Ma la lista è miracolosa perché ci sono i Soundgarden con BADMOTORFINGER, i Primal Scream con SCREAMADELICA, Ozzy Osbourne con NO MORE TEARS e, soprattutto i Guns N’ Roses con USE YOUR ILLUSION I & II.
Riascoltare e rileggere questi dischi, permette di scattare una fotografia su un momento artistico e musicale di grande fermento e transizione: “Gli anni 80 non erano ancora morti e gli anni 90 non erano ancora davvero iniziati. Ecco la storia di come l’estate del 1991 dimostrò che il mondo apparteneva ancora al rock (e non solo al Grunge).” (Ric Hobson)
Il 1991 offre il pretesto per un’altra retrospettiva lunga trent’anni: dal 1971 al 1991 i Genesis pubblicano tre album, uno ogni 10 anni: NURSEY CRIME (1971), ABACAB (1981) e WE CAN’T DANCE (1991) ultimo lavoro in studio del trio Banks, Collins, Rutherford. Tre dischi radicalmente diversi ma che scopriamo essere il frutto coerente di un percorso mirato e consapevole affrontato dai Genesis.
L’intervista “I Futuristi del Pop”, mette a fuoco una band cult come gli XTC dando la parola al loro leader e fondatore Andy Partridge. Gli XTC, guidati dalla sensibilità musicale anticonvenzionale e creativa di Partridge e Colin Moulding (bassista stupefacente), fiorirono sulle ceneri del punk creando una ibrido musicale dove convivevano l’allora emergente new wave con la psichedelia degli anni 60, pop di derivazione Beatlesiana e musica elettrica e acustica, persino folk.
Ampio spazio alla chitarra elettrica, con la seconda parte di uno speciale che si interroga su chi siano i chitarristi più influenti della storia del rock. Ma attenzione: non i più famosi, quelli che - al di là dei dischi venduti e delle copertine conquistate - hanno maggiormente condizionato lo sviluppo e il suono del linguaggio chitarristico. Le schede su Dave Navarro, Rick Nielsen, Steve Morse, Prince, Malcom Young e tanti altri…
E poi, come in ogni numero, interviste (Steve Hackett, Danko Jones, Osanna), una montagna di dischi recensiti tra novità (Iron Maiden, The Aristocrats, Los Lobos, Dee Gees, Tesseract, Elvis Costello…) e ristampe (George Harrison, Aztec Camera, Buena Vista Social Club…) e pure gli strumenti musicali segnalati da Accordo. Abbiamo messo sotto i riflettori due chitarre, la Manne Taos Standard e la Jackson di Marty Friedman e un pedale, il Chorus Juno -60 di Tc Electronic.
A proposito di Accordo, tra le tante recensioni di libri (CONFESSO di Rob Halford, STORIA DEL PROGRESSIVE ROCK di Mick Barnes, GIOVENTU’ SUONATA di Claudio Pescetelli…) c’è anche COMFORTABLY DUMB, primo giallo ambientato tra le chitarre di "tale" Alberto Biraghi, giornalista di Milano che – anche lui trent’anni fa proprio come Metallica e Nirvana – ha fondato Accordo.it.

CLASSIC ROCK, il magazine di musica più venduto in Italia, è edito da Sprea Editori
Volendo proprio indicare un anno, io avrei detto 1986 per le uscite del già citato master of puppets accanto a pietre miliari del trash quali reign in blood degli Slayer, peace sells... dei Megadeth, il primo album dei Sepultura (Morbid Vision) e, in territori meno pesanti: Slippery when wet che smarca Bon Jovy dall'anonimato. Sempre nel rock meno pesante non si può non citare A kind of magic dei Queen ed il ritorno alla registrazione dei Boston (third stage) o non ricordare la super band di Dave Lee Roth che diede vita ad eat'em and smile.
Insomma, forse l'articolo andava scritto 5 anni fa.
Buona musica
Però è vero che il Black Album e Blood Sugar sono considerati tra i dischi rock più grandi di sempre...e hanno condizionato più di un decennio di musica...
Credo siano dischi con proiezione e valore differente. Però è innegabile che il Black Album resti il disco più conosciuto e venduto dei Metallica e che li ha traghettati da eroi e icone del metal a Rock star...
Però è vero che il Black Album e Blood Sugar sono considerati tra i dischi rock più grandi di sempre...e hanno condizionato più di un decennio di musica...
Credo siano dischi con proiezione e valore differente. Però è innegabile che il Black Album resti il disco più conosciuto e venduto dei Metallica e che li ha traghettati da eroi e icone del metal a Rock star...
Io più che i red hot sono stato segnato da The Real Thing dei Faith No More (1989) ma per qualche strano motivo è una band che almeno in Italia ricordano in (relativamente) pochi.
Discorso simile per i Queensryche che hanno fatto qualcosa di innovativo, poi sono arrivati i Dream Theater e se lo sono preso.
Nella mia personale classifica, in ambito heavy, metto sul primo gradino delle preferenze quel capolavoro di "Operation: Mindcrime" del 1988, ma se dico che è stato una pietra di fondazione del prog-metal non credo di fare un'affermazione troppo condizionata dai miei gusti personali.
A mio avviso dici benissimo sui DT, tra l'altro nella serie di interviste di Guitar World a Petrucci visibili su YouTube, nel capitolo dei power chord, questi afferma che sul tema le sue due principali influenze sono stati i Rush ed i Queensryche, in particolare su questi ultimi si sofferma non poco nell'analisi.
E poi avevo 30 anni di meno. Scusate se è poco!
G