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"Dai, suonaci qualcosa": il momento del terrore
di [user #50760] - pubblicato il

Atreyu: "Che cos'è questo Nulla?". Gmork (l'emissario del Nulla): "È il vuoto che ci circonda. È la disperazione che distrugge il mondo, e io ho fatto in modo di aiutarlo." (Da "La Storia Infinita").
Col tempo ho capito di non essere il solo a provarla, ma resta il fatto che questa angoscia ci isola e ci dispera. Di cosa sto parlando? Semplice, di quella strana sindrome da foglio bianco o "da corde ferme" che mi prende quando, alla sprovvista, qualcuno mi mette una chitarra in mano e mi chiede di suonare qualcosa. Se sono persone che conosco da poco, male. Se sono persone che si aspettano di essere stupite con effetti speciali, peggio. Se si crea addirittura un capannello che non vedono l'ora che io faccia cantare e divertire, beh in questo caso sono colto da una sincope e mi fingo morto come gli opossum, in attesa che i predatori si disinteressino a me.
E sì, forse c'entra anche il tipo di repertorio, il fatto che "l'uomo della strada" magari si aspetta "Albachiara" o "La Canzone del Sole" ("quando mi hai chiesto Battisti, io da quell'orecchio non sento", per dirla con i Ministri), ma non voglio divagare o mettermi qui a costruire sovrastrutture, a darmi giustificazioni. Il fatto è semplice e chiaro: se sono a casa mia e suono le mie cose, suono. Se devo uscire con la band e suonare il nostro repertorio, suono (magari resto un po' rigido i primi minuti sul palco). Se devo registrare in casa o fare qualche piccolo video da pubblicare sui social, lo faccio (anche se il tasto "rec" qualche timore lo incute sempre).

"Dai, suonaci qualcosa": il momento del terrore

Il blocco, il cortocircuito, arriva quando sono al cospetto di persone random, quando mi trovo una chitarra in braccio inaspettatamente, perché "ah, ecco una chitarra! Diamola a lui che sa suonare". Stop. Eccomi lì, dentro una stanza fino a un secondo prima rumorosa, che piomba nel malvagio incantesimo di un silenzio siderale. Ci sono io, con quella chitarra (spesso terrificante e accordata l'ultima volta quando c'era la lira), ci sono quelle persone che mi fissano e in faccia hanno lo stesso sorriso dei personaggi del video di "Black Hole Sun". E il mio cervello viene pervaso dal Nulla della Storia Infinita. Tra le orecchie sento un biiiiiiiiii, gli occhi mi diventano bianchi e, se li guardate da vicino, potete leggerci dentro la scritta "server error". Non mi esce un singolo riff, è come se non avessi mai imparato nulla, mi guardo le mani e sono quelle di un Playmobil.
Vorrei potervi dire che questo accade perché sono un timido, perché non mi piace stare con gli altri, perché sono dedito all'isolamento e alla contemplazione. Ma no. Anzi, per lavoro parlo spesso in pubblico, sono piuttosto sciolto.

E allora, perché accade? Io al risposta non ce l'ho, perlomeno non una risposta univoca. Per questo chiedo a voi: vi capita di essere presi in contropiede e non sapere cosa suonare, oppure siete pronti per lo show? Che consiglio dareste a chi, come me, si blocca quando gli viene chiesto "suonaci qualcosa"?
curiosità musica e lavoro
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di Repsol [user #30201]
commento del 13/01/2023 ore 08:20:46
Succede anche a me, o meglio, succedeva. Ho sempre suonato chitarre elettriche e con una chitarra acustica mi trovo disorientato. Facevo di tutto per evitare il fatidico momento, fingevo artriti improvvise, mal di testa etc....Poi l'illuminazione ed ecco il mio consiglio. Ti prepari una scaletta, come ad un concerto, tre canzoni in croce e suoni sempre quelle. Wish you were here di solito è l'apripista, House of rising sun l'intermezzo, per concludere una bella little wing acustica da far resuscitare Hendrix x la profanazione. Dopo tre canzoni di solito la gente è già stanca di ascoltarti e tu puoi tornare a goderti la serata.
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di pg667 [user #40129]
commento del 13/01/2023 ore 08:21:02
l'ultima volta che mi hanno chiesto alba chiara o la canzone del sole è stato circa 25 anni fa.

premesso che se c'è una chitarra a giro non aspetto che qualcuno me la metta in mano ma sono io a cercarla o chiederla, a quel punto mi metto a farmi i cavoli miei sullo strumento.
se qualcuno mi chiede di suonargli "qualcosa" suono quello che mi pare, due accordi, un fraseggio, un riff classico che tutti conoscono, qualcosa che metta subito paletti: IO so suonare e te lo dimostro con due note ma non sono spotify, ti suono quello che mi va, se mi va, quando mi va.

poi comunque per anni sono uscivo sempre con l'acustica dietro, avendo molti amici musicisti spesso dove ci fermavamo facevamo gruppo perché uno suona, uno canta, 5 o 6 fanno i cori ed in un attimo hai fatto serata.
a volte anche nei pub toglievano la musica perché tanto facevamo noi intrattenimento.
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di Ampless [user #60399]
commento del 13/01/2023 ore 08:37:23
Io penso che essere sinceri e trovare le parole giuste quando non si ha voglia di suonare per che te lo chiede qualcuno, così a gettone o a juke box, beh penso sia la cosa migliore, in fin dei conti non è che per forza una persona che ama la chitarra e la sappia suonare debba aver sempre la voglia di intonare qualche nota o qualche canzone..
Io personalmente non mi sono mai fatto dei problemi a rispondere guarda non ne ho voglia, o guarda sono stanco e non me la sento di prendere in mano la chitarra..
altro metodo quando non ho niente che mi venga in mente da suonare, se sono tra gente che suona o suonicchia lascio sempre suonare prima gli altri, di solito sentendo suonare gli altri mi vengono in mente tante cose da suonare..
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di Sykk [user #21196]
commento del 13/01/2023 ore 08:40:13
Tempo fa qualcuno suggerì di rispondere semplicemente che si suona in una band e non si conoscono pezzi da fare in solitaria.
Il consiglio di Repsol mi piace di più.. però dovrei farlo con pezzi strumentali perché nel mio caso è meglio se non canto... qualche suggerimento di pezzi semplici strumentali?
PS: grazie per la citazione di un film/libro che adoro e che fa parte della mia infanzia.
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di SysOper [user #10963]
commento del 16/01/2023 ore 16:09:55
Qualche pezzo non così scontato e di effetto superiore alla difficoltà, come la trascrizione di qualcosa di "classico" in ambito pop (es. Yesterday) o di classico vero e proprio (Aria sulla 4a corda, Jeux interdits...)
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di fa [user #4259]
commento del 13/01/2023 ore 08:41:2
La citazione iniziale è una chicca!! Allora, io normalmente rispondo che suono cose noiose che probabilmente non ti piacciono. Se vuole sentirle gli suono qualcosa di chitarra sola. Basta anche l’intro di little wing….poi chiedo se vuole sentire qualcosa di particolare e se la conosco (almeno ad orecchio) alla peggio guardo gli accordi sullo smartphone… brutto ma è così. Ciao
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di BBSlow [user #41324]
commento del 13/01/2023 ore 09:24:5
Io invece tanti problemi non me ne faccio, sono uno di quelli di cui si dice che servono cinque minuti per farlo suonare e un'ora per farlo smettere. Il fatto è che a me suonare La Canzone del Sole non da alcun fastidio, e se capisco che chi mi sta intorno è in quel mood la faccio senza esitare, e magari tiro pure il coro. L'importante è avere un po' di roba "pronta" da potersi gestire secondo la serata, tanto -come ha già scritto qualcuno- di solito dopo tre, quattro pezzi la gente già si è rotta i gemellini; gira su YT un video in cui si vede Pino Daniele che suona per gli amici in una pizzeria, e la gente intorno se ne frega, chiacchiera e fa casino. E se succedeva a Pino Daniele (lo ripeto, nel caso non fosse chiaro: PINO DANIELE), figuratevi a me e -scusate la franchezza- a voi.
Insomma, come direbbe Ammanniti, io non ho paura; con gli anni ho selezionato (o meglio: si è selezionato) un repertorio di una buona trentina di pezzi "assortiti", tra cantautori, pop sfacciato, acoustic rock e simili, dai quali posso tranquillamente tirare fuori quattro canzoni da fare per passare una mezz'oretta. Se poi c'è qualche richiesta specifica, suonabile, esiste Google: Titolo/Accordi, e via. Tanto i tempi in cui si rimorchiava suonando la chitarra per me sono passati da un bel po'... :D
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di Ros_Cjarnia [user #30246]
commento del 13/01/2023 ore 09:36:00
Premessa: sono un amante della chitarra elettrica. Non un fan del virtuosismo ma un amante del blues,del rock anni 70/80,adoro Frank Zappa alla follia,adoro il vecchio prog,mi piace un certo tipo di musica "articolata"..e adoro passare le ore improvvisando da solo,studiando parti difficili, o suonando pezzi con altri...però negli anni ho imparato ad "affrontare il problema del dai suonaci qualcosa" proprio perché mi sembrava assurdo il fatto di non riuscire a suonare dei pezzi semplicissimi che hanno il pregio di portare allegria e far divertire e cantare un po' tutti. Perciò ho imparato a suonare un sacco di pezzi pop-tamarri-italo dance-anni80-anni 90-folk-cartoni animati soprattutto leggendo gli accordi al volo (insomma a prima vista) sviluppando comunque una certa abilità (leggere testo e accordi,mentre canti e suoni un pezzo che non hai mai suonato in precedenza) che in ogni caso tecnicamente rappresenta un passo in avanti,quasi una sfida, perché devi leggere velocemente e suonare(e cantare) al volo. Qualcuno ti chiede "sai suonarla questa?" Tu su google cerchi "-titolo della canzone- accordi" e trovi quello che serve su siti tipo skitarrate.it o ultimate-chords dai un'occhiata veloce e la suoni.
Tra le cose più assurde e/o divertenti posso citare sigle dei cartoni animati (Pollon,Lupin,Heidi...) dance anni 90 (corona-be my lover,soundloverz-surrender) anni 80 (alphaville-big in japan,human league-don't you want me,raf-self control) 883 (gli anni,nord sud ovest est,una canzone d'amore) CCCP (spara Jury,curami,and the radio plays) Scorpions (wind of change),calcutta (paracetamolo) skiantos (mi piaccion le sbarbine,kinotto,gelati..) PIERO CIAMPI (adius,tra l'altro un pezzo parecchio difficile) liscio, folk e un sacco di altra roba, ovviamente ci sono anche cose più serie ma se si deve fare un po di intrattenimento (specie dopo un certo numero di bicchieri) meglio fare cose allegre e che conoscono un po tutti..praticamente se ti eserciti un po a fare questo tipo di azzardo poi non hai più limiti, puoi suonare qualsiasi cosa che abbia un giro di accordi. L'importante è mettersi in testa che suonare pezzi facili-divertenti-pop-commerciali alle cene tra amici,alle grigliate ecc. ecc. non ci rende dei musicisti peggiori,dei rammolliti,dei venduti...al contrario. oltre a essere un ottimo allenamento per migliorare la qualità della pennata,la pulizia nell'esecuzione e nel cambio di di accordi (che può sembrare scontato ma non lo è) oltre alla coordinazione voce-strumento ha come altro lato positivo di renderci piu poliedrici e capaci di muoversi a 360° nel mondo della chitarra, perché non si vive solo di legato sweep e tapping a otto dita! Perciò provateci ogni tanto!
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di irmo [user #17391]
commento del 13/01/2023 ore 10:27:3
Io suono cio che piace a me e basta. Prendere o lasciare. Se poi qualcuno mi chede di suonare Despacito allora mollo la chitarra e racconto una barzelletta ( quella del papa' di Giotto ). A tutto c'è un limite.
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di MAURIZIO [user #49375]
commento del 13/01/2023 ore 10:41:13
Da adolescente con i boy-scouts nei primi anni '80 imparai quel repertorio eterno dei Battisti, Dalla, Venditti, Baglioni, Daniele e compagnia cantante (è il caso di dirlo...) che tutt'oggi aiuta a superare quelle situazioni in cui un pubblico occasionale ti chiede di suonare "qualcosa". Poi ci aggiungi piccoli classici come Wish you were here, Smell like teen spirits, Little wing, e il più è fatto.
Una volta ogni tanto capita il rompic che ti fa "la conosci la 6^ traccia del sestultimo disco di Vasco Rossi?", una canzone che neanche Vasco ricorda di avere composto. Poi apre YouTube a volume spropositato e ti fa sentire dodici volte questo brano bruttissimo e sconosciuto, come se la serata non potesse proseguire finché tutti non hanno imparato quel pezzo. E qui conto fino a xmila per non sfasciargli la chitarra sulla nuca mentre mi fingo interessato a capire se si tratta di un giro di Do o un giramento di qualcos'altro.
E qui aumenta la mia stima verso quelle band che si esibiscono con un repertorio fisso, rifiutando le richieste da matrimonio: "la sposa vuole assolutamente che suoniate quel tale pezzo che lei adora..." (ma perché non dirlo prima?!), o le pretese del solito cafone che prima alza il gomito e poi la voce esigendo che gli suoniate quel tale brano ma rischiando invece che le suoniamo a lui.
Il mondo è bello perché è vario come la musica. Però ogni tanto prudono le mani.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 13/01/2023 ore 10:43:51
Uuuuh.... che brutta sensazione.
La fregatura è non saper cantare (o non avere una voce decente). Se sai cantare, non ci vuole niente. Tre accordi, magari uno pseudo-arpeggio e hai risolto alla grande, tanto la gente comune (cioè che non suona) mica ascolta la chitarra o capisce se stai suonando bene o meno: segue il motivetto che conosce, punto. Con Stairway to heaven li stendi.
Ma solo con la chitarra (e tu suoni in una band), solitamente acustica (e tu suoni al 99% con l'elettrica, possibilmente crunch) sono davvero cavoli amari.

In questi casi alla richiesta di suonare qualcosa, rispondo: "Non ti conviene".

In passato ho provato a prevenire il problema dotandomi di quegli infami canzonieri con testo e accordi (quasi sempre sbagliati), ricattando gli astanti: "Ok, io suono, se voi cantate". Ecco, questo è un errore ancora peggiore. Solitamente un disastro.
Non fai in tempo a metterti d'accordo su un pezzo che, dopo due strofe, già vogliono passare ad un altro. Tu sei abituato a suonare un pezzo dall'inizio alla fine (magari perfino con un assolo), e a loro non gliene frega niente, vogliono solo cazzeggiare.

Insomma, meglio evitare, và.
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 13/01/2023 ore 10:46:2
“Vogliono solo cazzeggiare”.
È proprio così, la differenza enorme tra te e loro (nei casi che descrivi) è che per te è una cosa che ha un valore, loro vogliono solo zumpa-ppa!
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 13/01/2023 ore 11:07:54
Un tempo avevo, quasi, la tua reazione.
Mi è passata da tempo, faccio circa come Repsol, la differenza è che ne ho pronti più di tre.
Non sono un fenomeno ma canto tranquillamente, quindi vado di classici che ne conosco tanti: se ti piacciono, bene, altrimenti pace e amore.
La vita è fatta per essere felici. :-))
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 13/01/2023 ore 11:26:53
vai al link

A 17 anni avevo un repertorio di tutto rispetto: avevo rimediato un canzoniere degli scout che era una meraviglia, centinaia di pezzi, testo e accordi, famosissimi, italiani e stranieri: tutto quello che si poteva desiderare da una schitarrata tra amici era lì dentro e riuscivo a intrattenere per ore anche su pezzi che non conoscevo: me li facevo cantare e poi con gli accordi accrocchiavo qualcosa (ma a 17 anni, si sa, tutti hanno voglia di fare casino senza grosse pretese).
Oggi non sarei assolutamente più in grado di farlo e a dire la verità non mi andrebbe nemmeno, né nessuno si azzarda più a chiedermelo.

A tale riguardo mi viene in mente l'episodio da cui Fabrizio De André ha tratto Amico fragile.
Era ad una serata tra conoscenti e mentre lui voleva parlare di politica e confrontarsi loro, hanno insistito perché lui suonasse e basta: insomma volevano solo il juke box. A questo punto lui s'è rotto le palle, s'è ubriacato come un portuale genovese, ha insultato tutti, se n'è tornato a casa e ha scritto di getto, ubriaco fradicio, quella canzone in una notte.
Rispondi
di Ampless [user #60399]
commento del 13/01/2023 ore 12:17:27
Anche a me leggendo l'articolo, mi è venuta in mente la stessa cosa di De André e di come nacque quel capolavoro di Amico Fragile
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 13/01/2023 ore 12:18:58
Ricordo bene le parole di Faber e trovo che sia un bellissimo accostamento
Rispondi
di Ariberto Osio [user #42]
commento del 13/01/2023 ore 12:43:50
Ciao Fabio,
a meno che sia calato in un mood di cosmica misantropia suonare nel contesto che descrivi per me è entrare in empatia col momento e con chi può magari chiedermi random di ascoltare qualcosa.
E' una scusa per creare una relazione e non mi importa allora cosa o come cerco di strimpellare perchè poi, una volta rotto il ghiaccio del silenzio siderale, questa può prendere mille direzioni a cui reciprocamente risulta magari piacevole affidarsi o assecondare.
Se scatta questa scintilla è sempre un'occasione di divertimento e di crescita umana e musicale.
Altrimenti pazienza, si vede che il mezzo non è quello condiviso e allora è inutile rimanere nascosto dietro lo strumento che a questo punto diventa una barriera, magari anche solo perchè mi è passata la voglia o non ho più nulla da dire.
Nulla di male, passo la chitarra a qualcun'altro e rimango magari anche solo ad ascoltare che, a volte e in dipendenza di chi se la piglia, è anche più imbarazzante che esaudire la richiesta di mettermi a suonare. :-)

Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 13/01/2023 ore 13:07:02
Vabbé ma tu sei un menestrello coi fiocchi Ari
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 13/01/2023 ore 14:38:15
1- Vi do un grande consiglio: fatevi un repertorio di riff! Non c'è bisogno di un repertorio di brani. Dovete solo dimostrare di saper suonare un po' la chitarra. Al massimo memorizzate due progressioni decenti di accordi.
2- Credeteci o meno, ma io preferisco 50.000 volte di più suonare o provare a suonare qualcosa, qualunque cosa, davanti a chi vi pare (e quasi sicuramente verrà una schifezza), piuttosto che il per me temutissimo Karaoke!
Una volta un'amica (bellissima tra l'altro) mi invitò a casa di suoi amici e amiche (bellissime, tra l'altro) e la padrona di casa ci accolse dicendoci di avere una sorpresa per noi, che si rivelò essere nient'altro che... il Karaoke! Merd.....
Per me un incubo.
Non è tanto che non posso dirmi intonato come un cantante (sono nella media),
Non è nemmeno una questione di timidezza (anche se non sono il più spavaldo in circolazione).
È che io non sono cresciuto ascoltando musica leggera italiana né ho guardato molti Sanremo né ascolto la radio, quindi per me era impossibile tanto quanto lo sarebbe stato per loro provare a cantare i brani che io prediligo. E nessuno lì credeva che io non sapessi niente di tutta quella roba quindi sembravo l'antipatico per definizione, quello che vuole stare in un angolo buio.
Insomma, vi suono quello che volete, tanto finché accordo già vi sarete annoiati, ma tenetemi lontano i Karaoke.
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 13/01/2023 ore 15:27:35
Io l’acustica in particolare la guardo come un’astronave aliena, non so nemmeno da che parte si tiene. Anche con una meno probabile elettrica vado peraltro abbastanza sul sicuro, ho una scusa che funziona sempre: sono mancino, quindi questa chitarra che mi stai passando puoi pure tenertela. Mai capitato di trovarne una mancina “per caso”. Cosa diversa è a casa mia, dove sono tutte belle lì’ in fila e qualche volta è capitato, però lì è più semplice, perché o faccio partire la backing track di un pezzo che conosco e ci suono sopra, oppure se voglio tagliarla corta faccio qualche pezzetto di classica sull’elettrica che di solito userei come esercizio di riscaldamento/concentrazione (Bach in primis) e di cui tutti riconoscono la melodia anche se non sanno cosa sia esattamente - due-tre minuti sono abbastanza, poi la gente comincia a stufarsi:-) Se poi insistono, passo a raccontargli le caratteristiche di chitarra ed ampli, e a quel punto, quando capiscono che potrei intrappolarli per ore a parlare di dettagli incomprensibili, fuggono proprio😎
Rispondi
di teppaz [user #39756]
commento del 13/01/2023 ore 15:31:04
Di solito me la cavo con un:
"credetemi, voi NON volete ascoltarmi suonare la chitarra..."
Rispondi
di lolloguitar [user #48123]
commento del 13/01/2023 ore 16:40:11
Ahaha confermo anche io :-) suonando solo in gruppo sia con l'acustica che come solista con l'elettrica il "suonaci qualcosa" è sempre un po' difficile! Ai pezzi di Repsol aggiungo uno stornello romanesco e l'inno del corpo sciolto di benigni che ha sempre il suo perché.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 13/01/2023 ore 18:16:57
Noi emiliano romagnoli invece ci mettiamo sempre "La Féra ed San Làzar" di Guccini.
Invece un mio amico spopolava letteralmente, e sempre, con: "Ho visto un re" di Iannacci.
Rispondi
di alexus77 [user #3871]
commento del 13/01/2023 ore 17:25:38
Mah, io di norma non suono con gente a feste o altro. Non ho blocchi, ma ho imparato che e' inutile e frustrante. Prima di tutto per la scelta del repertorio, perche' se mi chiedono di suonare qualcosa, avendo suonato in band per tutta la vita, un po' tendo ad avere un repertorio di parti pronto, non di canzoni. Ma anche riarrangiando sul posto, che non ci vuole poi tanto, per suonare una canzone su un'acustica, il problema non sono io, ma quelli che non sanno le parole, quelli che non sanno andare a tempo, quelli che non capiscono la differenza tra un semitono ed una fetta di porchetta, quelli che hanno solo un livello di volume ed e' quello di una sirena dell'ambulanza, e cosi' via. Il risultato e' sempre una tragedia, quindi evito. Suonare da solo per intrattenere non mi interessa un granche', quindi mi godo le feste ed evito di portare acustiche o altro. Se proprio mi mettono all'angolo e non ho opzioni, vado di standard jazz da Real Book
Rispondi
di mauro67 [user #62493]
commento del 04/02/2023 ore 16:36:09
quarant'anni fa all'epoca dei festini in spiaggia da adolescente avevo cominciato a portare la chitarra e avevo un minimo di pezzi pronti per far cantare tutti: battisti, guccini, dalla, più le ballatone (wish you were here, hotel california, quella roba lì).
ma "la gente" non sa tenere il tempo e se brilla ancora meno. così tutti anticipavano sulle parti strumentali ed era frustrante tentare di tenere in piedi la canzone (oltre al fatto che se suoni non cucchi. le ragazze ti guardano adoranti ma poi limonano altri).
quindi ciao, "no, ma non so suonare, chi te l'ha detto?"
Rispondi
di charry_red_wine [user #16585]
commento del 13/01/2023 ore 18:42:04
è molto semplice..mi capita spesso di trovare, tra gli amici e non, quello che, per diletto o perché non ha altro da fare, mi chiede di far sentire "qualcosa" mentre siamo in allegria a parlare di altro..ho superato l'abisso con una semplice ma perentoria affermazione che più o meno recita così (non se ne abbiano a male i ben educati) : " ..ma non mi rompere i coglioni!!"
Rispondi
di FBASS [user #22255]
commento del 13/01/2023 ore 19:22:54
Sapete forse un po' tutti che mi interesso, e scrivo molto, sia nel campo dell'Astrofisica (da non confondere con l'Astrolgia, dove sono tutte panzanate), che da molto tempo prima in quello dell'Archeologia, Miti e Religioni antiche, specialmente dell'area mesopotamica. Fatto sto preambolo, vorrei farvi presente che in tutte quelle religioni il male, e conseguente punizione post- mortem, viene identificata con "Il Nulla", cioè mentre le persone che avessero vissuto in maniera morigerata e non violenta, sarebbero state resuscitate alla fine del mondo, invece i reprobi, gli assassini, il malvagi, sarebbero spariti per sempre nel dimenticatoio dell'annullamento, la "Non Rinascita". Anche Gesù, nella famosa parabola sul lugo dove venivano bruciati i rifiuti, la "Gehenna" (una valletta scavata dal torrente Hinnom sul lato ... dall'ebraico gē-hinnom che significa, appunto, 'valle dell'Hinnom' ... inferno dal greco géenna) la usa come paragone esplicito, per gli ebrei ignoranti ed analfabeti che stavano lì ad ascoltarlo, dell'annullamento e della non resurrezione alla fine dei tempi; meditate gente, meditate, FBASS.
Rispondi
di MAURIZIO [user #49375]
commento del 13/01/2023 ore 19:46:15
Come ti permetti di screditare così semplicisticamente una materia seria e scientifica come l'Astrologia?! Vado subito a dirlo a Luca Giurato...
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 13/01/2023 ore 23:59:34
Bho, non ho capito che c'entra
Rispondi
di bettow [user #30179]
commento del 14/01/2023 ore 00:32:25
Condivido le tue preoccupazioni, a me è capitato spesso in passato, ero giovane, la chitarra era uno strumento diffuso nelle case e nella musica che passava nelle radio, e parlo dei decenni 70/80/90; quella degli anni 60 l'ho "scoperta" da adulto. Era come ad un interrogazione a scuola, all'inizio ero bloccato, le dita rigide e le memoria ferma ad un paio di pezzi, che regolarmente sbagliavo. Poi rotto il ghiaccio andavo avanti fino a che gli altri non ti ascoltavano più. Comunque conviene, come è stato già scritto, prepararsi qualche pezzo da proporre in ogni circostanza, effetto "wow"! Discorso analogo potrebbe farsi anche quando provi uno strumento in un negozio, quelli che sono intorno ho l'impressione che siano li a valutare quanto tu sappia suonare, anche se magari non gli frega nulla.
Sarebbe carino condividere esperienze su un altro argomento, ovvero quanto il suonare la chitarra ti ha aiutato a conoscere ragazze.. :)
Rispondi
di svizzero [user #4516]
commento del 14/01/2023 ore 08:14:21
Io mi soni preparato una scaletta proprio per queste occasioni. Essendo napoletano ovviamente sono andato sul sicuro con i vari classici napoletani (alcuni molto tosti eh) più qualche cantautore. Suono prevalentemente jazz-blues quindi ho arrangiato i pezzi secondo il mo gusto.
Rispondi
di dariorepen [user #15510]
commento del 14/01/2023 ore 09:12:35
Non mi da fastidio il fatto di suonare un paio di pezzi in solitario perche' un gruppo di persone me lo chiedono; semplicemente mi da fastidio il fatto di dover esaudire per forza la loro richiesta, manco fossi un giullare invitato a rallegrare la festa.
Poi dipende se queste persone vogliono farsi una cantata ed essere accompagnati, oppure se vogliono vedere se hai padronanza dello strumento; in questo secondo caso farli contenti e nel contempo renderli subito sazi e stanchi, non e' difficile: si suona un solo pezzo di propria conoscenza, iniziando in maniera molto semplice ed elementare, poi lo si elabora cambiandone le dinamiche e le possibili armonizzazioni e progressivamente lo si porta su altri territori, cioe' dal latino americano, al blues e infine jazzando; il risultato e' garantito: dopo circa cinque minuti ne hanno gia' le palle piene (eccetto forse qualche appassionato dei generi) e paghi se ne tornano a tavola e tu te ne ritorni a stare in pace. Dario 🤠👌
Rispondi
di bulgi81 [user #45146]
commento del 14/01/2023 ore 15:46:35
Ma sì dai, conviene tenersi pronti sempre quei 3 pezzi conosciuti anche dai sassi, in cui ti tappi il naso e suoni anche se non ti piacciono perché le hai sentite talmente tanto che ormai le repelli. Wish you were here, One degli U2, Knockin on heaven's door sullo straniero e Il tempo di morire, Certe notti, Albachiara sull'italiano. E via
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 15/01/2023 ore 22:19:14
Bah.
Suono da trent'anni.
Da bambino avevo un repertorio di tutto rispetto, classici cantautori italiani, un po' di pop e qualcos'altro.
Con gli anni queste cose le ho dimenticate anche perché suono esclusivamente elettrico da secoli.
Ad ogni modo, io continuamente penso a creare linee armoniche mie. Recentemente sto riarrangiando Riviera Paradise di SRV, in modo da poterla sfruttare per creare ambiente, anche con delay. Alle brutte faccio tappeto armonico con linee jazz blues bossa. Nella peggiore delle ipotesi faccio Battisti (che ancora ricordo).
Rispondi
di DAME54 [user #53104]
commento del 16/01/2023 ore 07:32:08
Dipende dal contesto. Evito roba che conoscono in pochi. Poi tengo conto dell'età media dei presenti, che invito a partecipare. Qua e là, qualche brano del grande Federico Salvatore. Ma soprattutto non faccio sfoggio di virtuosismi e non monopolizzo la serata, passando dopo un po' la chitarra ad altri.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 16/01/2023 ore 15:37:57
Io invece suono, se mi chiedono di suonare, perché di solito alle feste con gli amici dagli anni '90 in avanti ho sempre fatto così. Si parte di solito con qualcosa di conosciuto con un po' di ruggine e poi, vuoi per il tasso alcolico che si eleva, la timidezza che si mette da parte, e si finisce per cantare tutti insieme e magari pure portare a termine i brani. Bisogna capire che cosa vogliano gli amici e via, tanto nessuno viene a bacchettare se un accompagnamento è perfetto o meno.
Ogni tanto canto anche, sempre male, ma soprattutto per dare l'attacco a chi ha lasciato il senso del tempo a casa, e purtroppo ce ne sono tanti.
Capita a volte che vengano proposti brani che non conosco, mi faccio canticchiare come fanno più o meno e se tutto va bene (son quasi sempre giri di do, grazie alla musica mainstream) si sfanga il pezzo; se non lo conosco proprio... beh, finisce con una risata generale per averci provato e fatto schifo, e si riparte con un altro brano.
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di latin28274 [user #45548]
commento del 17/01/2023 ore 10:08:17
Ciao, anche per me è più o meno così, e l'ho sempre trovata una bellissima cosa.
Del resto, una delle cose più belle della chitarra, e che basta uno strumento da 50 euro e un gruppo di persone per creare qualcosa, fosse anche solo un'emozione.
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di latin28274 [user #45548]
commento del 16/01/2023 ore 17:22:47
Adoro suonare alle cene o feste, classici di cantautori o pop rock conosciuto, insomma le cose che si cantano in gruppo.
E fa niente se qualche parola è sbagliata, qualcuno stonato, qualche accordo "improvvisato" (cioè, dimenticato). Io stesso ho una voce normale, e neanche sempre intonato.
Cantare e suonare insieme con una semplice chitarra acustica (che neanche deve essere per forza una Martin) è una delle cose più belle della musica pop (nel senso di "popolare"), e fa niente se non viene sempre tutto perfetto.
A me piace molto, davvero.
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di Mm [user #61796]
commento del 16/01/2023 ore 19:12:2
Ricordo un compleanno...tutta la famiglia della.mia.morosa più parenti e amici...salta fuori una chitarra classica.....per fortuna un invitato trova sullo scaffale un libro e me lo porge....
Il titolo...canzoni senza il barre.......e niente ho tirato un sospiro di sollievo....
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di AmF [user #59582]
commento del 18/01/2023 ore 22:53:31
Io lo dico che non so suonare l’acustica e che suono roba che a loro non piace. Poi provo random col repertorio per capire cosa preferiscono. Che palle…
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