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Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile
Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile
di [user #17844] - pubblicato il

Una collezione di Gibson Custom permette di ammirare - anche se di riflesso - alcune delle Les Paul vintage più famose di sempre. Abbiamo sbirciato la collezione privata del Centro Chitarre di Napoli.
Fin dal 2012, la serie Collector’s Choice ha portato sotto i riflettori alcune delle Gibson d’epoca più famose di sempre. Chitarre da collezionisti per collezionisti, realizzate in serie limitatissime, le repliche del Custom Shop hanno permesso a una ristretta cerchia di fortunati di portarsi a casa un frammento di storia a una frazione del costo di un pezzo originale.
La cifra sul cartellino resta comunque importante e non si tratta quindi di strumenti per tutte le tasche, tuttavia le Collector’s Choice rappresentano un’occasione per avvicinarsi di qualche passo all’affascinante mondo del vintage, anche se solo attraverso delle copie.
Proprio come le repliche di quadri e di sculture che si ammirano in molti musei e in mostre itineranti, anche le Collector’s Choice meritano di essere guardate da vicino, confrontate, ammirate per conoscere - anche se di riflesso - gli inarrivabili originali.
Deve averlo pensato Cristiano Ceruti, del negozio di Napoli Centro Chitarre, quando ha deciso di dedicare una parete del suo store alla propria collezione privata, in cui la Collector’s Choice ha un ruolo centrale.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Quelle esposte sono chitarre in gran parte riacquistate dagli stessi clienti a cui erano state vendute dal negozio e - almeno per il momento - non in vendita. Abbiamo voluto guardarle più da vicino per alcune riflessioni sul lavoro del Custom Shop, sulla “moda” dell’ageing, del relic e delle repliche storicamente corrette.

Si tratta di chitarre moderne ma comunque rare, in quanto per ognuna sono stati realizzati solo 300 pezzi. In alcuni casi, solo 100, come la Collector’s Choice CC35, replica della Les Paul del 1959 con seriale #9-0627, conosciuta anche come Gruhn Burst e attualmente in possesso del collezionista Vic DaPra.
Sulla parete del Centro Chitarre è possibile vederne due.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Quello del Collector’s Choice è un fenomeno singolare. Letteralmente “la scelta del collezionista”, la serie non va a copiare un’edizione storica nel suo insieme, bensì si va a replicare una precisa chitarra, un esemplare d’epoca che si è distinto e si è fatto amare da musicisti e collezionisti per “meriti sul campo”. Può essere per un dettaglio estetico specifico, per un suono particolare capace di farla spiccare sulle sue contemporanee, o per la storia che si porta dietro. In tutti i casi si tratta di veri e propri VIP, chitarre con un “nome e cognome” che sono comparse sulle riviste e sui libri di vintage, e che vengono riconosciute all’istante dagli esperti.

È il caso di chitarre come la Goldfinger, Collector’s Choice numero CC36 ispirata alla Les Paul del 1957 con codice seriale #7-3308.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

La chitarra originale fa parte della collezione di Charles Daughtry - tra le altre il titolare del sito The Les Paul Forum - e si distingue per la netta porzione di vernice mancante sulla spalla inferiore, come una “ditata” nel Goldtop che mette in mostra l’acero sottostante. Nella versione Collector’s Choice, una tavola piacevolmente fiammata si intravede al di sotto, lasciando intendere che nulla è lasciato la caso nei laboratori Custom.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Appartiene a Charles Daughtry anche la Nicky, una Les Paul del 1959 con seriale #9-1945 le cui intense fiammature fanno capolino sotto un burst quasi del tutto logorato dagli anni fino a virare quasi verso un leggero verdino a ridosso dei bordi. Da lei nasce la CC24, per la quale i liutai sono riusciti a replicare in maniera impressionante le sfumature di colore.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Con tutte le loro peculiarità, le Collector’s Choice sono una fotografia della produzione d’annata, fatta di brevi serie dalla grande componente artigianale e in continuo divenire dove i materiali, le formule chimiche e le tecniche di lavorazione non sempre erano uniformi. E così anche i risultati potevano variare profondamente da una chitarra all’altra. Basta confrontare Nicky con Louis, la Les Paul del 1959 con codice seriale #9-1062 che ha ispirato la CC17.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

La Louis originale appartiene a Keith Nelson, fondatore della band Buckcherry e produttore di successo che negli anni ha lavorato al fianco di artisti come Velvet Revolver, My Chemical Romance e Alice Cooper.
Chitarra ottimamente conservata, viene ripresa dal laboratorio Custom in dettagli come la finitura sbiadita, stavolta verso le tinte calde di un Dirty Lemon. Qui però le trasparenze non mettono in mostra le fitte venature della Nicky, e il top è quasi plain, con una fiammatura appena visibile solo sotto determinate angolazioni.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Se a pochi mesi di distanza due Les Paul potevano riuscire così diverse, figurarsi cosa sarebbe accaduto l’anno seguente, nel 1960. Basta dare un’occhiata alla Dutchburst di Robbert Van Der Ende con codice seriale #0-11167, replicata nella CC18.
Qui torna il top seriamente fiammato, e il burst si fa profondo fino a far sparire il legno sottostante a ridosso dei bordi. Mezzo secolo di storia però ha lasciato il segno sullo strumento, e la vernice si raggrinzisce fino a ricordare uno specchio rotto.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Il modo in cui la 1960 ha superato i decenni è decisamente differente dall’invecchiamento mostrato dalle repliche 1959 presenti in collezione, anche se la si paragona a una chitarra che ha suonato spesso, senza troppi riguardi, come la The Beast di Bernie Marsden.
La Les Paul Standard proprietà del chitarrista dei Whitesnake è tra le 1959 più famose in circolazione. Il dipartimento Custom si è rifatto a questa #9-1914 per dare vita alla CC08.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Alla parete del Centro Chitarre ce ne sono ben tre. A guardarle, diventa evidente un altro aspetto della filosofia Collector’s Choice: replicare pezzi d’epoca ben precisi, dedicare un tributo alla loro storia, ma senza tentare di falsificarli a tutti i costi.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Le “cicatrici” ci sono tutte, coerenti e nei punti giusti, ma ognuna diversa come un’impronta digitale. Qui le tre CC08 si mostrano come dei gemelli dispersi e poi ritrovati, ognuno con un proprio trascorso e una sua identità, ma con un DNA innegabilmente comune.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Le differenze - tra loro e con la The Beast originale - ci sono. Eppure, probabilmente, per riconoscerle bisognerebbe essere Bernie Marsden.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Non che gli artigiani Gibson non potessero replicare quei dettagli al millimetro, se avessero voluto. In questa storia c’è anche la loro firma, ed è particolarmente evidente quella di uno degli artisti più noti in forze presso il Custom Shop.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

La chitarra in foto è la CC13, replica della Les Paul del 1959 nota come Spoonful Burst.
L’esemplare originale, una Standard con codice seriale #9-1352, fa parte della collezione di Gordon Kennedy al quale è stata ceduta nel 2000 da John Sebastian, che fin dagli anni ’60 ne aveva fatto la sua chitarra di punta con i The Lovin’ Spoonful.
Come per il resto della collezione, anche la CC13 riporta fedeli tutti i segni del tempo che lo strumento di riferimento si è guadagnato nei decenni di palchi e studi di registrazione. Inconfondibile è il solco sul potenziometro del volume, a seguirne la rotazione e forse scavato in anni di unghiate o tocchi di plettro. Così come non ha resistito la zona tra volume e tono, segnata da un intenso utilizzo.
Proprio in questa zona, però, è possibile notare un aspetto che non può essere imputato al caso: basta spostare lo sguardo di pochi centimetri verso il bordo del top per notare una piccola crepa dall’aspetto familiare. Una T e una M, quasi nascoste nel checking della vernice, svelano il lavoro di Tom Murphy, guru dell’invecchiamento controllato di strumenti musicali e oggi titolare del Murphy Lab in casa Gibson.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Le sue iniziali sono presenti su più di una chitarra esposta, a riprova della volontà di dare vita a pezzi a loro modo unici, repliche ma non imitazioni degli originali, un “collezionismo nel collezionismo” che ha un fascino tutto suo.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

L’intera collezione di Gibson Custom esposta sulla parete del Centro Chitarre può essere vista più da vicino nella gallery che segue, con didascalie per le informazioni su ogni modello ritratto in foto e sul corrispettivo d’epoca.

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