Quando si descrive il suono Telecaster più autentico, il termine “Twang” viene inevitabilmente tirato in ballo. Ma cosa significa davvero “Twang”?
Con questa parola onomatopeica si fa riferimento a un caratteristico timbro sonoro, ma siamo proprio sicuri di averne compreso fino in fondo il senso?
Il “twang” è davvero un elemento caratterizzante e fondamentale del suono Telecaster?
È veramente un indice di qualità che identifica una buona Telecaster “DOC” come un marchio di fabbrica?
Ho recentemente esaminato uno strumento particolarmente indicato a dare una risposta a queste domande. Il mio amico Marco mi ha chiesto consiglio per comprare una buona vecchia Telly vintage e io gli ho suggerito di optare per una stupefacente blond del marzo 1960, in ottime condizioni e addirittura con custodia originale in tolex marrone e cartellino di istruzioni dell’epoca. È ancora presente anche il famigerato copri-ponte “a posacenere”, destinato - in un’ampia percentuale di casi - ad andare disperso in studi di registrazione e sale prova, sepolto sotto un mucchio di cicche di sigaretta.
La data del manico è segnata a matita, come in uso fino al 1962, e il numero di serie è inciso sul bordo inferiore della piastra del manico, come si vede su diverse Fender del periodo.
Marco mi ha gentilmente invitato ad andare a trovarlo in Germania, dandomi la possibilità di provare la sua chitarra e renderla protagonista indiscussa di un video.
Questo incredibile strumento è recentemente passato nelle mani degli amici collezionisti e rivenditori di Rockandvintage.it, dunque a breve potrebbe far capolino sul loro sito web.
Questa Telecaster, a netto di appariscenti dipinti psichedelici, è per molti versi simile alla "Dragon" Telecaster che Jimmy Page utilizzò nel primo album dei Led Zeppelin e per tutto il primo periodo di attività della band.

È lo strumento perfetto per far luce su alcuni aspetti meno noti e celebrati del “puro suono Telecaster”.
Ne ho approfittato per provare a fare più chiarezza sulla tecnica costruttiva dei manici Fender "Slab Board" dei tardi anni '50-primi anni ‘60, rispetto alle successive tecniche, definite rispettivamente "curved" e "veneer". Sono anche spiegati i motivi della transizione tra queste differenti tecniche adottate in Casa di Fullerton.
Inoltre abbiamo l'opportunità di ascoltare un test di comparazione tra due diversi sistemi di ancoraggio delle corde: il ponte "Top Loader", utilizzato nell’era degli “slab” e il consueto sistema "string-through body", con corde montate attraverso il corpo.
Infine è chiaramente spiegato e dimostrato il funzionamento del circuito dei toni a due condensatori, montato nelle Telecaster tra 1953 ed il 1967, il cosiddetto "Deep Rhythm Circuit" o "Dark Circuit".
Dunque una chitarra che offre numerosissimi spunti interessanti di approfondimento, che ho il piacere di condividere.
Il filmato è in lingua inglese con accurati sottotitoli italiani attivabili dalle opzioni del player.
Con questa parola onomatopeica si fa riferimento a un caratteristico timbro sonoro, ma siamo proprio sicuri di averne compreso fino in fondo il senso?
Il “twang” è davvero un elemento caratterizzante e fondamentale del suono Telecaster?
È veramente un indice di qualità che identifica una buona Telecaster “DOC” come un marchio di fabbrica?
Ho recentemente esaminato uno strumento particolarmente indicato a dare una risposta a queste domande. Il mio amico Marco mi ha chiesto consiglio per comprare una buona vecchia Telly vintage e io gli ho suggerito di optare per una stupefacente blond del marzo 1960, in ottime condizioni e addirittura con custodia originale in tolex marrone e cartellino di istruzioni dell’epoca. È ancora presente anche il famigerato copri-ponte “a posacenere”, destinato - in un’ampia percentuale di casi - ad andare disperso in studi di registrazione e sale prova, sepolto sotto un mucchio di cicche di sigaretta.
La data del manico è segnata a matita, come in uso fino al 1962, e il numero di serie è inciso sul bordo inferiore della piastra del manico, come si vede su diverse Fender del periodo.
Marco mi ha gentilmente invitato ad andare a trovarlo in Germania, dandomi la possibilità di provare la sua chitarra e renderla protagonista indiscussa di un video.
Questo incredibile strumento è recentemente passato nelle mani degli amici collezionisti e rivenditori di Rockandvintage.it, dunque a breve potrebbe far capolino sul loro sito web.
Questa Telecaster, a netto di appariscenti dipinti psichedelici, è per molti versi simile alla "Dragon" Telecaster che Jimmy Page utilizzò nel primo album dei Led Zeppelin e per tutto il primo periodo di attività della band.

È lo strumento perfetto per far luce su alcuni aspetti meno noti e celebrati del “puro suono Telecaster”.
Ne ho approfittato per provare a fare più chiarezza sulla tecnica costruttiva dei manici Fender "Slab Board" dei tardi anni '50-primi anni ‘60, rispetto alle successive tecniche, definite rispettivamente "curved" e "veneer". Sono anche spiegati i motivi della transizione tra queste differenti tecniche adottate in Casa di Fullerton.
Inoltre abbiamo l'opportunità di ascoltare un test di comparazione tra due diversi sistemi di ancoraggio delle corde: il ponte "Top Loader", utilizzato nell’era degli “slab” e il consueto sistema "string-through body", con corde montate attraverso il corpo.
Infine è chiaramente spiegato e dimostrato il funzionamento del circuito dei toni a due condensatori, montato nelle Telecaster tra 1953 ed il 1967, il cosiddetto "Deep Rhythm Circuit" o "Dark Circuit".
Dunque una chitarra che offre numerosissimi spunti interessanti di approfondimento, che ho il piacere di condividere.
Il filmato è in lingua inglese con accurati sottotitoli italiani attivabili dalle opzioni del player.
Complimenti e grazie per il contributo interessante come sempre.
"attacco pazzesco" - stratocaster
"sustain infinito" - les paul
Mioddio, quante volte ho sentito parlare a vanvera di questi che oramai sono diventati luoghi comuni...
Comunque, complimenti per i tuoi video. Fatti con cognizione di causa, entusiasmo, apertura comunicativa, sono veramente godibilissimi e soprattutto affidabili nelle nozioni. Bravo davvero.
Bisognerebbe non usarlo nemmeno.
La Tele è la Tele, punto. Unica e irripetibile, nonostante l'età.
Purtroppo rendere l'idea delle caratteristiche timbriche di uno strumento a parole, diventa una necessità per comunicare impressioni e pareri tra noi colleghi musicisti. Non è facile perché come sappiamo, la percezione dei suoni è del tutto soggettiva. Ognuno di noi aspira a sonorità diverse e suona generi musicali diversi; guai se non fosse così.
Proprio per favorire questo tipo di dialogo, ho cercato di fare chiarezza su un termine su cui, a mio parere, si era fatto un po' di confusione.
E' un po' come quando vari artisti ripudiano le etichette musicali; però quando sentiamo parlare di un nuovo musicista, tutti noi cerchiamo delle coordinate di orientamento prima di interessarci ai loro dischi.
permettimi di contestare un attimo il tuo ultimo commento, so che comunque non andrò lontano dalla tua idea, è solo per riallacciarmi al commento più sopra di MM con cui non sono pienamente d'accordo.
A me i termini diretti (onomatopeici) piacciono e piacciono di più della prolissità confusa della lingua italiana, "knock" "smack" "sdeng" capiamo subito a cosa di si riferiscono idem per il termine Twang, Twang è Twang non è "sglush" o "swosh" e non deve esserci soggettività su questo, se c'è vuol dire che mancano le basi della comprensione di certi termini e suoni.
Distorsione croccante o suono cremoso condivido come scritto da MM che sono parole messe a caso, ma utilizzare termini come "cremoso" per riferirsi ad un certo suono non è sbagliato o come quando si definiscono i puliti blackface "cristallni" (sparkle in inglese anche se vuol dire altro) rende l'idea e non può creare confusione, su questo immagino che siamo d'accordo e che la soggettività centri poco.
Riguardo alle Slab, pensa che le Veneer ero convinto le avessero introdotte per un discorso di economicità...
Interessanti le tue considerazioni e il tuo punto di vista.
Un po' come dicevo, molti artisti rifiutano di essere etichettati in un genere ma poi quando sentiamo parlare di un nuovo musicista interessante, la prima domanda che tutti noi facciamo è: "Che musica fa?". E come fai a descriverla se non ricorriamo alle tanto detestate etichette?
La stessa cosa succede in un certo senso con gli strumenti... dobbiamo solo fare attenzione ad utilizzare le "etichette onomatopeiche" di cui parli, con parsimonia e cognizione di causa ma sono convinto che anche su questo, siamo d'accordo.
Quanto ai manici Fender, è opinione diffusa che il passaggio alle tastiere più sottili fosse stato dettato dall'esigenza di contenere i costi del costoso palissandro.
In realtà io individuerei tre epoche distinte di tastiere in palissandro: la "Slab", la "Curved" e la "Veneer".
All'epoca delle prime "Curved" del '62-'63, non ci si preoccupò ancora di ridurre il consumo di palissandro, ed infatti le tastiere venivano praticamente ricavate da tastiere slab che venivano scavate in forma concava nella parte inferiore. Ne consegue che la quantità di legno utilizzata era la stessa ed in più c'era un bel po' di costo di mano d'opera. Alcuni ritengono che le queste prime chitarre con tastiera "curved" siano le migliori, basti pensare alla N°1 di Stevie Ray Vaughan. A partire dalla metà del 1963, il consumo di palissandro venne ottimizzato per ridurre i costi, fino al punto di raggiungere il sottile strato di impiallacciatura (veneer) della seconda metà degli anni '60 e primi anni '70.
Suono cremoso e distorsione croccante non si possono ascoltare, almeno per me, questo lo ribadisco.
Il termine Twang, certamente onomatopeico, siamo abituati (come poi ribadisce bobchill) ad associarlo alle Tele, ma credo fortemente che sia sbagliato. A mio modesto parere la Tele ha un suo suono, e non fa Twang, magari se la suoni in un certo modo produce un suono che può ricordare, ma un chitarrista bravo, se vuole fa fare twang a qualsiasi chitarra.
Poi stiamo parlando quasi del nulla.... si fa giusto per parlare :-)
.... ah, a me invece la prolissità della lingua italiana piace molto, più di sglush o swosh, si possono descrivere tante cose in italiano se si vuole. :-)
Poi io sono dell'idea che noi, per forza di cose e per amore della discussione e della divulgazione, tentiamo sempre di descrivere a parole un suono, ma è molto difficile (è per questo che croccante, cremoso, twang, mi fanno venire un po' l'orticaria), un suono va ascoltato.
Per inciso, parlare di "distorsione cremosa" in modo appropriato, non la vedo come un'eresia; secondo me è un'etichetta che può rendere l'idea di un impasto sonoro omogeneo, ricco di armoniche, senza fastidiose frequenze taglienti "spurie" e bassi spinti. "Suono cremoso" magari già non significa granché.
Che sia pre CBS, CBS o post CBS cambia poco l'extra dry.
Adoro la mia '52 reissue ;)
Quanto al discorso "pre CBS, CBS o post CBS cambia poco l'extra dry", non sono sicuro di aver ben capito cosa intendi. Mi sembra un po' di trovarmi nel film di Nanni Moretti in cui commenta la frase "destra o sinistra, tanto poi è sempre la stessa cosa" ih! ih! : )
Di sicuro anche la secchezza del timbro, che si traduce in definizione del suono, cambia tanto tra uno strumento vintage "DOC" e la sua controparte di produzione più recente. Se il "fattore vintage" fosse trascurabile probabilmente non sarei qui a scrivere di chitarre.
Per farla breve: una Tele la riconosci sempre, che sia vecchia o recente.
Mi piace il manico con profilo a V prodotto solamente nel 1963 della Baja.
Una proletaria con un mix di vecchio e nuovo adorabili.
Spettacolare, non l'avevo mai visto questo modo di montare le corde, tre in un modo tre nell'altro. Ci proverò di sicuro!
Aricolo fantastico, come sempre....
E che suono....meraviglioso
Ps...usi il Ts x boostare il Klon o viceversa?
In catena c'era prima il TS-808 e poi il Klon, usato solo con leggero boost.
(Quale set ampli / pedali è stato usato per l'esempio dello slide?)
Il Set-up è identico a quello che leggi in sovrimpressione al minuto 13:29
Ciao
Sicuramente il titolo è un po' "sensazionalistico" ma, entrando nel merito, credo che alcuni aspetti del suono "Tele vintage" andavano chiariti.
Ti do pienamente ragione sul fatto che il pickup al manico della Telly è largamente sottovalutato... E' forse il pickup al manico che più amo dopo Filtertron e Alnico V.
una Telecaster degli anni '50 per 100.000 lire...... ma chi sapeva che avevo in mano un'opera d'arte ?
L'ho venduta per 150.000 lire tre anni dopo.....
Ora, che suono con svariate PRS Da 10.000 euro ricordo con grande nostalgia QUEL suono.
Nel frattempo, ho preso svariate altre Telecaster,, ( anche Custom Shop) ma non erano più quella degli anni '50.
Chissà perchè certe opere d'arte sono irripetibili.... Stessa forma, stesso legno, stessi pick ups...
ma non è più quello ....
L'anima, o ce l'hai o sei solo un "prodotto" sterile.
Vostro Paolo
E per la prima volta, sebbene con tutte le limitazioni di YouTube, sono finalmente riuscito a percepire la reale differenza tra le top loader e le through body. Nel video si capisce benissimo.
In effetti Youtube tende molto a schiacciare le differenze timbriche ed è una sfida cercare di rendere al meglio differenze che, pur sottili, dal vivo appaiono ben più chiaramente percettibili. Mi fa piacere che il filmato sia riuscito nell'intento. Continua a tenere d'occhio il canale se ti va : )