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Amudi Safa: basta computer!
Amudi Safa: basta computer!
di [user #116] - pubblicato il

La chitarra di Amudi è grintosa e galante. Attentissima al tocco, al suono e all'intenzione che sono moderni come il suo playing ma radicati su una serie di valori antichi. Quelli per i quali la musica si fa, prima che seduti davanti a un computer, guardandosi negli occhi in sala prove. Lo incontriamo per parlare del suo singolo "Just In case".

Van Halen, Vai, Bonamassa, Mayer, Lukather, Bettencourt ma pure lo stesso Malmsteen sono grandi chitarristi che si spendono in una band, nelle canzoni.
La mia sensazione è che certa chitarra, invece, si sia chiusa in una nicchia strumentale, autocelebrativa. Emarginandosi…per questo mi è piaciuto "Just in Case", perchè tutte le cose belle che fai sulla sei corde sono sempre un passo dietro alla canzone, che arriva prima di tutto...
Non so esattamente a cosa sia dovuto il decadimento della chitarra, che comunque sta tornando un po' a farsi sentire in questi anni. Penso però che negli anni si sia travisato ciò che Van Halen ha iniziato, una rivoluzione chitarristica si, ma sempre a servizio del brano, sempre con un fine musicale. Quello che invece ci siamo ritrovati, spesso e volentieri, sono assoli fini a sè stessi, non collocati all'interno di un discorso, ma vero e proprio funambolismo. Rimane sempre un parere personale il mio, dovuto certamente al mio percorso e ai miei ascolti. Non ho mai ascoltato o studiato un intero disco strumentale di un chitarrista, forse "Letter From Home" di Metheny, ma si parla di un viaggio all'interno della musica come pochi sono riusciti a fare. Nella maggior parte dei casi, sono sempre stato attratto dalla canzone e dall'energia che le grandi band emanavano, Guns N' Roses, Aerosmith, The Beatles, Van Halen e probabilmente è li che voglio tornare, fare musica non solo per i musicisti, pronti a segnare su un quaderno tutti gli errori che fai.

Amudi Safa: basta computer!

Ci descrivi le location bellissime del tuo video?
Come capita sempre per i video autoprodotti, si parte da una idea mastodontica, tipo il video di "Estranged" dei Guns; "vasca coi delfini, mi butto da una porta aerea, faccio l'assolo in mezzo alla Sunset blvd". Poi ti ritrovi a fare i conti con la realtà e cerchi di scremare il tutto fino a renderlo abbordabile per le tue tasche, ma senza perdere il messaggio che vuoi far passare con il brano, perchè ciò che è importante per me è far arrivare qualcosa. Che sia strumentale o cantato credo che l'importante sia dare una immagine, una sensazione, una storia all'ascoltatore. Alla fine sono arrivato al compromesso di queste tre location: casa di un amico (la mia era troppo moderna e luminosa per l'idea che avevo del mood), il centro di Modena, città dove vivo, e un capannone appena fuori dalla città, del quale però non posso rivelare la posizione.



Raccontaci la scrittura di questo pezzo: da cosa sei partito? Riff, melodia, accordi…
Mi trovo in un periodo compositivo strano, come anticipato prima, sono sempre stato attratto dalla canzone in generale, per cui, dopo aver fatto un album interamente strumentale mi sono chiesto come poter continuare a mostrare la mia musica e che forma darle. Mi sono ritrovato spontaneamente a capire che quando prendo in mano la chitarra non riesco a comporre come un chitarrista si aspetterebbe, questo anche perchè non penso di avere le skills necessarie per un altro album prettamente chitarristico: non ho un lato tecnico alla Marco Sfogli o alla Bicio Leo per intenderci, da poter rendere interessante una canzone anche soltanto con una chitarra, ho capito di aver bisogno di altro. Quindi ho iniziato a registrare ogni piccola idea che mi veniva fuori, e ciò che mi ha sorpreso è che la maggior parte erano tutte idee a chord melody, come il riff appunto di "Just In Case". Il riff ed il ritornello sono venuti fuori in una sera, ho mandato il tutto a Giovanni Ghioldi, mio collaboratore e partner in crime ormai in tutto ciò che sto facendo. Il giorno dopo mi sono svegliato con il 90% della canzone finita e prodotta, per poi arrivare a chiuderlo in una settimana circa. Ogni cosa che sto componendo segue sempre una melodia, è lei che la fa da padrone. Con questo non voglio dire che non farò più canzoni strumentali, ma non è la mia priorità.

Amudi Safa: basta computer!

Hai un grande suono: ci descrivi tutta la catena di produzione e registrazione? Dai pedalini ai pre, passando per microfonazione…
Devo premettere che non regalerò enormi soddisfazioni poichè tendo ad utilizzare pochissime cose. Chitarra Knaggs, marchio americano con cui collaboro da un anno e mezzo, dopo il NAMM 2020, grazie alla collaborazione con Mezzabarba che me li ha fatti conoscere. Chitarre pazzesche con un suono enorme, sustain e precisione. Ne possiedo due, una con configurazione HSS e una HH. Per questo brano avevo la necessità del single coil, per cui ho utilizzato la mia red HSS, i pickups sono degli Suhr Michael Landau. L'humbucker invece è un Bare Knuckle Mule, ma in questo brano non l'ho mai usato. Come pedali ho utilizzato solamente uno Steel String della Vertex, pedale che adoro per il respiro che riesce a dare al suono senza imballarlo di gain. Successivamente dentro alla mia Mezzabarba Mzero nel primo canale. Sono un amante dei gain abbastanza bassi, il giusto compromesso per ottenere una rottura del suono se la mano spinge un pelo di più, mentre un chiarissimo suono clean se alleggerisco la mano. Tutto questo si ottiene soltanto con un grande ampli. Avendo registrato in casa, passiamo a tutta la fase di home recording, si passa quindi dentro a una load box, il Torpedo Captor X della Two Notes, strumento fantastico per registrarsi in autonomia. IR di Giacomo Pasquali, una simulazione di una mesa rectifier oversize 4x12 microfonata con un Shure SM57 e Royer R122 miscelati rispettivamente 70% e 30%. Da qui si passa dentro la scheda audio, in questo caso una Motu 828x, non proprio il massimo dei convertitori, ma quando si parla di home recording si deve pensare sempre a un compromesso (se tra i lettori c'è qualcuno che voglia produrmi, sarò ben lieto di farlo ai Capitol Studios di Los Angeles il prossimo). L'ultimo step è l'effettistica, caricata direttamente su logic, in un bus un Delay Valhalla settato stereo L a ottavi e R a sedicesimi, in un secondo bus un reverbero, in questo caso uno Space Designer Hall.  Il mix ed il master del brano è stato fatto da Giacomo Pasquali.

Amudi Safa: basta computer!

Sei attivo anche come session man: raccontandoci le tue collaborazioni?
Ho la fortuna di avere la direzione artistica del tributo mondiale a Michael Jackson, con il quale giro il mondo dal 2016, è davvero qualcosa di unico per vari motivi. Non mi sono mai stancato una sera della scaletta, suonare i brani di Michael Jackson vuol dire trovarsi a studiare le parti dei migliori musicisti che siano mai esistiti, variando tra diversi generi, funk, pop, rock. In secondo piano, abbiamo avuto la fortuna di vedere dei posti meravigliosi attraversando il globo da Bangkok a Buenos Aires, per uno zingaro come me, suonare e viaggiare è il sogno. Parallelamente ho collaborato in studio con diversi artisti italiani quali, Axos, Ghemon, Rosa Chemical, Margherita Vicario, Samuel dei Soobsonica, Alfa e molti altri, recentemente ho suonato anche con Alex Britti, un mio guitar hero.

Nel tuo video raggiungi la band dopo aver passeggiato per la strada, esserti fatto un goccetto e rilassato, seduto su una panchina del centro…mi pare un invito a tornare a vivere. Quasi a dire: "ragazzi guardate che suonare la chitarra non è solo farsi i video, da soli, in cameretta o in studio"?
Hai centrato in pieno il messaggio. Nonostante abbia 30 anni, non mi sento per niente parte di questa generazione, il mio sogno è svegliarmi in una epoca senza computer, anche se ne colgo l'enorme potenziale, rimpiango di non aver goduto di un periodo dove il coinvolgimento umano era sicuramente più alto. In questo anno e mezzo di chiusura, la cosa che più mi è mancata, è suonare con altra gente. Quella condivisione di energia che soltanto chi si è ritrovato a suonare per una vita intera insieme ad altri musicisti può capire. Ero arrivato a un rigetto del computer, mi sembrava di non riuscire più a comporre nulla, Logic è sicuramente un buon contenitore di idee, ma non è sicuramente una musa ispiratrice. Aprire ogni giorno la traccia della drum machine aveva dato alla mia composizione una orribile routine. Sono convinto che sia un mio problema, sicuramente altri riescono tranquillamente a sfornare brani splendidi in questa maniera, io no. Per questo motivo ho fatto esattamente quello che ho fatto nel video. Un giorno ho chiamato Giovanni Ghioldi ed Elia Micheletto e gli ho detto "sto sclerando, chiudiamoci in sala prove e suoniamo senza pretese". E così abbiamo fatto un album di 10 brani che spero di mostrarvi presto.

Amudi Safa: basta computer!

Amudi Safa è uno dei docenti dell'Accordo Academy.
Queste, alcune delle sue lezioni più lette:

IL SISTEMA CAGED
CAGED è una sigla, un acronimo degli accordi CAGED (DO, LA; SOL, MI, RE) che sintetizza una maniera per visualizzare la mappatura della tastiera della chitarra attraverso la forma di questi accordi, pensati in prima posizione. Questa è la prima lezione dedicata a esplorare e padroneggiare questo approccio.


MICHAEL JACKSON E IL TIMING DI STEVE LUKATHER
Quello che rende davvero speciale un musicista - o nel nostro caso un session man – è la capacità di mettersi al servizio totale della canzone, di donare alla composizione solo quello che serve, arricchendola di mille sfumature mai fuori luogo. Queste abilità hanno reso Steve Lukather uno dei session man più richiesti della storia. Analizziamo le chitarre di Luke su “Human Nature” di Michael Jackson, brano composto da Steve Porcaro: toccheremo con mano il suo talento e la classe chitarrista da fuoriclasse.​



LO STILE DI MATEUS ASATO
Mateus Asato è uno dei chitarristi più in vista dell'ultima generazione. Se pensiamo al suo stile, ci verranno subito in mente sonorità molto delicate, suoni clean/crunch con una dose di riverbero che accompagna ed arricchisce ogni nota. Ecco un esercizio per esplorare tre aspetti fondamentali del suo playing: slide, uso delle Pentatoniche e accordi di Maj7.



 
amudi safa
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