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Versatilità e dubbi: l'ampli definitivo?
Versatilità e dubbi: l'ampli definitivo?
di [user #50760] - pubblicato il

Una paio di settimane fa, una riflessione - molto aperta - su queste pagine ha fatto emergere quanto siano diverse le sensibilità di voi accordiani sul tema versatilità.
Com’era normale aspettarsi, buona parte dei lettori convergevano sul fatto che la Stratocaster, magari HSS, e a maggior ragione le cosiddette “super-Strat”, siano veri passepartout. Ma non sono mancate voci critiche, dubitative, dissonanti. Bene, perché è proprio questo il senso di una discussione costruttiva, che mal si attaglia a coloro che credono di avere la verità in tasca.

Versatilità e dubbi: l'ampli definitivo?

Dopo averlo incentrato sulla chitarra, ripropongo quindi il tema caldo della versatilità, stavolta declinandolo dall’altra estremità del vostro rig, cioè l’amplificatore. Certo, lo so: oggi come oggi, alla fine del vostro rig potrebbe esserci qualcosa di molto diverso dal classico amplificatore, ma - perlomeno oggi - il tema non è questo. Restiamo sugli ampli, senza paura di snocciolare marche e modelli, non importa se si tratta di modelli iconici, rarità o ampli “strani”, del presente o del passato. Non importa se combo, oppure testa e cassa, non importa nemmeno la presenza (o meno) delle valvole e nemmeno il wattaggio… in fondo un ampli si può sempre microfonare.
È, inoltre, lapalissiano che un monocanale sia di per sé meno versatile di un ampli a due o tre canali, e che boost, riverbero etc siano dei plus significativi. Ma è altrettanto vero che quasi nessuno suoni senza uno straccio di pedaliera e che essere un buon “mangiapedali” sia un pregio tanto rilevante da poter orientare una scelta.

Un’ultima parola sul concetto di versatilità: i territori musicali ai quali personalmente mi riferisco spaziano dal blues all’hard rock, da Buddy Guy a Van Halen, tanto per capirci. Perché se voglio suonare i Death o Chet Atkins, realisticamente (non è certo, ma forse) mi orienterò su qualcosa di specifico.

Ok, ora tocca a voi. Esiste l’ampli universale? Qual è la miglior soluzione di compromesso? Qual è quella perfetta per voi? Ditemi tutto nei commenti!
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di MM [user #34535]
commento del 11/11/2022 ore 10:20:2
So che sto per dire una banalità e di rischiare il lancio di pietre, ma l'ampli universale è il Kemper (o altro dispositivo di fascia alta), perché con un tocco del piede passo in rassegna profilazioni eccezionali dei migliori valvolari del mondo.
Detto questo, possiedo un Mesa Express 5:50 e lo considero uno degli ampli più versatili che abbia mai provato.
Clean: suono fender black face
Blues: suono fender Tweed
Crunch: ottimo per ritmiche rock, dall'appena increspato, al crunch importante
Burns: distorto molto bello

Se gli aggiungi un paio di pedali, hai veramente tutto, e di eccelsa qualità.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 11/11/2022 ore 11:15:00
Altrimenti, con i pedali giusti (e abbiamo l'imbarazzo della scelta) ho sempre ottenuto i suoni che cercavo col fido Hot Rod Deluxe, ancora meglio il Deville.
Rispondi
di TidalRace [user #16055]
commento del 13/11/2022 ore 17:17:41
Non ho nulla contro il Kemper, per un periodo ho anche prodotto e venduto un finale da 70 watt a stato solido da applicare alla versione "Tostapane", ma io lo vedo solo come un riproduttore del suono di ampli fisici, ognuno regolato con uno specifico settaggio dei vari controlli. Inoltre per il prezzo non mi sembra indicato per tutti.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 13/11/2022 ore 22:06:22
È un dispositivo digitale, non ha la pretesa di null’altro. Non sarà mai come un ampli fisico.
Mi permetto di aggiungere un dettaglio, non da poco: non è solo un riproduttore, è prima di tutto un profilatore, è questa la sua grande forza, oltre al fatto che ti mette a disposizione di un click quello che vuoi.
Il prezzo è molto relativo, non è basso ma nemmeno alto, vari ampli fisici costano molto di più.
… dimenticavo… l’altro grande vantaggio è che su ogni profilo, hai la possibilità di intervenire sui parametri tipici di ogni ampli, con controlli (fisici), esattamente come un ampli fisico… non male, ti assicuro.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 11/11/2022 ore 11:30:04
Se parliamo solo di versatilità e cioé l'ampli con cui fai tutto, sarebbero facili due risposte:
1) un ampli digitale tipo Boss Katana con dentro millemila modelli;
2) un ampli supertrasparente e con grandissima headroom, tipo Fender Twin Rerverb, da usare come piattaforma per i pedali.
Detto questo, se io dovessi scegliere un amplificatore solo per la versatilità credo che mi orienterei su un valvolare Blackstar (non hi gain). Sono tutti con doppio canale clean e drive e in più hanno questo controllo ISF che modella il suono portandolo da quello USA (quindi Fender ma anche Mesa) a quello british (Marshall, of course). In più alcuni hanno l'uscita con l'emulatore di cassa (modificabile) e addirittura un carico fittizio per essere suonati senza l'obbligo di collegamento alla cassa (che è una bella comodità). Qualche giorno fa ne ascoltavo uno in prova e in effetti gli si tirano fuori suoni dal clean super trasparente al crunch appena increspatino, dall'overdrive al medio hi gain. Insomma un amplificatore che può fare praticamente di tutto.
La cosa che mi sorprende però è che da nuovi hanno prezzi medio altini (niente di inavvicinabile ma di certo non te li regalano) ma sull'usato vanno via per due soldi perché, a quanto pare, almeno qui da noi, hanno poco mercato.
Rispondi
di TidalRace [user #16055]
commento del 11/11/2022 ore 11:49:46
Sembrerebbe facile dire che l'ampli più versatile sia quello con più canali e con molti effetti a bordo, ma in realtà è così. Se dobbiamo escludere tutte le sonorità che ci possono dare i pedali esterni, prima dell'ampli, e gli effetti collegati nel loop che non fanno parte dell'amplificatore, rimangono solo le sfumature di tono e saturazione dell'ampli e i suoi effetti installati, che possono essere un semplice riverbero a molla o una nutrita collezione d'effetti digitali. Certo se poi i suoni non sono validi tanta versatilità serve a poco.
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di Merkava [user #12559]
commento del 11/11/2022 ore 13:04:03
Per me gli ampli da isola deserta sono il Deluxe Reverb o il JTM 45. In genere io mi baso sul clean.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 11/11/2022 ore 14:30:39
Sull'isola deserta credo che mi porterei anch'io il Deluxe Reverb.
O il mio Twin, ma pesa uno sproposito :-)
Rispondi
di coldshot [user #15902]
commento del 11/11/2022 ore 13:14:44
Per me l'ampli definitivo è diventato l'impianto dei locali dove suono ed è una bella menata che non ho più, o almeno che ho molto di rado.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 11/11/2022 ore 14:46:22
Il mio ampli definitivo non è il mio ampli preferito.
Perché possiedo 5 ampli da chitarra, tre poco potenti ma con un carattere unico, uno potente con due canali boostabili ed uno digitale.
Il definitivo è il digitale, ci si suona di tutto. Però con gli altri ho risposte diverse e se voglio suonare determinati generi finisco sempre per prediligere le valvole, a meno di dover suonare alla sera senza disturbare in casa.
Forse quello che maggiormente incontra il mio gusto ed è sufficientemente versatile è il bicanale boostabile. ha 4 suoni diversi e sempre usabili, riverbero e loop effetti, 50 watt valvolari ed è sempre un piacere suonarlo, anche se nei puliti puliti da single coil preferisco il blues junior.
Quindi, meglio accontentarsi di un ampli versatile, o sceglierne più di uno in base al capriccio del momento?
Rispondi
di alexus77 [user #3871]
commento del 11/11/2022 ore 16:25:4
Secondo me la domanda da farsi, e alquanto retorica, e' un'altra: esiste un chitarrista universale? Perche' che te ne fai di un ampli universale se poi non lo usi? E poi, si, se non consideriamo l'uso di pedali un monocanale e' alquanto limitato, ma nel mondo reale non lo e' per nulla, infatti uno degli ampli piu' plasmabili, perche' offre un canvas su cui puoi costruire di tutto, e' il tradizionalissimo Deluxe Reverb.
Comunque, dovessi dire qual e' l'ampli piu' versatile in commercio, direi il Mark V, o magari il JP-2C se ti serve anche il midi
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 11/11/2022 ore 17:40:44
Beh, i chitarristi universali esistono, mi viene in mente Andrea Braido.
Comunque sì, credo che l'ampli più versatile in commercio sia proprio il Mark V.
Rispondi
di alexus77 [user #3871]
commento del 11/11/2022 ore 21:06:42
Sono rari, molto rari, sia tra i professionisti che tra gli amatori, e anche quei rari chitarristi che sanno usare vari linguaggi finiscono comunque di solito con lo specializzarsi in un ambito ristretto dal punto di vista stilistico, e lo fanno sviluppando un loro suono, cosa che va in direzione opposta rispetto alla versatilita'.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 11/11/2022 ore 16:45:42
Tralasciando il digitale, per me l'ampli definitivo esiste solo sotto forma di una coppia di amplificatori da utilizzare alternativamente a seconda dei casi. Nello specifico un ampli con i puliti tipici Fender e riverbero a molle (a me piace il Deluxe Reverb) e un versione un po' rivista del VOX AC15/30, tipo le versioni moderna hand wired. Per me con due ampli come quelli ci copri più o meno tutto, almeno per i generi più classici. Ovviamente se suoni Metal (per dire) magari è un'accoppiata che non sarebbe soddisfacente.
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di GigioBigio [user #60117]
commento del 11/11/2022 ore 17:41:57
L'ampli più versatile è il Boss Katana ma qualsiasi dei suoi suoni per qualità non si avvicina nemmeno lontanamente alla qualità che ottieni con un Twin Reverb o un Deluxe Reverb con dei buoni pedali o con un Vox non cinese con i giusti pedali. Sottolineo giusti pedali perché il Vox funziona da dio con alcuni (Timmy, Rat, Hot Cake, Memory Man), peggio con altri (mondo Boss e Ibanez in genere).
Rispondi
di walterguzzi [user #28274]
commento del 11/11/2022 ore 18:16:38
credo che il miglor ampli è " non farsi le pippe mentali " quindi usarne uno decente valvolare o non a seconda le tasche in primis e gli spostamenti, auguri 😃
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 11/11/2022 ore 19:09:40
come non voglio la chitarra universale non voglio l'ampli universale: deve avere un carattere preciso, e farlo bene. Non basta una equalizzazione valida a fare tutto. E meno male che è così.
Rispondi
di Aleon [user #52859]
commento del 11/11/2022 ore 21:43:37
Per il discorso "versatilità" ho trovato la pace dei sensi con una Orange super crush 100 combo, buoni clean e crunch caldi e cremosi , prende magnificamente qualsiasi pedale che possiedo ( Ocd ,rat,vari boss, mooer) ,anche se preferisco usare sempre il suo canale distorto. Lo consiglio vivamente a tutti quelli che come me non si preoccupano troppo della presenza delle valvole in quanto al suo interno non ce ne sono.
Rispondi
di brozio77 [user #10423]
commento del 11/11/2022 ore 21:44:18
Per me l'ampli versatile in realtà è molto semplice, due canali e riverbero. Un clean e un overdrive spinto. Però è versatile per me, non è detto lo sia per gli altri. Io come unico effetto esterno all ampli uso il chorus.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 11/11/2022 ore 22:15:28
∅ = {parola "definitivo" nel dizionario di un chitarrista}
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 12/11/2022 ore 00:31:0
Se parliamo di valvolare, non esiste un ampli universale. Gli ampli valvolari fanno benissimo una o due cose, ma non coprono tutti i territori musicali. Uno dei più versatili che ho avuto, è sicuramente il Bogner Ecstasy, con i suoi tre canali copre molte sonoritá. Anche il Soldano Slo100 è un ampli molto versatile ma con due canali la coperta a volte diventa corta.
Un ampli davvero versatile è il Shur Pt100, riedizione del Custom Audio.
Ottimo per quasi tutti i tipi di musica, tre canali che spaziano dal clean fenderoso alle distorsioni marshallose.
In ogni caso non si arriva alla cattiveria di un Randall o di un Diezel quindi in un certo senso ha dei limiti.
Per cui se si necessita davvero di un ampli universale credo sia meglio passare al digitale.
Rispondi
di DiPaolo [user #48659]
commento del 12/11/2022 ore 00:46:23
Ciao Fabio, non sono intervenuto nell'altro post in quanto sarebbe stato inutile, hai chiesto quale sarebbe la chitarra "versatile" ed ognuno ha risposto quale sarebbe quella di suo gusto. Ora chiedi quale sarebbe l'ampli versatile ma nel titolo chiedi quale sarebbe l'ampli definitivo, quindi quello di proprio gusto, che è esattamente il contrario. "Ampli e chitarra versatili" hanno già una risposta: pedal platform, piattaforma pedali. Il chitarrista turnista o comunque professionista che gira leggero si porta pedali (o pedaliera) ma anche chitarra, tutti i suoni li ha già calibrati con i suoi pedali e la sua chitarra su di uno di quei pochi ampli neutri e lineari che può richiedere e che gli fanno trovare. Mettendoci dal punto di vista di un negoziante che vendesse pedali, dovrebbe mettere a disposizione del cliente ampli e chitarra, neutri e lineari, in modo che l'unica variante fosse la pedalanza, un sistema pedal platform insomma. Ampli come il Roland JazzChorus, twin Reverb, Yamaha G100-212 che insomma amplifichino fedelmente e linearmente il segnale in entrata. Ahhh ... le prime chitarre che escluderei, causa la loro voce troppo caratteristica, pur essendo le voci che preferisco, sono proprio la Strato '57 con gli alnico III e poli sud per il quac del ponte e la nasalità al manico e il LesPaul coi '57 in alnico II per una curva di frequenza caldissima, salterebbero sempre fuori ... ma mi piacciono. Ovviamente per emulare tutte le voci volute ... pedali. Paul.
Rispondi
di Farloppo [user #27319]
commento del 12/11/2022 ore 09:07:07
Se sul discorso "chitarra" avevo pochi dubbi, qua la faccenda si complica. Tralasciando il digitale (un computer sarà sempre più versatile di una macchina da scrivere/agenda cartacea/ecc...), direi che opterei per un mangiapedali con un buon pulito: Fender o cloni vari. Monocanale o al massimo due canali. Ma è un mio gusto personale, difficile che un ampli vada bene per fare tutto senza risultare al contempo anonimo nel sound.
Rispondi
di OliverJR [user #60182]
commento del 12/11/2022 ore 11:07:13
L'ampli più completo e versatile che abbia mai provato è il koch twintone II. 3 canali, sensibilissimi al tocco con dinamica davvero piacevole, puliti fender, crunch tra plexi e bassman e lead marshall modded. Belissimo. Ha il riverbero ed il volume solista richiamabili via footswitch. Ed in più una più che convincente uscita con simulazione di cassa e carico interno. Se dovessi prendere un ampli quello sarebbe la mia prima scelta
Rispondi
di MAURIZIO [user #49375]
commento del 12/11/2022 ore 11:22:24
Okay, giochiamo: sono convinto che in un blind test avremmo tante sorprese, come le abbiamo con le chitarre. Mi viene in mente il solo di Stairway to heaven (telecaster, e non Les Paul), o quello di Another brick in the wall (Les Paul, e non Strato).
Giustamente è stato evidenziato che alcuni ampli, come alcune chitarre, sono piuttosto specifiche (metal, jazz). Ma poi siamo in tanti a suonare generalmente un po' di tutto. Io mi ritrovo con un Laney valvolare che spazia davvero attraverso ogni genere; ma poi ho la stessa versatilità sul Katana, e anche sulla testata Egnater. E la stessa versatilità ottengo sulla mia Ibanez, e poi col PRS (ma va'...). Un po' meno con la Strato, che doveva invece essere la chitarra a 360° per definizione.
Tanto alla fine quando suono per divertimento spazio da un genere all'altro a prescindere da quale chitarra o ampli uso in quel momento. Se ho voglia di perdere tempo a sostituire chitarra o ampli lo faccio, altrimenti suono ugualmente con soddisfazione; pigio i pedalini e il sound viene stravolto in un attimo, qualunque sia la chitarra o l'ampli.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 12/11/2022 ore 13:46:33
Per me la versatilità va contro il concetto di arte, quasi sempre. L'artista si riconosce per il suo suono, non perché riesce a emulare quello di altri trenta chitarristi. Gilmour non suona come Jim Hall e viceversa. Van Gogh non dipingeva come Dalì e viceversa. Amy Winehouse non cantava come Madonna, e viceversa.
Ogni volta che cerchiamo versatilità probabilmente rischiamo di perdere in carattere. A meno che il fine non siano per forza le cover da riprodurre alla perfezione, forse è meglio smetterla con questa versatilità, cerchiamo di essere unici.
Rispondi
di Ampless [user #60399]
commento del 13/11/2022 ore 12:20:52
Giustissimo!👍🏻
C'è una bella frase in merito a quel che dici, "Tutti nascono originali, molti muoiono fotocopie" cit.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 13/11/2022 ore 15:41:10
Bella, non la conoscevo!
Rispondi
di TidalRace [user #16055]
commento del 13/11/2022 ore 17:12:37
Perà la maggior parte dei chitarristi acquistano sempre le stesse chitarre, perchè il loro idolo utilizza quel modello, magari signature, un po' più di modelli d'amplificatori si trovano in giro. Certo dopo il suono che si ascolta sulle incisioni è anche filtrato dalla gusto del fonico e di scelte fatte a posteriori dal musicista stesso.
Rispondi
di giudis [user #18825]
commento del 25/11/2022 ore 08:37:28
"Per me la versatilità va contro il concetto di arte, quasi sempre. L'artista si riconosce per il suo suono, non perché riesce a emulare quello di altri trenta chitarristi. Gilmour non suona come Jim Hall e viceversa. Van Gogh non dipingeva come Dalì e viceversa. Amy Winehouse non cantava come Madonna, e viceversa.
Ogni volta che cerchiamo versatilità probabilmente rischiamo di perdere in carattere. A meno che il fine non siano per forza le cover da riprodurre alla perfezione, forse è meglio smetterla con questa versatilità, cerchiamo di essere unici".

Sante parole!!! 👍🏻👍🏻👍🏻👍🏻
Rispondi
di svizzero [user #4516]
commento del 12/11/2022 ore 15:52:
Io dopo anni di esperimenti e tante delusioni utilizzo solo due vecchi Fender; un Twin Reverb ed un Deluxe Reverb.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 12/11/2022 ore 17:38:29
Il top del top.
Rispondi
di mamuele [user #4349]
commento del 13/11/2022 ore 09:25:22
Versatilitá di suoni o suono versatile questo è il dilemma.

La versatilitá, oltre ai vari Kemper o macchine all in one, la ottieni anche con un Triaxis + finale + multieffetto. Ma alla fine siamo noi abbastanza versatili da gestire tutti quei suoni? Sappiamo davvero passare da Jeff Beck a Joe Pass?
io credo che il JTM45 sia , tolti gli estremi di genere l’ampli oiù versatile. Con un paio di pedali ed il volume della chitarra si riuscirebbe a suonare tanta, troppa musica. Aggiungerei che 2 ampli sono meglio di uno se in parallelo. Ho avuto la fortuna di suonare con un Matchless dc30 + Tone King Imperial in configurazione Dry-Wet e devo dire che con un paio di pedali davanti ho, da allora, polluzioni notturne.
Rispondi
di TriAxisLover [user #39110]
commento del 23/11/2022 ore 16:07:44
Quoto il TriAxis (ed aggiungo + 2:90 e tc electronic G-Force) perchè li ho avuti e vi assicuro che l'unico limite è la vostra fantasia.
L'iterazione tra TriAxis (8 voci diverse con infinte combinazioni di controlli) e i 3 switching modes del finale 2:90 sono emozioni da provare di persona.
Io li suonavo con 2 Celestion Vintage 30 (quelli inglesi) in closed back x ciascun canale.
Problemi: peso e potenza esagerati del finale, però... gli anni che li ho avuti sono stati puro godimento, almeno per me
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 13/11/2022 ore 09:49:04
Anche con quell'ampli di cui non ricordo il marchio che aveva i moduli installabili per i vari preamp storici, non si possono avere i diversi finali e le diverse casse.
Quindi spiacente ragazzi, se non volete un sistema multiamplificatore dovete andare sul digitale per la versatilità totale.
Oppure accettando qualche compromesso timbrico, ma neanche troppo, beh io ho un koch twintone 2.
Rispondi
di TidalRace [user #16055]
commento del 13/11/2022 ore 17:08:05
Intendi il Seymour Duncan Convertible 100 del 1984? Io credo che dal punto di vista tecnico-ingegneristico era una gran bella idea.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 13/11/2022 ore 20:42:05
No era il synergy ma adesso avevo in mente quello di Corgan che era uno customizzato a rack
Rispondi
di TriAxisLover [user #39110]
commento del 23/11/2022 ore 16:08:50
Gran bell'ampli e bella idea quella del Seymour Duncan Convertible, soprattutto per il tempo
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 13/11/2022 ore 10:24:55
Questo è l'amplificatore definitivo, il resto è fuffa vai al link
Rispondi
di bulgi81 [user #45146]
commento del 13/11/2022 ore 20:18:49
Tantissimo dipende dal genere. Nel mio caso parlerò delll'hard rock. Partiamo dal presupposto che per suonare rock serve avere un buon distorto e che per me non c'è distorto rock migliore di quello di un Marshall con le valvole belle rosse incandescenti. Non c'è pedale che tenga, il distorto dell'amplificatore è un altro mondo. Poi può essere molto o poco carico di gain, ma in quest'ultimo caso basta un overdrive trasparente o un boost o entrambi per aggiungere gain a volontà. Sistemato il suono saturo, passiamo al pulito. Non sono amante dei puliti cristallini in stile Fender ma preferisco i puliti al limite del breakup, sempre un po' mediosi, guarda caso in stile Marshall. Per cui un amplificatore due canali necessariamente dotato di loop effetti, è l'ideale, il giusto connubio tra l'avere un suono pulito per i pedali, in caso servano distorti in stile fuzz ad esempio, e un canale distorto come si deve. Nel mio caso ho trovato la perfezione nel mio Marshall DLS20. È un 20 watt di fascia entry level, ma ha potenza sufficiente per prove e live anche all'aperto. C'è anche il combo 40watt e la testata 100 watt per chi vuole esagerare, che hanno anche soluzioni in più sui 2 canali. Per me non c'è di meglio.
Rispondi
di THE_Luke [user #31235]
commento del 14/11/2022 ore 11:11:4
datemi un a cassa con un paio di buoni V30 e una testa con 2 canali indipendenti con gain boost e volume boost e tenetevi il resto.

seriamente, io ho trovato la pace con una cassa con i V30 (1, 2 o 4 cambia relativamente, piu per l'ampiezza di suono che serve che per il tipo di suono che esce), e con una Jad&GFreer Glam 50w.
Poi si, ho anche il rack con pre+finale+effetti per fare le cose di fino, ma quando uso la glam ci posso fare (e ci ho fatto, con ottimi risultati) piu o meno di tutto (dal pop cantautorale al death metal) e anche senza effetti le cose sono sempre andate più che bene.
Rispondi
di TriAxisLover [user #39110]
commento del 23/11/2022 ore 16:16:20
Giuro che i cabs con i V30 sono uno dei miei rimpianti, e a mio avviso la differenza tra quelli Cinesi e la serie precedente c'è e si sente, sia di timbro che di feel per chi suona (e anche per chi ascolta).
Feci volutamente la prova A/B con 2 diffusori identici ma con speakers diversi, anche (ma non solo) invertendo i canali del finale per essere sicuro che fossero l'unica variabile in gioco, non dico che che siano necessariamente peggiori, ma diversi si.
Rispondi
di melonstone [user #55593]
commento del 14/11/2022 ore 16:03:1
Mah, io ho suonato per tantissimi anni con un Starfield by Ibanez, combo 100watt pesantissimo con il quale ho fatto tantissime serate ed aveva un suono pazzesco. Entravo nei locali o negli studi di registrazione per fare dei demo e tutti lo guardavano con sufficienza, poi lo accendevo e bum! english sound purissimo. Versatilità: 0, però io sapevo bene quale suono volevo. L'ho dato via per questioni di peso e perchè nel frattempo mi ero stancato, dopo molti anni. Così presi un Marshall DSL 100, con il quale l'amore non è mai scoccato. Contemporaneamente acquistai un Orange Tiny Terror perchè suonavo in una tribute dei Pearl Jam e mi serviva qualcosa di facilmente trasportabile. Alla fine, qualche anno fa, ho venduto tutto per un Vox AC/30 e questo credo sia amore: suono ultra cool, mangia pedali. E il peso? Eh si, sono tornato a quel problema iniziale.
Conclusioni personalissime. Visto che non sono nè un turnista nè un session man non ho bisogno di avere tanti suoni, quindi ho cercato di costruire il suono che piacesse a me, libero da tanti stereotipi
Rispondi
di latin28274 [user #45548]
commento del 15/11/2022 ore 10:27:11
Marshall JVM, la serie 400, combo o testata: quattro canali e tre modalità per canale, più master volume (praticamente un boost) per i soli, e riverbero indipendente, più le varie connessioni midi, diretta al mix, ecc.
Come ampli versatile dal pop al death metal credo vada benissimo.
Non so se va bene per fare Wes Montgomery, ma insomma... ;)
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 15/11/2022 ore 22:28:03
al di là del fatto che non capisco tutto questo bisogno di versatilità, penso che ci si dovrebbe in genere sul creare il proprio suono, uno solo... penso che con gli ampli sia molto più difficile che con le chitarre. Nel senso che per esempio i generi particolarmente "hard" o "metallici" hanno bisogno di ampli specifici che in genere fanno bene solo quello.
Mi sa che quelli che per mestiere devono fare tanti suoni sono in prevalenza passati al digitale, emulazioni, IR e compagnia bella. Con quelle macchine lì la versatilità è possibile ..
Rispondi
di maurizio lauroja [user #7491]
commento del 25/11/2022 ore 08:55:08
Questo secondo me è lampli più versatile in assoluto. Non ascoltatelo sul telefono
vai al link
Rispondi
di Involt [user #51206]
commento del 27/11/2022 ore 15:30:0
Mi era rimasto un solo amplificatore, a casa, una sorta di imitazione di un Marshall DSL.
La componentistica é pessima, ma non suona male; e poiché ha anche una potenza notevole (anche se bara un po' - monta un altoparlate da 4 Ohm), nelle rarissime volte in cui mi é servito un amplificatore fuori casa, lui c'é stato, ed ha fatto il suo dovere con dignità estrema.

L'ultimo amplificatore "serio" e realmente "vintage" che mi era rimasto , acquistato nel (!) 1974, lo vendetti circa cinque anni fa per... cinquanta euro! Mi si l'inserzione, dopo dieci minuti ebbi il primo contatto, ed il tizio si mise subito in auto per venirlo a ritirare, facendosi, tra andata e ritorno, circa trecentocinquanta chilometri.

Decisi di venderlo proprio per darmi un dispiacere, per farmi del male; c'é chi adopera il cilicio e chi vende amplificatori che avrebbe invece dovuto tenere. Ognuno ha i suoi metodi.

Chi adopera il cilicio di solito però non ha mai il corrispettivo in termini di gratificazioni; non ricorre ad espedienti che facciano da contraltare, che lo facciano stare particolarmente bene. La sua bilancia ha un solo piatto.

La mia invece ha due piatti, e quando é stato il turno del piatto del male non ho esitato a vendere l'ampli; giunta la volta del riscatto, di mettere un peso sul piatto del bene, per pareggiare i conti non potevo che acquistare un ampli.

E rifacendomi a quello che diceva sopra BizBaz riguardo ai prezzi, senza alcun preavviso (neanche verso me stesso) mi sono fiondato all'interno di un negozio di strumenti musicali che vendeva un Blackstar usato.

Ero convinto che lo avrei portato a casa, ma dopo aver saggiato ingombri e pesi, ho rinunciato.

Al Blackstar, non alla gratificazione.

Sono uscito da lì con un Katana 100 MKII, nuovo.

Costato meno del Blackstar usato, era di dimensioni più contenute del Blackstar usato, e pesava un po' meno del Blackstar usato.

Se devo essere sincero, sono arrivato a casa con le pive nel sacco, ed un pezzetino di cuore in meno, lasciato nel negozio di strumenti musicali proprio lì, accanto al Blackstar.

Il Katana, però, si sentiva proprio bene.
Aveva anche un canale acustico.
La sua miriade di settaggi non faceva rimpiangere il suono del Blackstar;bastava smanettare un po'. E neanche tanto, considerata la miriade di roba su bosstonecentral.
Poi ho fatto anche l'upgrade del firmware, ed é magicamente comparso un altro equalizzatore parametrico.

Il pezzettino di cuore é rimasto sempre in negozio, ma la ferita rimasta ha iniziato a rimarginarsi.

Ho letto come ci siano stati problemi con le valvole del Blackstar, e credo che qualcuno abbia danneggiato la circuiteria nel cambiarle.

Il pezzettino di cuore batte ancora accanto il Blackstar, ma la ferita si é rimarginata, e rimane solo una cicatrice piccola piccola.


Il Katana ha tutti gli effetti che servono.
Se voglio usare i miei, li accetta di buon grado.
Accetta di buon grado anche i processori multieffetto.
Ha tutti i preset che servono, ed anche quelli che non servono.
Può andare direttamente nel mixer senza la necessità di microfonarlo.
Può anche andare SOLO nel mixer; lui sta zitto, ma io posso continuare ad usare i suoi effetti.
Accetta i comandi MIDI.
Lo posso collegare alla scheda audio.
Ha una potenza non indifferente, per cui fuori casa serve in un sacco di situazioni, ed é più leggero di un bidoncino dell'acqua.
Ha una manopolina per cui quando i vicini del piano di sotto ospitano qualcuno antipatico e rumoroso, ed io voglio disturbare loro come loro disturbano me, dimezza la potenza ma si fa ancora sentire; ed io evito di diventare sordo.
Quando gli ospiti antipatici vanno via, si può ruotare ulteriormente la manopolina, e la potenza erogabile diviene un ventesimo; ed io non disturbo più.

Ma perché mai dovrei avere un amplificatore diverso da questo? Perché in futuro, dovrei acquistare un altro amplificatore se non per un attacco di GAS?
Non c'é nulla che possa servirmi più di questo; e quand'anche ci fosse, non credo che potrebbe trasportarsi con facilità.

C'é tutto quello che serve , MA PROPRIO TUTTO, in una scatoletta posta in cima ad un cabinet di dimensioni contenutissime.

I progressi della tecnologia sono incredibili; certo, dovesse scoppiare la guerra atomica e si guastasse, nessuno potrebbe mai ripararlo. Ma per questo c'è la (brutta) copia del Marshall, che essendo a transistor, a componenti discreti, e su una PCB senza SMD, con la componentistica saldata "comoda" potrà sempre e comunque venire riparato. Ed ha comunque due canali, un equalizzatore a tre bande, una funzione di "shaping", e persino il riverbero a molla...
...ma lo sapete che il Blackstar l'hanno ancora, in negozio?
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