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È morto Richard Benson: chi era il chitarrista, il personaggio, l’uomo
È morto Richard Benson: chi era il chitarrista, il personaggio, l’uomo
di [user #116] - pubblicato il

Musicista eccentrico, critico musicale di grande esperienza, personaggio estremo ai limiti dell’assurdo. Se ne va Richard Benson, che ha portato il metal dalle periferie romane fino alla TV nazionale e al cinema.
L’annuncio arriva dalla pagina Facebook dell’artista: “Carissimi amici ed amiche, dobbiamo purtroppo darvi la notizia più brutta possibile. Richard ha lottato come un leone anche questa volta contro la morte e purtroppo non ce l'ha fatta. Ci ha lasciato.“

La vita di Richard Benson non è stata facile ma, ricordano i suoi cari, le sue ultime parole sono state: “Se muoio, muoio felice”.

È morto Richard Benson: chi era il chitarrista, il personaggio, l’uomo

Inglese di nascita, cresciuto in Italia e romano fino al midollo, Richard è stato un divulgatore musicale a tutto tondo, rock e metal in primis, ma anche un chitarrista degno di nota nella scena romana. Certo, la sua fase chitarristica più nota al pubblico è fatta di trick esagerati, quasi canzonatoria nei confronti del crescente movimento shred e virtuosistico. E, proprio per questo, memorabile.



Benson era un personaggio sopra le righe, dalla forte passione e col grande merito di aver contribuito e supportato la diffusione della musica moderna in ogni sua forma tra i giovani degli anni ’80 e ’90. Noto per il suo look metal ai limiti del circense, conosciuto dai chitarristi per un approccio musicale quasi parodistico sulla sei-corde e famoso per le sue invettive da integralista del “metallo”, i suoi gusti erano in realtà estremamente trasversali. Le sue trasmissioni, prima in radio e poi in TV - dove il personaggio è letteralmente esploso, per chiare ragioni - non lasciavano nessun artista fuori dai radar.



L’aspetto eccentrico, la capacità di prendersi in giro con quel limite impalpabile tra serietà e scherzo, ne hanno fatto un personaggio perfetto per conquistare le reti nazionali insieme a Renzo Arbore, che lo ha voluto a Quelli Della Notte.



Carlo Verdone, che lo volle nel suo film “Maledetto il giorno che t’ho incontrato”, è stato tra i primi a dedicargli un pensiero alla notizia della morte.
Sulla pagina ufficiale compaiono le righe: “Rimasi folgorato quando lo vidi parlare di grandi chitarristi e gruppi a me sconosciuti in una emittente televisiva romana, "TVA 40". 
Era stravagante, un po' folle ma decisamente un personaggio da tenere presente per un film. E così gli offrii il ruolo di un conduttore adrenalinico in un programma dal titolo "Jukebox all'Idrogeno" in Maledetto il Giorno... 
Fu fantastico. Professionale e meticoloso. La bellezza di quegli anni in televisioni minori era trovare personaggi eccessivi, strani, folli. Veniva fuori una Roma a noi sconosciuta dove si inventavano modi di dire, si creavano incredibili look, si sdoganava il proibito.”



Il palcoscenico era il suo ambiente naturale, dapprima con i concerti e le band negli anni ’70, poi con veri e propri one man show. Questi, in epoca più recente, riassumevano già il “personaggio”, tra i primi veri “virali” italiani con l’avvento di Internet.
Memorabili sono i suoi concerti / show, i suoi racconti. Il rapporto col pubblico è stato qualcosa di unico, difficile da descrivere. Attaccato a volte anche con ferocia, ricambiava con la stessa veemenza. Ma poi, finito lo spettacolo, era difficile trovare qualcuno che non esprimesse affetto verso l’uomo.

Erano vere le sue origini inglesi: nato nel 1955 da padre britannico, il suo nome completo era Richard Philip Henry John Benson.

È morto Richard Benson: chi era il chitarrista, il personaggio, l’uomo

Veri anche i contatti con alcuni grandi nomi come Yngwie J Malmsteen. Resta invece tutt’ora senza conferme il mitico racconto di un giovane Marilyn Manson accompagnato dal padre ai concerti di Richard in USA. Come restano nell’ombra le innumerevoli storie tra finzione e realtà che diventavano il fulcro dei suoi “spettacoli interattivi”.



Richard Benson era ammalato da tempo, ma non si era mai arreso. Le mani non lo seguivano più sulla chitarra, camminare gli era difficile. Alcuni anni fa, dopo un lungo periodo di silenzio, era tornato all’attenzione del pubblico per una richiesta d’aiuto motivata dalle difficoltà economiche e di salute in cui versava. Ma, ancora, si era rialzato e, nel suo ultimo video, annunciava un nuovo progetto musicale.

curiosità richard benson
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di Mawo [user #4839]
commento del 11/05/2022 ore 11:16:08
Un grande persona....Pace all'anima sua
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di Therocketchef [user #53110]
commento del 11/05/2022 ore 12:04:14
Ero incollato davanti alla tv, insieme a mia madre, vedendo richard che conduceva 8va nota, e insieme aspettavamo mio padre che tornasse dal lavoro. È un ricordo che porterò sempre con me. GRAZIE RICHARD.
Rispondi
di LuigiFalconio1985 [user #53791]
commento del 11/05/2022 ore 12:26:00
Richard Benson Uno di noi....
Rispondi
di sonicnoize [user #36973]
commento del 11/05/2022 ore 12:29:37
La sua morte si porta via una parte dell'immaginario chitarristico che solo lui deteneva.

Non sò dire bene il perché ma da Romano ebbi la stessa sensazione di "fine di una categoria" sia con la morte di Mario Brega che con quella di Remo Remotti.
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di f.n [user #3760]
commento del 11/05/2022 ore 14:26:45
Io l'ho conosciuto tramite "la zanzara" dove Cruciani ogni tanto lo chiamava...
Personaggio!
F.
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di TB [user #1658]
commento del 11/05/2022 ore 14:47:1
Anche io l'ho conosciuto ai tempi di '8va nota', su TVA40. Un grande, a modo suo.
E un altro pezzo di Roma che se ne va.
Ciao Richard, e grazie per esserci stato!
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di Gigibagigi [user #49591]
commento del 11/05/2022 ore 15:26:26
Grande Benzoni, un chitarrista (anzi, ghitarista come avrebbe detto lui) che avrebbe meritato più rispetto: forse tecnicamente destava qualche perplessità, ma aveva una cultura musicale impressionante, e una passione sconfinata.

Ciao Riccardo, insegna agli angeli a indossare la parrucca.
Rispondi
di Jumpy [user #1050]
commento del 11/05/2022 ore 16:58:28
Al di là del personaggio che si era costruito negli ultimi 15-20 anni, dopo il declino, ricordo che era molto benvoluto e popolare nella zona di Roma negli anni '80-'90.
Cultura musicale sterminata, non solo in ambito rock/metal, era stimato come chitarrista, divulgatore/critico e insegnante (da qualche parte forse ho addirittura il suo vecchio numero), certo, tecnicamente i suoi videcorsi, visti adesso, potrebbero far sorridere, ma c'è da sottolineare che è stato tra i primi a portare in Italia un certo approccio alla chitarra elettrica.
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di giambibolla [user #5757]
commento del 11/05/2022 ore 18:29:16
Prima di andarsene ha lasciato un ricordo, che ascoltato adesso è particolarmente struggente
vai al link
Rispondi
di jusepé [user #62321]
commento del 11/05/2022 ore 20:08:30
Ho una proposta per gli amici chitarristi iscritti ad Accordo.it:

perché non facciamo una "collaborazione" suonando tutti insieme la cover di "adagio in re" ?
Rispondi
di MAURIZIO [user #49375]
commento del 11/05/2022 ore 20:22:06
Il metallloooooooooo!!!
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 11/05/2022 ore 21:13:48
Sul tubo c'è il suo corso di chitarra elettrica che dura oltre un'ora
Rispondi
di Piazza [user #31749]
commento del 11/05/2022 ore 23:26:34
Addio Richard.

Buon vecchio Charlie è davvero un album piacevole, al di là degli assurdi e degli eccessi ci hai anche lasciato musica interessante.
Rispondi
di Fritz [user #333]
commento del 12/05/2022 ore 12:15:56
Fra la fine degii '80 e i primi '90 non c'era internet, ma c'era 8va Nota su cui potevi scoprire i dischi che arrivavano da oltreoceano. Nessuno (proprio nessuno) metteva quella roba in tv e nemmeno in radio. Dagli shredder della shrapnel ai nuovi gruppi prog estremi, dall'esplosione dei Dream Theater a quella di Steve Vai, tutte queste cose ce le ha raccontate lui, facendoti scoprire tutti gli intrecci di musicisti all'interno delle band, chi aveva suonato con chi, chi aveva fatto la storia della musica.
A quei tempi era d'obbligo registrare le puntate di 8va nota per poterle riascoltare e poi andarsi a cercare i dischi.
Nel '90/91 ero fra i suoi "discepoli"/allievi, i pomeriggi a casa sua a fare lezione e vedere le videocassette dei metodi di Gilbert&co. Forse l'ultimo movimento musicale di massa (insieme al grunge) prima che il mondo della musica cambiasse drasticamente.
Dobbiamo ringraziarlo tutti.
Rispondi
di xavier [user #9768]
commento del 12/05/2022 ore 21:33:34
Lo incontrai la prima volta, se non erro, alla "Fiera di Roma", ero un adolescente e rimasi colpito nel sentirlo presentare un gruppo fino ad allora, a me sconosciuto: i "Dixie Dregs" (non so se l'ho scritto male!) e mi incuriosì la spiegazione di Benson che avvicinò la parola dregs ai fondi del caffè!

Lo incontrai molti anni dopo da "Revolver", storico negozio di dischi romano e lo salutai come fosse un vecchio amico perché "entrava" in casa mia attraverso la trasmissione "Ottava nota" ed era per me l'incontro speciale, come con una Star del cinema!

Grazie a lui ho davvero conosciuto molti gruppi ed artisti dei quali ho fatto scorta di LP che ancora conservo. Era davvero un conoscitore e divulgatore musicale, ha davvero arricchito la mia crescita musicale, per me un vero Maestro!

Come ha scritto Fritz, non c'era internet e noi ragazzi, affamati di musica, se non compravi Ciao 2001 o riviste successive a quest'ultima, avevi l'alternativa di "Ottava nota"...

Grazie... mille volte grazie Richard!

Rispondi
di frankpoogy [user #45097]
commento del 13/05/2022 ore 21:09:27
Riposa in pace, grande Richard, la tua infinita passione mi ha contagiato tanti anni fa e te ne sarò sempre grato!
Rispondi
di Alex DG [user #35120]
commento del 14/05/2022 ore 00:05:08
Caro Richard, anch'io ti conobbi su Ottava Nota all'inizio degli anni novanta, su suggerimento del mio insegnante di chitarra elettrica, e mi hai aperto un universo chitarristico a me sconosciuto....quanti CD rari e di importazione mi hai fatto ascoltare e quanti chitarristi fantastici mi hai fatto conoscere quando non c'era internet.....sei stato poi uno dei primi a scoprire la grandezza dei Dream Theater qui a Roma. L'appuntamento con Ottava Nota era un qualcosa da non perdere assolutamente, al limite si videoregistrava la puntata.....oggi lasci un vuoto dentro chi ti ha seguito sempre in quegli anni, vuoto che però rimarrà "pieno" di bellissimi ricordi musicali.......ti abbraccio Richard e il tuo ricordo per me sarà sempre associato ad una profonda GRATITUDINE.
Rispondi
di maxonions [user #3296]
commento del 14/05/2022 ore 14:54:01
Dai adesso siamo tutti liberi di vedere il grande fratello VIP, grande TV quella proposta in questi anni, piena di contenuti di spessore e cultura a 360° a GOGO, stiamo toccando l'apice della cultura MONDIALE, la sera abbiamo solo l'imbarazzo della scelta, tra pentole, materassi, salottini con gente che parla di tutto senza sapere nulla etc etc etc, grande è l'eredità che lasceremo ai nostri successori !!!!!!!!!!!!!!
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