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Native Instruments virtualizza una Stratocaster del 1960
Native Instruments virtualizza una Stratocaster del 1960
di [user #116] - pubblicato il

Una Fender Stratocaster originale del 1960 dà vita al pacchetto sonoro Electric Mint su Session Guitarist, con 222 pattern e 53 preset di canzoni da personalizzare nel profondo.
Per una software house specializzata in produzioni musicali virtuali, tradurre le sfumature di uno strumento a corda in un VST da usare nella propria DAW è una vera sfida. Native Instruments ha dato prova di grande esperienza con Session Guitarist, software con cui musicisti e producer possono ricreare con una certa naturalezza parti di chitarra elettrica e acustica in ambiente virtuale contando su strumenti avanzati, simulazioni accurate e accessori utili a ricreare le prassi e le caratteristiche distintive di un vero chitarrista all’opera.

Native Instruments virtualizza una Stratocaster del 1960

Il repertorio di suoni si amplia ora con l’arrivo di un ricercato esemplare vintage: la Fender Stratocaster risponde all’appello.
Una vera Strat del 1960 è stata registrata, catturata e virtualizzata per il pacchetto di suoni Electric Mint, strumento virtuale comprensivo di una ricca libreria di sample e pattern in molteplici stili, pronti da personalizzare agendo sul piano roll di uno strumento MIDI.

Nel video di presentazione, tutti i suoni provengono da Session Guitarist, con la Fender Stratocaster del 1960 virtualizzata per l’occasione.



Electric Mint comprende 222 pattern e 53 preset di canzoni, tutti da completare con effetti, simulazioni di amplificatori, funzioni e accessori utili a rendere il suonato più naturale, dalle oscillazioni del wah wah all’uso del vibrato, bending e leva del Tremolo.

Native Instruments virtualizza una Stratocaster del 1960

Nel software, l’utente può selezionare i pickup, modellare la risposta della chitarra agendo sui potenziometri di volume e tono, ricercare una risposta naturale e organica sfruttando effetti utili a ricreare la prassi chitarristica, fino alla selezione del pizzicato tra plettro e dita, con la corda libera di vibrare o in palm mute.
Nel video, Native Instruments illustra nel dettaglio i suoni e le potenzialità della Strat digitalizzata per la libreria sonora di Electric Mint.



Electric Mint per Session Guitarist può essere visto più nel dettaglio, con altri esempi sonori e informazioni tecniche approfondite, a questa pagina.
electric mint native instruments session guitarist software ultime dal mercato
Link utili
Electric Mint sul sito Native Instruments
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di strat63 [user #62479]
commento del 01/07/2022 ore 14:03:56
Ho ascoltato attentamente in cuffia la demo: in nessun modo, nei clean come nei suoni “effettati”, il timbro della chitarra simulata è paragonabile a quello di una Fender Stratocaster vintage anni ‘60.
Addirittura penosa la parte dove si selezionano i pick-up con un 5 posizioni (a parte che le vintage montavano il 3 posizioni e gli intermedi si cercavano con attenti equilibrismi tra gli scatti…). Nessun accenno ai suoni “quanky” nelle posizioni 2 e 4.
Poteva essere utilizzata qualsiasi chitarra, non essendoci la minima traccia di suono prettamente Fender, tantomeno vintage. L’affiancamento di una Fender Stratocaster 1960 a un prodotto per altri versi molto interessante appare quindi come un meschino e mal riuscito tentativo di marketing per conseguire un valore aggiunto.
Mio personale parere, da uno che dal 1971 suona la sua Fender Stratocaster Serie L del 1963…
Rispondi
di bettow [user #30179]
commento del 03/07/2022 ore 14:55:38
Il suono appare palesemente "sintetico", ben lontano da un vero suono di chitarra, o di una Stratocaster, a prescindere dall'anno di produzione (e qui entreremmo in un altro territorio, ovvero le differenze tra le varie annate). Certo bisogna contestualizzre a chi è rivolto il prodotto, non certo a un pubblico di chitarristi.
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di Jumpy [user #1050]
commento del 07/07/2022 ore 13:58:12
C'è da considerare che è la simulazione VST di una stratocaster, quindi destinata a musicisti/rproducer che NON suonano la chitarra, con questo presupposto ci starebbe pure.
A me sembra il suono di una qualsiasi simil-strato moderna, o, ancor più in generale, qualsiasi elettrica con single coil, a dirla tutta le differenze di suono selezionando i vari pickup non le trovo neanche molto evidenti (e men che meno riconoscibili come in una stratocaster vera, soprattutto le famose posizioni 2 e 4).
Per dire, il confronto con una vera strato del '63, è schiacciante:
vai al link
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