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C'è frassino e frassino
C'è frassino e frassino
di [user #39871] - pubblicato il

Legni apparentemente simili possono fornire risultati molto diversi in una chitarra. La chiave, racconta un nostro lettore, è nell'alchimia di tutti i componenti.
Ho deciso di condividere con voi delle impressioni riguardo un esperimento fatto dal sottoscritto, tra quarantena, lockdown e problemi vari. Spero che lo possiate trovare interessante.
Ebbene, che se ne dica, il legno fa differenza!

Sono un felice possessore di una Stratocaster costruitami da un amico, quindi non originale.
Il tutto è partito da una tavola di frassino jugoslavo in suo possesso. Sì, esatto: Jugoslavo. Infatti questa tavolozza di legno ha la bellezza di 20 e passa anni di stagionatura naturale tra umidità, caldo e freddo.
Proprio per questo motivo decido di farmi fare una replica di una Fender Stratocaster a partire da questa tavola di frassino da cui è uscito un bel body in pezzo unico.
La chitarra suona da dio, sustain infinito con un attacco e una grinta che regala pacche micidiali a ogni nota. Unica nota negativa: il peso. Infatti, essendo un frassino europeo e "nordico", cresciuto in zone fredde, ha una importante densità e di conseguena un importante peso.
Dovendo fare tanti concerti con questa chitarra, ne patisco un po' il peso (ragionamento fatto prima del COVID-19).
Decido quindi di comprare un secondo body, sempre in pezzo unico, questa volta in frassino di palude (swamp ash): stessa specie, ma diversa struttura. Difatti lo swamp ash è molto più leggero della sua controparte nordica.
Una volta finito di verniciare, decido di montarlo al posto dell'altro. Lo provo un attimo e decido di ri-registrare dei pezzi precedentemente registrati col frassino pesante, in modo da poterli confrontare.
Ebbene, essendo entrambi i body in frassino, entrambi pezzi unici, usando le stesse regolazioni, il suono finale cambia eccome.

C'è frassino e frassino

I risultati sono stati sorprendenti. Mi aspettavo differenze, ma non così tante.
Per mio giudizio, non c'è mai un legno che suona meglio di un altro, ci sono solo legni che risuonano diversamente. Semplicemente alcune combinazioni funzionano meglio di altre.
In questo particolare caso, il frassino pesante (northern ash) a mio parere suona meglio. Ha un suono più cattivo e diretto, particolarmente incentrato sulle medio-alte.
Al contrario il frassino di palude (swamp ash) ha un suono sempre incentrato sulle medie, ma molto più dolce, morbido e complessivamente bilanciato come suono rispetto alla variante pesante.

I legni di una chitarra fanno tanta differenza sul suono. Se c'è differenza tra due varianti della stessa specie di legno, non oso immaginare tra legni diversi come può essere ontano, mogano, acero o palissandro.
In conclusione, non ce n'è uno migliore di altri, ma solo adatti a usi diversi. Non a caso Gibson preferisce legni scuri come il mogano e tastiere in palissandro, mentre Fender usa legni più brillanti come l'ontano o il frassino.
Quindi in generale non fasciamoci la testa con "questo legno è meglio di altri". Ho sentito chitarre con body in tre pezzi di legni economici suonare meglio di Custom Shop da migliaia di euro. Tutto fa differenza in una chitarra, ma semplicemente una chitarra suona bene se tutte le sue componenti funzionano bene tra di loro, costose o economiche che siano.
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di Gigibagigi [user #49591]
commento del 09/11/2020 ore 14:52:2
Sarebbe bello sentire le registrazioni che evidenziano questa differenza, con spiegazione dell'intero rig utilizzato, in modo tale che ciascuno possa trarre le proprie conclusioni.... altrimenti messa così rischia di scatenare una flame war su un argomento che notoriamente è in grado di scaldare gli animi.
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di Stewe15 [user #39871]
commento del 09/11/2020 ore 15:42:51
Ciao Gigi, non sapevo dove e come caricare le tracce per far sentire le differenze, l'idea più semplice è stata caricare le tracce come video e caricarlo su youtube, ti lascio il link: vai al link
Tutte e due sono state registrate nello stesso progetto di registrazione, stesso setup, stessi pedali con le stesse regolazioni direttamente nella scheda audio, passando per una redbox per simulare la cassa.
La catena del suono è: Stratocaster --> Compressore Cali76 --> Tube Driver --> Eq --> Tc Flashback x4 delay --> riverbero aggiunto dalla DAW.
Le regolazioni sono le stesse e non le ho toccate da una registrazione all'altra. Le corde erano nuove in entrambi i casi
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di TidalRace [user #16055]
commento del 09/11/2020 ore 15:24:57
Ma come fai a replicare le stesse condizioni di registrazione di un'altra sessione/giornata? Penso alla posizione del microfono (se lo hai utilizzato), al degrado delle corde, alle regolazioni dell'amplificatore, gli eventuali effetti. Credo che sia molto difficile anche con un Kemper. Sicuramente una qualche differenza ci sarà ma non credo sia tale da non poterla correggere con un minimo d'equalizzazione.
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di Stewe15 [user #39871]
commento del 09/11/2020 ore 15:52:54
Ciao, ho registrato nella stessa sessione con l'identico setup. Il problema del microfono non si pone in quanto sono entrato in diretta nella scheda audio passando prima nella redbox. Le regolazioni sono le stesse poiché non ho toccato la pedaliera e i pedali nel mentre. La catena del suono è Stratocaster --> Compressore Cali76 --> Tube Driver --> eq digitale (di alta qualità) --> flashback x4 --> riverbero aggiunto dalla DAW. Per quanto riguarda compressore e overdrive, ho le regolazioni segnate ed è impossibile che siano state mosse. Per quanto riguarda eq e delay, sono digitali e ho i preset, quindi non ci sono differenze. Le corde della chitarra le stesse e sono nuove in entrambe le registrazioni, le ho cambiate prima di ogni registrazione per eliminare differenze di corde.
Ho regolato i pickup in modo che l'altezza di questi ultimi sia la stessa in entrambe le registrazioni.
Le tracce sono state normalizzate entrambe in modo da avere lo stesso volume.
Per i più pignoli, tutti i body sono in pezzo unico e verniciati dalla stessa persona, con lo stesso numero di mani di vernice :D
Ho caricato un video di confronto su youtube solo per voi per paragonare i suoni ;) sperando che la compressione di youtube non influisca.
Ti lascio il link: vai al link
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di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 10/11/2020 ore 08:23:15
Belli i sample, fatti bene e suonati altrettanto bene, onestamente di differenze cosi nette non ne avverto, ho ascoltato in cuffia e poi su casse con un buon impianto ma differenze eclatanti non ne ho riscontrate, credo che per una migliore valutazione da parte nostra (almeno da parte mia) sarebbe meglio sentire i due esempi puliti, chitarra ed amp, magari puliti, in questo modo sono sicuro che si avvertirebbero meglio le differenze non solo in termini di voce ma anche in termini di attacco, definizione, sustain
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di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 09/11/2020 ore 16:43:16
Ciao. Bell'articolo. Anch'io, pur senza avere fatto delle prove, sono convinto che il legno sia importantissimo. Non solo la sua densità ed essenza ma anche il taglio e la combiinazione con altri pezzi. Nei vari esperimenti di sostituzione di parti hardware e/o Pickup alle mie chitarre ho avuto modo di constatarlo. Contrariamente a quello che si pensa il componente che mi ha dato l'impressione di contare meno di tutti è proprio il PU. E' vero che un vintage non suona come uno moderno spinto, ma il carattere della chitarra rimane sempre quello dato dai legni. In particolare se manca sustain, se ci sono frequenze che risuonano male o l'attacco della note è fiacco non c'è niente da fare. Puoi cambiare quello che vuoi, la chitarra migliora ma tale rimane. Se una corda smette di vibrare non c'è pickup che tenga. Il peso fa e non è un caso che le Les Paul abbiano tanto sustain naturale. Anche un buon hardware fa la sua parte naturalmente.
Venendo alla tua prova devo dire che bisognerebbe suonare entrambe le chitarre per giudicare, anche se a me piace di più la prima (quella pesante per intenderci). Valutare il sustain da un assolo è un po' difficile anche perchè hai usato un compressore. A tal proposito ho visto delle comparative di Darrel Braun che sono molto chiare. Misura il sustain su note eseguite su vari punti della tastiera utilizzando una traccia registrata. Naturalmente i modelli LP Gibson e Epiphone, che pesano una fraccagnata, sono sempre in testa. Questo è il mio modesto parere naturalmente.
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di Stewe15 [user #39871]
commento del 09/11/2020 ore 19:29:10
Concordo, il legno è importante, così come ogni altro componente della chitarra. Riguardo i pickup faccio sempre l'analogia con un microfono. Quando si registra una sorgente sonora è importante scegliere un microfono buono e che metta in risalto il suono microfonato. Ma se la sorgente sonora non emana un buon suono il microfono capterà un suono scadente. Lo stesso vale con dei pickup buoni su una chitarra scadente.
Riguardo al sustain, provandoli senza compressore e drive, ti posso dire che (nonostante i miei settaggi estremi di action e trussrod) entrambi i body avevano sustain da vendere. Forse il frassino pesante ne aveva un po' di più, ma sempre più sustain di quanto possa mai servire. Il tutto escludendo il compressore e i drive, che anch'essi aggiungono sustain.
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di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 09/11/2020 ore 20:19:09
Sei fortunato...riguardo al sustain. Io della Strato non mi lamento anche se non brilla da questo punto di vista. La PRS S2 C22 invece (che è più leggera della Strato) manca un po' sulle note acute. Ha gli humbucker, il manico incollato ed è in mogano. Tutte cose che farebbero pensare a note infinite... e invece non è così.
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di rockit [user #11557]
commento del 09/11/2020 ore 16:44:02
Il frassino è abbastanza noto per avere variazioni di peso, densità e rigidità estreme a seconda delle condizioni di crescita. Tant'è che swamp ash e "baseball bat" ash sono praticamente considerati legni diversi, anche se sono la stessa specie.
Altri legni hanno molta meno variabilità, praticamente tutti quelli utilizzati in liuteria. Caso a parte, parzialmente, l'acero di cui sono usate tre o quattro varietà diverse, che hanno caratteristiche piuttosto differenti tra loro.
Diciamo che con il tuo esperimento hai mostrato quanto cambia passando da un legno di rigidità media (ontano, swamp ash, molto mogano) a uno di rigidità estrema (il frassino pesante, molto acero, ebano). Restando su legni di rigidità simile, la variazione si assottiglia. Facile che un corpo in ontano somigli più a quello in swamp ash che a quello in frassino pesante.
La stessa prova, fatta su un manico a parità di corpo, probabilmente darebbe risultati anche più sensibili.
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di Stewe15 [user #39871]
commento del 09/11/2020 ore 19:33:35
Si sicuramente la rigidità fa parecchio, così come i vari tagli e le specie. Sono curioso, come dici su, di sentire una comparazione tra manici diversi, ma con la stessa tipologia di legno utilizzato :)
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di ovinda [user #46688]
commento del 09/11/2020 ore 19:17:17
Secondo me, più che il legno in sè (che incide sul sustain) ad incidere sul suono della chitarra quando si cambia il body è anche il settaggio generale dello strumento. Già solo cambiando la action sullo stesso strumento, il suo suono si modifica, può diventare più brillante o più scuro, idem quando si modifica la tensione del manico.
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di Stewe15 [user #39871]
commento del 09/11/2020 ore 19:37:52
Sicuramente, come ho scritto sull'articolo tutto incide sul suono finale di una chitarra. Passando dal capotasto, ai legni, alle meccaniche, ponti e pickup.
Ti posso confermare, oltre all'action e alla altezza delle corde in generale, anche la questione trussrod. Tirando più o meno il trussrod, ho sentito un cambio di risposta sonora del manico. In meglio o in peggio non ti saprei dire. Va a gusti anche quello.
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di ovinda [user #46688]
commento del 09/11/2020 ore 20:37:11
Si, è così, abbassi la action e il suono diventa più squillante, la alzi e il suono diventa più cupo. Secondo me il legno in sè non impatta sul suono, ma è l’assetto generale dello strumento che cambia quando si usa un body diverso a modificare il suono. Ovviamente a incidere sul suono in grossa percentuale sonoi pickup.
Rispondi
di Shoreline [user #20926]
commento del 09/11/2020 ore 21:51:58
L articolo è interessante ma io non sento differenze
Rispondi
di gaetano62 [user #10410]
commento del 10/11/2020 ore 05:37:2
Neanche io. Adesso uscirà qualcuno che sentenzierà che non abbiamo un orecchio sufficientemente acculturato. Anyway ... se l'intento è quello di rilevare le differenze sonore, forse era più opportuno registrare un clean sound senza aggiungere equalizzazioni ed effetti. Complimenti per il lavoro, l'impegno, il risultato e la voglia di condividere l'esperienza con gli accordiani.
Al riguardo delle custom shop e di chitarre stellari sono sempre più convinto che la differenza tra una chitarra costosa e una economica è nel prezzo. Saluti
Rispondi
di Stewe15 [user #39871]
commento del 10/11/2020 ore 10:46:32
Ciao Gaetano, grazie mille. L'ho anche provata con un clean, ma non l'ho usato per la demo perché la volevo sentire con un suono che ho familiare e all'interno di un mix, per simulare un utilizzo più frequente.
Concordo sul discorso custom shop e sul prezzo. Mi è capitato di provare custom shop che non suonavano e chitarre da 200 euro suonare meglio di custom shop.
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 10/11/2020 ore 10:21:1
Anche a me le differenze sembrano difficilmente percettibili e legate al diverso tocco della mano, in quanto sono più marcate in alcune note per poi sparire in altre. Boh, io resto del parere che i legni (come mille altri fattori) una qualche minima differenza la possono fare, ma che vi sono taaaanti altri elementi in grado di caratterizzare in maniera ben più decisiva e marcata il suono. A me fa un po' ridere pensare di fare il sommelier del legno, pensando di riuscire a distinguere essenze, annate, zone di produzione (eh, ma vuoi mettere il palissandro del Guatemala), quando poi tutto passa per un fuzz o anche solo per un compressore.... ma ciascuno è libero di avere la propria opinione.
Rispondi
di Stewe15 [user #39871]
commento del 10/11/2020 ore 11:25:47
Grazie per il tuo riscontro! Quello che ho scritto si rifà ad una opinione personale riguardo il cambio del body della chitarra che uso di più. Probabilmente il fatto che sia una chitarra familiare nel suono e nel tocco, mi ha aiutato a sentire maggiori differenze sia nel suonarla che nell'ascoltarla.
L'intento dell'articolo non era quello di fare il sommelier del legno, tutt'altro. Come ho scritto nella conclusione, ogni componente di una chitarra porta differenze sonore, chi più chi meno. In questo articolo mi sono focalizzato sul legno del body dicendo che non è il caso di fasciarsi la testa con i legni, in quanto uno suona meglio di un altro. Un legno può rendere bene in una certa combinazione di componenti e meno bene con altri. A prescindere dal valore economico o dalla provenienza che sia.
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 10/11/2020 ore 11:44:42
Ma grazie a te, ci mancherebbe. E' sembre bello scambiarsi punti di vista diversi (chiaramente, non volevo darti del "sommelier del legno", era un epiteto rivolto a me stesso).
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 10/11/2020 ore 05:45:22
Sul ruolo del body sono stato sempre un po' scettico. Possiedo tre chitarre elettriche con body molto pesante (mogano-mogano, frassino non di palude e tiglio asiatico) e una invece leggerissima, credo multistrato di pioppo o giù di lì. Per cui ho esperienza.
Facciamo un esempio. Il nut è il lievito, il manico è la farina, il body è il forno.
Rispondi
di Stewe15 [user #39871]
commento del 10/11/2020 ore 11:27:40
Mi piace, è un ottimo esempio :)
Rispondi
di paoloprs [user #10705]
commento del 10/11/2020 ore 06:32:32
Sono felice che sempre più chitarristi diano importanza alla qualità del legno.
E con il legno non si fanno solamente chitarre ... Si fanno pure case di legno,
scale ed infissi ... ed io, che di case in legno ne ho costruite, posso affermare che
passa una differenza enorme fra un abete di valle ed uno cresciuto su un pendio _
a valle c'è più acqua e l'albero cresce più rapidamente, ma le venature sono più larghe che
in un albero della stessa famiglia cresciuto sui pendii, questo avrà vene più fitte e sarà doppiamente
più robusto, duro e duraturo.
Lo stesso discorso vale per il mogano :- c'è quello sud americano chiamato kaoba con il quale
PRS ha fabbricato i suoi body, ma inizia a scarseggiare ed ora iniziano ad utilizzare quello africano
che è tutto un'altra cosa.. In Sud America con il kaoba (mogano sudamericano) , facevamo mobili
intarsiati di alta qualità. Qua in Italia con il mogano africano abbiamo fatto scale e battiscopa...
Vostro Paolo
Rispondi
di Stewe15 [user #39871]
commento del 10/11/2020 ore 11:31:40
Grazie Paolo per questo prezioso intervento! Soprattutto per la tua esperienza nel settore "legno"
Rispondi
di esseneto [user #12492]
commento del 10/11/2020 ore 08:54:12
Inazitutto complimenti per l'esecuzione Gilmouriana quanto basta ma con una buona dose di personalità,io ho notato una maggiore intelligibiltà delle note da parte del body Jugoslavo un suono più aperto molto meno "muddy" rispetto allo swamp e con un leggero sustain in più e visti gli ottimi risultati ottenuti con il body jugoslavo lascerei la chitarra così com'è e con l'altro body più leggero ne farei un altra.
Rispondi
di Stewe15 [user #39871]
commento del 10/11/2020 ore 11:34:44
Grazie mille! Mi trovi d'accordo con tutto
Rispondi
di frankpoogy [user #45097]
commento del 10/11/2020 ore 18:00:11
Complimenti per l'articolo e per aver condiviso la tua esperienza.
Ritengo che la tua esposizione sia equilibrata e che tu abbia ben precisato che ciò che influenza la vibrazione delle corde è un insieme di fattori, tra cui il legno del corpo.

Sono tra quelli che ritiene che la differenza tra legni non abbia una rilevante influenza sul suono in uscita dall'ampli, per l'ascoltatore, mentre possa essere maggiormente percepita da chi suona, particolarmente (ma non esclusivamente) in termini di reattività al tocco e di sustain.
Ritengo anche che ogni body faccia un po' storia a sé e sebbene le diverse specie legnose siano catalogabili, in linea di larga massima, in relazione al modo di filtrare le vibrazioni e sottrarre frequenze specifiche, non è detto che un body fatto con materiale di primissima qualità produca un risultato superiore rispetto a materiale più scadente oppure che suoni col timbro che ci si attendeva, ci sono aspetti aleatori a mio avviso.
Sempre a mio avviso è l'insieme dei componenti, dei materiali, la qualità dell'assemblaggio e delle regolazioni che formano il timbro specifico di uno strumento, con percentuali d'influenza molto difficilmente stimabili e anche un po' soggettive... Mi viene in mente una cosa che lessi su Buzz Feiten, che modificò una Tele che considerava scarsamente risonante inserendo uno spessore tra manico e tacco in corrispondenza delle viti più vicine alla paletta, disaccoppiando l'unione corpo manico ed inclinando quest'ultimo al contrario di quanto si usa fare. Lui sentiva lo strumento trasformato in meglio e da allora ha spesso adottato questo schema che va contro un paio di prassi di assemblaggio e regolazione comunemente considerate corrette... Ma sto andando OT, un cordiale saluto
Rispondi
di Stewe15 [user #39871]
commento del 10/11/2020 ore 19:07:04
Non sapevo questo aneddoto di Buzz Feiten, ma non è assolutamente off-topic, anzi. Lo trovo molto interessante in quanto con il body in frassino pesante, ho inserito esattamente quello spessorino per aumentare l'inclinazione manico-corpo. Non per una questione sonora, quanto per il fatto che le sellette erano troppo basse. (Cosa che non ho fatto col body in frassino di palude perché non ce n'era bisogno). Probabilmente avrà influito anche quello, chissà.. è da sperimentare :D
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 10/11/2020 ore 18:47:26
Come ho scritto in un precedente post in agosto: "I microfoni non sanno di che legno è fatta la chitarra su cui sono montati, rilevano solo l'alterazione provocata dal movimento delle corde nel campo magnetico da loro prodotto. Pure le corde non sanno di che legno è fatta la chitarra su cui sono montate, quando plettrate vibrano più o meno, o a lungo, a seconda di quali frequenze vengano esaltate o assorbite dal legno del corpo della chitarra. Le corde sono 6 e ognuna produce, vibrando, note e armonici in un certo range di frequenze. Il complessivo di tutte le 6 corde risulterà esaltato o attenuato lungo l'arco di frequenze, a seconda di cosa smorzino o esaltino quei legni (corpo + manico), in quella configurazione. Di conseguenza, anche le chitarre elettriche, grazie ai microfoni che rilevano il suono in frequenza e potenza, risentono del legno e della costruzione. Aggiungo, da appassionato di arceria storica (tipicamente archi monolitici, in un sol pezzo di legno), che in questo campo, per ragioni di elasticità, potenza, efficienza e resistenza alla rottura, i legni usati sono solo alcuni (una decina), ma soprattutto tagliati da zone centrali del bosco (in ombra) e lontani dall'acqua (stagni e torrenti) e stagionati mediamente 2/3 anni. Si prediligono le piante a crescita lenta (per i fini suesposti), che hanno quindi un'alta densità, legni duri e pesanti, l'acqua e la luce (che gli alberi ricercano crescendo in verticale fino a bucare le chiome degli alberi a fianco), li portano a crescere più velocemente ma li "svuotano". Il frassino ash (di palude), è un legno acquatico, di conseguenza molto leggero, scelto in un secondo tempo da Fender, per assecondare la richiesta di leggerezza, non è la scelta acustica fatta inizialmente, in ogni caso il suono finale risulterà diverso e potrà piacere di più o di meno a seconda dei gusti. Però dal qui a dire che i microfoni sono tutti uguali ne passa ... Parere personale, il microfono è l'elemento che incide maggiormente sul suono finale, chiaramente due microfoni devono essere diversi per notarsi la differenza, non possiamo prendere due ceramici, tutti e due da 15/20 KΩ (è solo un esempio), e poi dire che non si nota la differenza, certo, sono uguali. Paul.
Rispondi
di Stewe15 [user #39871]
commento del 10/11/2020 ore 19:17:07
Esattamente. C'è una bellissima conferenza TED fatta da Mr. PRS aka Paul Reed Smith, dove dice esattamente quello che dici tu sul come influisce il legno e le altre componenti sulla vibrazione delle corde. In particolare Paul dice che legni, nut, meccaniche, ponti ecc.. non aggiungono nulla al suono, tolgono solo frequenze. E una chitarra buona è quella che sottrae meno suono possibile.
Senza considerare i magneti, quando sentiamo una chitarra che suona brillante è perché, le varie componenti attenuano le frequenze basse e medio-basse. Viceversa una chitarra suona scura se le componenti attenuano le frequenze alte e medio-alte.
Vi lascio il link: vai al link
Rispondi
di xavier [user #9768]
commento del 10/11/2020 ore 19:26:49
A titolo di curiosità... la mia Mustang del 1978, in frassino, pesa come un macigno! Esattamente Kg 4.195... La Gibson Special Les Paul del 2005 (con il top piatto in acero) sempre in mio possesso, Kg 3.710! alla faccia del frassino leggero!
Ciao
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 10/11/2020 ore 19:40:35
Sei fortunato (per i miei gusti), hai un frassino normale, che è pesante, non di palude (Swamp) che ritengo sonicamente scarso ... ma leggero. Paul.
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 10/11/2020 ore 22:50:23
Bell'articolo, interessantissimo e dalle conclusioni, per certi versi, sorprendenti, soprattutto per chi ha sempre pensato che in una chitarra tipo solid body con manico avvitato, il legno del body sia una delle variabili meno influenti nel risultato del suono finale.
Non ho capito, o forse mi è sfuggito, se nella prova comparativa A/B tra i due differenti body in frassino, siano stati utilizzati, oltre allo stesso manico e allo stesso rig, anche gli stessi pick-up, stesso ponte, stesso circuito elettrico, pots, stesse corde etc., laddove per "stesso" si intendono proprio "gli stessi" (smontati da A e montati su B) il che in questo campo non è come dire "uguali". Senza contare la mano e l'intenzione nella registrazione che, per esperienza personale, spesso vengono in qualche modo anche inconsciamente "suggeriti" all'esecutore dalla diversa risposta dello strumento che si sta suonando.
Rispondi
di Stewe15 [user #39871]
commento del 11/11/2020 ore 09:01:01
Grazie mille!
Si, body a parte sono stati utilizzati stessi pickup, stesse meccaniche, stesso manico, stesso ponte. E stessi effetti, regolati allo stesso modo. Tutto quello che stava nella chitarra della prima demo è stato montato nell'altro body.
Per quanto riguarda le corde sono state montate sempre lo stesso tipo di corde (0.10 - 0.48). Montate nuove (e stretchate bene) prima di ogni registrazione.
Ho cercato di ridurre al minimo differenze anche sul body stesso in quanto tutti e due sono body in pezzo unico, verniciati dalla stessa persona, con la stessa vernice (nitro) e con lo stesso numero di mani di vernice.
L'unica differenza è che il frassino pesante (jugoslavo) ha quasi 30 anni di stagionatura naturale alle spalle. Ha preso caldo freddo, umidità ecc.. per 30 anni prima di diventare un body per chitarra.
Al contrario il frassino leggero (di palude) è un legno relativamente giovane e probabilmente fatto stagionare "artificialmente".
Riguardo al tocco, è un pezzo che ho suonato molte volte e soprattutto è una chitarra che suono da anni. Ho cercato di tenere lo stesso tocco in tutte e due le registrazioni. Per quanto anche io penso che il tocco e l'intenzione venga suggerito dalla risposta dello strumento.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 11/11/2020 ore 05:25:52
E non c'è niente da fare... non se ne verrà mai a capo. C'è una parte che sostiene di avere le prove scientifiche che qui sono stare affermate delle sciocchezze e un'altra parte che ha le sue convinzioni. Boh.
Rispondi
di TidalRace [user #16055]
commento del 11/11/2020 ore 09:37:03
Per capire esttamente quanto ogni elemento possa modificare il suono di una chitarra elettrica, basterebbe pensare ai due estremi di ogni elemento, ovvero corpo in un legno leggero che esalti armoniche diverse da uno pesante e denso, legni del manico e della tastiera, tipo attaccatura del manico al corpo, materiale del capotasto o tipo di ponte, diapason della tastiera, etc... Trovo che più importante del legno del corpo, sia quello del manico e le sue misure compreso il diapason e il materiale adottato per capotasto e tasti. Tuttavia se prendiamo due pickup completamente differenti come un single-coil da 6 Kohm in stile Strat o un lipstick Dano e lo confrontiamo con un humbucker da 20 Kohm, credo che abbiamo stravolto il suono della chitarra che quindi rimane l'elemento che modifica di più il suono. Certo se la corda smette di vibrare il pickup non può fare niente, ma in quel caso la "colpa" è degli altri elementi in gioco e delle mancanza di rigidità della struttura. Non dimentichiamoci della scalatura delle corde, dei materiali con cui sono costruite, anche se essendo un elemento frequentemente sostituito, io lo ritengo un elemento esterno al pari dell'amplificazione a cui è poi collegata.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 11/11/2020 ore 17:01:25
Ma "più importante" (cito dal tuo post) significa che l'importanza del legno del corpo viene dopo quella dei pu e del manico, oppure che è proprio ininfluente? Perché io - penso tutti - do per scontato che sostituendo il single coil con l'humbucker il suono venga stravolto. Non ci sono dubbi di sorta sul "peso" del pu sul suono. È quanto conta il legno del body che è tema controverso.
Rispondi
di TidalRace [user #16055]
commento del 11/11/2020 ore 17:12:16
Non credo che si possa dire che ogni legno abbia un "suo" suono, ma che assorba le vibrazioni delle corde in maniera differente. Voglio dire che se il manico fosse in alluminio ed arrivasse in un solo pezzo fino al ponte, il legno del corpo non conterebbe per nulla, in quanto "bypassato" dal metallo e diventerebbe solo un elemento estetico che andrebbe anche a modificarne il peso. Da prove fatte tanti anni fa anche un corpo più corto sembrava avere un effetto sulle note basse rendendole meno presenti.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 11/11/2020 ore 17:30:40
Grazie della risposta. Mi torna quello che dici. Quindi devo dedurre che tutto quel mogano nella Les Paul (facciamo l'esempio di una 57 gold top senza alleggerimenti) sia totalmente ininfluente sia perché il mogano è uguale ad un altro legno, sia perché la quantità di materiale, qualunque legno sia, non conta? Ho capito bene?
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 11/11/2020 ore 17:17:02
Io penso che abbia pienamente ragione Mr. Paul Reed Smith quando parla di componenti sottrattive, nella catena nei componenti di una chitarra elettrica, che concorrono a far vibrare le corde in un certo modo.
Ma io credo che a volte non è detto che "sottraendo" qualcosa a livello di frequenze da una vibrazione di una corda esca, necessariamente un suono peggiore, certamente diverso ma non è detto che sia peggiore. Sono compromessi, o "convenzioni".
Ho ascoltato le registrazioni fatte con il corpo in frassino pesante e in frassino swamp, le differenze io le ho notate, ma non sono pienamente d'accordo sul fatto che uno sia meglio dell'altro. A me lo swamp piace.
Se prendo l'Ontano dei corpi della Stratocaster, è notorio che sia un legno quasi insignificante, neutro, liuteristicamente parlando probabilmente non se lo considerava nessuno, però nel concorrere al suono di quella chitarra non si può dire che non sia azzeccato.
Sono estremamente convinto che il pick-up usato faccia moltissimo, il suono di uno strumento te lo cambia proprio, ho avuto modo di constatarlo in un upgrade che ho fatto alla mia Tele Baja.
Io credo anche che il manico concorra molto al suono di un'elettrica, più del body.
L'acero è senza dubbio un legno principe per questo, perché ha proprietà meccaniche che quasi nessun altro legno possiede, non a caso si usa da sempre nelle costruzioni degli strumenti ad arco classici.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 11/11/2020 ore 17:32:48
Penso che l'articolo postato non dica quale frassino sia migliore, ma che sono diversi. E già dire che sono diversi con effetti diversi pone diverse controversie, credimi.
Quanto alle componenti attrattive, non so nulla al riguardo. Cosa dice mr PRS, che forse qualcosa ne sa? Grazie. :)
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 12/11/2020 ore 09:42:07
Quello che dice mr. PRS lo puo ascoltare cliccando sul Link che ha postato Stewe15 poco sopra, è un video in inglese, un po' lungo, puoi attivare la traduzione.
Ma parla di componenti sottrattive, non attrattive. Di attrattivo in una chitarra c'è solo il magnete... e la sua bellezza.
Comunque l'autore del bell'articolo, interessante, dice che secondo lui il frassino pesante suona meglio.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 12/11/2020 ore 09:57:46
Grazie. Lo vedrò senz'altro perché per mia ignoranza non capisco bene le implicazioni del discorso attrattivo/sottrattivo.
Quanto all'articolo, sì e no. Perché è vero quel che dici, ma scrive anche: "Per mio giudizio, non c'è mai un legno che suona meglio di un altro, ci sono solo legni che risuonano diversamente. Semplicemente alcune combinazioni funzionano meglio di altre."
Rispondi
di Stewe15 [user #39871]
commento del 12/11/2020 ore 10:57:34
Si il fatto che io preferisca il frassino pesante è un giudizio prettamente personale. Mi piace anche come suona il frassino di palude, ma con questa combinazione personalmente preferisco il frassino "nordico".
Non penso che ci sia un legno che suoni oggettivamente bene o male.
Ad esempio un legno che suona scuro (perché sottrae le frequenze alte) può suonare male su una chitarra che suona già scura di suo, ma può essere l'ideale per smorzare l'acidità su una chitarra che suona particolarmente brillante. Oppure può suonare bene per chi cerca un suono scuro da una chitarra.
Quindi secondo me è sbagliato dire a priori "questo corpo o questo manico suona male". Può risuonare bene o male a seconda delle preferenze sonore di chi lo utilizza o soprattutto può suonare bene o male a seconda di che cosa ci monti insieme a quel body.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 13/11/2020 ore 00:34:59
In realtà non mi ero accorto che stavo interloquendo con l'autore dell'articolo. :)
Ad ogni modo, c'è chi sostiene che è praticamente dimostrato scientificamente che il body della chitarra non influisca per nulla sul suono della chitarra, che invece è determinato esclusivamente da pick up e manico. E si dice, di conseguenza, che chi la pensa diversamente è praticamente antiscientifico.
Non sto dicendo che questa è la mia opinione o che la condivido. Semplicemente, non ho la più pallida idea di chi abbia ragione.
Rispondi
di Stewe15 [user #39871]
commento del 12/11/2020 ore 09:27:59
Esattamente! Hai centrato il punto ;)
Rispondi
di Mich [user #46168]
commento del 11/11/2020 ore 17:53:51
Ciao, quali sarebbero questi modelli di chitarra in 3 pezzi in grado di suonare meglio di una CS? Chiedo per pura curiosità. Io sarei in grado di portare un esempio: una ovation GP ultra, adorata in quanto les Paul "killer" per eccellenza. È, anzi era, una chitarra sicuramente economica (350/400 dollari), ma qualitativamente ok. Che poi les Paul killer de che, se i suoni per cui è diventata famosa non sono per niente tipici Gibson? Ma vabbè.
PS. Adesso devi capire in quali territori musicali il body più leggero suona meglio di quello pesante :)
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 11/11/2020 ore 19:21:31
Credo che l'autore dell'articolo non abbia detto che esistono "modelli" di chitarre con body in tre pezzi che suonano meglio di una CS, ma che nella sua esperienza si è imbattuto in "esemplari" che... ecc. Credo che la differenza tra modello ed esemplare sia chiara.
Detto ciò, è ovvio che si tratta di un'opinione personale. Ad esempio, mio fratello ha uno sproposito di Strato custom shop, che adora, ma quando deve suonare determinati brani non c'è verso: con tutto l'amore per le sue CS, usa invece una standard dell'88, a suo parere migliore nel restituirgli determinate sonorità. Scordiamoci prove scientifiche di ciò, per cui rimangono valutazioni personali. Io non ho motivo di dubitare di tutto e tutti, soprattutto quando mi imbatto in persone di esperienza (le quali magari ti dicono che una certa chitarra va più d'accordo con tale ampli/pedale), quindi prendo atto e mi godo il meraviglioso, vario e sano mondo della musica.
Rispondi
di Mich [user #46168]
commento del 11/11/2020 ore 19:46:26
Sono d'accordo con ciò che hai scritto, mi sono espresso male. Comunque sono curioso di conoscere i suoi esemplari, così, tanto per
Rispondi
di Stewe15 [user #39871]
commento del 12/11/2020 ore 10:08:58
Ciao Mich. Come ha scritto Francescod, non è questione di modello, ma di esemplari. Semplicemente indipendentemente dal modello o dalla serie, alcune chitarre risuonano particolarmente bene. Lo stesso discorso l'ha fatto Massimo Varini con la serie S300 della Eko. Serie economica, ma possono capitare alcuni esemplari che possono risuonare particolarmente bene.
Come avrai capito dalla demo, sono un estimatore di Gilmour, e ho provato una Black Strat Signature da 5000 euro. Semplicemente non suonava, può capitare. Per questo inizialmente ho deciso di farmi una "mia" Black Strat partendo da un buon pezzo di frassino e un buon set di pickup. Mi è capitato di provare una Gibson 335 da 3000 euro e non aveva attacco né dinamica né sustain. Così come ho provato Fender messicane o Squier che suonavano da custom shop. In particolare ho provato una Squier Giapponese di un mio amico che suonava bene, ma non eccelsamente. Una volta montato il suo manico su un body recuperato da un'altra Sqiuer (un body in 3 pezzi, di un legno economico con almeno 1 o 2 mm di vernice poliuretanica o poliestere) e una volta montati dei pickup decenti, la chitarra ha iniziato a risuonare con un suono da Custom Shop. È una delle migliori chitarre che io abbia mai provato e stiamo parlando di una chitarra che, sommando tutte le parti, avrà un valore di 200/300 euro massimo.
Questo non per dire che Fender, Gibson o altre marche che hanno serie Custom Shop da 3000 e passa euro non facciano buone chitarre, anzi. Sappiamo tutti il livello e la qualità di chitarre che riescono a fare. Semplicemente capita che alcune modelli escano male o particolarmente bene. Questo perché alcune combinazioni di componenti, legni, pickup ecc.. funzionano bene o male a seconda dei vari casi.
Ecco perché si tende a consigliare di provare sempre una chitarra prima di comprarla.
Rispondi
di redfive [user #41826]
commento del 12/11/2020 ore 01:07:41
Il discorso PRS è molto semplice.
L'unica fase attiva si ha nel momento in cui si pizzica la corda ( anche qui si potrebbe discutere sul tipo di plettro o dita...), da lì in poi è solo un perdere di energia e frequenze...
Più il tuo sistema chitarra inteso come meccanica,.costruzione e materiali ne conserva, più hai sustain e ampiezza di frequenze, più la chitarra né assorbe, prima si smorza la corda o perdi det. freq.
Il tutto si comporta come un equalizzatore passivo tagliando e mai aggiungendo qualcosa.. Pure la quantità e densità del materiale influisce sul sustain.. c'è un video su YouTube di un tizio che pratica un foro in una trave metallica e applica una meccanica da basso con una corda e cronometra la durata della vibrazione paragonandola a quella di una Les Paul.. La differenza è abissale..
Personalmente su una solid body, ritengo più importante la costruzione generale dello strumento ( fissaggio manico, angoli vari, ponte capotasto e meccaniche, pickups..) piuttosto che quel taglio di legno del cuore della pianta al centro della foresta stregata di Elm, tagliato nella mezzanotte di luna crescente...
Ci saranno sempre differenze tra due chitarre, perché il legno non è materiale omogeneo ( compattezza, presenza di nodi..), ma faccio fatica a pensare che due chitarre simili suonino diametralmente opposte e poi magari non sentire differenza tra una chitarra di legno e una di plexiglass..
Per quel che riguarda me infine, dopo una ventina di chitarre costruite per hobby e aver buttato soldi le prime volte per questo o quel legno, ora uso quel che trovo... E la mia chitarra più "risuonante" da spenta ( amplificata cambia tutto), è una semihollow costruita con un manico ricavato da un gradino del fienile, il fondo da una mensola di mogano ed il top da tre pregiatissime assi di un pallet...
Rispondi
di ciculpo [user #22121]
commento del 17/07/2024 ore 04:00:25
concordo pienamente sul fatto che non esistono singolarmente parti migliori (che sia il legno o il ponte o il pick up ecc ecc...) ma che l'interazione fra le varie parti può portare a un risultato migliore in maniera totalmente casuale e credo che i costruttori più blasonati abbiano negli anni sperimentato trovando appunto casualmente quella che risulta la combinazione migliore. Non è detto che una chitarra con il mogano o l'acero o il frassino più costoso addobbata da hardwere in metallo pieno (tipo ottone o acciaio) e poi equipaggiata con i pick up più performanti debba per forza suonare con più sustain o attacco di un altra assemblòata a caso. La regola di base è che fra body e manico ci sia un incastro fatto bene che renda lo strumento estremamente fermo, ma poi lo sa solo Dio quale sia il ponte migliore per quella combinazione di manico e body. Certamente se si cerca una timbrica particolare bisogna orientarsi subito su l tipo di legno che in teoria si avvicina di più ai propri gusti, ma parlando di resa quindi di sustain rotondità del suono armoniche ecc ecc... la combinazione migliore è sperimentare senza buttare soldi . A volte si può persino trovare delle differenze cambiando le molle dietro del tremolo e la placchetta che le collega al body . Altre volte risulta essere una chitarra già ben performante e la sola sostituzione dei pick up può portarla al top, ma da mia esperienza che da anni ho assemblato anche da zero prototipi e quindi provato a intercambiare manici ponti ecc ecc sullo stesso body lasciando uguali pick up ed elettronica ho avuto grandi sorprese anche cambiando solo il ponte, che magari avevo scartato su un altra precedente perchè su quella non mi piaceva. Sono combinazioni casuali che devono (per motivi che nessuno potrà mai spiegare) trovarsi fra di loro. Lo stessio ponte su una chitarra la migliora su un'altra la peggiora. Per questo ritengo che la strada migliore sia quella dei componenti economici potendone così provare di diversi tra loro fino a trovare quello giusto per quella chitarra. Ultima cosa, spesso fanno molta differenza i tasti sul manico, quelli in genere quando un manico nasce bene (intonato e con tasti e meccaniche che risuonano bene) poi lo si sente funzionare meglio su tutti i body che si provano, ma per gli altri componenti dalla parte del body è casuale. Altra esperienza degna di nota un les paul del 81 preso da ragazzino sudatissimo dopo 2 mesi di lavoro estivo durante le vacanze scolastiche, usata ,, per me era un sogno e avendo sempre suonato solo chitarracce economiche (che nei primi 80 mica erano come quelle che si trovano ora, stonatissime sbilanciate impersonali ora le economiche oltre a ad avere manici perfetti possono dare sorprese) comunque dicevo, appena presa ovviamente mi piaceva da morire poi negli anni e provando altri les paul l'ho trovata estremamente spinta su una frequenza di alte che non mi piaceva più,quasi da pick up attivo, premetto che a me il suono les paul che piace è quello di Page di Frampton , quindi non gradisco quelle gibson impastatissime che fanno solo medio basse, ma la mia era particoilarmente aperta. Ho provato a cambiare pick up ponte meccaniche, non cambiava nulla, poi ho controllato l'elettronica e scoperto che il pot del volume era un 600K. (in genere sulle gibson sono da 500k) L ho sostituito con un 250k che avevo in casa, solo per provare...e la chitarra si è trasformata perdendo quella punta fastidiosa innaturale per una elettrica. Non si sa mai quale sia la soluzione finchè non si provano tutte...
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di Stewe15 [user #39871]
commento del 17/07/2024 ore 09:38:39
Ciao Ciculpo, grazie per il commento.
Esattamente! Finché non provi non si sa mai. A distanza di quasi 4 anni da quando ho scritto questo articolo posso dirti che è la combinazione dei componenti che fa la magia e, dei componenti, quello più discontinuo è il legno.
Difficilmente (a parità di marca e modello) si trovano ponti, meccaniche, pickup che suonano diversamente. Soprattutto quando si sale di prezzo. Il legno, per sua natura, è sempre diverso da pianta a pianta. Sappiamo quali sono le differenze timbriche tra tipi di legno, ma non abbiamo la certezza che due legni (anche se apparentemente uguali) suonino uguali.
L’ultima delle sorprese è stata quando ho preso un Les Paul lo scorso dicembre e provando 3 modelli identici (stesso modello, stesso anno, stesso colore, stessi componenti), mi sono reso conto che suonavano diversamente.

Mi sento solo di fare un appunto sui componenti economici. È vero che permettono di sperimentare più soluzioni a un basso prezzo, però con gli anni mi sono reso conto che come paghi mangi. Se si ha la possibilità di provare anche componenti costosi consiglio di farlo. Perché è vero che un componente che costa il doppio non suonerà mai due volte meglio, ma la differenza c’è.
Poi è vero, ogni tanto capita che componenti economiche messe insieme creino strumenti favolosi ed è l’eccezione che conferma la regola.
Per fare un esempio, così come non spenderei 300 euro per un ponte, perché la spesa non giustifica tutta questa differenza, non ne spenderei neanche 20 perché non ho mai trovato qualità nei componenti super economici.
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