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Progettisti di giocattoli: mi sorge un dubbio
Progettisti di giocattoli: mi sorge un dubbio
di [user #910] - pubblicato il

Basterebbero pochi accorgimenti per rendere felici migliaia di chitarristi, eppure quasi nessuno ci ha pensato. Il nostro lettore Oliver ne ha individuati alcuni: aiutaci ad allungare la lista!
Non credo di violare la par condicio se d per scontato che su queste pagine la grande maggioranza dei lettori siano maschietti. E, si sa, i maschi non smettono mai di giocare, per tutta la vita: semplicemente cambiano i giocattoli, e qui si parla di quelli di legno, metallo, tolex e nitro. Del resto, si dice comunque “to play”, no?
Quello che mi domando è se quelli che progettano e producono i nostri giocattoli (chitarre, amplificatori ed effetti)… ci giochino, anche.
A volte sospetto proprio di no.

Progettisti di giocattoli: mi sorge un dubbio

Mi sono fatto questa convinzione in tanti anni (argh… decenni, in realtà) di “pratica sul campo”, anche se facendo le debite proporzioni più che di campo dovrei parlare di campetto, giardino o aiuola (sono un totale dilettante senza nessuna ambizione particolare). Ma il succo non cambia: anche chi non è un professionista e non parte per un tour mondiale in fondo dagli strumenti che usa (soprattutto se gli costano sudore) si aspetta le stesse cose: sana e robusta… costruzione, ergonomia, affidabilità, semplicità e razionalità d’uso. Se possibile, anche versatilità (ma non è indispensabile).
Beh, siamo sinceri. Mica succede così spesso.
E non è una questione economica: ovviamente chi può permetterselo può farsi personalizzare TUTTO a piacimento.
Ma la mia domanda è: “Perché bisogna per forza personalizzare?”.
Certi accorgimenti costano spesso… niente o, male che vada, pochi spiccioli che inciderebbero in misura infinitesimale sui costi, ma potrebbero fare felici tanti clienti. E sappiamo quanto valga un cliente contento.
Faccio alcuni esempi.

Gli amplificatori
I più diffusi sono monocanale o con due canali. Quando ci sono due canali sono quasi sempre, con poche eccezioni, un clean e un crunch. Giusto, così sono versatili. Il problema che però incontrano più o meno tutti è come ottenere un suono lead senza complicare troppo il rig: per esempio, se si usa la distorsione dell’amplificatore, non funziona un booster davanti al pre e bisogna usare -se c’è- l’efx loop. Conseguenze: comprare un booster e aggiungere due cavi ulteriori, complicando il cablaggio e aumentando i problemi di rumore e decadimento del segnale, e la possibilità che qualcosa sul più bello non funzioni.

Progettisti di giocattoli: mi sorge un dubbio

Tutto questo quando basterebbe un secondo potenziometro di volume attivabile con un semplice relais, quindi senza fare uscire il suono dal circuito e usando un semplicissimo cavo con un normalissimo footswitch. Come quello per attivare o disattivare il riverbero. Costo ridicolo. Qualcuno lo fa (e anche molto di più), per esempio Koch, ENGL, e la comodità è evidente. Perché gli altri no? Sono sicuro che in molti lo troverebbero comodo.

I multieffetto analogici. Per esempio le mini-pedaliere in stile FlyRig: comodissime e con suoni di tutto rispetto. Stesso discorso degli ampli: come lo faccio il lead? E se c’è un booster, ma è piazzato solamente prima del gain? Se devo aggiungere qualche pedale si perde completamente il senso di un aggeggio del genere. Solo in alcuni rari casi è possibile scegliere se posizionare il booster prima o dopo lo stadio di guadagno.

Chitarre
Qui è ancora più misterioso.
La Telecaster da sempre viene commercializzata con un selettore a tre vie. Quasi tutti sanno che installando un selettore a quattro vie (esteticamente indistinguibile da quello a tre) si può aggiungere un interessante combinazione che mette i due pickup in serie, creando quasi un humbucker, aumentando la versatilità dello strumento lasciando allo stesso tempo totalmente inalterate le tre combinazioni originali. E lo produce Fender! A senso dovrebbe montarlo di serie su tutte le Telecaster (eventualmente escludendo le repliche vintage più fedeli, se non si vogliono urtare i puristi).

Progettisti di giocattoli: mi sorge un dubbio
Tre o quattro vie? Indovinate, puristi

Stessa cosa per la Stratocaster: la serie ponte-manico è sicuramente più ambita e interessante del solo pickup centrale, che ben pochi usano (magari a torto, ma è un dato di fatto se lo chiamano “forgotten”).

Gibson: proverbiale la fragilità del punto di giunzione manico-paletta. Ci vuole tanto per irrobustirlo? Una voluta stravolgerebbe così tanto il suono dello strumento (dubito)? Qui va detto che Gibson ci aveva anche provato, negli anni ’70, ma i talebani hanno schifato la cosa perché "quelle vere non erano così”. Magari dipendeva dal fatto che i manici negli anni ’50 erano delle mazze da baseball e solo in seguito si sono assottigliati sempre di più: quanti hanno visto, smontando il coperchietto di accesso alla regolazione del trussrod, quanto poco legno ci sia in quella zona cruciale?
Da questa sezione si apprezza -si fa per dire- ancora meglio:

Progettisti di giocattoli: mi sorge un dubbio

Fa venire i brividi.
Se dovessi costruire io una chitarra con le stesse caratteristiche e misure, piuttosto collocherei il dado di regolazione alla base del manico, evitando così l’importante scavo alla paletta. O, più semplicemente, userei un dado con la testa a brugola, che non necessiterebbe di tutto quello scavo per fare spazio alla chiave di regolazione (come fa Fender, ad esempio). Ma una volta non erano così.

Insomma, di esempi ce ne sono molti e mi fanno sentire come quando, da bambino, osservavo le vetrine dei negozi di giocattoli e mi chiedevo: “ma perché non li fanno come li penso io?”. Devo dire che in molti casi poi lo hanno fatto, e i miei bambini ne hanno goduto.
Speriamo che succeda anche con questi “altri” giocattoli.
E voi, cosa vorreste dai vostri giocattoli, che i giocattolai non fanno?

A proposito, visto che si parla di giocattoli, vi allieto la giornata con questo:

amplificatori per chitarra chitarre elettriche curiosità gli articoli dei lettori
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di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 23/09/2022 ore 10:20:32
La non programmabilità degli ampli, con le tecnologie che abbiamo oggi, dimostra tutta la rigidità dello storicamente corretto e del purismo audio. Basterebbe relativamente poco a dotare un buon valvolare di una serie di potenziometri e switch a controllo digitale con cui creare infiniti preset, ma c'è la questione del "non suonano come quelli grossi per audio", sulla quale sinceramente non ho gli strumenti per esprimermi. Però diciamo che, se pure fosse, la versatilità guadagnata potrebbe convincermi facilmente a scendere a compromessi.
Riguardo le chitarre, invece, faccio un passo indietro: un selettore a tre o a quattro posizioni può cambiare l'approccio allo strumento. Certo, ci si abitua, ma chi ha trascorso anni a colpire la levetta con una mossa decisa trovando subito la posizione giusta potrebbe non vedere di buon occhio una modifica del genere "imposta" sulla maggior parte dei modelli. Oppure, più semplicemente, se facessero tutte le Tele con quattro posizioni di serie, poi non potrebbero vendere l'edizione super speciale con lo switch a quattro posizioni! :D
Rispondi
di TidalRace [user #16055]
commento del 23/09/2022 ore 10:56:19
Buongiorno Oliver, concordo con la visione di Pietro Paolo, ma credo che alla base ci sia la rigidità della maggior parte dei chitarristi, ben diversa dalla mentalità dei bassisti, più aperti alle novità, vedi gli ampli a stato solido con finali in classe D e strumenti con elettronica attiva, o ai tastieristi abituati da decenni ai suoni digitali o comunque simulati. Una grossa novità sulle chitarre sarebbe stato il mio circuito di controllo digitale, bocciato anche dal buon Massimo Varini quando glielo feci vedere nel 2017 alla Eko, asserendo che era troppo invadente, come se uno scasso su una LP sia un piccolo foro. Ho scritto almeno un paio d'articoli al riguardo.
Rispondi
di THE_Luke [user #31235]
commento del 23/09/2022 ore 11:59:42
che figata di articolo, l'idea dietro è tipo l'uovo di colombo, che è sempre stato ovvio ma nessuno ha mai pensato di scriverci un articolo da forum (o almeno non che io sappia, poi magari ne è pieno il web e io sto dicendo baggianate).

dico la mia? dico la mia.

chitarre:
---metterei obbligatorio per legge i side dot fluorescenti e gli "stap lock": spesa minima, praticità elevatissima.
per quanto riguarda la costruzione, di mio leverei sempre il pickup centrale ed il pot del tono da ogni chitarra, io di mio non ne ho mai fatto uso... ma riconosco sicuramente che è un mio limite.

ampli:
--- concordo con la "solo mode": che sia un secondo master o un boost di medie (o entrambi), datemi un due canali con quella possibilità e tenetevi tutti gli effetti di gain del mondo. addirittura, per quanto ricordo, c'era un costruttore che inseriva circuito e pot di un TS9 subito dopo il jack di input, (alla faccia del gain boost!)... fare la stessa cosa appena prima dei jack di uscita con un volume/boost o un eq farebbe cosi schifo?
--- l'ho visto solo sul peavey signature di misha mansoor dei periphery (mi pare si chiami invective): una power outlet per i pedali, se li tieni nelle immediate vicinanze della testata (tipo me che sulla mia Glam ho il loop inseribile da pedaliera di controllo, e gli effetti che ho lì non li tocco mai e attivo solo il loop quando mi servono) la troverei molto comoda.

My 2 cents.
Rispondi
di zeps [user #9091]
commento del 23/09/2022 ore 15:46:42
ibanez tsa15h, il mio ampli. Un monocanale valvolare con Ts9 all' input del jack (circuito bypassabile entrando nel return) e boost incorporato.
Rispondi
di THE_Luke [user #31235]
commento del 03/10/2022 ore 10:21:12
vero, l'ampli biancoverde me l'ero dimenticato!!
ma quello è un monoocanale + ts, giusto?
pensavo agli ampli driftwood (ora mi è venuto in mente il nome).
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 26/09/2022 ore 15:03:19
Se mi tolgono PU centrale e tono dalla strato li ammazzo…
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 26/09/2022 ore 15:20:08
Hehe. Capisco.
Ma mi hai fatto venire in mente un'altra cosa: perchè il pickup al ponte è l'unico a non avere controllo di tono?
Per quanto mi riguarda è l'unico che ne necessiti veramente... piuttosto potrei farne a meno per il centrale o quello al manico (eventualmente ne potrei assegnare uno condiviso).
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 26/09/2022 ore 17:13:56
infatti ho ricablato tutte le mie strato nel modo che dici tu (quasi tutte, in realtà due le ho lasciate naturali perché il tono chiuso in posizione 2 con i distortini mi piace molto molto)
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 26/09/2022 ore 17:18:02
p.s. comunque il pu centrale è quello che uso di più
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 27/09/2022 ore 16:57:45
La mia Strato CS (la migliore di tutte) ha un suono nel pickup centrale bellissimo (toglierlo? ma non scherziamo), poi ha il secondo pot. di Tono che controlla sia il centrale che il ponte, ed in effetti è molto comodo... è vero che è un ponticello che lo applichi a qualsiasi Strato in due minuti, ma dovrebbe essere messo di serie sempre.
Rispondi
di redfive [user #41826]
commento del 23/09/2022 ore 12:25:22
Tacco smussato sulle Bolt on... Ecchecazz..... Siamo nel 2022
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 23/09/2022 ore 12:31:2
Come ho fatto a dimenticarlo?!? :)

(e perchè, sulla LesPaul -Standard- no?)
Rispondi
di Fritz [user #333]
commento del 23/09/2022 ore 12:33:31
A me invece sembra che tutti questi accorgimenti ci siano in un sacco di strumenti.
Le chitarre non sono solo fender e gibson, ci sono centinaia di marchi che offrono tutte le soluzioni immaginabili.
La mancanza del boost volume sui valvolari invece mi trova d'accordo, ne ho sempre sentito la mancanza anch'io. Ma tanto ormai sono passato al digitale e il problema è superato.
Rispondi
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di Sykk [user #21196]
commento del 23/09/2022 ore 12:44:22
Ci vorrebbe un ampli progettato su richieste di un chitarrista... ah già, c'è il Peavey JSX.
Va bè il boost volume c'è anche sul mio Koch
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 23/09/2022 ore 13:49:30
In realtà sul Koch (io ho un Twintone II) è un de-booster, che consente di regolare un secondo volume di livello più basso, da usare per le ritmiche. Semplicissimo, e funziona alla grande.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 23/09/2022 ore 14:06:09
Anche io ho il twintone, si alla fine è un potenziometro del volume bypassabile da pedaliera.
A te non infastidiscono i troppi bassi del Twintone? io risolvo solo con un eq nel loop.
E taglio anche un po' di alte per essere ben a fuoco.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 23/09/2022 ore 14:11:48
No, nessun problema
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 23/09/2022 ore 14:36:01
io però ho la testata con la 2x12, forse tu hai il combo?
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 23/09/2022 ore 14:38:2
Sì, ho il combo
Rispondi
di luckyluke86 [user #51094]
commento del 23/09/2022 ore 14:06:14
Ampli Boss Nextone. Suono decoroso, feature interessanti, possibilità di utilizzare uno switch esterno (latching, quindi un interruttore, non un pulsante) per cambio canale e boost... Peccato che il canale abbia il boost memorizzato nel preset, quindi quando si cambia può capitare che lo stato del pedale e quello del boost non coincidano...
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 23/09/2022 ore 14:12:18
Ecco... vedi? :)
Rispondi
di ruggerigta [user #23016]
commento del 23/09/2022 ore 14:24:0
Ho un ampli artigianale (marca piuttosto nota) che mi ha venduto un chitarrista (piuttosto noto) il quale mi diceva di aver fatto modificare dal suo costruttore l'ampli in modo di centrare le freq. medie quando tutti i pot sono flat. Ma non dovrebbe essere sempre così?
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 23/09/2022 ore 14:43:43
In effetti questione interessante.
Pienamente d'accordo sul mancato rinforzo nella paletta Gibson, ed è per questo che basta una caduta che... La sezione parla da sola, ed è allucinante.
Sul selettore a 4 posizione della Tele: nella mia Baja ce l'ho, devo dire che raramente uso la quarta posizione, però può essere utile. Capisco però chi lo vuole a tre posizioni, dove con un bel colpo secco passi dal bridge al manico senza patemi.
Invece, sulla posizione centrale della Strato non concordo. Nelle mie il pickup centrale, da solo, suona benissimo, non lo cambierei mai con l'abbinata ponte-manico.
Sulla questione Ampli: pienamente d'accordo su tutto.
Rispondi
di elguitarron [user #8109]
commento del 23/09/2022 ore 16:59:21
Io ne avrei un'altra: perchè ancora stratocaster e telecaster a 21 tasti...? La posizione del pickup al manico non cambia, con il vantaggio di avere un tasto in più, che ormai è lo standard minimo per tutte le chitarre. Capisco che negli anni 50 non si suonava così in cima alla tastiera, ma ora sì...
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 23/09/2022 ore 17:04:27
Approvato.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 23/09/2022 ore 17:07:24
Verissimo, in effetti è rimasta proprio solamente una questione nostalgica di immagine, ma avrebbe veramente senso avere sempre i 22.
Rispondi
di Oreande utente non più registrato
commento del 24/09/2022 ore 02:24:24
Mah, probabilmente la colpa è degli investitori, in generale ad esempio, in Fender, chi mette o amministra il Grano ha il potere decisionale . Magari non vogliono rischiare un flop nel produrre un modello con determinate caratteristiche che lo collocherebbero fuori dai classici canoni, solo perché la loro poco lungimirante mente, e poche palle, li porta ad un totale offuscamento verso qualsiasi tipo di innovazione. Per farla breve, se ha sempre funzionato così, perché cambiare? Però c'è l'eccezione, senza stare a fare nomi di Marche, il mio setup povero comprende un ampli testata 3 canali che ha un doppio ingresso low e high, con un boost attivabile dal pedale del send return e ogni canale indipendente ha un tastino vicino ad ogni volume che da una spinta in più se si vuole più ciccia nel suono. La mia chitarra pagata 400 euro ha una smussatura del tacco incredibilmente ergonomica che ti permette di arrivare al 24 tasto senza alcuna fatica, e stiamo parlando di articoli di poca spesa, questo smusso, nell'altra chitarra dalla grande F, non l'ho mica trovato, è ogni volta che le guardo mi chiedo perché? Penso che la risposta sia scritta sopra, ma magari anche no, però mi piace pensarlo per evitare che a furia di pensarci, alla fine siano i miei neuroni ad andare in loop. Un saluto 👋
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 24/09/2022 ore 09:01:07
Quella della smussatura del tacco proprio non la capisco.
Ok per i modelli "reissue" (dove peraltro si prendono molte altre licenze...), ma sui modelli cosiddetti "modern" dovrebbe essere una regola.
E vale sia per la grande F (non quella, l'altra) che per la grande G (non il punto).
Rispondi
di Oreande utente non più registrato
commento del 25/09/2022 ore 02:55:11
Haha! 😀 devo ammettere che per un paio di secondi mi ci sono perso nel punto G. In quel mentre ero poco collegato e non riuscivo a capire a cosa ti riferivi. Ma tranquillo, poi mi sono ripreso, perciò il mio onore, qualunque esso sia, è salvo.😉 e a proposito di Gibson, ne ho vista qualcuna di paletta rotta, io le chiamo palette del Rosario, quando basterebbe una leggera e corta pinna centrale lunga appena la curvatura, proprio come una nervatura che le darebbe forza. Ne avevo disegnata una anni fa su tavoletta grafica e il risultato appagava anche l'occhio dato quanto era discreta e carina. Ma in Gibson se ne fregano, a scapito dei malcapitati. Un amicone mio, suonando in pubblico, in un momento un tantino concitato, ha baciato con la sua LP la palettona di un basso Fender, il risultato non sto a spiegartelo, e li, se il rosario non lo sai, un pochino lo impari 😉
Rispondi
di ruggerigta [user #23016]
commento del 24/09/2022 ore 07:37:39
Un altro utile accorgimenti per gli ampli: nei blackstar lo stand by si disattiva o attiva quando si inserisce o toglie il jack della chitarra.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 24/09/2022 ore 08:57:21
Vero, ottima cosa.
Talmente "nuova" che la prima volta pensavo che l'ampli non funzionasse :)))
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 24/09/2022 ore 09:19:32
Qualche anno fa ho portato un Mesa Mark II b a Petaluma, ho fatto sostituire la funzione on/off Eq con la funzione on/off Boost sul pedale.
Il tecnico, Mike Bendinelli, é stato ben felice di farlo e mi ha detto che non gli era mai capitata questa modifica. Per molto tempo mi son chiesto se son l'unico a sentire il bisogno del boost come "terzo" canale. In effetti é molto comodo ma probabilmente la gran parte dei chitarristi ne fa a meno, pensiamo a chi non suona live ad esempio, o i chitarristi ritmici o a chi usa il volume chitarra.
Sulle chitarre vedrei di buon occhio la possibilitá di cambiare i pickups alla Dan Armstrong, semplicemente sfilandoli. Sarebbe bello che ci fosse una connessione standard x tutti i pickups e le chitarre.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 24/09/2022 ore 11:13:16
Beh, ovviamente chi non suona live non ha alcun problema.
Anche chi suona live, ma solo certi generi musicali (tendenzialmente dal blues al rock classico) dove -se sei bravo- ti bastano il volume della chitarra e il controllo della mano destra, e puoi andare anche con un monocanale e un jack. Ma appena allarghi un po' gli orizzonti e ti serve qualcosa in più, iniziano i problemi.
D'accordissimo sui pickups: facili da connettere, facili da sostituire.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 24/09/2022 ore 10:07:04
Io dopo anni di lotte, con inutilizzabili amplificatori a due canali, ho deciso di fare tutto dalla pedalboard: Gli effetti sono nei punti giusti e alzo il volume per i soli in post. Ho due rig: Uno col nova System e l'altro con il T-Rex Soul Mate. Entrambi sono dotati di boost post distorsione... Finito.
Sugli ampli sono d'accordo con Oliver, anzi, io li MIDIzzerei tutti. Al posto dei potenziometri metterei degli encoder e via di preset. Comunque anche senza MIDI non è che si ammazzerebbero a mettere un boost di volume e un paio di canali distorti. Per me, una giusta palette sonora di un ampli dovrebbe avere: clean, crunch, distorto e lead. Come dici giustamente tu nell'articolo chi da le direttive di progettazione degli ampli non ci suona sopra perchè un due canali, se fai cover, te lo infili su per il gnaus.
Nota per Oliver: IL Fly Rig V2 ha il boost che può essere messo in pre o in post tramite un pulsantino. Se metti un preamplificatore nel s/r alzi il volume senza problemi anche con il canale saturo del pre.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 24/09/2022 ore 11:07:45
Eh, lo so che il nuovo FlyRig ha questa possibilità. Ma costa ancora troppo (in effetti non è vero, con tutto quello che offre, ma si sa che noi chitarristi siamo incontentabili) e, soprattutto, ancora non ci siamo con la gestibilità live: continuo a chiedermi perchè non fanno uno sforzetto in più e non aggiungono la possibilità di memorizzare in patches l'on/off degli effetti, come fa da sempre la SoulMate di T-Rex.
Se voglio passare da un crunch a un solista aggiungendo un boost e un delay (e poi viceversa), devo fare il tip-tap. E da un pulito a un lead ancora peggio. Mi sembra assolutamente irrazionale.
Quanto al loop, è un bene che lo abbiano aggiunto, ma la filosofia di base del FlyRig è "ha tutto quello che serve in uno spazio compatto e pratico". Plug &... fly. Se devo aggiungerci altri pedali, cavi e alimentatori (la SoulMate a questo proposito ha anche un'uscita a 9v per alimentare altri pedali: molto intelligente), allora tanto vale farsi una pedaliera dove si scelgono gli effetti uno per uno.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 24/09/2022 ore 11:18:52
L'uscita di alimentazione della Soulmate non è a 9 volt ma a 12. Tra l'altro non è più in produzione, forse andava troppo bene. Comunque ho sia la Soulmate che il Fly Rig V2 (che sto vendendo :-), tanto per non sbagliarmi... Alla fine mancano solo gli effetti di modulazione che se ti comperi uno Zoom MS-70CDR, con un solo pedale in più, fai un mucchio di cose (ho anche questo...non si sa mai).
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 24/09/2022 ore 11:32:24
Celo :)

Non ricordavo che fosse a 12V. L'ho avuta 2 volte (e per due volte scioccamente rivenduta) ma non l'avevo mai usata per alimentare altri pedali.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 24/09/2022 ore 12:10:46
Se esistesse un riduttore di tensione 12/9 sarebbe fatta. Ho provato a cercarlo ma non mi è venuto fuori nulla.
Rispondi
di elguitarron [user #8109]
commento del 27/09/2022 ore 15:17:29
Edison di Jad&Freer...
Rispondi
di alexus77 [user #3871]
commento del 25/09/2022 ore 08:32:07
In tutti questi settori che hanno componenti "emotive", o di status symbol, si sono sviluppate da decenni costellazioni di produttori aftermarket. Vivono in simbiosi con le case produttrici piu' grandi, dipendono da queste per la loro esistenza, e stimolano vendite al tempo stesso per i produttori. E pure loro ci marciano vendendo prodotti aftermarket, ad esempio come hai fatto notare tu con il selettore a 4 vie che la stessa Fender fa. Sono vendite aggiuntive, cosi' come fanno con knobs, pickups, pickguards, e via dicendo.
Non esiste un interesse economico ad integrare ogni soluzione nel prodotto, ucciderebbe solo le vendite. E quando ci sono limiti in un prodotto, c'e' sempre qualche altra impresa che se ne esce con un prodotto alternativo.
E poi, diciamocelo, anche a noi serve questa imperfezione. Che faremmo se avessimo solo strumenti ideali e finiti a nostra disposizione? E' un po' come in The Matrix, la simulazione di un mondo perfetto fallirebbe.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 25/09/2022 ore 10:16:28
In linea generale anche io sono d'accordo nel ritenere che si potrebbero apportare modifiche risolutive su chitarre e amplificatori e in alcuni casi è stato fatto ma non sempre tali novità hanno incontrato il favore dell'inaccontentabile pubblico dei chitarristi. Qualcuno ricordava la modifica della gobbetta sul retro del punto di giuntura del manico/paletta Gibson: cassata perché non è storicamente corretta (e allora tenetevi le palette rotte dico io). Possiamo parlare dei tentativi di alleggerire i corpi delle LP con le famose camere tonali: cassate per lo stesso motivo di cui sopra perché se la LP non pesa come un'incudine non suona bene (e allora tenetevi le schiene rotte dico io). Altro tentativo è stato quello di sagomare il corpo della LP e renderlo più sottile (tipo LP less+). Niente, neanche quello va bene perché la LP deve essere uguale a se stessa come mamma Gibson l'ha fatta 70 anni fa e via discorrendo.
Stesso discorso può essere fatto con qualsiasi altro marchio storico i cui prodotti devono, per questa legge del mercato chitarristico non scritta, rimanere sempre uguali a se stessi (però bisogna dare atto che forse Fender è un po' più sensibile di altri marchi all'argomento evolutivo visto che nel listino propone versioni moderne, versioni orginali e anche ibride dello stesso strumento). Insomma se non c'è molta evoluzione in questo settore il motivo, a mio parere, è ben chiaro: siamo dei maledetti conservatori
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 25/09/2022 ore 20:42:32
Ciao BizBaz, scusa la correzzione, la voluta posteriore alla paletta (la gobbetta), la Gibson l'ha senz'altro introdotta già nel '69 sulla deluxe, insieme al manico in acero e ai mini Humbucker. Non è piaciuta ai gibsoniani di allora (a me piace, ce l'ho sulla Folk e sull'AR300, è anche un ottimo appoggio per la mano SX quando a capotasto) e quindi l'anno cassata. Ciao, Paul.
Rispondi
di redfive [user #41826]
commento del 25/09/2022 ore 15:32:40
A volte solo maledettamente e cocciutamente miopi....
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 26/09/2022 ore 00:37:28
Sono un po' stupito non tanto delle singole osservazioni,quanto dell'approccio. il famoso "ci vuole tanto a.." che spunta in ogni campo. Certo che ci vuole tanto perchè se fai contenta una persona ne scontenti 4, ma se pensi di essere al centro dell'universo chitarristico, ecco che tutto diventa mistero.
Ampli con volume sul canale lead? mai sentito il bisogno, dipende da come si usa ampli e pedali. e mai avuto problemi nell'uso del send-return, se posso aggiungere. La tele con i pickup in serie non saprei cosa farmene, posso capire l'obiezione sul truss-rod Gibson ma anche col dado al tacco una caduta sarebbe probabilmente fatale lo stesso. D'altra parte: in 30 anni di musica non mi è ai caduta una chitarra, va bene che non sono un professionista ma in 30 anni.. Io avrei altri punti che mi chiedo "come è possibile che" solo che mi do la risposta in autonomia: ci sono cose difficili da fare, o dall'interesse limitato per chi vuole strumenti "classici". Con la scelta che c'è oggi però penso che non manchino tutte le caratteristiche che elenchi, solo forse non negli strumenti che citi, ma in altre marche, altri modelli.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 26/09/2022 ore 10:24:45
Ovviamente rispetto e comprendo le tue opinioni, ma dissento su diversi punti.
Ogni azienda decide a quale (o quali) fette di mercato rivolgersi principalmente, e quanto assecondarne le aspettative.
Ma nessuna è stata "ferma", tutte si sono adattate -di più o di meno- alle nuove esigenze.
I manici enormi degli anni '50 (che personalmente adoro) sono dimagriti sempre di più, diventando "slim" o "modern" a seconda del marchio. I tasti sono invece... ingrassati. Le tastiere si sono appiattite, etc. La stragrande maggioranza degli utilizzatori finali non lo sa nemmeno, ma se gli fai confrontare una chitarra vecchio stile con una moderna, visivamente identiche, si accorge che una è comoda e facile da suonare, è intonata e tiene l'accordatura, non fa rumori strani e non si rovina solo a guardarla... e l'altra no. Ogni accorgimento che tende a migliorare l'esperienza di utilizzo di uno strumento prima o poi viene accolto e assimilato (ad eccezione dei componenti del gruppo “I Talebani”, che però non credo siano la maggioranza).

"in 30 anni di musica non mi è mai caduta una chitarra"
Neanche a me, ma di palette rotte ne ho viste (e a volte riparate) parecchie.
Non è che siccome non ho mai fatto brutti incidenti quando compro un'auto ritengo inutile sceglierla con ABS, airbags e tutte le diavolerie elettroniche che rendono la guida più sicura.

Anche per quanto riguarda gli amplificatori, nessuno vieta di usarli alla vecchia maniera anche se hanno qualche feature in più, che magari adesso non interessa, ma domani chissà. Il contrario diventa più complicato. Molte volte inutilmente complicato, tutto qua.

p.s.: è vero che esistono "altri" marchi che offrono alternative, ma sappiamo anche che lo status di riferimento e il grosso del mercato sono sempre appannaggio di quei pochi marchi che si contano sulle dita di una mano.
Rispondi
di rockit [user #11557]
commento del 26/09/2022 ore 10:29:54
Sono d'accordo, con tutta la scelta che c'è nel mercato ognuno può trovare quello che vuole.Per me è emblematico che spesso si pensi "ci vuole tanto a..." per poi suggerire soluzioni sbagliate. Le Gibson per esempio mica spaccano la paletta in corrispondenza del truss rod, la frattura è praticamente sempre orizzontale, nel verso del prolungamento della base della tastiera, e dovuta all'angolazione della paletta molto pronunciata, tanto che anche la "volute" (che a me poi piace, ma è un altro discorso) cambia poco, al massimo sposta il punto di rottura. Segno che forse in effetti a fare le cose in modo diverso sì, ci vuole abbastanza
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 26/09/2022 ore 11:05:41
La paletta Gibson non si rompe perchè è inclinata, ma perchè è inclinata E tutta in un pezzo con il manico: in quel punto l'andamento della fibra la rende meccanicamente fragilissima. Infatti ben difficilmente si spezzano le palette incollate (vedi Epiphone). Aggiungere legno in quella zona sicuramente la irrobustirebbe. E anche scavare di meno l'alloggiamento del trussrod aiuterebbe non poco (e nemmeno si vedrebbe, tra l'altro). Poi una paletta si può rompere comunque, non è in tungsteno e una chitarra va comunque utilizzata con attenzione.
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di rockit [user #11557]
commento del 26/09/2022 ore 11:30:01
Nè lo scavo del truss rod né la voluta sono fondamentali. Se vuoi veramente irrobustire il tutto devi prendere una strada costruttiva ampiamente diversa: scarf neck come giustamente dici, manico laminato o una robusta diminuzione dell'angolo della paletta. Tutte cose che non fanno male e con cui sono stati fatti strumenti eccellenti (dalle Gibson dei '70 alle Hamer alle PRS a molte Ibanez, con combinazioni diverse delle varie soluzioni), ma rendono lo strumento sostanzialmente diverso. Il truss rod a cambiarlo ci vorrebbe poco, non sarebbe nemmeno male perché potrebbero adottare un truss rod a doppia azione e veramente si potrebbero lamentare solo i nerd, ma dal punto di vista rotture farebbe gran poco.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 26/09/2022 ore 12:02:32
Non sarebbero modifiche risolutive (il passaggio rimane comunque critico), ma avere 10-12mm di legno dove adesso ce ne sono 5 farebbe una bella differenza.
L'inclinazione della paletta è una questione più delicata, ma probabilmente c'è margine sufficiente per ridurla un po' senza alterare troppo la risposta dello strumento.
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 29/09/2022 ore 15:39:39
Che poi la soluzione l'avrebbero pure trovata, ma chissà perché non la usano più, neanche nella Modern Collection vai al link
Bah!
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 26/09/2022 ore 15:05:19
Ciao Rockit, trovo il trussrod a doppia azione inutile e, in mani inesperte, dannoso, ce l'ho sull'Epiphone Frampton arrivatami col manico dritto (senza relief), dopo aver accordato, l'ho allentato a ottavi di giro aspettando una notte ogni volta, se avessi forzato l'allentamento sulla gabbietta chissà cosa poteva succedere al manico e sicuramente poi l'avrei dovuto tirare, mahhh chissà chi l'ha ideato, un genio. Ciao, Paul.
Rispondi
di latin28274 [user #45548]
commento del 27/09/2022 ore 15:57:49
Ciao Oliver,
credo che il Marshall JVM, sia la serie a due canali che a quattro, abbia molte delle cose ormai necessarie: puoi memorizzare le modalità sul footswitch, e sopratuttto memorizzare lo stesso canale con o senza master volume, per avere lo stesso suono a volumi diversi. In pratica, un boost per i soli.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 28/09/2022 ore 11:11:48
Sì, soprattutto la testata ha di tutto... mai visti tanti potenziometri!
E con l'implementazione midi diventa ancora più versatile.
Ma non intendevo arrivare a tanto: mi accontenterei di poter selezionare due diversi volumi sullo stesso canale. Un'elettronica come quella del JVM è oggettivamente complessa, ingombrante e costa molto più di una soluzione tradizionale (sia a chi la produce, sia -di più- a chi la acquista), mentre l'aggiunta di un potenziometrino e di un relais ha un costo sostanzialmente irrilevante e si può fare anche su un microscopico amplificatorino da 1w: per questo mi sembra strano che solo pochi facciano questo piccolo sforzo, che in realtà può rivelarsi utilissimo e gradito a molti.
Rispondi
di BigFlaz [user #54462]
commento del 28/09/2022 ore 12:18:08
a me urta un po' trovare, anche su strumenti di una certa fascia, un capotasto fatto male e/o di materiale scadente, e non è nemmeno una questione di chissà quale complessità
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 28/09/2022 ore 15:25:34
Amen.
Rispondi
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