VINTAGE VAULT SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE
La Music Man Kaizen di Tosin Abasi in video
La Music Man Kaizen di Tosin Abasi in video
di [user #116] - pubblicato il

L’edizione limitata ideata da Tosin Abasi in collaborazione con Music Man compare in una serie di video ufficiali che ne raccontano la storia e fanno ascoltare all’opera l’originale multi-scala a sette corde.
Si chiama Kaizen e non è la prima esperienza di Tosin Abasi nel campo della liuteria elettrica. L’artista era già sceso in campo in prima persona nella progettazione di chitarre col suo brand personale Abasi Concepts, e sposa ora l’esperienza ultradecennale di Music Man per uno strumento dallo shape inedito e infarcito di caratteristiche costruttive all’avanguardia.

Sette corde, forma spigolosa ma inaspettatamente ergonomica e tastiera “a ventaglio”, la Kaizen è stata presentata al pubblico in occasione del Namm Show 2022. Ora ufficialmente in produzione, ma in una serie fortemente limitata.
Nel primo video diffuso da Music Man, Tosin ne racconta la nascita e le peculiarità.



Si tratta di uno strumento a sette corde con fanned fret e ponte mobile inclinato a creare una struttura multi-scala, che misura 24,75 pollici sul lato dei cantini e 25,5 sul Si basso.
Il body della Kaizen è in ontano finemente sagomato sul retro per adattarsi al meglio alla fisicità del musicista, ed è unito a un manico in acero figurato rifinito usando un mix di olio e cera. Completa il tutto una tastiera in ebano da 24 fret di tipo medium jumbo in acciaio.
Il ponte mobile Music Man con sellette inclinate garantisce stabilità, sound ed escursione morbida quanto estesa senza fare una piega negli utilizzi più intensi, e include una sordina per ridurre le vibrazioni indesiderate delle molle.
In cima alla paletta, una rivisitazione atipica delle linee Music Man, sette meccaniche Steinberger bloccanti Gearless riportano chiavini perpendicolari all’asse della paletta in modo da non sporgere ai lati, contribuendo a un look a dir poco futuristico.

La Music Man Kaizen di Tosin Abasi in video

Una tra le innovazioni sostanziali è da ricercare nell’elettronica. All’interno di un vano schermato per ridurre interferenze e rumori indesiderati, la Kaizen monta una coppia di pickup HT, sviluppati da Music Man sfruttando un innovativo trattamento ad alte temperature che sarebbe responsabile di una risposta cristallina e reattiva a fronte di un output considerevole, tra i più elevati sul mercato.
Un volume e un tono gestiscono l’uscita dei pickup, con un selettore a tre posizioni a miscelarne la voce con uno split appositamente studiato in posizione centrale.

Nel secondo video, Abasi ne dà un assaggio con un breve estratto nella finitura Spectraflare.



Più minacciosa nel look e decisamente più in linea con le palette cromatiche solitamente associate al personaggio di Tosin Abasi, la Apollo Black è la seconda finitura disponibile.



Si va in distorsione con un nuovo clip e il testimone passa a Nick DePirro.



Joshua De La Victoria mostra ancora un altro aspetto della Kaizen, muovendosi sull’orlo di un crunch appena accennato dal respiro estremamente moderno.



Il suono torna a ripulirsi per l’ultimo clip, un assaggio di ritmiche dai toni brillanti, dove la settima corda spicca per un timbro profondo eppure piacevolmente a fuoco.



La Kaizen rappresenta un esperimento di alta liuteria firmata a quattro mani da uno dei brand più apprezzati al mondo e un artista dalle doti e dalla consapevolezza sonora invidiabili. Si tratta di un’edizione limitata - che non si sa se avrà o meno un seguito - acquistabile anche direttamente dal sito ufficiale Music Man a questo link.
Per informazioni e disponibilità in Italia, rimandiamo al distributore Algam Eko.
chitarre elettriche kaizen music man tosin abasi
Link utili
Le prime Abasi Concepts
La presentazione della Music Man Kaizen al Namm
I pickup HT
Sito del distributore Algam Eko
Nascondi commenti     9
Loggati per commentare

di dariothery [user #12896]
commento del 29/11/2022 ore 09:11:23
Questo tizio è già alla terza chitarra con marchio diverso. Pare passi più tempo a vendere prodotti che a produrre musica
Rispondi
di reca6strings [user #50018]
commento del 29/11/2022 ore 18:01:15
E' un commento un po' approssimativo. Non sono un suo fan, ma bisogna essere onesti.
In primo luogo "Questo tizio" è uno dei migliori chitarristi progressive degli ultimi 20 anni, anzi secondo alcuni addetti ai lavori quello che maggiormente ha contribuito allo sviluppo del linguaggio musicale recente. Inoltre (e c'è anche scritto) ha un proprio marchio, perciò non capisco lo stupore se un imprenditore fa il proprio lavoro. A mio parere meglio un Abasi che sperimenta, studia e produce chitarre con delle novità piuttosto che un qualsiasi volto noto che appone la firma a strumenti vecchi di 60 anni.
Non mi pare neppure che si possa dire che Abasi produce poco: a 39 anni ha dato alle stampe otto album originali in studio ed ha partecipato a parecchie collaborazioni.
Infine, a mio parere, il valore di un musicista non si misura col numero di dischi che produce, però, ognuno la pensa come vuole.
Buona musica
Rispondi
di dariothery [user #12896]
commento del 29/11/2022 ore 18:16:00
quello che scrivi ha un suo senso logico ma mettiti nella testa di uno che dice "voglio suonare come Tosin Abasi" e si compra prima l'Ibanez, poi dice "ah no mi ci vuole la chitarra col suo marchio" poi "ah ora devo prendere la Music Man". A questo aggiungerei qualche domanda sulla fiducia da porre nelle "promesse" di un endorser: ma quindi a sto punto, è meglio un'Ibanez o una Music Man, oppure una delle chitarre a suo nome?
Rimango dell'opinione che il panorama degli strumenti oggi sia inondato da TROPPI prodotti signature o riconducibili a testimonial che nulla aggiungono al valore degli strumenti stessi. Ma si sa, è il modello di business dell'industria musicale ad essere totalmente cambiato e noi ora siamo visti più come consumatori di prodotti che di musica...
C'è un famoso session man italiano che cambia ogni tot anni marchio ed anche in quel caso mi piacerebbe fare qualche domanda a chi sulla carta giurerebbe sulla mamma per una Gibson oggi e per una PRS domani.

In merito alla produzione musicale, speravo fosse chiaro si trattasse di una battuta (infatti ho scritto PARE) ma si vede che non è arrivato il messaggio.
Rispondi
di THE_Luke [user #31235]
commento del 30/11/2022 ore 08:34:46
il fatto che uno VOGLIA (sottolineo VOGLIA, non DEBBA) suonare come il suo idolo implica che cerchi lo strumento adatto, non necessariamente lo stumento uguale a quello che suona lui.
Adoro Nuno almeno quanto adoro Loomis, ma non per questo ho una N4 e una delle tante Signature di Loomis. E sfido chiunque a dirmi che una schecter C7 con pickup attivi non suoni come la Crimson in una Rectifier boostata con un ts808 o simile.

Farsi influenzare, prendere spunti, idee, suonare anche "nello stile di..." OK, ma farsi influenzare a tal punto PER ME non ha senso, perdi di identità, ti trasformi nella copia di qualcuno che non sei tu, e (come diceva Freccia) «credo che da te stesso non ci scappi neanche se sei Eddie Mercx».
Se credi che per suonare come Tosin devi avere il modello di chitarra che usa lui, allora è giusto che tu ti perda tra tutte le sue signature, ma temo non arriverai a suonare cosi, neanche con il suo stesso intero rig.
Se vuoi suonare come Tosin non ti serve la chitarra di Tosin.
Se vuoi suonare come Tosin ti serve una chitarra con un numero di corde maggiore di 6 e scala lunga, axe-fx... e poi, caro mio, spaccati testa e dita per diventare bravo anche solo la metà.

[mi rivolgo ad un "tu" generico, non necessariamente a dariothery, l'autore del post]
Rispondi
di reca6strings [user #50018]
commento del 30/11/2022 ore 11:16:12
Grazie per la precisazione. La stessa obiezione la feci qualche tempo fa rispetto alla (mi pare) terza signature di Marco Sfogli di cui l'anno precedente avevo letto un'intervista in cui magnificava la chitarra che Ibanez gli aveva fatto. Ormai abbiamo capito che il mondo delle firme si divide in tre: signature vere, ossia chitarre con specifiche e caratteristiche assai personali o innovative e signature ad honorem: strumenti in tutto e per tutto ordinari, ma siccome il guitar hero di turno li usa, se ne fa un modello con firma che così si vende a costo maggiorato. Sulle prime nulla da dire e se un chitarrista evolve e fa evolvere lo strumento lo si può seguire o meno; anche sulle seconde nulla da dire, perchè non hanno proprio nulla da dire. La terza categoria è Slash, che firma la qualunque.
Buona musica
Rispondi
di kross [user #16328]
commento del 30/11/2022 ore 09:42:43
Ciao Dario, io penso che nel nostro essere "amatori" non ci rendiamo a conto della complessità dei processi che ci sono dietro al prodotto finito. Abasi è un musicista professionista, questo implica il fatto che lui di musica vive, dobbiamo forse uscire dallo schema per il quale un musicista è un artista puro dal cuore incorruttibile. Essere un "pro" vuol dire essere un imprenditore di se stessi, fare business attraverso la musica e gli aspetti che la circondano.
Un amatore non ha la reale percezione di cosa c'è dietro alla produzione professionale di un album, i contratti, la promozione, la distribuzione, il marketing, l'organizzazione di un tour. Di conseguenza i costi annessi, gli eventuali profitti e il bilancio che deve prevedere un "+" davanti per far si che il nostro artista arrivi a mangiare qualcosa che non siano le corde della sua chitarra. Se poi arriva a mangiare caviale seduto sul cofano di una Ferrari, buon per lui, a me personalmente interessa la sua musica.
Così come i processi di endorsement con le aziende produttrici di strumenti ...sono affari. E gli affari fanno parte del mondo della musica ed è corretto che vengano condotti come tali. Il romanticismo che vuole che tutti i chitarristi abbiano la loro "sacra ascia" costruita con le assi del caminetto come Brian May è anacronistico (tra l'altro sfiderei chiunque a suonare come May con in mano uno strumento così!).
Il gusto non si discute, ma in una visione di sviluppo della musica, di innovazione e di cambiamento, io dico evviva tutti gli Abasi del mondo che sperimentano, spostano avanti i limiti e osano. E nel farlo generano un profitto e muovono porzioni di economia, frutto di una visione completa di musicista professionista.

Buona musica ;)
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 30/11/2022 ore 15:36:54
A parte le risposte degli altri utenti, che sostanzialmente condivido, bisogna anche tenere conto del fatto che gli endorsements sono prima di tutto dei contratti: con un compenso e una durata temporale.
Ormai credo che nessuna azienda tenda a legarsi "per sempre" ad un artista, come succedeva ai tempi di Les Paul o Wes Montgomery, etc. I contratti durano qualche anno (o meno, a seconda dell'importanza dell'artista in questione).
Premesso questo, credo che per qualsiasi musicista sia molto gratificante essere scelto da un marchio noto per sviluppare uno strumento in team (anche a prescindere dal ritorno economico). Noto però che nella maggior parte dei casi all'euforia iniziale subentra un deciso ridimensionamento, imposto da limiti produttivi e di budget stabiliti dall'azienda... e a volte si finisce proprio con uno strumento che di originale ha solo la firma, il colore e poco altro.
Non seguo Abasi (e il suo genere musicale) e non conosco gli altri strumenti con la sua firma, ma direi che questo è oggettivamente qualcosa di particolare, soprattutto all'interno della produzione ErnieBall, per cui ben venga.
Se poi qualcuno pensa che con questa chitarra suonerà come lui, o che per suonare come lui ci voglia questa chitarra... beh, gli ingenui sono sempre esistiti. E il marketing ci va a nozze.
Rispondi
di Ampless utente non più registrato
commento del 30/11/2022 ore 11:35:13
Quando io comprai nel 98 la mia Ibanez 90th anniversary modello John Petrucci signature, non sapevo nemmeno chi fossero i Dream Theather, o per lo meno non avevo in casa nemmeno uno dei loro dischi,
per cui non è detto chi compra una signature debba essere per forza un fan di chi ha messo la firma sulla chitarra..
ci sono chitarre belle e affascinanti che portano una firma di qualche artista più o meno famoso che possono attirarci per la loro bellezza, per il loro suono o suonabilità
Io ad esempio non sono un fan degli Oasis, ma se trovassi la Epiphone union jack signature di Noel Gallagher la comprerei subito perché per me è bellissima e la comprerei senza nemmeno provarla, solo per il suo look estetico che io adoro..
Rispondi
di umanile [user #42324]
commento del 01/12/2022 ore 08:58:
Somigliano alle Manne di qualche anno fa.
Rispondi
Altro da leggere
Finiture vintage, pickup inediti e il ritorno del palissandro con le Fender Player II
QX52: headless ibanez con tasti “storti” in video
SC-Custom III è la single-cut versatile di Harley Benton
The Aston Martin Project: verniciatura fai-da-te
Rikkers Hybridline: dai Paesi Bassi, il meglio dei due mondi
Tono TBX e manico custom: Susan Tedeschi racconta la sua Telecaster signature
Articoli più letti
Seguici anche su:
Scrivono i lettori
The Aston Martin Project: verniciatura fai-da-te
Perché ti serve un pedale preamp e come puoi utilizzarlo
Vedere la chitarra oggi: io la penso così
La mia LadyBird
Gibson Les Paul R0 BOTB
Serve davvero cambiare qualcosa?
70 watt non ti bastano? Arriva a 100 watt!
Manuale di sopravvivenza digitale
Hotone Omni AC: quel plus per la chitarra acustica
Charvel Pro-Mod DK24 HSH 2PT CM Mahogany Natural




Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964