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Se sei bravo ti basta una scopa con le corde? Sì, ma anche no
Se sei bravo ti basta una scopa con le corde? Sì, ma anche no
di [user #17844] - pubblicato il

Un grande chitarrista suona uguale anche su uno strumento scadente: quanto c’è di vero in questo assioma sostenuto dai detrattori delle chitarre ritenute “troppo costose”?
“Il suono è nelle mani” è un concetto su cui possiamo essere, bene o male, tutti d’accordo.
Fino a che punto, però, un buon tocco riesce a sopperire a una strumentazione inadeguata?
La discussione, come spesso accade, si accende quando si entra nei dettagli.

Una chitarra - come un amplificatore, i cavi, gli effetti e tutta l’elettronica che ci va di mezzo - è un attrezzo che deve offrire un certo tipo di caratteristiche per garantire al professionista l’affidabilità necessaria a dare forma alla sua visione artistica o, semplicemente, per portare a termine un lavoro.

Ammaliati dalle capacità di un buon chitarrista, ci si ritrova spesso a esclamare: “farebbe suonare bene anche una scopa con le corde”.
Perché, allora, la quasi totalità dei professionisti adotta unicamente strumentazione di alto livello?
La risposta potrebbe essere da ricercare in un ventaglio di possibilità.

Se sei bravo ti basta una scopa con le corde? Sì, ma anche no

Cos’ha una chitarra costosa che una economica non ha?
In linea di massima, una chitarra di alto livello è realizzata con più cura. È come uno strumento di precisione: più risonante, più affidabile, più intonata.
Certo, una chitarra costosa è tendenzialmente anche “più bella”, ma i top fiammati e gli intarsi elaborati non “suonano”. Una raffinata relicatura di una Les Paul Mutphy Lab e le tigri in madreperla di una PRS Private Stock rappresentano puri e semplici vezzi estetici che non incidono sul suono e sulla suonabilità di uno strumento. Ma una chitarra di qualità non è solo cura estetica.
I musicisti si muovono in un territorio che è sì lavoro, ma anche passione e puro godimento. Esattamente come in un’automobile, un motore più potente, un’aerodinamica migliore e una tenuta di strada più efficiente vanno spesso di pari passo con una vernice esclusiva, interni di lusso e optional sopra le righe. Di rimando, così come è difficile che un veicolo poco affidabile sprechi budget in un’estetica impegnativa, anche una chitarra vedrà probabilmente andare di pari passo la cura per l’occhio con quella per mani e orecchie.
Così diviene quasi una conseguenza naturale - sebbene non scontata - che una chitarra di alto livello sfoggi anche tasti più resistenti, manici più stabili, pickup dalla voce dettagliata e con un buon rapporto segnale-rumore.



Il suono è nelle mani, il timbro no
Parlare di “suono” vuol dire sempre muoversi sulle sabbie mobili.
È vero che molti chitarristi sono riconoscibili fin dalle prime note, a prescindere dalla strumentazione che gli si affida, ma quello che stiamo ascoltando in quel momento non è il loro “timbro”: è piuttosto il loro “sound”.
Il timbro è dato dal contenuto armonico di un’onda sonora, è pura acustica misurabile, legata unicamente alla fonte sonora, e da lì non si scappa. La magia del sound avviene invece attraverso un insieme di fattori più e meno diretti.
Si può riconoscere all’istante il vigoroso vibrato di Yngwie Malmsteen, le corde strappate da Mark Knopfler, il bending struggente di Carlos Santana o l’aggressiva plettrata di Stevie Ray Vaughan, e c’è da giurarci che Joe Satriani farebbe fuochi d’artificio anche su una chitarra economica collegata a un piccolo amplificatore.



Nel video il DNA di Satch è evidente, ma traspare anche un certo affanno da parte della strumentazione. Il suono che si percepisce è oggettivamente povero, e ne viene compromesso anche il playing: la fluidità della sua Ibanez non passa allo stesso modo, i dive bomb non vengono neanche presi in considerazione. L’attrezzo, semplicemente, non sta al passo.

Ancora una volta, i parallelismi abbondano: un buon fotografo sarà capace di eseguire ottimi scatti anche su una fotocamera compatta da pochi euro, ma la sua opera mancherà di dettaglio, avrà una bassa risoluzione, presenterà difetti come aberrazioni cromatiche o vignettature che non valorizzeranno le reali capacità dell’autore. Insomma, un bellissimo lavoro si trasformerà in una grande occasione sprecata.

Eppure, c’è chi lo fa
Una chitarra costruita con cura è oggettivamente migliore, più affidabile, più efficiente. Ma non è sempre quello di cui un artista ha bisogno.
La musica è fatta anche di spettacolo, suggestioni, timbriche non convenzionali, a volte di rumori. È il caso di musicisti come Jack White che, prima della sua recente metamorfosi stilistica verso l’hi-fi di una modernissima EVH, doveva parte del suo successo proprio alle estetiche eccentriche e ai suoni atipici di una collezione di chitarre d’epoca dal valore tutt’altro che esagerato. Le accordature potevano essere incerte, i pickup potevano fischiare e le tastiere avere zone morte, ma l’espressione artistica passava anche da quegli aspetti.
Il concetto si può estendere anche a strumenti di qualità, eppure non propriamente “efficienti” nel senso odierno del termine. Per intenderci, Brian Setzer sarebbe senza dubbio più comodo con una più piccola solid body al collo, magari con un buon ponte Music Man che gli garantisca escursioni chirurgiche con la leva, ma cosa sarebbe il suo rockabilly senza il twang e lo stile di una voluttuosa Gretsch archtop arancione con Bigsby d’ordinanza?



E quindi?
E quindi… non si vive di sola arte.
Sono pochi i musicisti che possono permettersi espressioni artistiche senza vincoli. La maggior parte dei chitarristi deve fare i conti con questioni molto pratiche, che lasciano poco spazio ai vezzi.
Un turnista, un orchestrante o anche il semplice membro di una band hanno delle responsabilità nei confronti dei loro compagni di palco e del pubblico stesso.
Imbracciare una vetusta Airline color pastello sul palco di Sanremo potrebbe fare molta scena, ma il ronzio captato da un set di pickup malamente schermati è l’ultima cosa di cui ha bisogno il cantante di turno mentre si prepara all’esibizione di una vita.
Peggio ancora, allungare le pause tra i brani per accordare di continuo e ritrovarsi a suonare fuori di diversi centesimi a causa di un hardware scadente è indubbio segno di scarsa professionalità.
E lì non c’è bravura né “suono nelle mani” che tengano.

Un colpo al cerchio, uno alla botte
Convincersi che una chitarra migliore possa sopperire alle proprie carenze tecniche è pura illusione, ma anche giustificare le proprie pecche con l’uso di una chitarra economica è sbagliato. Allo stesso modo, non si può pensare che basti la propria abilità a rendere valido un mezzo limitato o che il solo tocco possa bastare a dominare la propria strumentazione.
Ricerca timbrica ed espressiva procedono di pari passo, in un percorso lungo, del tutto personale e profondamente legato alla sensibilità del musicista che, semplicemente, non presenta scorciatoie.
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di RedRaven [user #20706]
commento del 29/06/2021 ore 08:26:46
Non potrei essere più d'accordo. Una chitarra mediocre impone fatica nel suonare, tra action alta (o comunque "più" alta di quanto potrei con uno strumento migliore),sensazione di durezza, e poca dinamica nella risposta, ovvero per farla suonare più forte non basta aumentare l'intensità, ma devi pestare come un fabbro. Viceversa uno strumento valido permette di avere comfort, action come la preferisci e grande dinamica espressiva con poco sforzo.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 29/06/2021 ore 08:40:00
Argomento sempre molto dibattuto, forse troppo.
Io dico solo questo.
Un chitarra di qualità suone e fa suonare meglio chiunque, senza ombra di dubbio, per questo viene sempre preferita, mi sembra semplicemente ovvio.
Detto questo, ho visto e sentito chitarristi eccellenti fare emettere suoni da chitarre scadenti, i quali erano molto migliori dei suoni emessi da chitarre di qualità suonate da chitarristi "normali".
Quindi, senza ombra di dubbio, il suono è anche nelle mani.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 29/06/2021 ore 08:49:34
Il timbro È il suono.
Su queste pagine si confonde il suono con il playing (scusate non trovo una traduzione adeguata in italiano).
Il playing è nelle mani, il timbro (ovvero il suono) invece no.
Un buon playing ci porta a trascurare il timbro, e da qui la convinzione “i suono è nelle mani”.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 29/06/2021 ore 10:07:05
Scusa ma non ti seguo.
Io ho visto (e sentito), più volte, usare la stessa chitarra da persone diverse.
Bene, la stessa chitarra suonata da un chitarrista "normale", mediocre, come potrei essere io, emetteva un suono, quindi con una sua timbrica ben precisa, al di là di ciò che si sta suonando.
La stessa chitarra (stessa chitarra, stesso ampli) passata ad un chitarrista eccellente, aveva un suono/timbro, piuttosto diverso, certamente più bello.
Questo intendo.
È chiaro che tra i due soggetti il playing è differente, ma tutto questo porta a far emettere allo strumento un suono/timbro differente.
Questo l'ho potuto ascoltare svariate volte, in particolare in una clinc con un chitarrista famoso, dove usava una elettrica non sua, attaccata a un marschall non suo. Suonata da lui sembrava uno strumento (da paura), suonata da uno qualsiasi che stava assistendo alla clinc, sembrava un altro strumento.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 29/06/2021 ore 10:26:52
Io la penso così, in base alle mie esperienze
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 29/06/2021 ore 11:11:30
Eppure l'articolo è molto chiaro: il timbro è quello che fa la chitarra, attacco, contenuti di frequenze, sustain. Il suono è quello che ci fai, e lo stile che imponi, non per nulla alcuni chitarristi suonano sorprendentemente uguali qualunque chitarra suonino (es Hendrix). c'è dentro l'uso del vibrato, del bending, la tecnica esecutiva insomma.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 29/06/2021 ore 11:21:3
Ok, il suono in effetti è riconducibile a tre fattori: frequenza, intensità e timbro.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 29/06/2021 ore 11:28:04
E' un problema di definizione, qui si propone una definizione di "timbro" che è quella che dai tu, ovvero tecnica (cosa intendi in sostanza come "timbro" tu?) mentre per "suono" si intende il comportamento dinamico, il risultato del playing, quello che fa il chitarrista col suono.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 29/06/2021 ore 11:31:22
come timbro mi attengo alla definizione tecnica
anche per tutto il resto in effetti
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 29/06/2021 ore 11:47:12
La definizione di Timbro è: "Il timbro è quella particolare qualità del suono che permette di distinguere due suoni con uguale frequenza o altezza. Il timbro rappresenta quell'attributo della sensazione uditiva che consente all'ascoltatore di identificare la fonte sonora, rendendola distinguibile da ogni altra. Il timbro, dunque, è la qualità di un suono." quindi il contenuto in frequenze sostanzialmente. Nell'articolo viene arricchito dalle caratteristiche dinamiche di attacco, sustain etc.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 29/06/2021 ore 20:55:55
rispetto a ciò del quale state discutendo.. hai perfettamente ragione su come definire il timbro, però, di fatto, raramente qualcuno suona in un modo così inespressivo da poter ascoltare solo il timbro "puro" dello strumento non influenzato dalla tecnica e dal sentimento dello strumentista. Ho l'impressione che in una performance di chitarra questi aspetti, tecnica e sentimento, siano così preponderanti da rendere il timbro vero e proprio dello strumento quasi irrilevante. E' per questo motivo che non è strano dire che a parità di strumentazione due esecutori differenti hanno anche un suono differente
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 29/06/2021 ore 21:10:40
Bellissimo discorso.
Io ho raramente suonato dal vivo (più di dieci volte ma meno di cento). In generale ho capito che veramente basta uno strumento che ti fa l'ABC. Per il resto il pubblico vuole groove, ritmo, sentimento, esecuzione... Il "timbro" lo capisce solo (forse) se c'è qualche musicista seduto in platea
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 29/06/2021 ore 21:18:50
oppure è il contrario... nel senso che se non piaci la gente non la smuovi. E quindi se gradisce tutto ciò che produci è per forza bello.
Il "musicista", essendo un "intenditore" dei mezzi che usi, è capacissimo di sentire un suono brutto anche se brutto non è, solo perchè conosce il prezzo di listino della tua chitarra
Rispondi
di frankpoogy [user #45097]
commento del 30/06/2021 ore 08:47:33
Condivido il fatto che ascoltare il timbro "puro", in relazione alla chitarra, sia difficile: anche in una situazione, diciamo, da "laboratorio": il fatto che si debbano necessariamente toccare e percuotere direttamente le fonti del suono porta la componente soggettiva ad essere ineliminabile.
Ipotizzando, fantascientificamente, di utilizzare le mani di robot, ci sarebbero comunque da decidere parametri che inevitabilmente Influenzerebbero i suoni generati..
In una performance vera e propria poi, penso sia davvero arduo poter parlare di timbro.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 30/06/2021 ore 21:37:27
in più, eseguito dal robot il la minore in prima posizione sulla squier da 150 euro e poi sulla custom shop da 5000, non saprei personalmente perchè il primo suono dovesse essere giudicato in assoluto peggio del secondo
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 30/06/2021 ore 11:55:31
Esattamente.
Non solo "non è strano", è proprio un qualcosa di molto evidente.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 29/06/2021 ore 11:21:48
Infatti, ritengo che il suono emesso da uno strumento sia fortemente influenzato dal playing di chi lo sta suonando, al di là del timbro intrinseco dello strumento, che per carità, nessuno glielo toglie.
Poi non ne parliamo nemmeno, che è preferibile suonare uno strumento di qualità elevata, per un'infinità di motivi, ed è per questo che chi può, se lo compra.
Rispondi
di coprofilo [user #593]
commento del 29/06/2021 ore 12:10:54
Il suono è anche nelle mani secondo me.
La plettrata influisce sulla timbrica, c'è poco da fare.
Basta cambiare l'inclinazione del plettro per modificare il timbro, un bravo chitarrista con una plettrata decisa e funzionale al suo modo di suonare avrà un timbro migliore di un chitarrista che non sa bene cosa fare col plettro.
Sono sfumature ovviamente ma fanno la differenza.
Poi sono d'accordo che un buon playing fa passare in secondo piano un suono non straordinario, per fortuna aggiungerei, prima la sostanza e poi la forma.
Rispondi
di Sciamano [user #50087]
commento del 29/06/2021 ore 13:18:35
Esatto. La tecnica è nelle mani, non il suono. Ma qui pensare di parlare di musica o suono è come parlare di un Monfortino con un astemio
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 29/06/2021 ore 14:46:5
Per nulla d'accordo.
La tecnica è una cosa, ed è per forza nelle mani (e nella testa).
Il timbro di uno strumento (come dice anche l'articolo) è un qualcosa di intrinseco, sostanzialmente misurabile, e non è il suono.
Il suono che esce dallo strumento durante un'esecuzione è un qualcosa su cui incide il playing, e il player. È per questo motivo che si usa dire che "il suono è nelle mani".
Questo vale per un chitarra elettrica e acustica, per un violino, per un flauto e anche per una batteria.
Basta andare in un negozio, e ascoltare due persone diverse che provano lo stesso strumento, e già si capisce.
Poi è vero quello che dice l'articolo, certe sonorità, anche un musicista eccellente farà molta fatica a tirarle fuori da uno strumento scarso... ma questa è un'ovvietà; ed è altrettanto ovvio che un musicista bravo, professionista, si rivolga a strumenti eccellenti e costosi.
Rispondi
di Sciamano [user #50087]
commento del 29/06/2021 ore 15:09:54
" Per nulla d'accordo"
E chi dormirà stanotte
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 29/06/2021 ore 15:12:35
Tranquillo :-))
Sono certo che se non dormirai sarà per il caldo.
Rispondi
di Sciamano [user #50087]
commento del 29/06/2021 ore 15:18:0
È terribile in effetti 😉
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 29/06/2021 ore 18:07:15
Puoi essere un esecutore fantastico ma l'attacco di Folsom Prison Blues se lo fai con una telecaster suona "giusto" se lo fai con altro no. gli Who se li suoni con una chitarra con i P90 suonano "giusti", se no, no. A volta la cosa è più semplice di quel che si pensi, per fare la limonata servono i limoni. Altrimenti magari è buona, ma non è limonata.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 29/06/2021 ore 18:16:13
La musica non è imitazione. No. Ti sbagli. La musica è creazione.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 29/06/2021 ore 20:03:48
Grazie del prezioso contributo. Quindi Uto Ughi è solo un esecutore, non fa musica, non crea. Chi suona gli standard blues non ha capito nulla e a casa mia non posso suonare Folsom Prison Blues perchè non è crezione. Ottimo. Avanti il prossimo.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 29/06/2021 ore 20:43:05
Il mio provocatorio commento era ovviamente riferito a un altro commento. In parole povere non è che Uto Ughi per suonare qualcosa cerchi il violino che ne fa l'imitazione.
Non è che per fare the thrill is gone serva per forza la 335 🤣
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 29/06/2021 ore 21:32:5
in realtà era una risposta diretta a un mio commento.. forse non ti è chiaro il concetto di "imitazione" e di "esecuzione" perchè non si può solo creare, a volte vuoi solo suonare un pezzo che ti piace, con lo strumento giusto. Non è che "serve", viene meglio. Come il guanciale nella carbonara. Se vuoi la fai con lo speck, immagino che col dovuto tocco al coltello....
Rispondi
di Sciamano [user #50087]
commento del 30/06/2021 ore 08:55:42
Pare che per molti fare un Palm mute con una chitarra stile Les Paul con EMG 81/85 e una stratoide equipaggiata con dei Texas special non faccia alcuna differenza. In ambito acustico è chiaro che la tecnica vada a calibrare l'espressività andando ad incidere sulla timbrica e quindi sul suono. Ma in "elettrico" le cose vanno diversamente: pickup, effettistica, preamplificazione, stadio finale, coni determunano più della "mano". La cosa è evidente se consideriamo le differenze tra pianoforte e sintetizzatore. Nel primo caso tecnica ed espressività incidono sulla timbrica determinando infine il suono. Nel secondo anche la tecnica e l'espressività di un Rachmaninov avrebbero un incidenza nulla sulla timbrica e sul suono.
Tutto il resto è narrazione eroica di sé.
Rispondi
di Sciamano [user #50087]
commento del 30/06/2021 ore 10:11:21
*un'incidenza
Rispondi
di reca6strings [user #50018]
commento del 29/06/2021 ore 18:20:15
Trovo un po' contraddittorio il tuo giudizio e la tua partecipazione. Se ritieni che gli interlocutori non siano alla tua altezza perchè leggi o intervieni?
Comunque, buona musica
Rispondi
di Sciamano [user #50087]
commento del 30/06/2021 ore 09:11:06
Il mio giudizio... Forse volevi riferirti ad altro e nella fretta hai scritto una cosa per un'altra. Comunque, Indicami eventualmente dove avrei dato giudizi contraddittori. Altra cosa: se un intervento che mi chiama in causa è aperto alla discussione e lascia il margine per un confronto rispondo ben volentieri e in maniera articolata. In casi in cui la premessa - non me ne voglia MM, ma è la risposta a lui data che avrà ispirato questo commento - è "per nulla d'accordo" percepisco che il margine di confronto latiti e che soprattutto sia inutile controbattere in maniera articolata quando è lapalissiano che saremo sempre su posizioni completamente opposte.
Altra cosa ancora: leggo qualsiasi cosa mi vada di leggere e scrivo qualsiasi cosa mi vada di scrivere. Poi se sia opportuno o meno chiedere il permesso a te o ad altri ti prego di farmelo sapere
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 29/06/2021 ore 18:19:39
Fino a un certo punto. Indovini una ritmica a corde stoppate? Sei un grande.
Sbagli il tempo su una R9? Appendi lo strumento al chiodo
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 29/06/2021 ore 09:07:36
Condivido in pieno il fatto che molte chitarre costose siano tali non per il suono, ma per l'estetica; ad un intervistatore che gli chiedeva come mai avesse una solo esigua collezione di chitarre, il povero Jeff Healey ritratto in foto rispose che la chitarra si sceglie per come suona e per quello lui era a posto, poi è un oggetto da ammirare, ma da quel punto di vista il suo interesse era (ovviamente) zero.
Dobbiamo anche dire che attualmente il mercato ci mette a disposizione chitarre economiche, ma non certo povere o "scope con le corde": l'Ibanez di Cesareo ad esempio costa meno di 500 euro ed è un gran ferro. Sottoscrivo, infine, in pieno il pensiero finale: alal fine conta anche la relazione uomo/strumento, per questo non punto mai chitarre che superino i 1.000 euro.
Ciao
Rispondi
di go00742 [user #875]
commento del 29/06/2021 ore 09:15:2
Beh queste che usa il buon Juston Johnson direi che sono alla portata di tutti :-) non dovrebbero costare molto forse qualcosa in più se fosse 4 corde ma si rimedia velocemente!

Non sò se il suono sia nelle mani ma escono "palate di note" ahahahah

vai al link
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 29/06/2021 ore 09:50:53
Fantastico lui! Sound "cu 'a pala" diremmo qui a Napoli :D
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 29/06/2021 ore 09:16:55
Articolo da super flame… i temi a mio parere sono due: l’affidabilità dello strumento e la facilità/risposta dello strumento quando si suona. Il primo punto è necessario per poter suonare in modo almeno semi professionale, il secondo è più per il musicista, per avere più capacità espressive. In più, il fatto di avere un bello strumento nelle mani, fa anche venire voglia di suonare e studiare, sia al principiante che al professionista… che non guasta mai! Ciao Fab
Rispondi
di Pattagorru [user #56686]
commento del 29/06/2021 ore 09:48:28
mmhhh ... come direbbe Monsieur Jacques De La Palice:
"meglio suonare bene con una ottima (e bella) chitarra che suonare male con una chitarra pessima!"
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 29/06/2021 ore 09:49:07
Ahahah! Parole sante!
Rispondi
di irmo [user #17391]
commento del 29/06/2021 ore 10:15:27
...e non parliamo di coloro che riescono senza troppa fatica, a suonare male con chitarre da millemila euro e si sentono comunque grandi rockstar per il solo fatto di possederle.
Rispondi
di Lespo [user #18097]
commento del 29/06/2021 ore 10:53:01
A Jeffrey Healey hanno detto: si si è una Custom Shop -)
Rispondi
di Lucifer [user #46960]
commento del 29/06/2021 ore 11:25:04
Se sai suonare suoni bene con qualsiasi pezzo di legno che ti mettono in mano! Si può avere qualche piccolo fastidio di ambientamento (action, profilo manico ecc ecc) ma poi suoni bene e basta! Se invece non sai suonare puoi comprare la miglior chitarra sulla faccia della terra ma sempre uno che non sa suonare rimani! Aughh... ho detto!
Rispondi
di dariothery [user #12896]
commento del 29/06/2021 ore 11:36:41
Una buona chitarra per me deve essere affidabile (non deve scordarsi troppo facilmente), non deve avere problemi di sorta (ad esempio io avevo una Squier coi pickup microfonici da ragazzo e appena aprivo il volume fischiava, oggi sarebbe inconcepibile) deve avere i suoni "giusti" (diciamo quelli "tradizionali" o almeno suoni utili) e poi deve essere "divertente" da suonare.
Deve essere uno strumento che anche dopo 20 anni è sempre divertente da attaccare all'amply.
Molte chitarre purtroppo non hanno queste caratteristiche, ad esempio io ho dato via una Les PAul perchè era sbilanciata, scordava spesso il SOL e poi quando sudavo diventava ingestibile perchè il retromanico andava continuamente asciugato. Era una chitarra bellissima ma non mi manca.
Poi avere una chitarra costosa e ben rifinita è come comprare una Mercedes superaccessoriata:in termini tecnici assolve alla stessa funzione di una Panda (spostarti da un punto A ad un punto B) ma la differenza è COME ci arrivi, comodo, con un bell'impianto stereo, con l'aria condizionata etc etc e in più, quando passi in città con la Mercedes, ti guardano tutti.
In termini spiccioli di Marketing si direbbe che ci aiuta a comunicare al prossimo noi CHI siamo (ricco, affermato etc etc).Non c'è niente di male in questo, altrimenti basterebbe una Panda x tutti
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 29/06/2021 ore 15:38:13
Un professionista usa strumenti di valore perché é il suo lavoro. Siamo d'accordo tutti che una chitarra del custom shop é fatta meglio, più comoda, più stabile, più suonabile della chitarra cinese del Kit principianti.
Un professionista (non solo chitarrista, anche dentista, meccanico, artigiano....) ha bisogno di uno strumento funzionale, con quel lavoro ci deve campare é la sua vita, é la sua immagine. Non può mettere in mano tutto questo ad una chitarra giocattolo.
Un amatore no, può scegliere. Se può si compra la custom shop, se non può o non lo ritiene opportuno compra una chitarra economica.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 29/06/2021 ore 18:17:56
Cmq un buon meccanico se la cava pure con gli attrezzi del Lidl. Certo si scende tutto il calendario...😂
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 29/06/2021 ore 20:26:14
Certo pero se' una chiave in pessimo ferraccio gli si spana per un dado grippato vedi dove finiscono gli attrezzi della Lidl...se devo montare due tasselli in una giornata va bene anche un Bosh, se devo piantare 1000 tasselli in una giornata uso un Hilti
Con bella chitarra suoni meglio che con una pessima chitarra
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 29/06/2021 ore 15:49:18
è anche vero che i dischi più importanti della storia sono stati realizzati con pochi mezzi. Negli anni '60 i chitarristi iniziavano a comprare strumentazione seria e più variegata solo dopo un paio di dischi di successo, mentre nelle prime registrazioni (che spesso sono le più iconiche e apprezzate) registravano con una strumentazione scarna.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 29/06/2021 ore 18:16:54
Vero
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di ovinda [user #46688]
commento del 29/06/2021 ore 15:55:23
Altra considerazione: se uno ascolta un live di Roy Buchanan comprende quanto il suono sia nelle mani dell'esecutore. Alla fine Buchanan usava una strumentazione limitatissima (una telecaster e un amp fender tirato a palla) ma tirava fuori del suoni impressionanti grazie alla sua enorme tecnica esecutiva.
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di RedRaven [user #20706]
commento del 29/06/2021 ore 18:09:38
Qui non si parla di limitato ma di scadente. Se ho una tele del '52 e un bassman del '59 saranno magari "limitati" ma di certo non scadenti.
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 29/06/2021 ore 20:36:05
In verità io ho parlato di Buchanan per dimostrare che il tocco conta in maniera determinante per la definizione del suono di una chitarra, citando proprio Buchanan per ricordare alla gente cosa si può fare con un’accoppiata banale telecaster + amplificatore clean e un grandissimo tocco.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 29/06/2021 ore 21:34:55
Si ma si parla d'altro. Non metto in dubbio che l'esecutore faccia la differenza, ma la tesi dell'articolo, che condivido, è che uno strumento buono sia meglio di uno mediocre. Sembra di dire l'ovvio ma evidentemente ovvio per tutti non è. confondi cattivo con semplice, sono due cose che non c'entrano nulla.
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 30/06/2021 ore 12:54:27
Sei tu che fai confusione, perchè è banale dire che uno strumento buono sia migliore di uno mediocre, ma l'articolo va al di là e parla anche di mano, di tocco dello strumento. E su questo torno a ribadire, che la mano incide in modo fondamentale sul suono della chitarra.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 29/06/2021 ore 18:16:38
Esattamente
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 29/06/2021 ore 18:15:09
E dunque? E dunque tutto ciò che supera i mille euro (o suppergiu'), per me, è puro sfoggio/ricerca di qualcos'altro che non sia "suono", perché la liuteria elettrica non è come gli Stradivari, si arriva a un certo punto e quello è lo stato dell'arte.
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 29/06/2021 ore 20:46:03
Comcordo, spesso dietro certe quotazioni ci sono elementi che nulla hanno a che fare con l’essenza della chitarra, composta da suono e suonabilità. Se si va al sodo, la componentistica necessaria per realizzare un’ottima chitarra ha un costo umano. Spesso il valore di uno strumento è determinato dal marchio o da dettagli secondari che fanno lievitare il prezzo. Io non compro mai brand di prima fascia, perchè costano il doppio del valore dello strumento. Ci sono strumenti come Godin, Yamaha, Ibanez e Tokai che sono ottimamente assemblati, hanno una grande suonabilità e costano un terzo di strumenti che di diverso hanno solo il marchio importante sulla paletta. Così come ho visto fantastici strumenti assemblati costati qualche centinaio di euro tra legni e componenti.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 29/06/2021 ore 20:48:14
penso di essere anche io un sostenitore della teoria del manico di scopa perchè fra tutte le chitarre che ho comprato o anche solo suonato il mio gradimento è trasversale al prezzo. Nel senso che fra gli strumenti che più mi piacciono e che uso più volentieri c'è effettivamente anche un sacco di roba da due soldi. Per esempio uno dei miei ultimi lavori, appena consegnato all'etichetta che lo distribuirà da settembre in poi, è fatto con gli strumenti che mi erano rimasti in casa (una Jackson che nuova dovrebbe costare sui 200, una doppiomanico veramente da battaglia pagata 150 e la mia Danelectro presa nel secolo scorso a 300 mila lire) mentre altri erano in una sala prove irraggiungibile causa "lockdown". Ho pure suonato un pò di basso con lo Squier VI da 400 euro. Lavoro con musicisti molto bravi, gli ultimi ritocchi al mix e il mastering sono stati fatti in uno studio blasonato e nessuno ha protestato per le mie tracce di chitarra anzi.

A mio parere se gli strumenti sono intonati e se la suonabilità soddisfa l'esecutore, in definitiva non esiste, oggi, una chitarra elettrica che produca suoni che pubblico ed addetti ai lavori giudichino in assoluto inammissibili, inadatti, improponibili ..

e, tutto sommato, potrei dire qualcosa di simile anche sugli amplificatori. Specialmente in registrazione si possono fare cose commercialmente plausibili anche con alcune cose piuttosto cheap.

Ecco, posso semmai dire che non riesco a lavorare agevolmente con amplificatori molto "digitalizzati", mentre con l'amplificatorino-ino, se totalmente analogico, qualcosa ci faccio ..
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 29/06/2021 ore 21:04:16
da prendere seriamente in considerazione sono gli altri musicisti con i quali suoniamo, ovviamente quelli che non sono specificatamente intenditori di chitarre.

A me è capitato spessissimo che bravi musicisti non chitarristi e pure produttori, fonici, ingegneri del suono ecc. ecc. abbiano preferito ascoltarmi imbracciando strumenti di media o bassa "qualità" e mi abbiano rimandato a settembre mentre sfoggiavo roba costosissima.

D'altra parte non è capitato anche a noi di non sentire alcun miglioramento, anzi, quando il collega ha portato in sala prove o in studio il basso, la tastiera, la batteria, il sax costosi appena comprati?

certamente si ...
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 30/06/2021 ore 11:23:34
Sono d'accordo su tutto ma aggiungo un pezzettino. Il punto, tra i chitarristi amatoriali è anche questo: noi che strimpelliamo, chi malino e chi discretamente bene, spesso bolliamo uno strumento economico per principio, senza distinguere tra quello più fortunato e quello venuto proprio male, perché non abbiamo la perizia sufficiente a discernere. E proprio su questo punto tutti invece ci riteniamo un po' maestri dispensando consigli su cosa comprare (un po' a vanvera, ammettiamolo, anche perché ogni strumento è a sé).
E la stessa cosa avviene con la chitarra costosa: è ottima a prescindere o snobbata a prescindere. Perché chi ce l'ha l'abilità per distinguere l'esemplare sfortunato tra la miriade di chitarroni ottimi?
Ecco perché, quando arriva il professionista (uno che fa album e tour, non uno che guarda i video su youtube e fa 10 serate all'anno, con una band di principianti), stupisce pur con uno strumento considerato scadente! Sa portarlo al limite e afferrarne la natura. Mentre noi ci suoneremmo solo quello che sappiamo fare. Il professionista vero è un po' un pilota collaudatore: non si limita a fare quello che sa, ma fa quello che serve.
E ancora: spesso uno strumento è sì eccellente ma magari non è adatto a noi, e non ce ne rendiamo conto. Perché? Perché non cogliamo le sfumature sonore che quello strumento emette e che magari, nella sua eccellenza, è assai adatto a qualcosa che noi non suoniamo.
Rispondi
di frankpoogy [user #45097]
commento del 30/06/2021 ore 15:21:33
"Sa portarlo al limite e afferrarne la natura. Mentre noi ci suoneremmo solo quello che sappiamo fare. Il professionista vero è un po' un pilota collaudatore: non si limita a fare quello che sa, ma fa quello che serve.": mi piace questo accostamento al pilota... In tal senso mi viene spontaneo di aggiungere che un professionista "guida sopra i problemi" e va forte... ops... suona bene nonostante quelle imperfezioni e magagne che può presentare uno strumento economico e che, per un dilettante di infimo livello come me, farebbero da capro espiatorio e da scusa per giustificare perché suono male. Un professionista penso ci passi sopra senza problemi e riesca sfruttare le peculiarità e possibilmente goda anche di uno strumento non costosissimo (fermo restando che oggigiorno le lavorazioni industriali sono così precise che quando i materiali di base sono decenti e l'hardware altrettanto, si ha comunque tra le mani una buona chitarra anche senza spendere millemila euro).
Rispondi
di redcapacci [user #33920]
commento del 01/07/2021 ore 10:06:30
E se fai shoegaze non serve nemmeno quella!
Rispondi
di bettow [user #30179]
commento del 02/07/2021 ore 00:53:30
Eppure ci sono le eccezioni: Ry Cooder in un album, peraltro bellissimo e suonato divinamente, "Get Rhythm" , afferma di aver utilizzato volutamente chitarre economiche e "mediocri" in quanto cercava un suono "grezzo", ed il risultato credo gli dia ragione.
Rispondi
di mozarock [user #33185]
commento del 02/07/2021 ore 09:57:56
Io sono un chitarrista mediocre che suona da 40 anni, ho provato centinaia di chitarre e senza scomodare personaggi che fanno parte della storia di questo strumento, dico solamente che se ho in mano uno strumento di valore, al 99% suono meglio io (tecnicamente) ed il suono che ne ricavo è da migliore a mooolto migliore in confronto ad una di basso o medio prezzo. E questo per me vale prevalentemente per le acustiche.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 03/07/2021 ore 00:04:00
Orca miseria, suono da 30 anni, attualmente non disdegno buttare giù due accordi con la cinesina da 50€ di qualche ragazzino, ma non mi dispiace nemmeno una Custom shop fender 😂. Personalmente ho una Gibson dei primi anni novanta che ogni volta che la suono penso a quanto mi costerà ritastarla...
Rispondi
di DDF72 [user #60181]
commento del 07/07/2021 ore 16:36:09
Ciao a tutti... Suono senza pretese da 30 anni (per cui quando posso mi compro un’altra chitarra 😀) e ultimamente mi sono cimentato in attività prima di settaggio dello strumento per poi passare alla liuteria (elettrica). Oggi credo che l’aspetto “settaggio” sia molto, molto importante per quanto riguarda quella sensazione di “chitarra premium” che tutti più o meno cerchiamo. Mi spiego: ho provato alcune strato custom shop con una action così alta (e corde troppo pesanti per le mie abitudini) che non hanno saputo trasmettermi quel lusso con cui sono realizzate, preferisco e suono meglio (si fa per dire ahahaha) una squier con il truss rod preciso e i tasti livellati a dovere. Poi certamente, a parità di setting, una chitarra di gamma alta ha normalmente componentistica (soprattutto i pickup - fondamentali) e legni più pregiati che sono sempre benvenuti (anche se non necessari per creare grande musica IMHO). Ciao!
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