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ELECTRIC TRUTH: intervista ad Andy Timmons
ELECTRIC TRUTH: intervista ad Andy Timmons
di [user #14881] - pubblicato il

Sono molto felice di poter scrivere questo articolo per Accordo, perché mi piace avere la possibilità di condividere con altri musicisti l’entusiasmo che provo in certi momenti…e questo è uno di quei momenti. Andy Timmons è uno dei chitarristi che seguo maggiormente; ho una lista infinita di chitarristi che mi piacciono, ma questo elenco si riduce di fronte alla domanda “se potessi improvvisamente suonare come un altro chitarrista, quale sceglieresti di essere?”. Beh, credo Andy sarebbe la mia scelta.

Il motivo è dato dalla sua enorme carica emotiva, dal suono caldo, avvolgente, autorevole, dalla varietà del suo fraseggio e dal grande bagaglio musicale che gli permette di suonare con grande convinzione parecchi generi diversi.
Questo è anche il motivo per cui, ogni volta che apprendo dell’imminente uscita di un suo nuovo album, divento come un bambino di fronte all’approssimarsi del Natale.
Così è stato quando Andy Timmons ha pubblicato sulle sue pagine a fine Gennaio il primo singolo “EWF”, tratto dal suo nuovo capitolo discografico solista ELECTRIC TRUTH.

ELECTRIC TRUTH: intervista ad Andy Timmons

É quindi scattata subito l’eccitazione dell’attesa di una serie di nuovi brani, amplificata dal fatto che questo “EWF” preannunciava qualche cambiamento stilistico, essendo un brano decisamente funk.
L’album è poi uscito ufficialmente il 1 Aprile ed è stato benedetto da un secondo singolo, “When Words Fail”, una ballad in perfetto stile Andy Timmons che, per quanto mi riguarda, ha automaticamente messo il disco nel mio carrello sul suo web store.
Ho conosciuto Andy di persona nel 2005 al Namm di Anaheim in California e successivamente avevamo organizzato le sue prime clinics con Ibanez in Italia. Da allora il suo nome è diventato leggenda nel nostro paese, perciò abbiamo avuto modo di rivederci e di lavorare di nuovo insieme in un sacco di altre situazioni e siamo sempre rimasti in ottimi rapporti.
Per questo motivo, quando Andy ha visto il mio ordine sul sito, mi ha scritto per salutarmi e ringraziarmi del supporto, dandosi anche disponibile per delle interviste su siti e riviste. 
Avendomi anche anticipato l’album in formato digitale, ovviamente ho colto la palla al balzo, perché io per primo volevo fargli un sacco di domande relative a ELECTRIC TRUTH, perciò ecco qui il risultato della nostra chiacchierata.


 
La prima domanda, prima di entrare nel dettaglio di ELECTRIC TRUTH, riguarda come hai passato questi ultimi due anni e in che modo le esperienze legate a questa pandemia si sono tradotte in musica nel tuo album
In realtà io ho incontrato Josh Smith nel 2019 e, come un sacco di altra gente, l’avevo già visto su YouTube e adoravo il suo suono e il suo stile. Avevo quindi avuto il suo numero di telefono da un amico comune, perciò l’avevo chiamato semplicemente per conoscerlo e dirgli di persona quanto lo ammirassi. Josh mi aveva quindi invitato nel suo studio a Los Angeles; aveva appena finito di realizzare il suo dream studio dietro casa, perciò mi aveva detto “perché non vieni a registrare qualcosa da me?”. 
Da quel momento avevamo iniziato a collaborare via email, telefonandoci ed inviandoci dei file per iniziare a mettere le basi del nostro lavoro; poi ci eravamo accordati affinché io andassi fisicamente in studio qualche giorno prima del Namm 2020. A quel punto avevamo già deciso che lui avrebbe prodotto l’album e che avrebbe scelto la band che mi avrebbe accompagnato. Avevo accettato molto volentieri questa offerta perché avevo bisogno di una nuova sfida. Come sai io mi trovo alla grande con la Andy Timmons Band, ma in quel momento avevo bisogno di trovarmi fuori dalla mia comfort zone per vedere cosa sarebbe potuto succedere.
Questo è anche il motivo per cui ho voluto che fosse Josh a produrre l’album. Lui è un chitarrista blues, ma nel suo stile ci sono delle influenze di Robben Ford, Danny Gatton e di musica jazz.



Comunque sia, al momento di andare al Namm avevamo ancora 3 o 4 brani da completare, perciò ci eravamo accordati per rivederci in studio a Marzo, ma ovviamente ciò non è accaduto.
Tutto ciò per rispondere alla tua domanda, nel senso che la maggior parte del materiale su ELECTRIC TRUTH è stato scritto prima dell’inizio della pandemia, perciò da un punto di vista emotivo questo periodo non ha influenzato la scrittura dei brani.
Riguardo in vece al periodo di lockdown e a tutto ciò che ne è conseguito, io non sono un tipo che riesce a stare fermo senza fare nulla, perciò in quel periodo ho fatto un sacco di cose, ho scritto nuova musica e mi sono allenato. Ho anche avuto la possibilità di stringere un accordo con la piattaforma Stageit che mi permette di suonare ogni sabato per due volte, perciò durante il lockdown ho suonato più di 150 show.
Questo mi ha dato anche lo stimolo per migliorare ulteriormente il mio setup qui in studio. Io ero già ben organizzato per registrare in modo professionale, ma l’esigenza di performare in live streaming mi ha obbligato a fare qualche sforzo in più di cui ora sono molto soddisfatto.
Durante il lockdown ho anche scritto un intero album di solo guitar, perciò senza alcuno strumento di accompagnamento. Ho ascoltato parecchio Chopin che è un artista che per qualche motivo mi risuona dentro in maniera particolare. Come accade con tutti gli artisti che amo di più, dai Beatles, a Robben Ford, a Wes Montgomery, voglio avere tutto ciò che hanno registrato. Divento un fanatico e anche un po’ un collezionista. Questo è accaduto anche con Chopin ed ho anche provato ad arrangiare alcune sue composizione sulla chitarra.
 
ELECTRIC TRUTH: intervista ad Andy Timmons

Hai trovato difficile adattarti alla situazione del live streaming rispetto a ciò che eri abituato a fare in precedenza?
Devo dire che tutto lo staff di Stageit mi ha messo a mio agio e mi ha messo in condizioni di lavorare con la giusta rilassatezza, però tu sai bene come funziona perché abbiamo fatto un sacco di clinic insieme. Anche se suoni sopra ad una base, hai intorno a te un sacco di gente che con lo sguardo, muovendosi ed interagendo ti trasmette molta energia. Nel caso del live streaming tu sei da solo davanti ad una telecamera e, quando finisci un brano, c’è il silenzio! Puoi vedere solo le emoji degli applausi che qualcuno posta sulla chat di Stageit, ma tutto ciò è molto strano.
La cosa invece interessante è che tutti i partecipanti possono interagire tra loro, sempre tramite la chat, e questo è un valore aggiunto sicuramente. Fa un po’ strano, mentre stai suonando, vedere dei messaggi che appaiono sulla chat, un po’ come se la gente stesse chiacchierando mentre suoni, ah, ah!
Poche settimane fa abbiamo fatto il primo show dall’inizio della pandemia con la Andy Timmons Band ed è stato fantastico perché finalmente potevo vedere la gente sorridere, tanto che lo show in sé è andato molto bene, ma credo di non aver mai fatto tanti errori, perché ero troppo occupato a godermi il fatto di vedere della gente, di essere tutti nello stesso luogo e sentirne l’energia.
 
ELECTRIC TRUTH: intervista ad Andy Timmons

Venendo a ELECTRICH TRUTH​, partiamo analizzando la copertina. Puoi spiegare il messaggio che intendi trasmettere?
Questo in effetti ha un po’ a che fare con gli ultimi due anni, anche se si tratta di un fenomeno esistente da molto prima. Viviamo in un mondo in cui esistono degli interessi di potere ed economici che molto spesso portano ad una mirata disinformazione, all’inganno costante da parte di persone che spesso dovrebbero sulla carta proteggerci o fare i nostri interessi, perciò ci si sente in balìa di queste dinamiche, ci si sente vulnerabili e indifesi, bisognosi di trovare conforto in qualcosa. Per me questo qualcosa è sempre stata la mia chitarra. Sin da quando ero piccolo, ogni momento di paura, sconforto, tristezza, ma anche gioia ed entusiasmo, è sempre stato filtrato tramite la mia chitarra. C’è un brano molto bello di Brian Wilson che si intitola “In My Room” e riguarda proprio questo. Brian ha avuto un’infanzia molto difficile con un padre violento ed autoritario, perciò “la sua stanza” era il posto dove trovare pace e serenità da tutto quel mondo esterno che lo opprimeva. Anche nel mio caso, pur non avendo avuto un’infanzia e un’adolescenza così travagliata, la mia stanza era il luogo dove tutte le mie sensazioni venivano espresse senza filtri, grazie a tutti i dischi che ascoltavo e successivamente alla mia chitarra con cui iniziavo ad esprimermi. Sulla copertina di ELECTRIC TRUTH io e la mia chitarra elettrica siamo in primo piano, a fuoco, mentre il resto del mondo fuori è più appannato, si trova all’esterno della mia bolla con tutta la sua falsità e la sua frenesia. Il secondo brano dell’album, Apocryphal, si riferisce proprio al concetto di affermare delle falsità fino a convincere la gente della loro veridicità.
Nell’album ci sono anche due brani cantati su cui riprendo altri concetti legati a questo discorso. Su "Say What You Want" affronto il fatto che oggi non siamo più liberi di dire ciò che pensiamo senza tirarci addosso un sacco di negatività e di critiche. "Take Me With You" invece si riferisce proprio a una situazione del tipo “hey, se trovi un posto tranquillo, senza tutti questi problemi, portami con te”.
Detto questo, credo sia molto importante comunque mantenere un’attitudine positiva da poter offrire alle altre persone. É così facile essere positivi con gli altri.
 
Avevi mai suonato con i musicisti che hanno registrato il tuo album?
No, non abbiamo mai avuto l’occasione di incontrarci prima. Avevo visto Travis Carlton suonare dal vivo con suo padre Larry e anche dei video in cui suona con Robben Ford.
Di base tutti loro, Travis Carlton (basso), Lemar Carter (batteria) Deron Johnson (tastiere) e Corry Pertile alla voce, lavorano regolarmente con Josh Smith nelle sue produzioni, perciò è normale mi siano stati proposti per registrare Electric Truth. Mi sono comunque trovato davvero benissimo con tutti loro. Oltre ad avere all’attivo delle collaborazioni di livello altissimo, hanno tra di loro un’intesa e un timing eccellente. Il motivo per cui ho fatto uscire “EWF” come primo singolo è proprio perché rappresenta in maniera efficace l’atmosfera delle registrazioni. Si tratta di una traccia registrata completamente dal vivo. Abbiamo provato il brano, fatto gli arrangiamenti e poi l’abbiamo registrato in presa diretta. In effetti quando puoi permetterti il lusso di registrare contemporaneamente una band che ha un interplay così fantastico, alla fine si sente una grossa differenza in termini di energia.
Per questo motivo abbiamo registrato tutto l’album suonando insieme e io ho ri-registrato solo alcune parti. Ad esempio sulle ballad sono molto meticoloso su ogni particolare, perciò su brani come When Words Fail, Grace e One Last Time ho registrato le mie melodie in un secondo tempo nel mio studio, perché avevo la precisa esigenza di ottenere certe finezze.
 
ELECTRIC TRUTH: intervista ad Andy Timmons

Perciò, parlando di When Words Fail, hai registrato solo la chitarra ritmica dal vivo con la band?
In realtà nel caso di questo brano io avevo registrato un provino nel mio studio su Garage Band in cui avevo messo quella parte tipo chime guitar in quello che potrebbe essere il ritornello, perciò abbiamo importato le tracce in studio ed abbiamo suonato sopra a quelle tutti insieme. Perciò quando arriva quel punto, io in effetti non sto suonando nulla se non la parte melodica che ho aggiunto dopo.
Nel mio studio ho usato i miei Mesa Boogie LoneStar collegati alle DI Box della Suhr e devo dire che per i suoni Clean l’effetto è assolutamente ottimo, motivo per cui abbiamo tenuto quelle registrazioni anche nel brano definitivo.
  
Stai pensando di pianificare un tour per promuovere Electric Truth?
Al momento abbiamo fatto un solo concerto a McKinney, al Guitar Sanctuary. Ho suonato con una band di musicisti locali, perché far arrivare chi ha inciso l’album da Los Angeles sarebbe stato piuttosto complicato, specialmente per un solo concerto. Comunque qui a Dallas ci sono un sacco di ottimi musicisti, perciò il concerto è andato molto bene.
A dire il vero non sto pianificando un tour. Sto facendo qualche Guitar Camp qua e là, infatti sarò in Italia a fine Giugno per uno di questi eventi, ma per vari motivi non me la sento di riprendere la vita on the road in maniera costante. Da una parte il Covid non è decisamente ancora parte del passato, perciò oltre che un rischio rappresenta anche tutta una serie di restrizioni e complicazioni. Oltre a ciò in questi due anni ho imparato ad apprezzare ancora di più lo stare a casa, perciò vorrei riprendere a fare tour in maniera molto graduale. 
Fino ad allora vorrei continuare a comporre e registrare un sacco di musica, oltre ad esibirmi on line con una certa regolarità.



Stefano "Sebo" Xotta è un'istituzione nella scena chitarristica italiana: da decenni è attivo come dimostratore, clinician, product specialist e - soprattutto - responsabile delle relazioni con artisti ed endorser di alcuni dei brand più importanti del mondo della sei corde. Dagli esordi con Gibson, nel tempo Sebo ha costruito un rapporto esclusivo con Ibanez, brand per il quale ora è uno dei nomi di riferimento a livello Europeo. Al contempo, Sebo è anche un chitarrista rock pregevole e molto attivo, tra le cui tantissime collaborazioni live ed in studio, vanno ricordate quelle con Four Tiles. Utez, Strings24, Ron Thal...E' sempre un piacere ospitarlo tra le pagine di Accordo! (Gianni Rojatti)
andy timmons intervista sebo xotta
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