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Ecco come sono stato truffato - Pt. 2
Ecco come sono stato truffato - Pt. 2
di [user #50760] - pubblicato il

La settimana scorsa vi avevo raccontato per filo e per segno come fossi incappato in una truffa su un portale di annunci. Vediamo ora come sta evolvendo questa spiacevolissima situazione. Un'evoluzione non proprio uguale a come la immaginavo.
Per chi se lo fosse perso, ecco qui il racconto di come sono stato fregato. Si tratta di un'esposizione dei fatti molto dettagliata, in ordine cronologico, che forse potrà aiutarvi a drizzare le antenne qualora vi trovaste di fronte a certi soggetti. A proposito, tengo molto a ringraziare i tanti di voi che hanno commentato l'articolo, anche con parole di sostegno che - pur non essendo per fortuna una situazione troppo grave - mi hanno fatto un enorme piacere. È proprio vero che chi ama la musica ha una marcia in più in fatto di interesse verso gli altri e i loro problemi. Io questa la chiamo umanità e poche sono le cose che abbiano altrettanto valore.
Comunque, a chi non avesse letto la storia e non avesse il tempo per farlo adesso, propongo una sintesi.

Il giorno 23 dicembre, alla ricerca di un Line 6 POD Go usato, mi sono imbattuto in un annuncio interessante: credibile per tono e contenuto, con un prezzo basso ma non impossibile (300 euro). Rispondo ed entro in contatto, attraverso Whatsapp, con un tizio garbato e tranquillo, che mi invia subito foto dettagliate dell'oggetto e che - alla mia richiesta di pagarlo con bonifico istantaneo - mi risponde che preferisce PayPal. Ci risentiamo la mattina del 24, con tutta calma, e mi dice di aver già impacchettato il POD Go, che potrebbe partire nel pomeriggio (nonostante sia la vigilia di Natale) da un centro di spedizioni vicino casa sua (a Savona), grazie a un suo amico che lavora dentro questo centro. Io mi faccio dare nomi e cognomi, verifico gli indirizzi del venditore e dello spedizioniere, cioè verifico che esistano e non siano troppo distanti, chiamo persino il negozio, che però risulta chiuso. Il venditore mi rassicura: "Certo, è chiuso ai privati ma non alle aziende". Dato il tipo di conversazione, nella quale il sedicente venditore si mostra peraltro disponibilissimo (anzi, è lui a proporlo) a farmi avere tracking etc non appena lui avesse apposto l'indirizzo di spedizione sulla bolla, con un po' di superficialità acconsento a pagare con PayPal (strumento che uso di rado), in modalità "amici-familiari", che lui mi chiede di utilizzare per non dover pagare commissioni. Così lo pago e praticamente lui scompare, smette di ricevere i messaggi, non risponde alle chiamate e il giorno di Natale mi invia un messaggio stereotipato e insignificante, assicurandomi che il pacco sarebbe partito il giorno dopo (a Santo Stefano?!).
Ovviamente non ho ricevuto nulla né l'ho mai più sentito.

Ecco come sono stato truffato - Pt. 2
Mi piace pensare che questi siano i Carabinieri che colgono sul fatto il venditore truffaldino.

Come mi sono mosso dopo quel momento? Per prima cosa contatto PayPal: spiego la situazione a un operatore molto gentile e professionale che mi spiega cosa possono fare loro in questi casi, cioè non molto essendo una transazione in modalità "amici-familiari". L'unica azione possibile per loro è inviare una email al titolare dell'account PayPal (del quale, per la privacy, non possono darmi i dati!), nella quale lo sollecitano a restituirmi la somma. Credo la email sia stata inviata, ma io non ne ho più saputo nulla. Oltre a questo, l'operatore mi invita, come da prassi, di chiedere il riaccredito del denaro sempre attraverso PayPal: lo faccio giusto perché ci sia traccia anche di questo, ma già sapendo che la mia richiesta sarà ignorata... e infatti.

Dopo di che, come molti mi avevano consigliato, sono andato alla Polizia Postale per sporgere denuncia. Disponibilissimo, l'agente mi spiega però che per denunciare questa fattispecie di reato, cioè la truffa, mi devo rivolgere alla Polizia "normale" o ai Carabinieri e aggiunge che, per evitare di farmi "rimbalzare", conviene che io vada in caserma con gli screenshot delle chat già stampati e, soprattutto, che io abbia qualcosa (meglio un documento cartaceo) che dia prova dell'avvenuto pagamento, ragion per cui mi consiglia di recarmi prima alla mia banca.
Così vado alla mia filiale e un solerte impiegato, oltre a fornirmi la stampa con il movimento bancario in favore dell'utente PayPal "tal dei tali", letteralmente mi illumina di speranza dicendomi che, una volta sporta la denuncia, potrò scannerizzarla e inviarla, insieme a un apposito modulo opportunamente compilato, a un loro (dell'istituto bancario) indirizzo dedicato. A quel punto - mi dice - la banca dopo le opportune verifiche riaccrediterà sul mio conto la somma. Mi sembra qualcosa di impossibile, anche perché non ricordo di aver mai sottoscritto assicurazioni particolari per questo tipo di evenienze, perciò chiedo all'impiegato se ne è proprio certo, ricordandogli che ho pagato con PayPal in modalità "amici-familiari" e lui mi risponde di sì e che sarà poi la banca a vedersela con PayPal.

Armato del foglio che attesta il movimento bancario e delle stampe con le chat e quant'altro, vado quindi dai Carabinieri. Qui, bisogna dirlo, vengo un po' trattato come un pollo e vengo avvisato del fatto che è impossibile che io riveda i miei soldi, anche perché il numero di telefono del tizio con cui ho fatto la trattativa risulterà certamente intestato a qualche utente ignaro, tipicamente uno straniero non più in Italia da anni o cose del genere. Spiego dunque ai Carabinieri che la mia banca mi ha detto che, a fronte della denuncia, mi risarcirà. I Carabinieri si mostrano molto scettici a riguardo ma, forse per non darmi un ulteriore dispiacere, raccolgono comunque la denuncia. Faccio loro presente di avere con me le chat stampate, che includono molti dati, tra i quali anche l'indirizzo (raginevolmente falso, d'accordoo) del truffatore, ma a loro interessa unicamente il suo numero di telefono. Glielo detto, dopo di che mi congedano, rilasciandomi copia di questa denuncia estremamente stringata e priva di tanti dettagli che a me parevano essenziali. Pensate che addirittura ho dovuto insistere per far inserire il numero della mia carta di credito (a cui si è appoggiata la transazione).  
Nel momento in cui vi scrivo, ho appena inviato alla banca il modulo con la denuncia allegata, quindi non so ancora se davvero sarò così fortunato da riavere i 300 euro o meno. Francamente, ne dubito. Ma, se fosse, sarebbe davvero un bel regalo di Natale.
Quanto al destino del truffatore, i carabinieri mi spiegano che molto (ma molto) probabilmente, rintracciarlo sarà impossibile e che le persone come lui, in Italia, non sono tante... Sono TANTISSIME. E che i polli sono molti di più. Quindi ragazzi occhio. Vi tengo aggiornati.
curiosità pedaliere multieffetto per chitarra
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di MTB70 [user #26791]
commento del 05/01/2023 ore 09:57:04
Mi permetto un commento sull’ultima parte: se è vero che in Italia sono tantissimi a cercare di fregare il prossimo non è tanto perché l’Italia sia un paese di disonesti, quanto piuttosto perché è un paese che tollera amichevolmente i disonesti. Chi di noi non ha uno zio o un cugino che evade allegramente e nemmeno tanto nascostamente le tasse, magari vantandosi pure? E non chiedo neppure se lo abbiamo denunciato, ma gli abbiamo almeno tolto il saluto, ci abbiamo mai litigato? No, figuriamoci, sarebbe “maleducato” (chissà perché, rubare non è considerato altrettanto maleducato). Quando lo incontriamo lo salutiamo, ci facciamo quattro chiacchiere col sorriso sulle labbra, chissà perché convinti che abbia rubato ad altri e non a noi, e che in fondo cosa vuoi che sia, lo fanno tutti e se solo anche i dipendenti ed i pensionati potessero…
Da questo clima di tolleranza verso i furbetti nasce un esercito di disonesti di piccolo calibro come quelli dell’annuncio; non spietati assassini, per carità, ma furbetti come i personaggi di Sordi che vivono fregando il prossimo e, ne sono sicuro, se ci parlate fanno pure le vittime del sistema. Sfogo finito.
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 05/01/2023 ore 11:38:53
Poche volte ho letto un commento così condivisibile e puntuale. Purtroppo è così: ci viene più facile tollerare i furbi, piuttosto che litigare con loro
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 05/01/2023 ore 11:52:50
Sono perfettamente d'accordo con te, l'italia è questo.
Però, se posso, rilancio.
L'italia è anche un paese (e lo dimostra tutti i giorni, con i propri apparati, amministrativi, politici, di servizio, e chi più ne ha più ne metta), che il denaro pubblico: o lo spende malissimo, o se lo intasca. Parliamo della quantità enorme di denaro che tutti i giorni i lavoratori dipendenti e i lavoratori autonomi onesti (che sono una marea, che lavorano per aziende, quindi fatturano tutto) o imprenditori che pagano i loro dipendento ogni santo mese, cacciano dalla propria tasca.
So che è un "cane che si morde la coda", ma è anche per questo, che l'italiano è portato ad aggirare il sistema fiscale.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 05/01/2023 ore 12:44:55
Non sono così sicuro che tra i due fenomeni ci sia consequenzialità ma è senz'altro vero che molti Italiani non solo tollerino ma addirittura ammirino i furbetti. Il problema, come hai giustamente osservato, è la mancanza di percezione del danno alla collettività che arrecano comportamenti antisociali come l'evasione fiscale, lo sfruttamento del lavoro ecc. ma anche, banalmente, comportamenti meno gravi ma che complessivamente creano grande disagio, come ad esempio lo smaltimento non corretto di rifiuti ingombranti o inquinanti (accanto ai cassonetti, ma anche ai margini delle strade, si trova di tutto, dai divani ai frigoriferi): c'è qualcuno che denuncia?
Ne abbiamo di strada da fare per diventare un paese civile
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 05/01/2023 ore 15:09:09
Sui rifiuti ingombranti (e non) a fianco dei cassonetti, nella mia città c'è molta gente che denuncia, me compreso; il dramma è che non serve, è come denunciare al vento.
Siamo un paese con miliardi di regole e leggi, ma nessuno che le fa rispettare... e credi che con questi che ci governano adesso cambi qualcosa?
Il cittadino, o lo educhi, anche severamente, o non imparerà mai.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 05/01/2023 ore 15:51:17
Ma infatti con le denunce si ottiene poco (però almeno dopo qualche giorno portano via) ed è il motivo per il quale la gente ci rinuncia.
Rispondi
di Jumpy [user #1050]
commento del 06/01/2023 ore 20:45:42
ne ho purtroppo esperienza diretta, in un contesto completamente diverso e per una cifra circa dieci volte superiore. Purtroppo in Italia la legge è talmente lenta e farraginosa che un debitore in malafede ha tutto il tempo e la tranquillità di rendersi irrintracciabile (trasferirsi senza far cambio di residenza anche in un altro Stato) lasciandosi dietro una lunga serie di mancati pagamenti che non verranno mai saldati e piccoli reati.
Rispondi
di sonicnoize [user #36973]
commento del 05/01/2023 ore 11:01:51
In ogni caso questo è diventato un comportamento diffuso e mi chiedo quali strumenti concreti si abbiano per intercettare eventuali frodatori in una trattativa tra privati.

basta evitare il canale paypal e ricarica Postepay?

Sembra veramente impossibile avere la certezza di concludere una trattativa con spedizionedell'oggetto senza la possibilità di complicazioni
Rispondi
di Kika [user #56300]
commento del 05/01/2023 ore 13:46:4
Io utilizzo il noto sito di compravendita online che si fa da tramite per pagamenti su bonifico e spese di spedizione: mi sembra una soluzione sicura e pratica, di solito vendo, ma anche nei pochi acquisti non ho mai avuto problemi
Rispondi
di Cym [user #44316]
commento del 05/01/2023 ore 11:43:20
Avevo già letto il tuo primo post, e so per esperienza diretta che queste cose lasciano un forte senso di frustrazione, al di là del fatto che spero proprio che ti rimborsino, facci sapere come va a finire.
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 05/01/2023 ore 11:45:33
Grazie! Vi farò certamente sapere
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 05/01/2023 ore 11:54:4
Se la banca ti risarcisce (te lo auguro), ti stringerò virtualmente la mano per il culo... si presenterebbe un caso più unico che raro.
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 05/01/2023 ore 11:56:47
Dubito fortemente che accada, nonostante l’impiegato me l’abbia dato “per certo”.
Secondo me si è confuso o non sono stato capace di spiegargli bene la situazione
Rispondi
di Logan72 [user #20857]
commento del 06/01/2023 ore 08:18:25
Ciao,
Per esperienza pregressa posso dirti di essere invece moderatamente fiducioso che ti venga rimborsato dal tuo istituito. Anni fa clonarono la postepay di mia moglie portando via quel poco che avevamo lasciato in giacenza. Poco più di cento euro mi pare di ricordare, i soldi erano andati a finire in un casinò on line in Russia. Dopo denuncia, blocco carta, disconoscimento operazione (e un pò di tempo), le poste ci hanno ri accreditato la somma sulla nuova carta. Non demordere secondo me le possibilità di rimborso sono concrete....
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 05/01/2023 ore 12:15:51
Mi sembra improbabile la fiducia che il cassiere della banca ripone nella sua stessa azienda... A me per farmi riaccreditare dei bancomat errati per doppia transazione del POS di rifornimento carburante ho faticato un anno, mi accreditavano i soldi poi me li ritoglievano al saldo del mese successivo, un'odissea. Comunque spero che tu riabbia indietro tutto, s'intende, non fa piacere farsi rubare soldi da un ladro. Ciao!
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 05/01/2023 ore 16:58:22
un paio di cose.
prima di tutto Polizia e Carabinieri sono obbligati a prendere una denuncia, qualunque essa sia (letteralmente). se non lo fanno commettono loro stessi un crimine.

seconda cosa: se sono tanto sicuri che non si possa fare niente è perché sono loro degli ignoranti visto che un account paypal è legato ad una carta di credito o prepagata, e quest'ultima è legata ad un documento d'identità. pertanto le generalità di chi ti truffa da qualche parte sono registrate.
a me successe anni fa per l'acquisto di biglietti per un concerto con ricarica poste pay, feci denuncia e con i dati rintracciarono la persona.
non sapevo che per riavere i soldi avrei dovuto ingaggiare un avvocato invece di fare con quello di ufficio ma il truffatore è stato comunque condannato.
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 05/01/2023 ore 17:09:2
Anche quello d'ufficio è un avvocato, e anche quello va pagato, chiaramente.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 06/01/2023 ore 14:41:45
Esatto.
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 07/01/2023 ore 13:49:06
quello d'ufficio mi risulta lo paghi lo stato perché quando mi convocarono in tribunale non sapevo niente di quel che dovevo fare, arrivato li l'avvocato si presentò, mi "difese" (in realtà riferì in burocratichese le mie osservazioni) e finita la convocazione sparì.
mai più visto ne sentito, e nessuno mi ha mai mandato un conto da pagare
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 08/01/2023 ore 21:17:00
Lo Stato paga l'avvocato se il cliente ha diritto al gratuito patrocinio. Se non ne ha diritto lo Stato non paga. Ma non c'è differenza tra l'avvocato d'ufficio e quello di fiducia.
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 09/01/2023 ore 14:50:47
Non conosco la questione per cui tu sia finito imputato o indagato, ma l'avvocato d'ufficio si paga al pari di quello di fiducia. Se, poi, non ti ha mandato il conto, almeno ringrazialo, invece di dargli del passacarte.
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 09/01/2023 ore 16:01:40
non ero io imputato o indagato e non ho dato del passacarte all'avvocato d'ufficio.
io ero quello truffato.
resta il fatto che anche la più banale delle ovvietà l'ho dovuta suggerire io, ovvero che per avere una carta postepay devi fornire un documento d'identità
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 09/01/2023 ore 16:16:17
Se sei persona offesa non v'è motivo alcuno per cui ti debba essere nominato un difensore d'ufficio. Mi sai che non hai capito quel che stava succedendo.
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 10/01/2023 ore 08:58:08
ok, ricominciamo.
primo, se sei persona del mestiere dillo, almeno capisco con chi sto parlando.
secondo: IO ho fatto una denuncia per truffa (260€ per 2 biglietti di un concerto).
quando sono stato convocato come testimone e/o parte lesa un tizio nell'aula di tribunale si presentò come avvocato d'ufficio.
io non so come funziona, non è mia competenza, riporto dei fatti: comunque a fine giornata la persona che avevo denunciato fu "condannata" a 4 mesi, io chiesi per il rimborso ed l'avvocato (presunto a questo punto) mi disse che per riavere i soldi avrei dovuto nominare io un mio avvocato (informazione che NESSUNO mi aveva detto prima e che non ero neanche tenuto a sapere dato che sono stato convocato dopo più di un anno dalla denuncia senza aver mai avuto notizie prima, se lo avessi saputo lo avrei preso).

questi sono i fatti.
a questo punto ti chiedo la cortesia di spiegarmi cosa intendi con "Mi sai che non hai capito quel che stava succedendo", perché a occhio sembra che tu stia dando a me del truffatore e visto che non solo non mi conosci ma non eri neanche presente il minimo che possa fare è ritenere che tu mi stia offendendo.
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 10/01/2023 ore 12:04:5
1. sì, sono persona del mestiere;
2. se sei persona offesa non ti è mai stato nominato nessun avvocato d'ufficio...
3. ...ma ti dev'essere stato notificato il decreto di citazione diretta a giudizio almeno 60 giorni prima, e avevi tutto il tempo di costituirti parte civile a mezzo difensore di fiducia;
4. se quella buon'anima del difensore d'ufficio (che non difese te, ma l'imputato) si prese pure la briga di "tradurre in burocratichese" quello che stavi provando a dire, ringrazialo, perché non era nemmeno tenuto a farlo;
5. ...anche perché, in caso diverso, avresti dovuto comunque pagarlo;
6. confermo quindi che non hai capito quel che stava succedendo;
7. perdona, ma se vieni a dire che in un procedimento penale sei stato assistito da un avvocato d'ufficio, chi ti legge non può che capire che tu eri l'imputato (o l'indagato). Se per questo ti senti anche offeso, non so che farci.
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 10/01/2023 ore 16:05:31
senti, io non so che dirti.
l'avvocato dell'indagato era uno del foro (scusa l'eventuale accento mancante) di Firenze, l'indagato non era presente e poi, ripeto, c'era questo tizio che ha "accompagnato" me, l'ho trovato in aula ed è venuto lui da me.
si è seduto accanto a me e quando ho dovuto contestare qualcosa l'ho riferito a questo soggetto, lui ha fatto da tramite.
evidentemente ho avuto le allucinazioni, che ti devo dire.

avevo 27 anni o giù di li, a te sembrerà normale sapere che dovevo costituirmi parte civile perché sei del mestiere (ora ne ho 40 e non ho idea di cosa significhi), per me non lo è, visto che quella è stata la prima e (spero) unica volta che ho messo piede in un tribunale.
Rispondi
di onlyfender [user #5881]
commento del 05/01/2023 ore 17:13:40
E' strano che gli basti solo il numero di telefono, forse la procedura varia da città a città o è cambiata negli ultimi anni. Per quello che è la mia esperienza la denuncia si faceva presso la polizia postale e più info gli davi meglio era (ricordo avessero compilato un vero e proprio fascicolo con tutto il dettaglio di tutto l'accaduto).
Comunque è possibile che essendo una transazione fraudolenta con carta di credito, la cui richiesta di rimborso è avvenuta entro 30 giorni dall'accaduto, ci sia una qualche speranza di riavere indietro il denaro tramite la banca.
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 05/01/2023 ore 17:17:47
È sembrato stranissimo anche a me: sono arrivato dai Carabinieri con le stampe di chat whatsapp, del pagamento su PayPal… e praticamente mi hanno “assecondato” due minuti e basta. Dubito che facciano qualcosa, forse appunto verificare l’utenza telefonica (senza speranza di ottenere info significative, come loro stessi mi hanno anticipato).
Rispondi
di 9hours [user #43500]
commento del 05/01/2023 ore 17:29:17
Mi spiace perché, quando accadono queste vicende, oltre all'ovvio giramento per la somma sfumata, il problema è che per un bel po' non ci si fiderà più di nessuno. E se è vero che è pieno di truffatori è anche vero che la maggior parte (voglio credere) sono persone oneste. Anche a me è capitato, ma con ricambi per moto e con altre modalità (e più di una volta...). Comunque sul rimborso mi metterei l'anima in pace, purtroppo.
Rispondi
di OliverJR [user #60182]
commento del 05/01/2023 ore 18:04:51
In bocca al lupo Fabio! Purtroppo come ampiamente già scritto il mondo ed in particolare l'italia è dei disonesti, non della gente per bene
Rispondi
di ottaviothevoice [user #39714]
commento del 05/01/2023 ore 19:17:38
beh, in bocca al lupo ;-)
Rispondi
di DAME54 [user #53104]
commento del 05/01/2023 ore 20:40:05
La disavventura di Fabio mi conferma la giustezza del mio comportamento: acquisti e vendite solo in zona e con contatto diretto. Consapevole di essere anacronistico e consapevole che la maggior parte delle persone siano oneste.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 06/01/2023 ore 08:51:14
Una mia amica che lavora in banca da vent'anni come interprete linguistica recentemente ha avuto una email della stessa banca dove lavora e dove ha il conto.
Stupidamente, ha seguito le istruzioni della mail che le diceva che erano cambiate le condizioni dei bonifici online e bla bla bla per farvela breve ha inserito i dati. Morale? Le hanno fregato il massimale giornaliero, 5000€ tramite bonifico internazionale. Soldi che non rivedrà mai più.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 06/01/2023 ore 08:54:38
Come ho già scritto qui, a me mi hanno fregato un sacco di volte, sempre piccole somme di decine di euro.
Poi un bel giorno decido di scambiare una mia fender con una Gibson a distanza. Morale? Mi hanno invitato una Gibson che aveva avuto una botta adducendo il corriere. Da quel giorno non ho mai più fatto cose "importanti" fra privati a distanza, solo ed esclusivamente negozi (e purtroppo con i prezzi da negozio +25% ma è più forte di me ho paura e questa paura del privato mi blocca)
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 06/01/2023 ore 09:59:30
Credo che - oltre ad un'atavica quanto disgustosa propensione a fregare il prossimo tipica dei mediterranei - il problema risieda anche nella sciatteria e superficialità con cui la PG tratta simili questioni. Ricordiamocelo bene bene, quando abbiamo a che fare con un dipendente pubblico che tratta le nostre richieste con consueta noia e arroganza: lo paghiamo noi. Pertanto, le FdO dovrebbero avere quantomeno la decenza di fare il loro lavoro raccogliendo la denuncia e quanti più dati possibili, perché volendo - e lo vedo col mio lavoro - un responsabile lo si può trovare, nel momento in cui vi sono operatività in conto corrente.
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 06/01/2023 ore 11:21:53
Per quanto riguarda la banca non credo proprio che ti risarcira', se subisci una truffa on line perche' ti fanno partire bonifici dall'home banking a tua insaputa o ti cambiano l'iban su un bonifico che hai fatto mandandolo ad un beneficiario diverso puoi disconoscere il pagamento e la banca ti riaccredita le somme in attesa di fare accertamenti. Se risulta poi che la banca non ha responsabilita' ti riprendono i soldi indietro.
In questo caso tu hai fatto un pagamento consapevole quindi nisba purtroppo.
Non mi stupisco poi che in italia siano tantissimi i truffatori di questo tipo se trasmissioni televisive addirittura li ingaggiano con tanto di nome e cognome e a fronte di decine di denunce fatte negli ultimi anni sono ancora in giro a truffare. E' come dire truffate che tanto non vi fanno nulla.
Rispondi
di swing [user #1906]
commento del 06/01/2023 ore 12:16:24
Oltre ai disonesti truffatori, ci sono anche i piccoli "fregatori", esempi che mi sono capitati: quello che viene a ritirare l'oggetto di persona ma non ha la cifra concordata nel portafoglio, quella volta non avevo il resto (come faccio a sapere in anticipo con che banconota si presenta?) e così mi frega 10 euro, pollo io che non gli ho detto di tornarsene a casa a mani vuote. Altra volta due mesi fa, metto in vendita un libro, l'acquirente è poco distante da casa, tra miei e suoi impegni passano due settimane e poi glielo porto direttamente sotto casa, mi riceve la moglie che non ha i soldi giusti (15 euro) ma come? Neanche prepari la cifra a portata di mano? Questa volta però mi ero già figurato la situazione e mi sono preparato soldi di cambio in tasca.
Basterebbe essere tutti un po' più onesti: anni fa vendetti un mixer, roba da poco, un alto a 12 canali, lo avevo comprato ed usato pochissime volte, poi rimesso nella sua scatola coi suoi accessori. Decido di venderlo e pensando che sia tutto a posto, lo provo velocemente e non riscontro problemi, ricevo il pagamento e lo spedisco. Tempo due giorni l'acquirente mi dice che ci sono due ingressi microfonici che non vanno (non li avevo provati tutti), mi documenta il fatto con un video e gli dico che a scelta sua, gli rimborso la riparazione oppure riprendo il mixer, ha scelto la seconda, gli ho ridato i suoi soldi ed ho pagato la ri-spedizione.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 06/01/2023 ore 14:51:4
Io una cosa devo dirla: per presentare una denuncia/querela contattate un avvocato.

In querela vanno inserite TUTTE le informazioni che saranno utili al Pubblico Ministero per fare le indagini (compresi alcuni articoli del codice di procedura penale).

Tanto per riavere i soldi dovrete comunque costituirvi tramite un legale come parte civile nel processo penale (sempre che il processo, con una querela povera di informazioni, possa essere incardinato).
Non c'è infatti da stupirsi se, in seguito a una querela di mezza pagina, il processo non potrà neanche essere avviato.
Rispondi
di Jumpy [user #1050]
commento del 06/01/2023 ore 20:48:51
mi auguro che vada tutto per il meglio, ma so quanto è difficile "far muovere" la giustizia anche per cifre importanti e quante persone in questo ci sguazzano
Rispondi
di bulgi81 [user #45146]
commento del 07/01/2023 ore 09:48:1
Non disperare. Riavrai i tuoi soldi ma il tizio la farà franca. Anni fa, quando ancora ero totalmente inesperto di acquisti online, comprai 2 paia di Ray Ban a 60€ su uno di quei link di spam che comparivano su facebook... Poco dopo l'acquisto, ho per scrupolo fatto la ricerca di Google "truffa facebook ray ban" e, vedendomi pollo, ho bloccato immediatamente la carta di credito e fatto la denuncia a carabinieri e con questa in mano, denuncia in banca. Mi hanno restituito i soldi e dato una nuova carta.

Dopo 1 mese, ho ricevuto gli occhiali provenienti dalla Cina, con scatola e tags che davano loro tutta la parvenza di originalità ma che probabilmente erano solo dei fake fatti bene. Anche le banche hanno assicurazioni per queste cose, per cui ci tengono di più a "coccolare" il correntista che ad andare a pescare il truffatore.
Rispondi
di Rafhanghel [user #45455]
commento del 07/01/2023 ore 18:01:17
C'è anche da dire, almeno a me è capitato, che in sede di presentazione di querela presso la mia stazione dei carabinieri, lo stesso funzionario tendeva a scoraggiarmi sul presentare denuncia adducendo motivazioni per la distanza, io ero a Roma, il truffatore a Lecce, e secondo lui per legge le udienze sarebbero avvenute presso il tribunale di competenza territoriale del truffatore, il che ovviamente avrebbe scoraggiato chiunque a causa della distanza da percorrere, ma non mi sono fatto condizionare e dopo aver raccolto tutte le prove a mia disposizione, telefonate, chat su messenger, ricevuta di pagamento attraverso poste pay, ho inoltrato la denuncia, magari pensando di stare a fare una cazzata, ma tanto è che la inoltrai. Sorpresa, dopo 3 anni mi giunge la notifica della prima udienza ma non presso il tribunale di Lecce, bensì in quello di mia appartenenza vicino Roma, goduria assoluta, nella prima udienza non ero tenuto a presentarmi, a meno che non avessi voluto costituirmi parte civile, ma visto che avrei dovuto farmi accompagnare da un legale da pagare più le spese da affrontare per costituirmi parte civile, lasciai perdere, la somma della truffa ammontava a 250 euro, non era dunque conveniente, la seconda udienza dove fui convocato come testimone si svolse presso il mio tribunale territoriale di appartenenza a luglio dell' anno scorso, ma con mia sorpresa il giudice non si presentò e l' udienza è stata rinviata a maggio di quest' anno, ma la cosa mi è sembrata piuttosto strana, come strana è la domanda che mi fece in via non ufficiale il PM fuori dall' aula chiedendomi se avessi intenzione di ritirare la querela, a cui risposi senza esitazioni di no, il truffatore seriale in oggetto è un pregiudicato che nel 2015 fu arrestato insieme alla sua banda per associazione mafiosa, e pare che abbia alle spalle una serie di molteplici denunce per truffa, molta di questa gentaglia gioca sulle distanze e prediligono vittime a lunga distanza, ma in finale occorre insistere ed andare avanti con le denunce se si vuole stroncare tale fenomeno.
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di pg667 [user #40129]
commento del 08/01/2023 ore 12:48:33
se il PM avesse chiesto a me se volessi ritirare la querela probabilmente gli avrei chiesto se il querelato fosse un suo amico ed avrei minacciato di querela anche lui.
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