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La storia della Stratocaster: il mio contributo
La storia della Stratocaster: il mio contributo
di [user #17844] - pubblicato il

Una saga che ha dell’epico: un’icona che risorge dalle proprie ceneri fino a conquistare l’antico splendore e spingersi addirittura oltre. Raccontare la Stratocaster post-CBS fino a oggi non è stato facile, ma anche tanto divertente.
Il libro “Stratocaster - Sei Corde Nella Leggenda” è fuori ora. Un lavoro a tutto tondo tra storia, retroscena, curiosità e approfondimenti sulla chitarra elettrica più diffusa al mondo e, per certi versi, la più influente in assoluto.
È un’opera che intreccia le firme del collezionista ed esperto di vintage Francesco Balossino, del giornalista e fondatore di Accordo.it Alberto Biraghi, del giornalista, musicista e cuore pulsante della didattica di Accordo.it Gianni Rojatti e, per la prima volta su un volume cartaceo, anche la mia firma.

La storia della Stratocaster: il mio contributo

Scrivo di chitarre e dintorni ormai dal… cavolo, dal 2009! Negli ultimi 13 anni ho seguito le novità di mercato e le sue evoluzioni nel tempo, ogni volta innamorandomi dell’ennesima reissue, del modello inedito o della limited edition di turno. È una caratteristica rischiosa, come ogni malato di GAS sa bene, ma è tornata utile per fare ordine in quella turbolenta fase di storia in cui la Stratocaster è cresciuta a dismisura, diventando un riferimento universale e declinandosi in decine, centinaia di varianti sotto il solo tetto di Fender.
È di quel preciso capitolo che mi sono occupato nella stesura di questo libro: quella parentesi che, dalla nascita di Fender Musical Instruments a seguito del tramonto CBS, conduce il colosso alla sua sfavillante forma attuale.

Non è stato facile riassumere l’impressionante mole di materiale che la Stratocaster ha prodotto negli ultimi decenni all’interno delle pagine di un solo libro, e forse non sarebbe stato interessante farlo in modo diverso.
Per questo nel volume non troverete una noiosa sfilata di modelli con schede tecniche, ma un racconto di come la Stratocaster è cambiata, cresciuta fino ai giorni nostri, di come si sono succedute le fabbriche che ne hanno prodotte, dagli USA all’immancabile Messico, fino a toccare le sponde della Cina e del Brasile.

Basti pensare che nel 2004, per fare un esempio, compaiono la bellezza di 57 modelli di Stratocaster nel catalogo Fender, senza contare Squier e Custom Shop.
Il trend ci ha messo tempo a invertirsi, e solo nel 2019 il CEO Andy Mooney raccontava in un’intervista: ”una delle cose che ho imparato nel mio periodo alla Nike è che più grande è la fetta di mercato, maggiore è la necessità di creare una scelta più vasta di prodotti, così la gente può avere accesso al brand ma continuare a sentirsi differente. Lo sai, tutti vogliono essere uguali e tutti vogliono essere diversi”.

La logica del “less is more” impazzisce davanti a una dichiarazione del genere, ma i numeri, è innegabile, gli danno ragione. D’altra parte, Mooney non è nuovo a uscite di questo tipo, che possono suonare addirittura rudi alle orecchie di un italiano, ma nell’ottica di un imprenditore americano dimostrano una visione aziendale estremamente chiara.
Si pensi a quando - in piena crisi dei materiali a inizio 2022 - spiegava candidamente di aver alzato i prezzi fino del 10% al solo scopo di tenere a bada le richieste, così alte da non riuscire a starci dietro. Una tassa sull’hype, insomma, perfettamente sensata per le leggi di mercato.

La storia della Stratocaster: il mio contributo

A ben vedere, però, una forte re-ingegnerizzazione il catalogo Fender l’ha vissuta. La scelta è ancora tanta, ma sparisce quel senso di confusione che investiva chiunque aprisse un listino negli anni 2000.
Più che allargato, il recente catalogo viene rinfrescato con frequenza e riceve alternative realmente diverse dai modelli precedenti. È un approccio differente, che accontenta un po’ tutti: il mercato da una parte non rischia mai di diventare stagnante, e dall’altra i musicisti sono costantemente stuzzicati da scelte originali, pur senza esserne sopraffatti.

Solo su questo tema ci sarebbe materiale a sufficienza per un libro intero, ma andiamo con ordine: sono fiero di presentarvi “Stratocaster - Sei Corde Nella Leggenda”, il primo volume edito da Accordo.it interamente dedicato alla Fender Stratocaster e agli artisti che l’hanno resa grande.
Buona lettura!
chitarre elettriche fender libri stratocaster
Link utili
Andy Mooney e la crisi produttiva
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di marcoecami [user #54447]
commento del 07/12/2022 ore 22:06:21
Fender è un'azienda molto ben gestita, che ha vinto tornando a concentrarsi sui propri prodotti. Hanno scommesso sulla qualità e possono permettersi di vendere i loro strumenti a prezzi molto alti e secondo me con margini elevati. Chi gestisce aziende, sa che questa è la condizione migliore in cui posizionarsi. Certo, hanno una grandissima storia, con mostri sacri che l'hanno "aiutata" ad essere quella che è oggi, però non è sempre stata così forte come immagine ed in certi momenti si parlava tanto di altri marchi. Oggi Fender è il punto di riferimento e gli avversari in termine di immagine e quote di mercato, sono molto lontani.
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di Max Scarpanti [user #56093]
commento del 08/12/2022 ore 10:04:46
Per me dovrebbe chiamarsi Cartafera

CARson Bill: testò per un paio d'anni la Telecaster, poi disse a Leo cosa bisognava fare per renderla ergonomica: smussature al corpo, un ponte tremolo e anche la paletta. Nacque il corpo della Stratocaster. Prendete una custodia rigida sagomata, andrà alla perfezione per entrambe.

TAvares Freddie: l'ingegnere che aiutò Leo per dar vita al tremolo

FEnder Leo: diede un grande aiuto a Freddie Tavares

RAndal Don: il braccio destro di Leo. diede il nome a tutti gli strumenti Fender. Nel caso della Stratocaster prese spunto dalla stratosfera e ai primi progetti per andare sulla luna

Quattro sono stati gli inventori della Stratocaster
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di DiPaolo [user #48659]
commento del 08/12/2022 ore 10:21:14
Ricordiamo anche Rex Gallione, collaboratore di Leonidas, che suggerì lo scalmo posteriore superiore nel corpo, che altrimenti avrebbe "scavato" nelle costole
vai al link
scalmo che oggi è adottato praticamente (salvo che nelle chitarre con bindig posteriore) da tutti. Paul.
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di TOX [user #41333]
commento del 08/12/2022 ore 15:49:53
Ho immediatamente ordinato questo libro, come tutti quelli realizzati da accordo che trovo molto ben fatti. Mi ha incuriosito il fatto che sia indicata l'era POST-CBS perchè del periodo PRE si è scritto e decantato moltissimo ma ( da quel poco che ne so personalmente) non moltissimo del POST.
Grazie agli autori per l'ottima iniziativa
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di Ampless [user #60399]
commento del 08/12/2022 ore 18:19:06
Mi incuriosisce, ma esiste solo la versione cartacea, o anche in formato kindle?
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di alberto biraghi [user #3]
commento del 09/12/2022 ore 11:27:21
Ci abbiamo pensato, ma le immagini non lo consentono. È un libro da leggere e da sfogliare.
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di MM [user #34535]
commento del 08/12/2022 ore 19:53:40
Sinceramente, il mio primo pensiero è stato: ma c’è ancora qualcosa da scrivere su questa che è la chitarra più innovativa, mai costruita? Non è già stato detto tutto?
… ma, forse no, credo che vi darò fiducia.
Rispondi
di geps [user #37612]
commento del 09/12/2022 ore 11:13:04
Sì però "fuori ora" facciamolo dire a Elettra Lamborghini...
Rispondi
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