incassate come su Ibanez tipo...
Rispondi
di Max Posix [user #8433]
commento del 13/10/2020 ore 20:00:1
Per restare nella tradizione c'è sempre l'American Performer: panettone, disegno del body tradizionale, ponte vintage a 6 viti, chiavette in stile vintage... però manico C con radium 9.5"!
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 14/10/2020 ore 08:45:2
Buono il panettone... ma è già Natale?
Rispondi
di Max Posix [user #8433]
commento del 14/10/2020 ore 12:28:37
ahahaha!!! Palettone! PaLettone!!! Sorry!
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 13/10/2020 ore 17:22:35
Strepitose. Non ce n'è per nessuno quando loro ci si mettono col piglio giusto. La magia di riuscire a replicarsi da quasi 70 anni, ma senza ripetersi e sempre innovando. Che azienda.
Rispondi
di reca6strings [user #50018]
commento del 13/10/2020 ore 17:48:2
E' un punto di vista. Un altro è che stiamo parlando della solita chitarra che viene avanti da 70 anni con piccoli interventi che (forse) la rendono adeguata tempi. Non è certo un giudizio negativo, ma a parte il sistema dei p.u. (che vorrei approfondire) per il resto non mi pare che ci siano chissà quali innovazioni.
Buona musica
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 13/10/2020 ore 19:21:17
@reca6strings mi spieghi cosa c’è da innovare in un modello già di per sè perfetto come la stratocaster. Quando la tecnologia raggiunge lo stato dell’arte, non c’è più nulla da fare di nuovo. La stessa cosa è accaduta per la chitarra classica, dopo tante modifiche, evoluzioni, aggiunstamenti, perfezionamenti, si è arrivati ai modelli di Antonio de Torres che ha cristallizzato tutti gli apporti nel modello di chitarra classica moderna, che è ancora quello ancora oggi utilizzato. Con quel modello si è raggiunto lo stato dell’arte e qualsiasi modifica (se non qualche dettaglio o qualche sperimentazione sui materiali) appare ancora oggi inutile, Lo stesso vale per la Stratocaster. Non c’è nulla da fare sulla strat, il modello è perfetto così, tanto che è uno dei modelli più diffusi e copiati nel mondo assieme alla Les Paul. Si può giocare sui dettagli, sui legni, sui pickup, sull’hardware, ma alla fine sempre alla stratocaster si ritorna perchè il modello è già perfetto così e tutto ciò che è venuto dopo la stratocaster, non avrà mai il successo enorne di questa chitarra, semplicemente perchè dopo la perfezione non c’è altro. La Fender sta pure sperimentando a creare modelli nuovi (come le Meteora) o a valorizzre le Mustang o le Jazzmaster, ma alla fine sempre alla stratocaster si ritorna
Rispondi
di reca6strings [user #50018]
commento del 14/10/2020 ore 12:15:14
Salve, non concordo sull'idea che la chitarra sia già arrivata 60 anni fa al suo apice e non sia altrimenti migliorabile, ce lo dimostrano il floyd rose, i p.u. attivi, l'estensione a 7 ed 8 corde i fanned frets e molto altro. Secondo me quest'idea nasce da un errore di prospettiva: magari la stratocaster va benissimo per te, ma non è certo la chitarra perfetta: ci sono generi cui non riesci nemmeno ad avvicinarti con una strato o con una tele, come ci sono elementi ergonomici che per molti musicisti risultano scomodi, mentre fosse lo strumento perfetto sarebbe per definizione adeguato a tutti e ad ogni genere e circostanza.
Dopo questo lungo preambolo vengo alla questione. La tua domanda è del tutto mal posta: è Biraghi che scrive di innovazioni, quindi dovresti chiedere a lui che senso abbiano. Per conto mio posso solo dire che soluzioni già adottate da altre case non sono innovazioni, ma adeguamenti. Ciò non toglie che, prescindendo dal marchio, smussare il punto di attacco del manico è un'innovazione benchè tu dica che la chitarra era già perfetta.
Buona musica
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 14/10/2020 ore 16:04:47
Il Floyd Rose non è una chitarra, ma un componente che si monta su modelli di chitarre quasi sempre simil strat, e si tratta solo di un elemento che non a tutti piace. I pickup attivi non hanno cambiato la storia della musica e per molte persone non sono preferibili ai pickup classici. Stesso discorso per le chitarre a 7 e 8 corde, si tratta di semplici variazioni sul tema (come ci sono state sulla chitarra classica) che sostanzialmente non hanno cambiato la storia dello strumento e che non sono diventati standard come la statocaster o la les paul. Si parla sempre di innovazioni, si fanno esperimenti, vengono fuori delle mode (tipo le Steinberger di 30 anni) ma poi sempre agli stessi modelli si ritorna, perchè quegli strumenti rappresentavano la perfezione. Smussare l'attacco di un manico non rappresenta un'innovazione, ma un semplice miglioramento, che non è detto che a tutti piaccia. Come ci sono delle variazioni sulla chitarra classica, tipo quelle con spalla mancante, costruite per agevolare la parte solista, ma alla fine sempre al modello classico di torna. E lo stesso accade per le elettriche, ci sono variazioni, miglioramenti, perfezionamenti, ma innovazioni radicali non ci sono più, si torna sempre ai modelli strat e les paul, quelli sono i punti di riferimento (assieme ad un altro paio di strumenti) e a quelli si va a finire sempre. La prova è che ci sono decine e decine di produttori di chitarre nel mondo, che sperimentano, cercano l'innovazione, ma nessuno riesce a tirare fuori idee davvero innovative tali da creare un nuovo standard. Come nella classica non ci è mai discostati dal modello cristallizzato con Antonio de Torres, così nell'elettrica i modelli che sono diventati due punti di riferimento assoluti sono la strat e la les paul, dopo questi modelli ci sono stati solo miglioramenti, perfezionamenti, ma nulla di più. Nessuna innovazione, salvo progressi incrementali, che in ogni caso non hanno cambiato la storia dello strumento.
Rispondi
di reca6strings [user #50018]
commento del 14/10/2020 ore 17:40:40
Scusa, ma questa tua disamina fa molto ridere. In primo luogo i p.u. attivi li trovi ovunque: mai sentito parlare di Jackson RR o di Les Paul Zakk Wylde, per citarne due a caso? Inoltre è simpaticissimo il tuo modo di pensare, hai sparato una solonata mondiale: in pratica quel che scrivi tu è VERO, il resto, fuffa. Quindi secondo te una Tesla ed un'auto a vapore pari sono.
Infine fa un po' tenerezza che mentre la stratocaster è "lo strumento perfetto", sul resto ti rifugi nel "a molti non piacciono". Sembra di sentire mio nipote di tre anni che parla per assoluti o relativisiticamente a seconda della convenienza. Ci sarebbero decine di altre obiezioni al tuo non-ragionamento, ma preferisco chiuderla qui e dedicarmi a portare vasi a Samo che mi pare più utile.
Buona musica
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 15/10/2020 ore 08:41:00
Ok boomer
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 19/10/2020 ore 20:05:35
Detto! C'è anche il fattore di vendere chitarre da un altro punto di vista, quello di chi è giovane e pronto alla prima chitarra "seria". Avendo visto eroi del passato, Les Paul e Stratocaster sono d'obbligo. #1 il colore a distinguerle rapportando, per l'esempio la Strat dell'articolo ha appunto un colore nuovo (?), eccitante che va bene con luci da discoteca. Il fatto di potersi vantare di avere le ultimissime tecnologie a bordo è ancora più utile per fare impressione.
Rispondi
di wo [user #11945]
commento del 13/10/2020 ore 17:54:4
Stupende, non c'é niente da fa'. Come le metti le metti. ❤️
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 13/10/2020 ore 19:02:28
Perché innovare quando il progetto antico è vincente, ben suonante e affascinante?
Poi di strato moderne originali e di altri marchi è pieno.
Queste sono molto belle, mi piacerebbe provarle.
Rispondi
di Max Scarpanti [user #56093]
commento del 13/10/2020 ore 20:50:34
Splendide variopinte creature con un ottimo rapporto Q/P made in Corona
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 13/10/2020 ore 21:51:07
Belle, la Professional era già una serie interessante per la fascia di prezzo. Spererei per il 2021 anche in un cambio della serie American Original, che non è che mi ha mai convinto molto. Preferivo la vecchia serie AV.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 14/10/2020 ore 00:53:06
E finalmente hanno capito che la Tele deluxe aveva bisogno del palettone. Appena esce, zac! Bellissime tutte, anche il Precision. Complimenti alla Fender.
Rispondi
di bluesfever [user #461]
commento del 14/10/2020 ore 08:59:12
È vero! Ma quanto sono fighe le deluxe, quella maple neck poi..
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 14/10/2020 ore 10:38:07
Ora mi devi dire dove hai visto quella in acero!!!
Ho scrutato il web per tre anni aspettando che la Fender si decidesse a fare una versione americana della Deluxe col palettone, e ora che è uscita davvero sono eccitato. :)
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 14/10/2020 ore 12:54:46
Su tre colori la Tele Deluxe ha manico solo in acero. Blu, verde e bianca.
Rispondi
di bluesfever [user #461]
commento del 14/10/2020 ore 13:12:23
Eccola vai al link
chissà come suona...
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 14/10/2020 ore 13:14:50
Aspetto che il sito carichi anche gli altri colori. Come suona te lo farò sapere. Intendo prenderla prima della fine dell'anno, se mi garberanno i colori. Sui dettagli tecnici mi ci ritrovo quindi su questo aspetto no problem. Ti consiglio però di valutare anche le parallel universe troublemaker. Sono giapponesi, prezzi contenuti e doppio Humbucker, ma tastiera in palissandro.
Rispondi
di Rothko61 [user #32606]
commento del 15/10/2020 ore 12:46:23
Ma davvero vi piace la Telecaster col palettone? Gusti personali, ma per me non si può guardare.
Palettone sulla Strato e alla Tele la sua storica paletta. Lo so, con l'età sto diventando un conservatore... ;-)
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 15/10/2020 ore 13:55:58
Eh sì, semplice questioni di gusti. Ma più che altro a certe cose ci si affeziona per una ragione (ricordo che ce l'usava due decenni fa Thom Yorke) e poi rimangono scolpite nell'immaginario. Però il palettone mi piace solo nella Deluxe. La Tele classica mi piace com'è. Il fatto che tu sia conservatore ti gioca contro: la mitica Tele Deluxe col palettone risale al 72.
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 14/10/2020 ore 12:37:09
A me garbano e questa è la premessa, ma fondamentalmente, stando alla scheda tecnica, altro non sono che le vecchie American Standard con in più una smussatura sul tasca del manico. Personalmente, volendo restare in questa serie, cercherei nell'usata un'American Standard con i Fat50, risparmiando certamente anche tanti soldini.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 14/10/2020 ore 12:56:41
Beh, mica vero del tutto, i pickup hanno magneti differenziati, sarebbe interessante provarli.
Poi il push-push che ingrossa il suono del pickup al manico, per me è una bella opportunità, basta questo, non tanto altro.
Queste sono innovazioni intelligenti, perché come ha già scritto qualcuno, questa chitarra ha raggiunto subito lo stato dell'arte, la perfezione che non richiede praticamente nient'altro.
Poi se uno vuol stare sull'usato risparmierà sempre dei soldi.
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 14/10/2020 ore 13:02:00
Ciao, con l'uscita delle schede tecniche posso dare qualche info in più sulla Strat: il push-push attiva il pickup al manico nelle posizioni ponte e ponte+centro. L'effetto ponte+manico (posizione 1 del selettore) non è esattamente quello simil Telecaster che ci si aspetterebbe, piuttosto il timbro si incicciottisce e restituisce basse piuttosto a fuoco ma non gonfie (per questo l'impressione era quello di un ingrossamento e un arrotondamento generale del suono), mentre mettendo il selettore in posizione 2 (ponte+centro+manico) si ha un tono leggermente più smussato sulle alte, articolatissimo, tutto da approfondire.
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 14/10/2020 ore 13:36:18
Ma lo attiva in serie o parallelo? Cosa dice la scheda?
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 14/10/2020 ore 13:56:04
Purtroppo non specifica, direi parallelo.
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 14/10/2020 ore 14:13:22
Mah, se il suono si ingrossa molto potrebbe essere in serie. Vedremo.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 14/10/2020 ore 14:15:08
Ho capito. Comunque non è semplice spiegarlo a parole, credo vada provato.
Ad ogni modo il pickup al ponte della Strato è sempre un tema "complesso".
Io ad esempio nelle Strato che uso prevalentemente, ho montato un Seymour Duncan SSL5, perché mi piace avere un po' di spinta e calore quando uso overdrive e distorsione, e questo pickup spinge.
Ma è anche vero che in tanti pezzi mi serve avere il suono più tagliente del single coil classico della Strato, perché in quelli è la morte sua.
Quindi cambio chitarra.
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 14/10/2020 ore 14:28:07
Beh, dai, per richiamare il PU al manico insieme a quello al ponte sono 30s contati di saldatura, non c’è bisogno manco del liutaio, basta un amico con un po’ di manualità. Certo, sui pu non mi posso pronunciare perché non li conosco, ma anche su quelli si può procedere senza spendere troppo. Smussatura a parte, questa è la mia “vecchia” American Standard a tutti gli effetti: stessi legni, stessi tasti, stesso ponte, stesse meccaniche, stessa finitura; è solo per questo che mi rivolgerei all’usato. Per il resto mi piaceva la mia e di conseguenza mi piacerebbe senz’altro anche questa.
Rispondi
di paoloprs [user #10705]
commento del 14/10/2020 ore 14:09:16
La mia prima fender ( Telecaster) l'ho comprata da Policardi (Monfalcone - Gorizia)
nel 1968.... usata... per 100.000 lirre... Ed era una Fender Telecaster. !
Il resto è ciccia.....
Ora suono PRS (Santana Privare Stock) da 27 anni.
Vostro Paolo
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 14/10/2020 ore 14:16:
Beh, grazie a Dio ognuno suona con quello che più gli aggrada.
Rispondi
di reca6strings [user #50018]
commento del 14/10/2020 ore 14:30:18
Condivodo, ma da alcuni commenti non sembra proprio; però forse sbaglio io perchè sono nuovo del forum.
Buona musica
Rispondi
di Yago71 [user #55788]
commento del 14/10/2020 ore 16:32:0
Be'..non direi che non presentano nulla di nuovo ...e che sono in sostanza delle semplici riedizioni della vecchia standard..
Dei cambiamenti ci sono eccome... costruttivi ( vedi la smussatura del manico) ed elettronici ( nuovi pick up e switch per metterli in parallelo)..
E Sono certo poi che ci sia anche dell'altro
D'altra parte cosa volevate..?
Il progetto Fender è un progetto ormai consolidato in decenni di affinamenti ,quindi è chiaro che tutte le modifiche che vengono fatte ,vengono fatte per migliorare uno strumento già ottimo di suo.. pensare ad una rivoluzione non avrebbe senso..
È pur vero che piccole migliorie e aggiornamenti fanno parte del gioco e sono imprescindibili..chi sta fermo ha perso in partenza..
Aggiornare senza cambiare.. è il motto che si addice perfettamente alla casa americana
I legni sono gli stessi...
E con Quali legni avrebbero dovuto costruirle...?
Se utilizzano essenze nuove e allora non va bene perché non siamo in "linea con la tradizione",se si utilizzano i legni classici.. è sono sempre gli stessi ..
Mettiamoci d'accordo..
Se qualcuno brama la cieca fedeltà ai primordi,basta che si prenda una bella jap,e voilà con poco problema risolto..manicone,radius da 7,25,ponti vintage,e problema risolto 😉
Per quello che mi riguarda ho già puntato la tele in "roasted pine"...
Posso così "convincermi" di avere sotto le mani uno strumento che richiama l'inizio dell'epopea Fender,con al contempo però tutti quegli aggiornamenti che possano facilitarne l'uso,che visto la mia scarsezza nel suonare ,scomodo non fanno 😅😅


Rispondi
di mm [user #56131]
commento del 14/10/2020 ore 17:23:20
Mah, il pino poi... anche se hanno fatto un prototipo all'origine, ci sarà un motivo per cui non è stato più utilizzato.
Poi è un legno tenero, resinoso e il meno costoso che ci sia...
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 14/10/2020 ore 17:31:34
Ti segnalo però che una Strat di casa Fender con smussatura e possibilità di miscelare il PU al manico con quello al ponte c'era già, ovvero l'American Deluxe, sarà per questo che non riesco a vedere niente di realmente nuovo in questa serie. Perciò anche lì, se si vuole risparmiare e avere grosso modo le stesse features di queste nuove Professional, si possono risparmiare dei bei soldi. Ribadisco, sono belle chitarre, ma io 1549€ (se non addirittura 1749€ da quel che vedo su MM) per una chitarra che 8 anni fa costava 900€ (esperienza diretta sul nuovo) non li spenderei, quando a molto meno posso avere qualcosa di praticamente uguale, da eventualmente poi personalizzare con quel che vado a risparmiare.
Rispondi
di Yago71 [user #55788]
commento del 14/10/2020 ore 18:25:58
Ma va tutto bene quello che dici te..
Poi lo vieni a dire a me ...che ci smeno soldi di continuo perché le compro nuove e dopo un anno o due le rivendo ( sempre nuove..)..
Però che vuoi fare..
Se tutti facessero il tuo ragionamento allora le fabbriche potrebbero chiudere..visto che in giro ci sono almeno 10 chitarre per ogni suonatore( inclusi gli improvvisati come me..)
Lo stesso ragionamento si potrebbe fare per le macchine o qualsiasi altro bene durevole..
Che vogliamo fa...
Poi come diceva Oscar Wilde
"Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni"😅😔
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 14/10/2020 ore 19:19:42
Vuoi sapere una cosa bella? Oggi ho risposto le tue esatte parole ad uno che diceva che son fessi quelli che comprano gli ultimi ritrovati in fatto di smartphone o auto nuove. In realtà io questo ragionamento, non in merito all’essere fessi ma al non trovare appetibile la linea di chitarre oggetto dell’articolo, lo applico al caso specifico per le motivazioni specifiche di cui sopra. Per il resto ho avuto quasi solo chitarre nuove, diversamente dagli ampli invece...Ma lì è un’altra storia...
Rispondi
di Yago71 [user #55788]
commento del 14/10/2020 ore 20:10:47
Assolutamente !
E ci mancherebbe altro che tutti la vedessimo allo stesso modo
Rispondi
di Yago71 [user #55788]
commento del 14/10/2020 ore 17:48:56
In verità ne hanno fatte anche qualcosa in più di un prototipo..
Le prime esquire erano proprio in Pino..
È vero che poi il buon Leo lo ha abbandonato
Il pino è un legno morbido,che tende ad ammaccarsi facilmente,e oltretutto con gli strumenti dell'epoca non si riusciva ad "ingentilire"..nel senso che rimaneva troppo grezzo..e con le verniciature a vista non piaceva ai chitarristi dell'epoca che preferivano colorazioni molto più spumeggianti..
Poi sappiamo tutti com'è andata..
Si passò al frassino..
ma quello buono costava troppo e c'è n'era poco..
Quindi si viro' su un legno del quale ce n'erano quantità industriali,a buon prezzo,e pure facile da lavorare,che è l'ontano..
Brutto a vedersi,e dalle qualità sonore "nulle"
Come avrebbe detto Dante
"Sanza infamia e sanza lode"
Eppure sopra ci si è costruita la storia del marchio..
È un discorso fatto milioni di volte..
La scelta dei legni soprattutto in casa Fender è sempre stata fatta con un occhio come dire..."commerciale" più che di qualità sonora..
Per quanto riguarda il pino in se per se...
Probabilmente hai anche ragione..
Sebbene non sia così certo della sua scarsa sonorità..
D"altra parte con cedro e abete si costruiscono i top del 99% delle chitarre acustiche e classiche..proprio per la loro ottima risonanza
E le caratteristiche di base delle conifere sono le stesse..
Legno morbido e ,resinoso
Non penso quindi sfigurerà su un'elettrica nella quale l'importanza del legno è relativa


Rispondi
di mm [user #56131]
commento del 14/10/2020 ore 17:54:09
Giusto,
temo solo per i due pivots del ponte della strato, che con la trazione delle corde non so se resteranno lì nel tempo...
Sulla mia ibanez in tiglio uno dei due è vistosamente inclinato verso il manico.
Rispondi
di Yago71 [user #55788]
commento del 14/10/2020 ore 18:06:07
Che ti dico..
Ci può stare..
Per altro il legno ha subito un processo di "arrostimento"..il che dovrebbe dargli una robustezza e durezza maggiore..
Per il resto,confido nel mitico ponte fisso a tre sellette della Telecaster.. praticamente indistruttibile😅😅😅
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 15/10/2020 ore 16:03:46
Finalmente qualcuno che ricorda quali sono stati i criteri alla base della scelta dei legni in casa Fender (e non solo!). Quando leggo cantare le lodi dell'ontano, mi vien da ridere. A proposito: abete (e acero) sono i legni presenti non solo sul 99% delle chitarre acustiche e classiche, ma anche... sul 99% di tutti gli strumenti ad arco, Stradivari compresi!
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di Francescod [user #48583]
commento del 15/10/2020 ore 20:08:29
Sì, ma occhio che una tipologia di legno varia comunque di qualità. Non è che dici ebano e hai trovato lo splendore: ce n'è di ottima qualità, di media e di schifo. Come per il palissandro e tutto il resto.
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di mm [user #56131]
commento del 16/10/2020 ore 08:53:5
Gli strumenti con cassa armonica sono una cosa mentre le chitarre elettriche solid body tutt'altra.
L'utilizzo del pino come legno (trattato in autoclave, roasted, o come volete) a me sa di legno del briko o mobile di bassa qualità.
Mi sbaglierò forse.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 15/10/2020 ore 08:53:28
La Stratocaster va bene così com'è. Ce ne sono anche con varie configurazioni di PU per tutti i gusti. Lo smusso sul manico lo vedo bene perché arrivare al 22° tasto, specialmente facendo un bending, è un po' difficoltoso e ci si ritrova col palmo della mano piantato nello spigolo del tacco. Per il resto, e a mio parere, in quella fascia di prezzo ci dovrebbero stare anche un set di meccaniche autobloccanti e dei PU noiseless. La leva a vite non l'ho mai digerita, è un traballamento continuo. Ci hanno messo 50 anni ma finalmente adesso è di tipo a incastro. Se trovassi solo il blocco inerziale lo sostituirei per eliminare la leva avvitata anche sulla mia.
Rispondi
di satisfaction [user #17423]
commento del 15/10/2020 ore 09:24:32
Aggiungerei meccaniche staggered oltre che autobloccanti, e sellette in stile moderno al posto che le vintage, e sarebbe il mio strumento perfetto.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 15/10/2020 ore 14:05:59
Ma esiste già, e da tempo, oggi si chiamano American Utra Series
vai al link le&quantity=1
Rispondi
di satisfaction [user #17423]
commento del 15/10/2020 ore 14:15:37
Proprio quella. Ad oggi sarebbe l'unico modello di Strato che acquisterei. Per me rappresenta lo stato dell'arte, se così possiamo definirlo.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 15/10/2020 ore 20:53:2
Concordo con tutto, ma non sui noiseless.
Ce li avevo su una stratocaster e non sono mai riuscito a tirarci fuori un suono da vera strato. Poi li ho cambiati con dei '69 ed è cambiato tutto!

I noiseless sono un po' troppo compressi e dall'attacco "strano".
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 15/10/2020 ore 22:00:36
Io ho montato i DiMarzio Area 67 al centro/manico e l'Injector al ponte. A me piacciono.
Rispondi
di satisfaction [user #17423]
commento del 16/10/2020 ore 07:22:46
I virtual vintage della Di Marzio li trovo eccezionali. Sulla mia Strato ho gli Area 61 manico e centro e l'heavy blues 2 al ponte e suonano benissimo alle mie orecchie. È vero che perdono qualcosa sulle frequenze più alte che caratterizzano invece i single coil, però hanno il vantaggio di essere silenziosissimi e possono essere anche pesantemente distorti senza che vadano in crisi.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 16/10/2020 ore 12:24:49
Io metto un overdrive leggero e un distorsore a 3/4 in serie e ci faccio due pezzi di Gary Moore senza sentire lo sciame di calabroni dei SC normali. Come timbro sono migliori di quelli montati di serie sulla mia Strato del 94. Quello al ponte era inascoltabile e di un acidità pazzesca.
Rispondi
di satisfaction [user #17423]
commento del 16/10/2020 ore 19:47:57
Con la Strato con i Virtual Vintage ho suonato per svariati anni in tutte le band che ho avuto. Ho suonato rock anni 90, pop, e musica italiana, senza mai sentire la necessità di cambiare strumento. Ci puoi veramente tirare fuori qualsiasi suono, dai puliti ai più distorti, sempre precisi, chiari ed ovviamente senza rumori di fondo. Una vera manna soprattutto quando si suona dal vivo. Poi un bel giorno ho rimontato la vecchia mascherina ed ho riscoperto il suono originale dei single coil, che mi è piaciuto un sacco. Ho riscoperto i suoni più classici del rock anni 70 e del blues. I virtual vintage alla fine li ho montati sulla una strato autocostruita, che è il mio strumento principale ad oggi. La strato me la tengo in casa e la tiro fuori quando voglio sentire quel suono che solo i single coil possono dare...
Rispondi
di edgar587 [user #15315]
commento del 15/10/2020 ore 14:29:19
colonna sonora, showreel e ammiccamenti continui sono la premessa del prossimo video, la cui apertura sarà Pietro tra le lenzuola e in mezzo alle due nuove arrivate, che fuma la classica sigaretta con sorrisetto di chi la sa lunga XD
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 15/10/2020 ore 15:39:35
Ahahahah! Siamo lì lì! :D
Rispondi
di Yago71 [user #55788]
commento del 16/10/2020 ore 16:12:18
Ora..non voglio entrare nell'annosa questione della qualità sonora dei legni,perché non se uscirebbe più..
Però due cose le voglio dire..
1) se un legno è da un punto di vista acustico,scarso.. è scarso! Punto
Non mi pare che si costruiscano strumenti acustici di qualità con il pioppo..quindi evidentemente il pioppo non è un "legno sonoro"..
Il pino non sarà certo il non plus ultra..ma il legno di conifera( vedi abete e cedro) sono ampiamente usati nella costruzione di strumenti ad arco..anzi il loro uso è quasi imprescindibile..
Quindi per quello che ci riguarda..scarsi scarsi non sono..
Poi come detto una chitarra elettrica la puoi costruire con il legno che vuoi..visto la sua incidenza relativa..
E qui vado alla seconda considerazione:
2) dato per scontato che il pino è un "legnaccio" si è deciso di passare ...all'ontano.. e mica per scherzo poi....sopra ci si è costruito un impero...sull'ontano.. via su..
La verità è che nella costruzione delle solid body la tipologia del legno usato,ha un'importanza del tutto secondaria, per il produttore ,che mira in primis, per ovvi motivi commerciali ad usare ciò che gli resta di più facile ed economica reperibilità e ovviamente di facile lavorabilità( così si spiega l'ontano)..il resto è leggenda.
Che poi con il pino si facciano anche i pancali usati per il trasporto delle merci,e se ne facciano usi così detti poveri,questo è certamente un altro dato di fatto...ma questi poco incide sulle sue qualità sonore
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di greenguitar [user #5448]
commento del 16/10/2020 ore 23:18:19
Per quel che mi riguarda la strato rimane la prima importata in Europa in Inghilterra per Hank Marvin degli Shadows. Quello e' il suono strat che, ripeto, per me è il suono vero e unico di quella chitarra. Ne hanno riproposta un'edizione identica costruita sulle stesse specifiche dell'originale attualmente in possesso di Bruce Welch (all'epoca la ritmica del gruppo). I p u furono ricostruiti dalla mitica Abigail Ibarra, che fece
anche gli originali dell'epoca, poco prima del suo collocamento a riposo. Delle 54 chitarre, che furono costruite, nell'anno 2009, due le diedero ad H. Marvin una a B. Welch ed agli altri del gruppo. Marvin poi una delle due la mise in vendita a 12000 euro nel 2015, mi pare. Avevo pensato di comprarla ma a quel prezzo col cambio sfavorevole...ho lasciato perdere. A vederla anche in foto posso solo dirvi che è un capolavoro. Materiali e colore (che non è il Fiesta Reed) pick up suono, le parole sono inutili. All'inizio, nel 2009, furono vendute ad €. 5.000,00. Oggi, qualcuna forse si riesce anche a trovare ma il prezzo è quasi triplicato. Quella almeno per me è la vera Stratocaster. Il secondo ad averla sempre in Europa fu il compianto Enrico Ciacci.
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