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Comunicato del Maestro Bruno Battisti D’Amario
Comunicato del Maestro Bruno Battisti D’Amario
di [user #3672] - pubblicato il

In ottemperanza al dovere di rettifica definito dalla legge sulla Stampa pubblichiamo quanto inviato il 21 gennaio 2021 dall'avvocato Giancarlo Mattiello in nome e per conto del Maestro Bruno Battisti D’Amario relativamente all'articolo "Pino Rucher: una chitarra che ha fatto la storia".

In nome e per conto del Maestro Bruno Battisti D’Amario invio allegato comunicato stampa in merito alla conclusione del giudizio al Tribunale di Roma che lo riconosce Esecutore solista alla chitarra classica ed elettrica delle più celebri colonne sonore del Maestro Morricone, rigettando la domanda degli eredi pino Rucher, con invito a dare diffusione alla notizia.  
Allego anche la sentenza del Tribunale di Roma passata in giudicato e quindi definitiva.  

Il tema è di Vostro interesse per la Vostra precedente pubblicazione, in cui veniva divulgata l’affermazione “E fu proprio grazie all’elettrica di Pino Rucher che Morricone compì questo fortunato esperimento. È di Pino Rucher la magica sei corde solista di “Per Un Pugno di Dollari”.  

Alla luce di quanto già accertato dal Tribunale di Roma l’affermazione sopra riportata in merito all’asserita collaborazione del Chitarrista Pino Rucher con il Maestro Ennio Morricone è assolutamente infondata e illecita   
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di mf_click [user #20554]
commento del 27/01/2021 ore 14:56:52
Comunque nell'articolo di Accordo si menzionava Per un pugno di dollari, film non citato nell'elenco della sentenza.
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 27/01/2021 ore 18:58:1
Più che altro mi viene da dire.... ma che tristezza! Un avvocato che scrive a un sito per correggere un articolo. Manco prendesse i diritti dall’articolo..,
Rispondi
di marcoecami [user #54447]
commento del 27/01/2021 ore 20:52:27
Se io avessi suonato o contribuito anche in parte alla creazione di assoli o fraseggi di canzoni, mi darebbe fastidio vederli attribuiti ad altri. Stiamo parlando di pezzi bellissimi e conosciuti a livello mondiale, quindi è comprensibile, oltre che legittima, la richiesta.
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 27/01/2021 ore 23:16:01
Assolutamente legittima, ma a mio parere far scrivere da un avvocato a un sito come accordo è veramente triste. Ho visto rispondere da avvocati sui quotidiani quando un articolo ha pesantemente attaccato, se non diffamato, qualcuno... ma correggere un articolo su un sito tramite lettera di un avvocato personalmente lo trovo fuori luogo. Ciao
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 28/01/2021 ore 08:38:30
Si chiama obbligo di rettifica, è previsto dalla Legge (L. 47/48), e l'esercizio del relativo diritto rientra nell'ambito dell'incarico professionale che viene conferito ad un legale per tutelare l'immagine artistica di un soggetto. Non c'è nulla di sconveniente, sconvolgente, nemmeno inusuale e tantomeno... "triste" in un professionista che svolge il suo lavoro (e molto bene, direi, considerato che ha anche vinto il giudizio di primo merito), quasi fosse un'onta o un affronto personale ricevere una comunicazione da parte di un avvocato. Se posso permettermi, di triste c'è solo il tuo commento, col quale ti sei permesso di giudicare l'operato di un legale, qualificandolo negativamente su un organo di informazione accessibile ad un numero elevatissimo di utenti e così ledendo la sua immagine professionale, sulla base di considerazioni del tutto... chiamiamole "epidermiche".
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 28/01/2021 ore 08:59:40
Perdonami ma dove avrei leso l’immagine o l’operato del legale qualificandolo negativamente? Ho espresso un mio parere sul metodo di correzione di un articolo, non sulla professionalità dell’avvocato. Hai un’opinione diversa dalla mia, ben venga ma non trarre conclusioni riguardo cose che non ho scritto. Grazie ciao e buona giornata
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 28/01/2021 ore 09:03:48
"ma che tristezza! Un avvocato che scrive a un sito per correggere un articolo. Manco prendesse i diritti dall’articolo". Scusa, devo proprio aver letto male.
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 28/01/2021 ore 10:09:19
Allora precisiamo subito se quella è la frase incriminata: evidentemente un avvocato non scrive di sua iniziativa ma su richiesta del suo assistito. Ovviamente un avvocato non prende i diritti che invece spettano all’autore del brano. Il senso del mio commento è: trovo fuori luogo far scrivere da un avvocato per rettificare un articolo su un sito internet dove non si è diffamato nessuno. Giusto rettificare? Assolutamente. Necessario far scrivere dal proprio legale? A mio parere assolutamente no. Lo trovo abbastanza triste. Hai un’altra opinione e me ne faccio una ragione. Ciao
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 28/01/2021 ore 08:47:58
Sorry, ma non ci trovo nulla di triste o di sconvolgente, anzi mi sembra normalissimo ribadire una Verità, smentendo una falsità; gli errori purtroppo a volte si commettono ed è giusto rettificare. È il corretto lavoro di un avvocato.
Fossi stato in Battisti D'Amario avrei fatto lo stesso.
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 28/01/2021 ore 10:14:53
Io ad esempio avrei scritto una mail per chiedere la rettifica di un errore fatto in buona fede. Ma ovviamente ognuno ha la propria opinione. Ciao
Rispondi
di Mimmo66 [user #26026]
commento del 30/01/2021 ore 18:02:37
io concordo con te! sarebbero bastate due righe del signor d'amario alla redazione, magari citando il fatto di aver vinto la causa, e la correzione ci sarebbe stata lo stesso, in modo meno... antipatico.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 28/01/2021 ore 10:22:4
Trovo anch'io un po' fastidioso l'intervento di un avvocato per una semplice rettifica. Tanto più che la stragrande maggioranza della gente manco sa di chi si sta parlando. Non è certo colpa dell'avvocato che ha un mandato e viene retribuito per fare il suo lavoro: la responsabilità di questa situazione secondo me (per qualcuno almeno, e non sono evidentemente il solo) imbarazzante è del diretto interessato.
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 28/01/2021 ore 11:19:23
Io credo che vi sfuggano alcune dinamiche del rapporto tra cliente e avvocato. Per farla breve: il cliente si rivolge al legale - in questo caso - per tutelare l'immagine e i diritti d'autore legati all'attività artistica di un defunto. Il legale si muove di conseguenza, promuove il contenzioso per far accertare la paternità dell'opera artistica, chiede le condanne conseguenti, e se individua - come in questo caso - un sito che riporta una notizia errata ne chiede la rettifica. Viene tutto svolto nel più ampio panorama di un incarico professionale, conferito il quale, il cliente, per il medesimo oggetto, non può neppure assumere iniziative autonome. Non c'è nulla di scabroso, inopportuno, fastidioso, triste in questo: è solo la normalità dello svolgimento di un'attività professionale.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 28/01/2021 ore 17:50:2
Esatto, ed è anche pura normalità il comportamento del Cliente che si è rivolto all'avvocato per tutelare la sua opera e immagine.
Anche perché non si sta parlando di "robetta spicciola".
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 29/01/2021 ore 17:08:52
...In effetti ero abbastanza imbarazzato nell'ammettere di non conoscere nessuno dei due chitarristi.
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 28/01/2021 ore 11:26:49
Su una causa di questo genere la rettifica è parte integrante della sentenza, anche se non esplicitata. Quindi l'avvocato ha semplicemente svolto il suo lavoro facendo quello che avrebbe fatto qualunque avvocato.
Da parte nostra abbiamo pubblicato la rettifica a norma di legge, ovvero con risalto uguale a quello dato alla notizia, come avrebbe fatto qualunque testata.
Dunque tutto nella norma, tutto tranquillo, nessuna tristezza, solo la prassi che regola la relazione tra informazione e diritto.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 28/01/2021 ore 17:51:03
Giusto, si fa così.
Rispondi
di Emiliano Ferri [user #58638]
commento del 01/02/2021 ore 18:29:02
Sono Emiliano Ferri, nipote di Pino Rucher, e mi sono appena reso conto della pubblicazione su questo blog del comunicato stampa del legale di Battisti D’Amario in calce ad un articolo in memoria di mio nonno. Sono dispiaciuto di non essere stato avvertito dalla redazione di questa cosa e mi riprometto di chiedere una controreplica.
Mia madre, che non gode di buona salute, ha avuto il grande coraggio di citare in giudizio l’esimio M° Morricone e i chitarristi Alessandroni, Battisti D’Amario e Ciacci, nonostante fossero stati distrutti i fogli dell’Unione Musicisti di Roma relativi ai turni di registrazione delle colonne sonore... per inciso Battisti D’Amario era socio di tale cooperativa.
Rendo noto che il legale di Battisti D’Amario nel bel mezzo di un udienza di ascolto dei testimoni ha allegato il libro “Inseguendo quel suono” (biografia del M° Morricone) quale prova sopravvenuta e non è difficile intuire la finalità di tale pubblicazione; dopo che il legale di mia madre ha fatto notare che gli assoli di chitarra elettrica di ciascun film della ‘trilogia del dollaro’ appaiono suonati sempre dalla stessa mano per tocco e stile, il M° Morricone con questo libro ha ricondotto gli assoli di tutti e tre i film della ‘trilogia’ a Battisti D’Amario, diversamente da quanto fece il M° Morricone in un precedente interrogatorio spontaneo con cui attribuiva l’assolo di “Per un pugno di dollari” ad Alessandroni; Battisti D’Amario non si è curato della stridente contraddizione e allegando la biografia di Morricone ha fatto da ‘asso pigliatutto’, dal momento che a pagina 45 gli viene attribuita anche la chitarra elettrica di “Per un pugno di dollari”. Detto questo vi invito alla visione del presente video: vai al link
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 01/02/2021 ore 18:49:15
La redazione di un giornale non ha dovere di avvertire chicchessia nel caso di un'azione dovuta per legge e dovere di buona informazione. Aggiungo che quanto lei scrive e di cui si è assunto la responsabilità all'atto della registrazione ad Accordo, per quanto interessante degno di attenzione, non cancella una sentenza.
In un Paese di diritto le sentenze fanno testo e le opposizioni si fanno nelle sedi preposte, ovvero i gradi di giudizio, non sui media. Accordo sarà sempre disponibile a dare spazio a future novità sulla vertenza, soprattutto se la vostra parte deciderà di ricorrere.
Rispondi
di Sergeant Pepper [user #55642]
commento del 30/04/2021 ore 08:14:1
La ‘trilogia del dollaro’ è un’opera cinematografica ‘unitaria’, così come appaiono unici suono e stile della chitarra elettrica che caratterizza i tre film, che quindi sono attribuibili ad un’unica mano e non scindibili tra due o più chitarristi e perciò è insostenibile la posizione dei tre chitarristi Alessandro Alessandroni, Bruno Battisti D’Amario e Enrico Ciacci, che alla morte di Pino Rucher si sono attribuiti lo stesso ruolo solistico alla chitarra elettrica anche in concorrenza tra loro.
Dal momento che il tecnico del suono (ovvero il fonico) è presente in tutte le fasi di una registrazione e nulla si può registrare senza di lui, assume una notevole importanza quanto espresso da Giuseppe Mastroianni, tecnico del suono di svariate colonne sonore del Maestro Morricone. Mastroianni ben evidenzia l’apporto solistico alla chitarra elettrica di Pino Rucher in “Per un pugno di dollari”, definendo il suono della sua chitarra una moda dei western all’italiana.
Rispondi
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