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JV Modified: Fender reinventa il vintage Made in Japan
JV Modified: Fender reinventa il vintage Made in Japan
di [user #116] - pubblicato il

L’epoca d’oro del made in Japan torna con la serie JV Modified: due Stratocaster e due Telecaster regalano lo stile delle Fender giapponesi anni ’80 con affidabilità e versatilità di uno strumento moderno.
JV sta per Japan Vintage, ed è la dicitura con cui la comunità degli appassionati di chitarre elettriche si riferisce a quella che è ricordata come l’epoca d’oro della produzione giapponese.
Siamo nei primi anni ’80, il Giappone diventa la fabbrica di chitarre elettriche del mondo e la qualità delle creazioni cresce in modo vertiginoso proprio mentre, oltre-oceano, i colossi americani cominciano a perdere colpi. Fender avrà la sua riscossa di lì a pochi anni, ma per il momento le MIJ, Made in Japan, sono l’oggetto del desiderio di migliaia di musicisti. E lo diventeranno ancora di più, quando il fenomeno del vintage giapponese sarà esploso, nei decenni successivi.
È a quello che oggi Fender si rifà con la serie JV Modified.

JV Modified: Fender reinventa il vintage Made in Japan

Due Stratocaster e due Telecaster si ispirano alle repliche vintage prodotte da Fender in Giappone all’inizio degli anni ’80, con un tocco di modernità conferito da manici aggiornati ed elettroniche evolute.
Universalmente apprezzate per qualità costruttiva, stile e sound, sono le chitarre che hanno avviato la rivoluzione di un made in Japan pronto ad affiancare gli Stati Uniti con alcuni degli strumenti più azzeccati dell’epoca, tanto che c’è chi giura che le Fender e le Squier MIJ degli anni ’80 siano in grado di dare seriamente filo da torcere alle controparti americane, affrontando a testa alta anche produzioni più recenti e pregiate.
Con la JV Modified, i canoni del Made in Japan si prestano alle necessità tecniche e agli stili dei chitarristi odierni, per quattro modelli inediti.



La serie comprende due Stratocaster e due Telecaster, ispirate alle reissue prodotte in Giappone agli inizi degli anni ’80, a loro volta basate sulle produzioni americane degli anni ’50 e ’60.

Tutte basate su body in tiglio per una risposta definita e a fuoco, ricevono pickup in stile vintage e manici in acero con profili soft V di generose dimensioni in finitura satinata. I raggi da 9,5 pollici promettono scorrevolezza e adattabilità alle action basse quanto all’esecuzione di bending estremi e tecniche moderne, per una suonabilità che vuole risultare un ibrido tra l’approccio solido degli stili classici e l’affidabilità di un progetto al passo coi tempi.

I modelli comprendono due Telecaster e due Stratocaster, ognuna declinata in un modello ‘50s e uno ‘60s. La ‘50s con humbucker al ponte per la Stratocaster, la vezzosa estetica del doppio binding su top e fondo per la Telecaster ‘60s in edizione Custom.
Tutte hanno tastiere in acero, con la sola Telecaster Custom ‘60s a offrire una tastiera in palissandro.

L’hardware in stile vintage vede ponti mobili con sellette ricurve e sei viti sulle Stratocaster, fissi con tre sellette in ottone sulle Telecaster. Su tutte, meccaniche bloccanti in stile vintage donano look retrò e funzionalità di riguardo.

JV Modified: Fender reinventa il vintage Made in Japan

Anche l’elettronica si rifà agli standard più recenti per ottenere timbriche e sonorità originali. Avviene con l’adozione di un push-pull il cui ruolo cambia a seconda del modello.

La ‘50s Stratocaster HSS, con humbucker al ponte e due single coil per centro e manico, lo sfrutta per lo split della doppia bobina.
La ‘60s Stratocaster, a tre single coil, lo usa per attivare il pickup al manico nelle posizioni che interessano il pickup al ponte e quello al ponte più il centrale, così da avere la classica configurazione da Telecaster di ponte e manico insieme, o tutti e tre i pickup nello stesso momento.
Le due Telecaster, ‘50s e ‘60s Custom, montano un selettore dei pickup a quattro posizioni con cui miscelare i pickup sia in serie sia in parallelo, e il push-pull serve a invertire la fase dei pickup per posizioni intermedie dall’inconfondibile nasalità.

In un certo senso dei tributi a delle repliche che erano repliche a loro volta, le JV Modified non sono copie, ma reinterpretazioni di un’epoca storica fortunata, ricercata dai fan, e che oggi vuole tornare con un DNA riconoscibile, eppure ampliato dalle moderne tecniche costruttive di casa Fender e dalla sensibilità ai gusti dei musicisti moderni. Una linea, insomma, senza dubbio da tenere d’occhio.

Quella delle reissue Made in Japan è una pagina interessante della storia Fender, che puoi trovare per intero nel libro Fender, qui su Accordo, ampliato e aggiornato alle ultime novità del 2021.
chitarre elettriche fender jv modified stratocaster telecaster ultime dal mercato
Link utili
JV Modified ‘50s Stratocaster sul sito Fender
JV Modified ‘60s Stratocaster sul sito Fender
JV Modified ‘50s Telecaster sul sito Fender
JV Modified ‘60s Custom Telecaster sul sito Fender
Acquista il libro Fender
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di aleck [user #22654]
commento del 23/03/2022 ore 08:22:51
A me questa serie pare un'occasione persa per proporre - finalmente! - un modello di buon livello fedele alle specifiche vintage, come furono le JV. Di modelli "modified" nel catalogo Fender ce ne sono già troppi. A mancare completamente sono dei modelli "true vintage". Peccato.
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 23/03/2022 ore 09:06:30
La replica della replica è bellissima. Ormai so sta raschiando il barile pur di dare in pasto alla gente qualsiasi cosa. Io vado con Vintage Vibe e sto beme così
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 23/03/2022 ore 09:12:39
Bellissime. Io c'ero :)
"con un tocco di modernità conferito da manici aggiornati ed elettroniche evolute"... quindi non sono come quelle.
Mi sfugge il senso del riferimento al vintage giapponese.
O meglio: lo comprendo benissimo, quindi faccio fatica a condividerlo.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 23/03/2022 ore 09:21:06
La Tele '60 è bellissima.
Rispondi
di sidale [user #29948]
commento del 23/03/2022 ore 19:38:12
Con le vintera si risparmia qualcosa e il corpo è in ontano, secondo me il made in Japan poteva essere reinventato meglio.
Rispondi
di gipson [user #32466]
commento del 24/03/2022 ore 04:51:32
Condivido
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 24/03/2022 ore 09:06:35
ho una tele vintera e tra l'altro suona davvero molto bene e non sento nessuna necessità di controfase, serie/parallelo o altro. Quando uno strumento funziona bene, gli orpelli perdono di interesse.
Rispondi
di reca6strings [user #50018]
commento del 24/03/2022 ore 09:14:38
Anche a me pare un inutile esercizio commerciale, come scrive Ovinda qui si sta raschiando il fondo. Quel che è peggio è che Fender continua a sfornare copie, repliche, rivisitazioni ecc. dei soliti due modelli (a volte anche le Jaguar, ma molto meno), però del tutto incomprensibilmente hanno relegato l'unica vera novità del decennio, la Meteora, a fenomeno episodico.
Buona musica
Rispondi
di Mawo [user #4839]
commento del 24/03/2022 ore 12:19:07
La tele è da paura
Rispondi
di bobbe [user #36282]
commento del 25/03/2022 ore 14:54:35
Preferisco le Fender messicane
Rispondi
di XFiles utente non più registrato
commento del 25/03/2022 ore 22:01:10
Per la serie a volte ritornano,.. Come oliver e tanti altri anche io c'ero, bei ricordi, pero' mi sembra di vedere quei film classici e importanti che dopo un grande successo 40 anni dopo vengono rifatti, ma, ce ne era bisogno ? sto parlando del riferimento a quei fantastici 80" vissuti a 200 all'ora. per il resto, venghino siorri e siore, benvenute anche a voi, discorso a parte personale per quel bending attorno al body della Tele,.. non riesco a a farmelo piacere, forse e' il bianco o chissa'..
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 27/03/2022 ore 05:51:06
Lo avevo scritto anche in un altro commento, secondo me questa serie grida vendetta. Ci sono troppe cose che stonano veramente. Ad esempio è esteticamente raccapricciante come il foro di regolazione del truss rod alla paletta -già di per se discutibile su modelli di ispirazione in teoria vintage- sia privo dell'anello di legno scuro. Fa sembrare i manici quelli di strumenti super-economici. La Strato che chiamano '60 ha la paletta CBS e logo fine anni '60, ma meccaniche tipo Kluson. Gli sarebbe costato molto mettere le meccaniche correte per quel tipo di paletta e stile della decalcomania?

Ricordo che ancora nei primi anni 2000 (senza andare indietro agli anni '80) la Fender Japan produceva per il mercato interno delle riedizioni eccellenti tipo questa recensita nel 2005 qui su Accordo: vai al link Ma magari per l'anniversario delle JV non potevano riproporre qualcosa del genere?
Rispondi
di Max Posix [user #8433]
commento del 28/03/2022 ore 13:34:13
Non so come sono fatte queste nuove chitarre, però parlo sulla base della mia esperienza personale. Tra le mie mani solo di strato possedute sono passate: American Standard 1990, Mexico Classic 50 dei primi anni 2008-2009, American Vintage 62 del 2010, FSR Vintera Strato con Manico Tele del 2020, American Performer 2019, American Ultra 2019, American Professional II del 2021. A questa vanno aggiunte tutte le altre strato di amici che ho provato. Posso dire che, a prescindere dalle specifiche che si possono leggere in rete, la differenza poi la senti sotto le dita (e sulle spalle): peso, comodità del manico, grandezza dei tasti e lavorazione dei tasti sui bordi... L'ultima volta che ho acquistato una chitarra ho provato 4 strato custom shop e alla fine ho preso una American Professional 2 che aveva un manico scorrevole, era abbastanza leggera, i tasti erano lavorati perfettamente ai lati e non "graffiavano" il palmo della mani sinistra quando passavi sul manico... Non dico che la Professional era meglio delle Custom Shop, dico che per me era la scelta giusta. Quindi, al di là delle specifiche, le chitarre vanno provate per capire quale sia lo strumento giusto per noi. PS: l'unica volta che no comprato una chitarra online sono rimasto deluso, proprio dalla lavorazione dei tasti del manico. Se l'avessi provata, al di là delle specifiche, probabilmente non l'avrei presa.
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