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MKE 400: microfono shotgun tuttofare
MKE 400: microfono shotgun tuttofare
di [user #17844] - pubblicato il

L’MKE 400 riceve un profondo restyling e diventa mkII: abbiamo provato sul campo il microfono Sennheiser super cardioide per videocamere e smartphone.
Lo shotgun compatto si aggiorna al 2021 con una versione più performante, facile da usare e con la flessibilità di un modello pensato per gli usi professionali quanto per le derive smart.
In una struttura lunga appena 12 centimetri, il Sennheiser MKE 400 racchiude una capsula di alta qualità, un sistema anti-vibrazioni, controlli di gain, filtri e possibilità di monitoraggio diretto, a rappresentare una soluzione ideale per i reportage video attraverso montaggio a slitta su fotocamera quanto per le riprese in ambienti controllati, su asta.

MKE 400: microfono shotgun tuttofare

Figura polare
L’MKE 400 si avvale di una figura polare super cardioide, cioè altamente direzionale e indicata per riprendere una singola fonte sonora di fronte alla fotocamera su cui è posto minimizzando l’influenza dell’ambiente circostante. Si rivela quindi una scelta utile per le interviste in esterna, il giornalismo e il vlogging, ma si dimostra soddisfacente anche in studio, smontato dalla camera, per microfonazioni più ravvicinate di voci e suoni di ogni tipo.

Connettività
Incluso nella confezione, il cavo TRS da 3,5mm permette la connessione a un comune registratore o a una videocamera. Gradita è la presenza di un sistema di bloccaggio a vite per essere certi di non scollegare inavvertitamente il cavo mentre si maneggia la macchina.
È incluso nel pacchetto anche un cavo TRRS a quattro conduttori per il collegamento a dispositivi mobile e smartphone (ancora oggi, la scelta di Apple di rinunciare al jack non sembra trovare piena giustificazione dal mercato).
In effetti, l’MKE 400 è disponibile anche in versione Mobile Kit, con supporto per il montaggio su uno smartphone e treppiedi Manfrotto PIXI Mini, ideale per l’uso su scrivania o per impugnarlo in movimento.

Diversamente da come accadeva sul primo MKE 400 e su gran parte dei sistemi concorrenti, l’edizione 2021 porta il jack d’uscita sul davanti, anziché sul retro. Tale scelta può apparire controintuitiva in un primo momento, ma basta un attimo per rendersi conto di quanto sia al passo coi tempi e sensibile alle geometrie dettate dal crescente mercato delle mirrorless e delle camere compatte in generale: la nuova posizione torna infatti particolarmente comoda per non ritrovarsi il cavetto penzolante davanti al viewfinder o al display.

Su un fianco, è una piacevole scoperta l’aggiunta di un mini-jack addizionale per le cuffie, utile al monitoraggio in diretta con tanto di pulsanti per il volume riservato agli auricolari.
Se ci si affida a fotocamere di piccole dimensioni o alle onnipresenti mirrorless della serie Sony Alpha, talvolta sprovviste di un’uscita cuffie, questo piccolo accorgimento arriva come una vera benedizione.

MKE 400: microfono shotgun tuttofare

Funzionamento
Il microfono si basa su un’elettronica attiva, con oltre 100 ore di autonomia garantite da una coppia di pile mini-stilo di tipo AAA. Un segnale di batteria scarica si attiverà quando resteranno tre ore di funzionamento, permettendo così un margine più che sufficiente per completare un servizio e procedere con calma alla sostituzione.
Un meccanismo di auto-accensione e di auto-spegnimento insieme alla fotocamera garantisce inoltre un’autonomia ottimale e, aspetto da non sottovalutare, assicura di non ritrovarsi mai con un video muto a causa di una distrazione dell’operatore.

La risposta in frequenza di 50Hz-20kHz suona da subito trasparente, con un ottimo rapporto segnale-rumore e una buona sensibilità.
Dai parlati più ravvicinati alla ripresa di fonti sonore più rumorose come manifestazioni e concerti, il guadagno della capsula può essere regolato all’istante in tre step attraverso un cursore sul fianco della scocca, accanto a un utile filtro lo-cut.
Per gli amanti dei numeri e dei grafici, eloquenti dati tecnici e schemi possono essere consultati sul sito Sennheiser a questo link.

Il silenzio nello chassis
A prima vista, l’MKE 400 non ha alcuna componente mobile. Di fatto, un efficace sistema anti-vibrazioni è racchiuso all’interno della scocca. La struttura, leggera e solida, rende i rumori da maneggiamento pressoché assenti: anche un colpo dato inavvertitamente alla capsula non comprometterà la bontà della registrazione.
Gli sgradevoli rumori da zoom e messa a fuoco che si possono verificare con alcuni obiettivi fotografici sono un lontano ricordo.

MKE 400: microfono shotgun tuttofare

All’aperto
Una delle preoccupazioni maggiori per molti videomaker e vlogger è la resa in esterna, dove una leggera brezza può trasformarsi in un disturbo considerevole se si usa un microfono poco adatto.
Non è il caso del Sennheiser.
All’aperto, la struttura stessa del microfono offre una certa resistenza ai rumori causati dal vento contro la capsula. In condizioni più complicate, il “peluche” incluso nella confezione fa il resto del lavoro.
Il filtro antivento, volgarmente chiamato anche deadcat (letteralmente “gatto morto”), è in un materiale morbido ed elegante a vedersi. Grazie all’elastico alla sua base, si applica facilmente al microfono e lo copre per intero, garantendo un’alta protezione senza “spifferi”.

Negli ambienti particolarmente avversi, può essere d’aiuto anche il filtro lo-cut, accessibile attraverso l’interruttore sul fianco della scocca. Questo effettua un taglio piuttosto aggressivo sui range più gravi, facendo crollare la risposta sui 100 Hz e interessando gradualmente le frequenze fino a 200Hz. L’effetto si può quindi avvertire nell’utilizzo pratico, durante la registrazione di una voce, ed è da escludere che si voglia tenere sempre il filtro attivo, ma la sua capacità di tenere a bada i rombi ambientali ne fa un’arma assai gradita quando ci si trova in condizione di ripresa sfavorevoli.

In studio
La risposta fedele e organica del microfono ne fa un vero tuttofare quando si è nell’ambiente controllato di uno studio di ripresa.
L’MKE 400 riprende timbri vocali senza colorarli eccessivamente, cattura suoni e rumori con un buon dettaglio e isola le fonti con efficacia. Piazzarlo su un’asta appena fuori dall’inquadratura garantisce dei parlati a fuoco, privi di rifrazioni, e catturare rumori di oggetti per i cosiddetti “foley” è facile quanto soddisfacente.



Il Sennheiser MKE 400 è molto più di un classico shotgun per giornalismo d’assalto, dove la qualità può essere sacrificata all’inseguimento dell’intelligibilità di un parlato.
Qui l’audio è sì pulito, ma anche articolato e a fuoco, in un mix in grado di dare soddisfazione anche per chi si avvicina al mondo del sound design o deve catturare un suonato, o ancora semplicemente riprendere alcuni rumori per rifinire i propri corti cinematografici.
Tutto con un prezzo altamente concorrenziale e con l’immediatezza d’uso necessaria per coniugare risultati sonori apprezzabili a un approccio alla portata anche dei non-tecnici.

Sul sito Sennheiser, l’MKE 400 può essere visto più da vicino a questo link. In Italia, la distribuzione è affidata a Exhibo.
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Link utili
MKE 400 sul sito Sennheiser
La scheda tecnica dell’MKE 400
Sito del distributore Exhibo
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