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La Les Paul Victoria prende il nome da chi rubò le chitarre di Slash
La Les Paul Victoria prende il nome da chi rubò le chitarre di Slash
di [user #116] - pubblicato il

Pickup Custom BurstBucker, Orange Drop e accessori inclusi: la Goldtop della Slash Collection prende il nome dalla donna che rubò gli strumenti al chitarrista dei Guns n’ Roses.
Primo Ambassador del marchio, rock star iconica e senza dubbio l’artista più proficuo tra i titolari di chitarre signature a marchio Gibson, Slash espande la sua collezione di strumenti personalizzati con una Les Paul Goldtop dalla curiosa storia.

La chitarra prende il nome di Gibson Slash Victoria Les Paul Standard Goldtop e trova le sue origini nel finire degli anni ’90.

All’epoca, Slash subì un furto: numerose chitarre sparirono dal suo studio casalingo.
L’artista racconta di essere riuscito a recuperare gran parte degli strumenti, tutti eccetto una Les Paul Goldtop. Così, si è messo in moto per rimpiazzarla con una nuova Goldtop.
Solo anni più tardi Slash è riuscito a scoprire il responsabile del furto di quella chitarra: una donna di nome Victoria, ed è a lei che ha voluto dedicare la nuova sostituta entrata in scuderia, e che ora ottiene una replica ufficiale da Gibson.

La Les Paul Victoria prende il nome da chi rubò le chitarre di Slash

La Les Paul Victoria riflette i canoni Gibson per eccellenza, con accorgimenti espressamente richiesti dall’artista.
Il body è in mogano, come il manico. Sul corpo poggia un top in acero di grado AAA, caratteristica condivisa da tutti i modelli della Slash Collection.
Su indicazione del chitarrista, Gibson ha sagomato per la Goldtop un manico a C e vi ha montato una coppia di Custom BurstBucker Alnico 2 con poli a vista, cablati a mano a dei condensatori Orange Drop per una risposta organica e naturale sui controlli di tono.

Sul retro della paletta è presente l’autografo di Slash accompagnato dall’inconfondibile loghetto con teschio. La natura di signature è evidenziata anche dal coperchio per il truss rod, ma nella confezione è incluso anche un secondo truss rod standard, privo di riferimenti a Slash.

Le Victoria saranno disponibili solo presso rivenditori selezionati e arriveranno tutte con corde Ernie Ball .010-.046 modello Slash, quattro plettri Dunlop Tortex signature e una tracolla in pelle. Una custodia rigida marrone in stile vintage completa il tutto.



Sul sito Gibson, la Les Paul Goldtop Victoria può essere vista a questo link con foto ravvicinate e scheda tecnica approfondita.
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di NICKY [user #46392]
commento del 05/12/2020 ore 09:27:5
Sicuramente mi sbaglio, ma non vi sembra allucinante che sfruttino il nome dell'artista per vendere edizioni su edizioni della stessa chitarra (Fender non è da meno) già vista e rivista, di qualità intermedia, produzione USA certamente, ma nulla che si avvicini a un Custom Shop e sopratutto al doppio e a volte al triplo del valore effettivo dello strumento. Finchè c'è la fila per accaparrarsele va bene così! Inoltre con qualità costruttive e pregio del legno in vertiginoso calo!!!!
Ho visto nuove Fender American Strat con il cantino che usciva dalla tastera perchè il ponte montato fuori asse!!! :-) :-) :-):-)
Rispondi
di Bob67 [user #33904]
commento del 05/12/2020 ore 10:18:04
Tutto normale caro ... nessuno fa niente per niente . Ciao
Rispondi
di spaccamaroni [user #7280]
commento del 05/12/2020 ore 11:45:35
Chiedo conferma da parte di qualcuno più esperto di me in economia, ma credo che, più che alimentare propriamente il mercato collezionistico, queste uscite (fondamentalmente inutili nella sostanza) abbiano l'obiettivo di tenere alta l'attenzione sul marchio. Fra i tanti che leggeranno articoli come questo, probabilmente in pochi compreranno la chitarra in questione, ma di riflesso un po' di Standard o di Studio verranno acquistate. Soprattutto se pensiamo che l'ambassador in oggetto è una vera macchina da marketing.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 07/12/2020 ore 20:45:11
Non credo a queste dietrologie. Finchè fanno 1000 les paul "slash limited" e vanno esaurite, le rifaranno. Vanno le epiphone, vanno le custom shop, andrà questa. E' più semplice di quel che si pensi.
Rispondi
di 5maggio2001 [user #36501]
commento del 28/12/2020 ore 12:10:27
io credo che queste gibson di slash siano davvero migliori di tante les paul custom con specifiche di 50 anni fa che le rendono inusabili se non a casa
Rispondi
di Shoreline [user #20926]
commento del 05/12/2020 ore 13:24:5
L unica chitarra Slash che merita di essere chiamata Slash è la AFD che non era nemmeno una Gibson..senza nulla togliere alle Gibson che reputo ancora buone chitarre. Negli anni Gibson ha fatto les paul con tantissimi metodi e legni e a volte addirittura con manici in acero..cosa che non capisco e nonostante fossero chitarre degli anni 70 80 nin erano il top ne per legni che per finiture eppure nel mercato collezzionistico costano il triplo del valore di allora. Alla fine ognuno la pensa come vuole..
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 05/12/2020 ore 15:35:5
Ma si è chiaro che è marketing, del resto Gibson deve vendere chitarre, è quello il motivo della sua esistenza..
però sotto il marketing qui ci sono strumenti veri, tosti. Tutt'altro che inutili.
Io ho provato una signature Slash e vi posso assicurare che era una chitarra perfetta da un punto di vista di liuteria e finiture, con un suono eccezionale. Altro che fuffa, qui c'è sostanza eccome.
Detto questo io non la comprerei, costa troppo per le mie tasche.
Rispondi
di telecrok [user #37231]
commento del 05/12/2020 ore 17:37:02
Ok va bene, devono vendere ecc ecc, ma non si era detto che la nuova politica della altrettanto nuova gestione doveva piantarla lì con signature varie, accreditate da personaggi più o meno famosi?
Ci cascano di nuovo, si ricomincia con il solito andazzo?
Come ho già avuto modo di dire prima ed al tempo del crak, non è una bestemmia ne un peccato mortale dedicare uno strumento ad un'artista significativo e rappresentativo per il brand, ma uno, un solo modello, uno per tutta la vita dell'artista e poi basta, non uno all'anno, il pubblico o spero la maggior parte di esso, ormai l'ha capita questa strategia da bottegai, non è serio, non è bello, non è dignitoso per un marchio storico e prestigioso che sta lottando per ritornare all'apice e riguadagnare la fiducia dei propri estimatori, attirare gli appassionati con questi stratagemmi.
E' fallimentare ed è già stato ampiamente dimostrato.
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 05/12/2020 ore 23:59:06
*** ma non si era detto che la nuova politica della altrettanto nuova gestione doveva piantarla lì con signature varie, accreditate da personaggi più o meno famosi? ***
Questa me l'ero proprio persa. Ma l'avevano detto a te, direttamente? Perché non mi ricordo messaggi del genere lanciati dalla nuova proprietà, ma se tu "sai cose" allora ok.

*** Ci cascano di nuovo ***
Dove, esattamente? Nella politica dell'endorsement, che fanno (DEVONO fare) tutti i grandi marchi se vogliono attirare l'attenzione del maggior numero possibile di potenziali clienti?
Poi, se la qualità dei prodotti non risultasse all'altezza delle aspettative suscitate, allora la cosa gli si ritorcerebbe contro, ma non è certo il caso di Gibson, direi.

*** E' fallimentare ed è già stato ampiamente dimostrato ***
Anche qui devo essermi perso qualcosa, magari puoi aiutarmi con qualche esempio, grazie.
Rispondi
di vipsanio [user #29152]
commento del 11/12/2020 ore 20:11:09
pensiamo a Petrucci e alle foreste distrutte per cambiare ogni anno un dettaglio ridicolo alle sue musicman
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 07/12/2020 ore 20:47:16
Giuro che non capisco quando in questo e altri casi si dice "è marketing". Il nome Les Paul "è marketing". Il marchio Gibson "è marketing". il fare una collezione ogni anno "è marketing". Di mestiere fanno e vendono chitarre, che devono fare nasconderle? seppellirle su una spiaggia? Dire "è marketing" nel 2020 è dire l'ovvio, scusate.
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 08/12/2020 ore 01:19:4
*** Il nome Les Paul "è marketing" ***
In effetti, vedere gente che si lamenta delle troppe signature dedicate a Slash, ma che non si rende conto che stiamo parlando della signature di una signature fa veramente... ridere? piangere? Non lo so, fate voi.

(tra l'altro, al buon Les Paul la Gibson ha dedicato TUTTE le solid body prodotte negli anni '50 e fino ai primi anni '60. Slash al confronto è un poveraccio, altroché...)
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 08/12/2020 ore 11:33:45
Ma è ovvio dai.
Rispondi
di frank73 [user #21824]
commento del 05/12/2020 ore 20:36:43
Non entro nel merito dell'opportunità di mettere in commercio l'ennesima signature, però il prezzo rispetto ad una standard è di 500 dollari in più che non sono bruscolini, però nemmeno il doppio. Io per altro ho una 2008 signature e ne sono contento. Vero è che allora la differenza di prezzo con una standard era di poco più di 150 euro se non ricordo male. Per me è più preoccupante il costo attuale di una standard.
Rispondi
di ninetta82 [user #29198]
commento del 05/12/2020 ore 21:04:09
Bravo! daccordissimo!! È proprio lì l'inghippo!
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 06/12/2020 ore 00:08:52
Endorser di fama -> maggiore appetibilità del marchio -> possibilità di applicare prezzi più alti. A TUTTO il catalogo, però, mica solo alle signature (mero specchietto per allodole).
As simple as that.
Le regole del gioco sono queste, poi sta a noi accettarle o meno.
Rispondi
di frank73 [user #21824]
commento del 06/12/2020 ore 12:00:34
Eh già io sono senza dubbio un'allodola ah ah ah... E devo dire che in effetti dopo una settimana che suonavo la tanto agognata Slash signature quel teschio sulla paletta al posto della scritta les paul model mi aveva già creato pentimento, ma dato che alla fine suona decisamente bene (per i miei limiti di chitarraio) chiudo gli occhi e me la godo.
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 06/12/2020 ore 12:32:07
Non ce l'avevo mica con te, figurati. Commentavo il tuo "Per me è più preoccupante il costo attuale di una standard" e cercavo di allargare un po' il discorso.
Non ho niente contro le signature e chi se le compra, anzi, la mia dream guitar è una Gretsch Setzer Black Phoenix e se costasse di meno sarebbe già qui con me.
Viva le allodole consapevoli! ;-)
Rispondi
di frank73 [user #21824]
commento del 07/12/2020 ore 10:29:23
Figurati era chiaro, e condivido la tua logica visione sul marketing. Per dirla tutta penso che sia chiaro che la scelta di una signature sia una fatto molto personale. Per rimanere in tema ornitologico immagino che non ci siano allocchi che credono di acquisire il suono di questo o quell'artista acquistando la "sua" chitarra. Nel mio caso è stato un attacco di gas ( di cui sono ormai portatore sano) che comunque mi ha portato ad avere per le mani un prodotto più che dignitoso ad un prezzo adeguato alle mie tasche. Già questo penso basti a soddisfare almeno emotivamente il malato. Poi per me è inconcepibile ( ma è probabilmente una questione meramente econlmica) che una chitarra nuova signature o no possa arrivare a costare 20 30 mila ero. Che diamine ok l'esclusività del legno delle finiture del lavoro dei liutai dei vari custom shop ma diamine uno ci compra una macchina e pure il garage a quei prezzi. E a livello tecnologico e di materia prima credo siamo abbondantemente oltre due pezzi di legno incollati. Detto ciò la mia gas ha relegato a numero due la signature e dopo qualche anno mi ha dato due nuove numero uno, una les paul junior e una junior special dc. Irrecuperabile
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 07/12/2020 ore 18:43:24
Beh, chi arriva a spendere quelle cifre per avere magari solo una chitarra autografata non lo capirò mai, ma contento lui...
Per il resto, come ti capisco! Mogano e P90: what else? Non suono altro da anni, ormai ;-)
Rispondi
di Shoreline [user #20926]
commento del 06/12/2020 ore 06:13:52
Io credo che Fender pagherebbe per avere uno Slash che suona le sue chitarre...il ragazzo maledetto di cui si è detto di tutto...addirittura che non sa suonare da qualche fenomeno da cameretta...ce ne vorrebbe uno ogni 50 anni come lui a livello di talento di bravura sul palcoscenico e di marketing perché probabilmente lui ha contribuito oltre a far guadagnare un sacco di soldi a Gibson e a se stesso, ha portato tanti ragazzini compreso me ad abbracciare una chitarra
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 06/12/2020 ore 12:44:37
Perché se una chitarra è figa e suona bene il nome dell'endorser dovrebbe essere un limite o un modo per fregare il cliente?

Io me ne frego del nome, se una chitarra mi piace la prendo e basta.
Penso che sia più un limite mentale di qualcuno.
Rispondi
di daniele.novello [user #44073]
commento del 07/12/2020 ore 00:57:20
Seconda metà anni 80.
Un ragazzino legge come sempre HM (Heavy Metal: giornale cartaceo che immagino non esista più da tantissimo), arriva alla sezione posta (il corrispondente dell’area commenti di un sito internet) e pensa: ma possibile che tutte le discussioni finiscano allo stesso modo? il thrasher che accusa il glamster di essere un faggot (salvo sotto sotto invidiare alle compagnie glam il numero di ragazze) , il glamster che accusa il thrasher di ascoltare rumore (salvo sotto sotto sapere che quella è esattamente la stessa accusa che veniva mossa alla musica glam da chi ascoltava musica “normale”)…. Potete non crederci , ma questa diatriba demenziale c’era tutte le settimane
Lo stesso ragazzino che ovviamente ragazzino più non è, a oltre trent’anni di distanza, legge le recensioni di Accordo e pensa : ma possibile che nel commento a qualsiasi articolo che parla di gibson o di fender.. parta inesorabile il pippone contro il “MARKETING” ? Ma possibile che a commento di qualsiasi recensioni in cui si parla di un pedale che costa più di 50€ parta il pippone per cui quasi qualunque primate con il pollice opponibile potrebbe comprare con 5 € i componenti e farsi un pedale che caga in testa al klon?
Anche assumendo che tutto ciò sia vero, e dando per scontato che le stesse persone che scrivono queste cose non siano le stesse che poi provano a permutare (a malincuore) la fantastica chitarra di liuteria per comprarsi una fender e una gibson, ...possiamo dare per assodato che…
- sì: è l’ennesima operazione di marketing
- si: è l’ennesimo furto ai danni dell’ingenuo che non ha capito che un harley benton è uguale ad un analogman
e possiamo lasciare spazio a chi è in grado di dare agli altri lettori elementi utili per capire il prodotto in questione, che so : è fatto così e fatto cosà ; oppure : ha questo problema, ma questo punto di forza …etc
la butto lì, così tanto per dire …
forse scrivere per avvisare gli altri che sono degli ingenui che si stanno per fare fregare non è poi così importante: chi lo voleva capire lo ha già capito, chi crede diversamente tenderà ad essere un po’ indispettito da chi lo dipinge come un coglione che abbocca stupidamente alle lenze del marketing

my 2 cents
Rispondi
di adriphoenix [user #11414]
commento del 09/12/2020 ore 12:25:43
Condivido il tuo pensiero...e che nostalgia a pensare ad HM!! Ero alle superiori quando la leggevo e aspettavo l'uscita in edicola come una salvifica boccata d'ossigeno dopo un'apnea forzata (per sopravvivere alla musicaccia che ascoltavano i miei compagni di classe :DD ).... E' sparito credo a fine anni '90, ma sembra che abbia ancora mercato nell'usato ;D vai al link
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 09/12/2020 ore 09:09:27
C'è una cosa che non capisco: l'articolo parla di p.u. cablati a mano ai consendatori; ma ogni volta che si parla di Gibson qualche espertone giura e spergiura che l'alto costo deriva dal fatto che ogni chitarra è fatta e cablata a mano da esperti artigiani (in realtà, almneo per le parti in legno, sono normalissimi operai che operano con una fresa cnc). Dunque, delle due l'una: o è speciale il cablaggio manuale di questa signature, oppure è ordinaria amministrazione, ma tutte e due non può essere. C'è qualche espertissimo che mi può illuminare? Grazie
Ciao
Rispondi
di ninetta82 [user #29198]
commento del 09/12/2020 ore 10:03:57
io l'ho presa ed è una buonissima chitarra! la qualità costruttiva non è certo di una costomshop! stiamo parlado di chitarre di serie made in usa! il livello è lo stesso delle nuove 50/60 original (che ho avuto)! si paga qualcosina in piu' proprio perchè una signature ( del resto le signature di qualsiasi brand costano qualcosa in piu')! il sovraprezzo non è esagerato e comunque rimane una sorta di assegno circolare che tra qualche anno potrà ,eventualmente, essere rivenduta piu' o meno al prezzo di acquisto mentre la produzione usa std quasi sicuramente verra' svalutata!
Rispondi
di marcoguitar [user #15320]
commento del 11/12/2020 ore 17:56:04
In realtà penso l’esatto contrario. Nei prossimi anni verrà svalutata la signature e manterrà il prezzo la Usa Std. Queste sono le indicazioni del mercato usa di questi anni
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 10/12/2020 ore 17:29:57
Io penso che sia bellissima, come bellissima lo è qualsiasi Gibson Les Paul Goldtop Darkback. Sono certo che suonerà benissimo, come d'altronde suonava benissimo qualunque Les Paul abbia provato in vita mia...Sarà che ho avuto grandi chiappe o che i negozi in cui sono stato fossero particolarmente seri, soprattutto considerato il fatto che anche per le Fender ho avuto la stessa esperienza. In ultima battuta mi piace il fatto che Slash abbia un'intera linea di chitarre a lui dedicate, d'altronde indicatemi un altro chitarrista hard rock che possa rappresentare per Gibson quello che è Slash attualmente, al di là dei vostri gusti musicali!? La comprerei? No, ma solo perché con quei soldi forse riuscirei a comprare una R8 o una R7 usate (ancora per il momento).
Rispondi
di marcoguitar [user #15320]
commento del 11/12/2020 ore 17:51:13
Ricordo a tutti quanti (soprattutto a coloro che non possono permettersi di acquistare questo quasi inutile strumento, perché è l’ennesima versione di una cosa che più o meno già c’è) che la prima chitarra di Slash, quella che per intenderci lo ha reso grande e famoso, non era una Gibson Lea Paul ma una copia fatta da un suo amico perché lui non aveva i soldi per l’originale. Quindi tutte queste signature di Slash sostanzialmente mi fanno una pippa. Compratevi una copia, così avrete l’originale. Ci arrivate vero a capire la presa x ....?
Rispondi
di vipsanio [user #29152]
commento del 11/12/2020 ore 20:08:52
ho sempre avuto una scimmia per il goldtop ma non ne ho mai compreso la logica che ne faceva esplodere il prezzo.
alla fine ho trovato una dignitosissima Classic 2019 che usata mi è costata una cifra molto ragionevole e non mi fa rimpiangere signature dai prezzi esorbitanti
Rispondi
di diavoletto86 [user #19372]
commento del 11/12/2020 ore 21:47:0
Dico la mia da ammiratore del riccioluto....ho avuto la fortuna/piacere nel 2008 di comprare la vos ispired by...nuova costava intorno ai 2500 euro...dopo qualche anno l'ho venduta per tenermi la mia standard 2005 che qualitativamente mi è sempre sembrata superiore...ricordo che era già uscita una versione goldtop e che anche quella costruttivamente non facesse gridare al miracolo....le R8 che ora trovo su mercatino a 3200 euro usate costavano in quegli anni nuove intorno ai 2400 euro....manico veramente difficile (almeno per me) da suonare...ho provato la serie standard original 60 di attuale produzione ed onestamente sono costruite bene ...immagino che anche queste nuove slash siano costruite con la stessa cura quindi una piccola porta personalmente gliela lascerei aperta...ma se si parla di qualità in 15 di gibson provate non c è nulla che ho trovato costruttivamente migliore delle ultimissime custom 59 60 e via dicendo...purtroppo i prezzi son diventati proibitivi....però credo che gibson stia offrendo sul nuovo chitarre rapporto qualità prezzo che non si vedeva da qualche anno...(la standard plus nel 2005 è bellissima ma mi è costata come una r8 del 2009!!!!)......alla fine 2150 euro per una standard 60 nuova non sono così scandalosi per una chitarra che non ha nulla da invidiare ad una r8 da 3200 con i tasti usati o peggio ancora una inspired by da 8000 euro che non ha nulla di speciale se non la tiratura limitata ...mia personalissima ed opinabilissima opinione...
Rispondi
di 5maggio2001 [user #36501]
commento del 28/12/2020 ore 12:12:01
questa è stupenda, finalmente Gibson l'ha rifatta uscire, dovrebbero fare più signature a prezzi decenti, sono meglio di tante custom shop con specifiche "vecchie", mentre le standard non hanno nulla di particolare, non c'è motivo per cui spendere tutti quei soldi per una standard
Rispondi
di Perilmeglio2 [user #51759]
commento del 01/01/2021 ore 07:46:22
Premetto che ho una decina di Gibson, per lo più Les Paul, periodo dai primi anni 80 ad una 2017.
Il motivo? Quell'arpeggio di Don't cry ascoltato nel lontano 1994 quando avevo solo 14 anni... presi la chitarra e non la mollai mai più: w il richiamo del riccioluto ed i suoi superpoteri di marketing.
Ma il tema qui è un altro: qualità e credibilità.
Ho posseduto diverse Slash's Signature, dalla prima epiphone Snakepit passando x la Gibson Custom Piezo, la precedente goldtop (2008), 1 Rosso Corsa (2013), 1 Anaconda Burst ultima serie e una Vermilion (2013), l'unica che possiedo ancora.
Con onestà, da amante del verde, non posso non dire di essere rimasto molto deluso dalla Anaconda: una classic di un colore speciale con pu sovravvolti o poco più, al di la del gusto o meno di alcune scelte estetiche.
Il trasparente più spesso mai visto su una Les Paul ed un manico 50's che con Slash non c'entra nulla.
Considerazioni di poco migliori x la Rosso Corsa, che ok montava i Seymour Duncan, ponte Tone Pros ed altre chicche ma era comunque una Standard con parti speciali e pesava come un macigno. La mia Standard 60's neck del 2003 se la mangia a 360 gradi. Dello stesso anno ho preso e tenuto la Vermillion che considero una botta di fortuna: gemella x anno della RC pesa 600gr in meno e la devasta da ogni punto di vista arrivando di fatto a rivaleggiare con qualsiasi Custom shop posseduta senza timori reverenziali.
Tutto questo x dire che la qualità è obiettivamente scesa: se il 98% delle LP anni 80 e 90 sono grandi strumenti sulla produzione recente anche se trovo idee interessanti e colori molto belli percepisco una produzione qualitativamente molto inferiore.
E non è un "si stava meglio quando si stava peggio", ho avuto in tempi recenti (post 2015 ) una R7, R8, una Custom S Series, una Tribute oltre alla Anaconda e x arrivare ai livelli della mia standard se non prendo la r8 mi ritrovo il broncio.
Ultimo aspetto l'opportunità.
È chiaro che un prodotto nuovo è una possibilità x chi magari all'uscita della precedente Signature non aveva possibilità o magari non ascoltava neppure la musica (mi metto nei panni dell'odierno 18enne fan di Slash, di certo nel 2010 ad 8 anni non poteva chiedere al babbo la AFD).
Però è pur veri che quando in 1 anno tiri fuori 5(!) Signature gemelle come linea di produzione (non sono serie limitate) di fatto le rendi meno "speciali" di quanto potrebbero essere.
In ogni caso proverò appena possibile la Victoria: già che hanno tolto gli "Slashbucker" (pickup inventati perché Slash da quando ha tolto il ciuccio ha sempre usato gli SD) mi fa più simpatia: manico 50's e retro marrone scuro ma non "darkback" già marcano male in partenza, speriamo siano legni fortunati e non ci sia la solita bara di trasparente sopra.
Rispondi
di vasaio [user #56813]
commento del 04/02/2021 ore 10:02:2
ciao, ma questa Gibson Les Paul Victoria è Limited Edition ??
e che differenze avrebbe rispetto al modello Slash Signature Les Paul Goldtop 2008 ??
Rispondi
di Perilmeglio2 [user #51759]
commento del 09/02/2021 ore 06:53:32
Da quanto vedo sul catalogo non si tratta di limited edition ma semplicemente della Slash's collection: poco male.
La Gold 2008 aveva i Duncan, profilo 60... diciamo che come logica era una riproduzione più "fedele" di ciò che Slash davvero suona.
A giorni forse la provo e vi dico, sono molto curioso e sempre pronto e speranzoso sul dover cambiare idea!
Rispondi
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