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Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile
Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile
di [user #17844] - pubblicato il

Una collezione di Gibson Custom permette di ammirare - anche se di riflesso - alcune delle Les Paul vintage più famose di sempre. Abbiamo sbirciato la collezione privata del Centro Chitarre di Napoli.
Fin dal 2012, la serie Collector’s Choice ha portato sotto i riflettori alcune delle Gibson d’epoca più famose di sempre. Chitarre da collezionisti per collezionisti, realizzate in serie limitatissime, le repliche del Custom Shop hanno permesso a una ristretta cerchia di fortunati di portarsi a casa un frammento di storia a una frazione del costo di un pezzo originale.
La cifra sul cartellino resta comunque importante e non si tratta quindi di strumenti per tutte le tasche, tuttavia le Collector’s Choice rappresentano un’occasione per avvicinarsi di qualche passo all’affascinante mondo del vintage, anche se solo attraverso delle copie.
Proprio come le repliche di quadri e di sculture che si ammirano in molti musei e in mostre itineranti, anche le Collector’s Choice meritano di essere guardate da vicino, confrontate, ammirate per conoscere - anche se di riflesso - gli inarrivabili originali.
Deve averlo pensato Cristiano Ceruti, del negozio di Napoli Centro Chitarre, quando ha deciso di dedicare una parete del suo store alla propria collezione privata, in cui la Collector’s Choice ha un ruolo centrale.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Quelle esposte sono chitarre in gran parte riacquistate dagli stessi clienti a cui erano state vendute dal negozio e - almeno per il momento - non in vendita. Abbiamo voluto guardarle più da vicino per alcune riflessioni sul lavoro del Custom Shop, sulla “moda” dell’ageing, del relic e delle repliche storicamente corrette.

Si tratta di chitarre moderne ma comunque rare, in quanto per ognuna sono stati realizzati solo 300 pezzi. In alcuni casi, solo 100, come la Collector’s Choice CC35, replica della Les Paul del 1959 con seriale #9-0627, conosciuta anche come Gruhn Burst e attualmente in possesso del collezionista Vic DaPra.
Sulla parete del Centro Chitarre è possibile vederne due.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Quello del Collector’s Choice è un fenomeno singolare. Letteralmente “la scelta del collezionista”, la serie non va a copiare un’edizione storica nel suo insieme, bensì si va a replicare una precisa chitarra, un esemplare d’epoca che si è distinto e si è fatto amare da musicisti e collezionisti per “meriti sul campo”. Può essere per un dettaglio estetico specifico, per un suono particolare capace di farla spiccare sulle sue contemporanee, o per la storia che si porta dietro. In tutti i casi si tratta di veri e propri VIP, chitarre con un “nome e cognome” che sono comparse sulle riviste e sui libri di vintage, e che vengono riconosciute all’istante dagli esperti.

È il caso di chitarre come la Goldfinger, Collector’s Choice numero CC36 ispirata alla Les Paul del 1957 con codice seriale #7-3308.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

La chitarra originale fa parte della collezione di Charles Daughtry - tra le altre il titolare del sito The Les Paul Forum - e si distingue per la netta porzione di vernice mancante sulla spalla inferiore, come una “ditata” nel Goldtop che mette in mostra l’acero sottostante. Nella versione Collector’s Choice, una tavola piacevolmente fiammata si intravede al di sotto, lasciando intendere che nulla è lasciato la caso nei laboratori Custom.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Appartiene a Charles Daughtry anche la Nicky, una Les Paul del 1959 con seriale #9-1945 le cui intense fiammature fanno capolino sotto un burst quasi del tutto logorato dagli anni fino a virare quasi verso un leggero verdino a ridosso dei bordi. Da lei nasce la CC24, per la quale i liutai sono riusciti a replicare in maniera impressionante le sfumature di colore.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Con tutte le loro peculiarità, le Collector’s Choice sono una fotografia della produzione d’annata, fatta di brevi serie dalla grande componente artigianale e in continuo divenire dove i materiali, le formule chimiche e le tecniche di lavorazione non sempre erano uniformi. E così anche i risultati potevano variare profondamente da una chitarra all’altra. Basta confrontare Nicky con Louis, la Les Paul del 1959 con codice seriale #9-1062 che ha ispirato la CC17.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

La Louis originale appartiene a Keith Nelson, fondatore della band Buckcherry e produttore di successo che negli anni ha lavorato al fianco di artisti come Velvet Revolver, My Chemical Romance e Alice Cooper.
Chitarra ottimamente conservata, viene ripresa dal laboratorio Custom in dettagli come la finitura sbiadita, stavolta verso le tinte calde di un Dirty Lemon. Qui però le trasparenze non mettono in mostra le fitte venature della Nicky, e il top è quasi plain, con una fiammatura appena visibile solo sotto determinate angolazioni.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Se a pochi mesi di distanza due Les Paul potevano riuscire così diverse, figurarsi cosa sarebbe accaduto l’anno seguente, nel 1960. Basta dare un’occhiata alla Dutchburst di Robbert Van Der Ende con codice seriale #0-11167, replicata nella CC18.
Qui torna il top seriamente fiammato, e il burst si fa profondo fino a far sparire il legno sottostante a ridosso dei bordi. Mezzo secolo di storia però ha lasciato il segno sullo strumento, e la vernice si raggrinzisce fino a ricordare uno specchio rotto.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Il modo in cui la 1960 ha superato i decenni è decisamente differente dall’invecchiamento mostrato dalle repliche 1959 presenti in collezione, anche se la si paragona a una chitarra che ha suonato spesso, senza troppi riguardi, come la The Beast di Bernie Marsden.
La Les Paul Standard proprietà del chitarrista dei Whitesnake è tra le 1959 più famose in circolazione. Il dipartimento Custom si è rifatto a questa #9-1914 per dare vita alla CC08.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Alla parete del Centro Chitarre ce ne sono ben tre. A guardarle, diventa evidente un altro aspetto della filosofia Collector’s Choice: replicare pezzi d’epoca ben precisi, dedicare un tributo alla loro storia, ma senza tentare di falsificarli a tutti i costi.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Le “cicatrici” ci sono tutte, coerenti e nei punti giusti, ma ognuna diversa come un’impronta digitale. Qui le tre CC08 si mostrano come dei gemelli dispersi e poi ritrovati, ognuno con un proprio trascorso e una sua identità, ma con un DNA innegabilmente comune.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Le differenze - tra loro e con la The Beast originale - ci sono. Eppure, probabilmente, per riconoscerle bisognerebbe essere Bernie Marsden.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Non che gli artigiani Gibson non potessero replicare quei dettagli al millimetro, se avessero voluto. In questa storia c’è anche la loro firma, ed è particolarmente evidente quella di uno degli artisti più noti in forze presso il Custom Shop.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

La chitarra in foto è la CC13, replica della Les Paul del 1959 nota come Spoonful Burst.
L’esemplare originale, una Standard con codice seriale #9-1352, fa parte della collezione di Gordon Kennedy al quale è stata ceduta nel 2000 da John Sebastian, che fin dagli anni ’60 ne aveva fatto la sua chitarra di punta con i The Lovin’ Spoonful.
Come per il resto della collezione, anche la CC13 riporta fedeli tutti i segni del tempo che lo strumento di riferimento si è guadagnato nei decenni di palchi e studi di registrazione. Inconfondibile è il solco sul potenziometro del volume, a seguirne la rotazione e forse scavato in anni di unghiate o tocchi di plettro. Così come non ha resistito la zona tra volume e tono, segnata da un intenso utilizzo.
Proprio in questa zona, però, è possibile notare un aspetto che non può essere imputato al caso: basta spostare lo sguardo di pochi centimetri verso il bordo del top per notare una piccola crepa dall’aspetto familiare. Una T e una M, quasi nascoste nel checking della vernice, svelano il lavoro di Tom Murphy, guru dell’invecchiamento controllato di strumenti musicali e oggi titolare del Murphy Lab in casa Gibson.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

Le sue iniziali sono presenti su più di una chitarra esposta, a riprova della volontà di dare vita a pezzi a loro modo unici, repliche ma non imitazioni degli originali, un “collezionismo nel collezionismo” che ha un fascino tutto suo.

Collector’s Choice: specchio tangibile di un vintage inarrivabile

L’intera collezione di Gibson Custom esposta sulla parete del Centro Chitarre può essere vista più da vicino nella gallery che segue, con didascalie per le informazioni su ogni modello ritratto in foto e sul corrispettivo d’epoca.

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di lolloguitar [user #48123]
commento del 05/10/2021 ore 17:33:17
bellissime! immagino ci voglia il mutuo però....
Rispondi
di BlackCat [user #59512]
commento del 05/10/2021 ore 18:38:04
Sarò sicuramente limitato io... ma non capisco il senso di queste "opere".
Eppure amo le cose che hanno un vissuto, una storia da raccontare. proprio per questo sono uniche, originali e inimitabili. Fosse una linea a buon mercato di repliche di strumenti famosi potrei anche capire, ma a questi livelli, davvero, non ne individuo lo scopo.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 06/10/2021 ore 15:26:09
Temo che siamo in due.
Ciao
Rispondi
di BlackCat [user #59512]
commento del 06/10/2021 ore 17:38:21
Eh francesco72... due e pochi altri, a giudicare dai commenti di apprezzamento!
Poi per carità, l'articolo l'ho apprezzato anche io, dettagliato e redatto a modino. Sono proprio queste chitarre che non riesco a farmi piacere ;-)
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 08/10/2021 ore 14:57:50
Errore, siamo in tre 😁
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 13/10/2021 ore 22:16:11
4
Rispondi
di Sollazzon [user #10046]
commento del 06/10/2021 ore 19:36:58
Provo io ... se non Vuoi capire però è un altro discorso.
Ti faccio un esempi pratico, reale e attuale.
Io ho due Moto in garage: Aprilia RS125 Chesterfield Biaggi Replica; Honda CBR1000RR Repsol.
Sono (erano) 2 esemplari ''comunemente'' acquistabili da chiunque Pur Non essendo ne una ne l'altra le Originali guidate da Biaggi o Stoner.
Sono Identiche alle Originali ? No
Vanno veloce come le originali? No
Costano come le originali? No
Le hanno guidate Biaggi o Stoner? No
Io che le guido sono forse Biaggi o Stoner? No
Che senso ha comprarle? perchè son Belle (a me e qualcun' altro piacciono tantissimo)
Devono per forza piacere? No (mia moglie le Odia Profondamente)
Che senso ha produrle? Per venderle a chi piacciono.
Valgono di più della stessa moto senza quei colori? Sì perchè son più rare.
il tutto ha un senso? Sì
bene Rapporta tutto al Mondo Chitarristico considerando che come rifermento non sono 2 modelli di 20, 25 anni fa ma a specifici esemplari di 60 anni fa.
Come se Piaggio uscisse in vendita con una serie limitata di Vespe come quella della foto con Sofia Loren (la butto lì..)
io la comprerei? No perchè non mi interessa. Però un senso ce l'ha!
Rispondi
di spaccamaroni [user #7280]
commento del 06/10/2021 ore 22:22:2
Direi che però una differenza c'è: queste chitarre (su cui sto sbavando da due giorni) non hanno una loro storia, ma scimmiottano quella di altre. E questo commercialmente ha molto senso...però è anche triste.
Ancora più triste poi pensare che una loro storia non ce l'avranno neanche in futuro, perché non verranno mai suonate. Praticamente non sono chitarre, sono statue.
Rispondi
di Sollazzon [user #10046]
commento del 07/10/2021 ore 00:08:35
capisco, ma purtroppo credimi, questa è la realtà triste che Tu ti immagini.
Per le Moto ti assicuro che, sebbene 6 mesi l'anno stiano sui cavalletti in garage ''causa maltempo'' gli altri 6 mesi le Sfrutto il più possibile: una solo in pista, una (quasi solo) in strada.

Per le CC/Murphy Aged/Reissue Custom Shop in generale, Io..(non posso certo parlare per Tutti i possessori) le metto sullo stesso piano eson certo di non essere l'unico a farlo: le Uso (con parsimonia e tutte le dovute le dovute cure del caso) Quando so che voglio Quel Suono, Quell'attacco, Quella Timbrica.. a volte, non sempre, Non tutti i giorni ma Le Uso.. anche solo per rinfrescarmi la memoria su Come Suona.

Certo è anche vero che ho Altre chitarre per così dire ''da battaglia'', da ''Live', che uso quotidianamente senza paranoie.
Ti porto come esempio più lampante la mia #1: una Std USA Gold Top che ho da quasi 20 anni, comprata NUOVA, usata Live Sempre, che suono regolarmente volentieri perchè mi ci trovo comodo, Vissuta, Riparata, Crepata, che porta Tutti i segni del tempo che, volente o nolente le ho procurato IO, e nessun altro, Eppure non ti direi Mai e poi Mai che la Preferisco a un R7,8,9,0 CC o non CC, Murphy o Murphy Lab chessia.. ti direi, semplicemente (Cit) una C. Pazzesca !! non so se mi spiego..
ci sono più Affezionato? Sì! indubbiamente, a livello personale, non c'è dubbio.
é una chitarra migliore, più performante, più 'Les Paul'? NO NO e poi NO!!

Tornando alle Moto, è uguale: sono più affezionato all' aprilia 125 che è stata la mia prima moto ma il CBR è un altro pianeta 365 giorni l'anno! in strada, in pista, sui cavalletti e anche dal meccanico.


Però capisco il punto di vista..piuttosto comune,
dopotutto non ho mai visto un annuncio di una Chitarra del genere dove il Venditore/Commerciante Dichiara Candidamente nell'annuncio ''l'ho usata di brutto percè suona bene ed è l'unica che ho''
E' normale che uno pensi che siano Solo oggetti da bacheca. . . investimenti finanziari alternativi, sfizi per ricconi incapaci.

Volevo solo dire che, anche se fosse, c'è cmq una logica in queste chitarre.



Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 07/10/2021 ore 00:34:16
"Volevo solo dire che, anche se fosse, c'è cmq una logica in queste chitarre"
La logica, nel mio caso (ne possiedo 3), é piuttosto semplice da spiegare.
Sono chitarre molto belle, costruite in modo impeccabile, suonano molto bene e oggi valgono almeno il doppio del prezzo a cui le ho comprate.
Rispondi
di Sollazzon [user #10046]
commento del 07/10/2021 ore 00:42:41
Amen
Rispondi
di spaccamaroni [user #7280]
commento del 07/10/2021 ore 16:17:43
Capisco.
La differenza che notavo nel paragone con le tue moto è che le tue moto, da quello che ho capito, sono "ispirate a", delle "signature" se vogliamo. Ma l'Aprilia te l'ha venduta immacolata credo, senza i graffi e le botte fatte dall'uso di Biaggi sulla pista.

--"non ho mai visto un annuncio di una chitarra del genere dove il venditore/commerciante dichiara candidamente nell'annuncio 'l'ho usata di brutto perché suona bene ed è l'unica che ho' "--
Hai ragione...sarebbe troppo esilarante :-) ci pensi alla prova per l'acquisto? L'interessato acquirente che esamina attentamente la chitarra e ad ogni graffio chiede: "Ma questo l'hai fatto tu o Tom Murphy?"
:-) :-)
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 07/10/2021 ore 08:44:44
Sollazzon, ti ringrazio per la risposta, ma ti invito ad abbassare il livello della supponenza. In primo luogo mettere le mani avanti col "se non Vuoi capire..." significa che la tua motivazione è una ragione assoluta ed imprescindibile che non si può non accettare logicamente. Tuttavia, in secondo luogo, le tue ragioni, come è chiaro da quel che scrivi, sono (appunto) le tue ragioni e non motivi validi in assoluto. Alla fine scrivi che il senso di quest'operazione è che ci sono degli estimatori; il che vuol dire che, essendoci anche dei non estimatori, l'operazione (per questa parte di astanti) è giustificato non abbia senso. Rimane, quindi, che non c'è una logica dietro, ma solo questioni di gusti.
Ciao
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 07/10/2021 ore 11:41:37
Beh, non è proprio così. Se ci sono degli estimatori, in particolare estimatori che se le possono permettere, l'operazione ha senso anche se sono solo un migliaio e i restanti miliardi di abitanti del pianeta se ne fregano completamente.
Non sono prodotti che si trovano nella grande distribuzione, sono prodotti di nicchia che nella stragrande maggioranza dei casi sono venduti prima ancora di essere finiti. Quindi un senso ce l'anno, eccome.
In questi casi sottolineo che molta più gente spende molti soldi di più per dei... cristalli di carbonio (che un profano difficilmente saprebbe distinguere da un pezzo di vetro senza valore, e poi non suonano e non fanno nemmeno il caffè) ma non ho trovato nessuno che sostenga che non ha senso.
E ci sono anche quelli che con la cifra necessaria a portarsi a casa una Collector's Series si comprano un francobollo :)
De gustibus...

Probabilmente una Collector's non la comprerei (a quei prezzi) neanche se i soldi li avessi, ma non posso negare che siano strumenti bellissimi.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 07/10/2021 ore 15:59:46
Il punto è proprio quello che scrivi: si tratta di una scelta soggettiva, tanto che sia Blackcat che io abbiamo precisato che NOI non capiamo il senso. Sarebbe bastato scrivere che il senso è il business o il collezionismo o il feticismo; invece Sollazzon ha preferito ergersi a Solone "spiegandomi" con tanto di disegnini a margine (come fossimo alle elementari) che il significato era manifesto e che l'unica via per non condividerlo era non voler capire. La mia replica nasce solo da questo.
Ciao
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 07/10/2021 ore 16:25:55
... però ho dimenticato una acca!!!!!!!
Rispondi
di Sollazzon [user #10046]
commento del 07/10/2021 ore 13:58:01
Ok Ciao.
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 07/10/2021 ore 16:52:02
Best answer ever! :-D
Rispondi
di BlackCat [user #59512]
commento del 08/10/2021 ore 20:05:08
Sollazzon ti ringrazio per lo sforzo e la pazienza nel dare una risposta molto articolata.
Ti rispondo rimanendo proprio sul piano del tuo esempio, poiché guarda il caso, se di chitarre ne capisco poco più di niente, sono anche io motociclista e in quell'ambito ne so qualcosina in più.
Le due moto che hai sono STUPENDE, sull'Aprilia ci sbavavo a 14 anni quando dovevo accontentarmi del mio scooter (ovviamente Aprilia), anche se poi le attitudini mi hanno portato verso altre tipologie di moto. Però le tue moto possono essere paragonate più a chitarre "signature" che a queste dell'articolo; ovvero modelli prodotti in serie, magari anche in tiratura limitata, che replicano nell'estetica (e raramente su qualcos'altro di più concreto) il "mezzo" usato dai nostri beniamini. Il tutto ad un prezzo di serie o, al massimo, un lieve sovraprezzo dato dalla livrea esclusiva e poche altre caratteristiche distintive.
Io per primo possiedo una chitarra (supereconomica, parliamo di circa 600€ nuovo) che è una signature, conscio che con quelle che suona l'artista che l'ha firmata non sono nemmeno parenti; ma mi piaceva quella chitarra, mi piace quel chitarrista e non trovo sbagliato tributarne la carriera.
Per ritornare alle moto... tu avresti mai comprato l'Aprilia replica Biaggi, compresi i graffi fatti in qualche caduta, ad un prezzo vicino ad una vera moto da motogp, pur sapendo che NON E' una di quelle moto e che le usure tipiche della pista, i graffi, e tutti i dettagli che puoi trovare su una moto che ha fatto decine di gare, su questa sono semplicemente create ad hoc in laboratorio?
Credo di conoscere già la risposta...
Poi oh, Gibson non è nata ieri. Se le fa è perché sa di venderle, ed il suo scopo l'ha raggiunto.
Ma PER ME, rimangono degli oggetti che hanno poco senso.
Rispondi
di Sollazzon [user #10046]
commento del 09/10/2021 ore 00:52:24
CIAO! Grazie della comprensione!

E' raro che parlo con gli scooteristi (o Anche ex-scooteristi) ma vabbè..., (SCHERZO!!!)
Sì le mie moto era l'esempio più terra terra, diretto e immediato che mi è venuto, calza, ma ha dei limiti, non è esattamente la stessa cosa. (questo lo dico in riferimento ai Graffi: una moto Da Gara!..NON HA GRAFFI, se scivoli , cadi o succede altro, in 10 minuti O la Moto #1 è Ripristinata Come Nuova O sei già saltato sulla sulla Moto #2 Già pronta ai Box, qui Non calza proprio il paragone.)
Sorvoliamo e Cerchiamo cmq di proseguire il parallelo ..

Da quello che intendo del tuo intervento (che apprezzo molto) mi vengono in mente 3 moto:
RS125 Chesterfield Biaggi Replica, che considero il corrispettivo di una LP Std USA Signature,
RS250 Chesterfield Biaggi Replica, che considero il corrispettivo di una LP Custom Shop Signature,
RCV213V-S una,..praticamente.. HRC da MotoGp con specchietti e frecce, prezzo esorbitante e prestazioni Fuori dal Comune, Prodotto Sicuramente NON destinato a tutti. Potessi Permettermela Sarebbe già in Garage!

Se la domanda è: io le Comprerei? Beh! Avendo la Possibilità Sì!
(anche le Moto le vorrei Tutte, Custom, naked, motard, ..Trial ! ancor di più i modelli Top di Gamma)
le sfutterei ''a dovere''? NO
c'è Bisogno davvero di Sfruttarle? ma anche No dai, già il possederle è appagante.
Magari una pistata Ogni Tanto senza esagerare..

Quest' ultima (RCV213V-S) forse è la più Coerente nel paragone Chitarre-Moto con le CC dell'articolo, che non son tanto un tributo agli artisti o meno che le posseggono ( quindi molto poco Signature), quanto alle chitarre in sè e per sè (quindi molto 'Burst Replica/Inspired By/che dir si voglia);
Sono quelle (le Originali) che un Collezionista (Intenditore/Amatore Facoltoso) Bramerebbe Ardentemente Avere.
A Noi ''comuni mortali sprovvisti di Mille-Mila Euro/Dollari'' il più delle volte non resta che restare Così :-O

Per i Graffi.. le rendono più ''Autentiche'' ossia più Simili alle originali, più simili ad una Burst..a Quella Specifica Burst
il Relic è una cosa che a me per primo A Volte Piace, a volte Non piace.
Su chitarre del Genere direi Che CI STA! se poi è a Cura di Tom Murphy (non tutte le CC sono Murphy Aged) è anche meglio...certo comporterà un Ulteriore Aggravio di Costi.

il Tutto è giustificato/logico/sensato?
Il mercato dice di Sì e la realtà Anche.

Non è che ci voglia tanto.. come dici anche tu ''Gibson non è nata ieri. Se le fa è perché sa di venderle, ed il suo scopo l'ha raggiunto.''
Se il Tuo scopo è Acchiappartene Una ( 2,3, tutte) il consiglio è: ti Conviene prenderle Nuove/Preordinarle perchè chi le ha Non se ne separa Mai a meno di quello che le ha Pagate (salvo Rariiiissime sciagurate eccezioni).

Poi se uno Comprende, Non Comprende, Ci trova un Senso, Non ci Trova un Senso. Il mondo gira UGUALE. Giusto?
Rispondi
di BlackCat [user #59512]
commento del 09/10/2021 ore 02:40:55
Dai!!! scooterista a 14 anni, poi mi sono ravveduto :-)
Con "graffi" intendevo segni evidenti di uso intensivo, non per forza sulle carene. Che su una moto usata in gara puoi sicuramente trovare (non ti dico su quelle usate in gare enduro o cross). Guarda le aste che fanno da Bonhams ad esempio.
Comunque, sottigliezze sugli esempi a parte, ci siamo capiti.
Quello che IO, e altri come me che qui hanno espresso analogo punto di vista, continuiamo a non capire, non è perché Gibson faccia queste opere, ma quale desiderio possa spingere a comprarle.
Non sono vere vintage...
Non sono semplici aged, che anche quelle... ma vabbè, quelle potrebbero essere acquistate a prezzi ancora umani per il gusto di avere qualcosa che sembra vissuto o per esigenze di look sul palco...
Somigliano a specifiche chitarre possedute da specifici artisti, ma non sono quelle...
Costano comunque quanto una vera vintage meno famosa...
L'unico scopo che riesco ad accettare è il collezionismo fine a se stesso. Ma allora vabbè, si colleziona di tutto, passino anche queste. Il mondo gira uguale, ma non per forza bisogna vederla sempre come il resto del mondo ;-)
Rispondi
di Sollazzon [user #10046]
commento del 09/10/2021 ore 13:53:10
:-) certo certo ben vengano le opinioni differenti.
''Quello che IO, e altri come me che qui hanno espresso analogo punto di vista, continuiamo a non capire, non è perché Gibson faccia queste opere, ma quale desiderio possa spingere a comprarle.''
:-/ eh.. chette devo dì. Son belle (ti piacciono), son Particolari, son Rare, hai i soldi, le compri. Limpido.
poi se vuoi ci attacchi lì anche il discorso ''investimento''

Per il vero Vintage, ..non mi addentrerei nel discorso, però da una parte, se poi hai anche intenzione di suonarle, registrarci qualcosa, almeno sei certo che son chitarre nuove, non hanno problemi di, esempio, tasti troppo consumati, pot che gracchiano, pickup che fischiano.. cioè non è che tutto il vintage è Oro. Lì poi nascono i dilemmi esistenziali.

Cmq, il discorso ''non capisco'', [oltre a Esopo la Volpe e l'Uva] mi fai venire in mente uno spot di auto di qualche anno fa, non ricordo se BMW, Audi o Mercedes, che di base diceva: Perchè servono 300 cavalli se tanto alle 8 di mattina sei comunque in colonna?
In effetti, detta così, non sembra una Pubblicità ben riuscita.
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 05/10/2021 ore 18:39:48
Bellissimo articolo, l'ho letto due volte (era dai tempi dei migliori Diabolik che non leggevo due volte la stessa cosa).
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 06/10/2021 ore 00:09:28
Overdose. Sono in coma.
Strumenti magnifici, e chissà come suonano.
Solo non capisco una cosa: si parla di copie di specifici strumenti (addirittura citandone il numero di serie) ma… quando si vedono più esemplari dello stesso soggetto sono differenti tra loro (a volte parecchio) e di conseguenza sono più o meno differenti dall’originale di riferimento. Che senso ha?
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 06/10/2021 ore 10:29:57
È un aspetto che ha incuriosito molto anche me. Si notano dettagli curati all'inverosimile (le vernici per esempio sono impressionanti, nelle foto promozionali in cui alcune Custom sono affiancate alle originali risulta davvero difficile distinguere i toni e le sfumature), ma poi si notano delle differenze evidenti su altri aspetti (vedi il segno sopra la vite destra del tailpiece nella Beast, "uguale ma diverso" sui tre esemplari).
La mia idea è che non si sia voluto creare un clone indistinguibile, ma si sia voluto replicare lo strumento con i suoi tratti distintivi, pur conservando l'unicità sia dell'originale sia delle singole repliche, ognuna riconoscibile a suo modo. Si pensi alla "firma" Tom Murphy, inserita sempre e comunque rendendo chiaro che stiamo guardando una replica: è come guardare copie stupende della Gioconda, con piccolo piccolo in un angolino Mickey Mouse che fa capolino da lontano, a sottolineare la natura di tributo - e non di copia - dell'opera.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 06/10/2021 ore 10:37:22
E' sicuramente corretto rendere chiaro e ufficiale lo status di "copia".
Ma rimango comunque perplesso. Le piccole differenze sono... troppo piccole per essere sufficientemente evidenti (e se c'è già un marchio che certifica che sono copie sono anche superflue), ma quando vedo un top fiammato con bookmatching perpendicolare, uno a spina di pesce e uno plain non vedo più quale sia il riferimento a uno strumento specifico, individuale. Finchè si parla di un lotto di produzione ci sta, ma non oltre.
Questo solo per fare le pulci al concetto di Collector's Choice, per il resto sono strumenti letteralmente mozzafiato.
Rispondi
di Sollazzon [user #10046]
commento del 06/10/2021 ore 20:33:46
Mi aggrego a chi ha già fatto i complimenti per l'articolo, l'ho trovato molto interessante e Molto ben curato. Ricordo che in un'altro Gibson Super Dealer di Gallarate quando uscì la #16 RedEye ne aveva ricevute ben 4 e ho avuto modo di vederle dal vivo una a fianco all'altra. Ho delle foto in giro in qualche Hard Disc. Tutte Uguali eppure Tutte leggermente Diverse.
Allora la diatriba che andava per la maggiore su quel particolare modello era perchè Gibson non avesse ''potuto/voluto'' usare il Pickup al ponte Double White come montava, almeno in un certo periodo, la vera 9-0891 e avesse quindi usato 2 Zebra.

Sono tributi a Chitarre Particolarmente apprezzabili e quindi valide anche collezionisticamente;
lo stesso Ed King scrisse sul Forum Les Paul che, nella realizzazione delle varie CC, il CS Gibson non fece mai modelli Signature legate ad artisti, ma piuttosto Riproduzioni di chitarre che un collezionista dei nostri tempi avrebbe voluto sicuramente comprare, e che poi , casualità, magari era anche capitato che qualche artista era effettivamente riuscito anche a comprarsi, ma comunque il tributo era alla Chitarra e Non all'artista.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 06/10/2021 ore 07:16:51
Bell'articolo, grazie! Adoro le Les Paul e infatti ne ho diverse del custom shop e ne conservo anche una che non lo è ma che comunque è piuttosto rara e ha superato la prova a cui sottopongo ogni chitarra prima di decidere di tenerla. Quella delle collector choice invece è una filosofia che ancora non mi ha attirato, oltre al fatto che non apprezzo molto la finitura aged. Però di fronte alla nota collezione di Centrochitarre anche io mi prostro e ammiro a bocca aperta. Del resto è il mio negozio di riferimento dove ho trovato non solo una larga disponibilità di prodotti unica al Sud (ma che non teme concorrenza in Italia e in Europa) ma anche persone appassionate, competenti ed efficienti. Molti comprano dal famoso crucco o da altri megastore; io invece prendo tutto da loro ed essendo diventato cliente, mi viene spesso riservato un bel trattamento. Inoltre hanno un sito internet eccellente.
Rispondi
di enricofra [user #29774]
commento del 06/10/2021 ore 09:44:3
Centro Chitarre negozio eccellente......prezzi supercompetitivi ed estrema professionalità e gentilezza del personale......questa estate ho preso dei pedali Fulltone a prezzi incredibili....fulttone RTO a 180 euro nuovo è introvabile.....miglior overdrive in assoluto (io ho l'ibanez ts808 hw che costa il doppio ma l'RTO è meglio....)......complimenti a Centro Chitarre!
Rispondi
di LordAxel [user #32439]
commento del 06/10/2021 ore 09:02:24
Articolo magnifico, ben scritto e corredato di splendide foto e descrizioni. Grazie!
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 06/10/2021 ore 09:52:00
Dimenticavo di chiedere una cosa. Visto che queste chitarre intendono essere riproduzioni di storici esemplari, che cosa viene fatto in proposito a livello di pick up, condensatori ecc.? Hanno tutto lo stesso apparato oppure ci sono diversificazioni in base dell'esemplare da replicare? Spero mi si dia una risposta perché è una curiosità che ho da sempre e immagino interessi anche ad altri.
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 06/10/2021 ore 10:36:55
A quanto pare, l'elettronica è stata appositamente disegnata per ogni chitarra, analizzando le controparti originali partendo da pickup presenti nel catalogo Gibson, forse con qualche modifica a giudicare da alcuni "indizi" che si trovano online.
L'utente mudface del forum MyLesPaul si è preso la briga di compilare un documento dettagliato con le informazioni su gran parte dei modelli, con tanto di misurazione della resistenza nei vari pickup: vai al link
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 06/10/2021 ore 10:50:54
Uh, grazie! Risposta davvero utile e preziosa. Mi aspettavo qualcosa del genere vista la qualità di quella produzione, ma non avevo informazioni.
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 06/10/2021 ore 20:32:53
Te lo confermo. Io ne possiedo 3 (la #1, la #35 e la #8).
I pickups ad esempio sulla #1 sono dei "normali" BurstBucker 2 e 3 ma modificati assieme a tutto il reparto elettronico.
Quindi suonano molto differenti dagli stessi pickups che sono montati sulla #8, pur essendo anche quelli BurstBucker 2 e 3.
La #35 monta poi dei CustomBucker, ovvero pickups creati apposta per quella chitarra.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 06/10/2021 ore 15:28:22
Continuo a non capire il senso di queste operazioni: migliaia di euro di chitarra pagati per graffi e scheggiature? Boh.
Ciao
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 13/10/2021 ore 22:18:27
io ce la metto tutta per capire il prossimo. ma sul relic mi sono arreso anche io.
Rispondi
di FranxAJ [user #18541]
commento del 06/10/2021 ore 15:59:50
Nonostante non sia un grande fan delle politiche di mamma Gibson, sono degli strumenti semplicemente stupendi! Hanno senso? Non hanno senso? Chissene...sono fottutamente meravigliose con tutti i loro sensi ed i loro altrettanti controsensi.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 06/10/2021 ore 19:58:48
Per me già quella del relic è una mania incomprensibile, figuriamoci il relic che "grossomodo" tenta di imitare vere chitarre, riproducendo gli stesi graffi, bozzi ecc.
A me piace che i miei strumenti invecchino insieme a me, o al limite insieme al vecchio proprietario da cui l'ho comprati e non mi piace appiccicare a uno strumento una storia che non ha. Anche perché poi queste CC, dato il costo, finiscono quasi tutte in vetrina a casa di collezionisti che non le suonano perché quello che conta è conservarle e non sia mai che si graffino di un graffietto naturale...
Rispondi
di BlackCat [user #59512]
commento del 08/10/2021 ore 20:13:46
Ecco, se ci fosse il pulsante "mi piace", starei qui a premerlo per i prossimi 10 minuti!
;-)
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 13/10/2021 ore 22:21:55
pazzesco sono d'accordo.
il relic imitante è qualcosa di assurdo.
posso dirlo? io valuto uno strumento per come è e come suona, non per cosa-sembra.
cosa-sembra è una cosa che si addice a una scenografia teatrale, a un cappello per signora, a una vasca per acquario, a una decorazione da giardino, ma non a uno strumento musicale! cosa-sembra.. pazzesco
Rispondi
di Mus1cM4n [user #60574]
commento del 07/10/2021 ore 14:02:57
Sinceramente, fatico a capire questo nuovo status di Gibson come la nuova "Apple del mondo chitarristico" (o Louis Vuitton se preferite): è un'immagine che si distacca troppo dalle sue origini. Ormai si tende a produrre più status symbol, destinati a finire nelle bacheche di qualche professionista della City, piuttosto che strumenti imbracciati da touring musicians, che prediligono la praticità.
9000€ per un limitatissimo modello di Les Paul Custom "signature" Jerry Cantrell, che peraltro ha suonato più G&L che Gibson.
Per non parlare, poi, della qualità altalenante della produzione "standard", che comunque ormai va via a cifre più vicine ai 3000 che ai 2000 euro. Per quelle cifre, ormai, la concorrenza offre di meglio.
My 2 cents.

Rispondi
di BlackCat [user #59512]
commento del 08/10/2021 ore 20:16:2
Stai forse insinuando che Gibson farebbe meglio a concentrare gli sforzi su qualcosa di innovativo anziché sfornare delle fotocopie fatte (volutamente) imprecise?
;-)
Evidentemente il bilancio societario dà ragione a queste politiche.
Rispondi
di JEM utente non più registrato
commento del 08/10/2021 ore 20:21:58
A me non sembra, visto che già una volta sono finiti in bancarotta. Sto dicendo semplicemente che i loro, ormai, sono prodotti da fighetti. Non da chitarristi.
Rispondi
di BlackCat [user #59512]
commento del 08/10/2021 ore 22:16:21
E allora, estremizzando, vuol dire che oltre a non saper fare chitarre, non sanno neanche fare impresa :-)
P.s.: ho detto “estremizzando”; non scatenatevi con commenti banali pro-Gibson, sono il primo a riconoscerne valore e meriti.
Rispondi
di hellequin [user #42701]
commento del 07/10/2021 ore 18:24:17
Scusate ragazzi, ma perché discutere su queste chitarre? Mettetevi nei panni del produttore, finché c'è gente disposta a pagare parecchi soldini per chitarre, che somigliano o quasi a vecchie glorie, perché non produrle? Anzi io ne produrrei ancora di più. A me non piacciono le chitarre relic ma il Custom shop Fender ne sforna a quintali, questo vuol dire che c'è gente a cui piacciono e le compra, pazienza, così va il mondo. Meglio una chitarra, anche grattata sull'asfalto che un orologio. Complimenti per l'articolo, interessante e curato. Grazie.
Rispondi
di spaccamaroni [user #7280]
commento del 07/10/2021 ore 20:57:26
Se si discute solitamente è perché si dispone di senso critico. Io per esempio non capisco cosa trovi il resto del mondo nel caffè e nella coca cola, e se capita una discussione sull'argomento perché non dirlo? :-)
Rispondi
di hellequin [user #42701]
commento del 08/10/2021 ore 09:56:21
Semplicemente perché non c'è nulla da discutere perché si parla di gusti personali, per definizione non si può arrivare a una conclusione univoca. Dopotutto che noia sarebbe se la pensassimo tutti allo stesso modo.
Rispondi
di spaccamaroni [user #7280]
commento del 08/10/2021 ore 12:30:40
Non si tratta di gusti in questo caso, piuttosto di visioni diverse su aspetti culturali legati alla chitarra. Questo sito esiste anche per questo, senza che necessariamente si voglia arrivare a una conclusione buona per tutti.
Proprio perché sarebbe una noia avere tutti le stesse idee, meglio discutere, no?
Rispondi
di DAME54 [user #53104]
commento del 08/10/2021 ore 08:38:53
Ho letto con grande interesse l'articolo, ma sono stati gli interventi ad attirare maggiormente la mia attenzione.
Tutti ben circostanziati e ciascuno più o meno condivisibile, a seconda dei punti di vista.
Penso che commercialmente Gibson faccia benissimo a produrre tali gioielli, se questi hanno (e lo hanno) un mercato. In fondo fatturare è lo scopo di ogni azienda. E comprendo pure chi, desiderando una Gibson degli anni d'oro, ma non essendo disposto a fare un mutuo per il suo acquisto, si rivolga a questi strumenti.
Personalmente non so se ne acquisterei uno.
E se comunque lo facessi, lo suonerei, non lo terrei in bacheca.
Buona musica a tutti
Rispondi
di Johnny92 [user #43424]
commento del 08/10/2021 ore 14:19:45
Finalmente un articolo interessante da leggere dall'inizio alla fine, e corredato da tante foto.
Complimenti!

Ps.: con questo articolo non hai fatto altro che buttare benzina sul fuoco alimentando il mio forte desiderio di aggiungere una Gibson Les Paul alle mie chitarre!
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 13/10/2021 ore 22:15:33
rispetto profondamente chi ama le riproduzioni, ma io non comprendo né tantomeno condivido le posizioni di chi investe i propri quattrini facendo perdere intere settimane a valenti liutai per invecchiare strumenti artificialmente. imho
Rispondi
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