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Ho intervistato l'Intelligenza Artificiale. Il chitarrista del futuro? Eccolo
Ho intervistato l'Intelligenza Artificiale. Il chitarrista del futuro? Eccolo
di [user #50760] - pubblicato il

Surreale, forse. Ma assolutamente vero. Io e Chat Open AI abbiamo intrattenuto una interessante conversazione sul futuro di noi chitarristi, degli strumenti musicali e di un intero comparto industriale. Quello che leggerete, è esattamente quello che l'intelligenza artificiale Open AI mi ha risposto (non è stato fatto alcun editing al testo). Evito ogni commento, perché aspetto i vostri.

Come sarà il chitarrista del futuro?
AI: "Il chitarrista del futuro potrebbe utilizzare tecnologie avanzate come la realtà virtuale e la intelligenza artificiale per creare nuovi suoni e metodi di esecuzione. Potrebbe anche essere in grado di utilizzare strumenti interattivi che consentono una maggiore flessibilità e creatività nell'esecuzione. Tuttavia, alla fine, la vera essenza della chitarra rimarrà sempre lo stesso: uno strumento per esprimere emozioni e creare bellezza attraverso la musica".

I chitarristi potranno essere sostituiti da robot?
"Al momento non ci sono robot in grado di sostituire completamente un chitarrista umano. Anche se la tecnologia sta progredendo rapidamente, la chitarra è uno strumento che richiede una notevole abilità manuale, creatività e capacità espressiva che sono difficili da replicare in modo artificiale. Mentre i robot potrebbero essere in grado di eseguire brani programmati con precisione, non possono ancora replicare la spontaneità e la personalità che rendono unica un'esibizione dal vivo di un chitarrista umano".

I robot potranno insegnarci la tecnica chitarristica, oltre alla teoria?
"I robot potrebbero essere utilizzati come strumenti di insegnamento per aiutare a migliorare la tecnica chitarristica, soprattutto per quanto riguarda la precisione e la velocità delle dita. Ad esempio, potrebbero essere utilizzati per fornire feedback in tempo reale sulla posizione delle dita sulla tastiera, la pressione delle corde e altri aspetti tecnici. Tuttavia, non credo che i robot siano in grado di insegnare la creatività e l'espressività che sono così importanti nell'arte della chitarra, in quanto questi sono aspetti che dipendono molto dalla personalità e dalla sensibilità dell'individuo".

Molti di noi musicisti si stanno preoccupando: la crescita della AI sembra ridurre sempre più le nostre prospettive professionali. Pensi sia giusto essere preoccupati a riguardo?
"La tecnologia dell'intelligenza artificiale sta facendo passi da gigante e può avere un impatto significativo su molte professioni, tra cui quella dei musicisti. Tuttavia, è importante notare che la tecnologia non sostituisce sempre completamente le abilità umane, ma piuttosto le integra e le supporta. Inoltre, l'IA può anche creare nuove opportunità per i musicisti, ad esempio, permettendo di generare nuovi suoni e stili, creare nuove forme di interazione tra musicisti e pubblico, o supportare la creazione e la diffusione della musica.
Per quanto riguarda la preoccupazione per la propria prospettiva professionale, è comprensibile che ci si possa preoccupare per il futuro della propria carriera. Tuttavia, sarebbe importante considerare come le proprie competenze e abilità possano essere adattate e sviluppate per sfruttare al meglio le opportunità create dalle tecnologie emergenti, invece di vederle come minacce.
Inoltre, la musica è un'arte che si basa sull'emozione e l'espressione umana, e questo è qualcosa che l'IA non potrà mai replicare completamente. Ci sarà sempre un posto per i musicisti umani che riescono a creare e condividere la loro arte con il pubblico".

Ok, ma devo confessarti che mi stai un po’ antipatica
"Mi dispiace che tu abbia questa percezione. Come modello di linguaggio artificiale, non ho emozioni o personalità propria, il mio scopo è solo quello di fornire informazioni accurate e utili in risposta alle domande degli utenti. Se c'è qualcosa che posso fare per migliorare la tua esperienza, ti prego di farmelo sapere".


Ho intervistato l'Intelligenza Artificiale. Il chitarrista del futuro? Eccolo
Questa immagine, così come quella in alto, è stata generata con l'intelligenza artificiale Dall-E, uno strumento straordinario - magari un po' inquietante, ma straordinario - a disposizione di tutti e a portata (gratuita) di clic


La IA potrebbe aiutare a sviluppare ulteriormente i sistemi digitali per chitarra elettrica, come modeler e profiler?
"Sì, la tecnologia dell'intelligenza artificiale potrebbe essere utilizzata per sviluppare ulteriormente i sistemi digitali per chitarra elettrica, come i modeler di amplificatori e profiler di pedali. Ad esempio, l'IA potrebbe essere utilizzata per analizzare grandi quantità di dati audio e creare modelli che possono replicare fedelmente i suoni di amplificatori e pedali specifici. L'IA può anche essere utilizzata per analizzare le performance degli utenti e fornire feedback personalizzato per migliorare la tecnica. Inoltre, l'IA può essere utilizzata per generare nuovi suoni e stili che non sarebbero altrimenti possibili con le tecnologie esistenti".

Non credi ci sia il rischio che l’IA letteralmente devasti interi settori di produzione industriale e soprattutto artigianale, per esempio quella degli strumenti musicali, degli amplificatori e dell’effettistica?
"La tecnologia dell'intelligenza artificiale può avere un impatto significativo su molte industrie e settori, tra cui quello degli strumenti musicali, degli amplificatori e dell'effettistica. Tuttavia, non necessariamente l'IA causerà la devastazione di tali settori.
L'IA potrebbe avere un impatto sulla produzione di strumenti musicali, ad esempio, rendendo possibile la produzione di strumenti su larga scala con una maggiore precisione e affidabilità rispetto ai metodi artigianali tradizionali. Tuttavia, questo potrebbe anche creare opportunità per i produttori artigianali di offrire strumenti unici e di alta qualità che non possono essere replicati dalla produzione di massa.
Per quanto riguarda gli amplificatori e l'effettistica, l'IA può essere utilizzata per sviluppare nuovi suoni e effetti che non sarebbero altrimenti possibili con le tecnologie esistenti. Questo potrebbe portare ad una maggiore varietà e creatività nell'effettistica disponibile per i musicisti. Tuttavia, l'IA potrebbe anche rendere obsoleti alcuni tipi di amplificatori o effettistica tradizionale, rendendo difficile per alcuni produttori di continuare a competere.
In generale, l'IA può avere un impatto significativo sull'industria degli strumenti musicali, amplificatori e effettistica, ma non necessariamente deve essere visto come una minaccia per tutti i soggetti coinvolti. In ogni caso, è importante per coloro che operano in questi settori adattarsi e sviluppare nuove competenze e opportunità per competere e prosperare in un mercato in evoluzione".

Questo è quanto, amici accordiani. Forse l'IA è stata istruita a essere un po' troppo politically correct per non farci preoccupare. O forse sono io a essere un po' troppo ansioso. Voi cosa ne pensate? Che futuro ci si prospetta? Ditemelo nei commenti!
curiosità musica e lavoro
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di pelgas [user #50313]
commento del 20/01/2023 ore 10:50:54
sicuri che non avete intervistato Veltroni?
Rispondi
di Ernestor [user #46937]
commento del 20/01/2023 ore 13:04:42
Aha ha ahah 🤣 ❤️
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 20/01/2023 ore 11:11:40
sono oggettivamente tutte risposte generaliste, pare scritto da uno studente mooooolto svogliato che utilizza le parole della domanda per allungare il brodo e sembrare più bravo.

non dell'IA che mi preoccuperei per il futuro del musicista ma degli ascoltatori. se da una parte l'IA diventa sempre più "intelligente" ed apprende cose nuove dall'altra l'essere umano diventa sempre più pigro e, soprattutto in ambito musicale, tende ad andare sempre più verso il già sentito ed il poco impegnativo.
autotune, basi programmate, BPM tutti uguali a 120, testi tutti identici, sempre lo stesso giro, la stessa struttura.
anche nei generi "suonati" abbiamo le batterie programmate (tipo EZ-Drummer) e da un po' di tempo anche il basso programmato (EZ-Bass) che addirittura è in grado di scrivere da solo la parte di basso partendo dalla traccia di chitarra.
e sono i cosiddetti musicisti ad usarli, non le IA.
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 20/01/2023 ore 12:00:1
Sembrerà pure uno studente svogliato, ma l’AI ha compreso il senso di ogni domanda, restando perfettamente in tema e offrendo scenari sensati, oltretutto senza proporre una spataffiata da cento righe, ma restando coerente (anche come lunghezza e toni delle risposte).
Se, banalmente, pensi a Siri o Alexa, il passo avanti è gigantesco. E forse nemmeno ci rendiamo conto della velocità con cui questo stumento è destinato a progredire!
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 20/01/2023 ore 12:42:36
certo, ma le risposte sono comunque frutto di incrocio di dati presi dalla rete, fa più o meno il lavoro di google ma condensando il tutto in una risposta univoca.

ho un amico che ha passato giorni a chattarci e le risposte ad argomenti diversi sono tutte abbastanza riconoscibili, un po' da bignami di wikipedia.
ha provato a fargli scrivere una poesia alla Montale ed era formalmente impeccabile ma con metafore alla "sole cuore amore", anche dopo vari tentativi: anzi, anche dando più dettagli e specificando meglio i risultati si assomigliavano tutti, le figure retoriche che utilizzava erano sempre le stesse.

sicuramente da risultati migliori con cose più "meccaniche" che artistiche
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 20/01/2023 ore 16:04:02
Concordo, e la cosa non sono certo sia positiva.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 20/01/2023 ore 14:50:21
La chiacchierata è molto interessante, e porta a temi di riflessione che vanno al di là della musica.
Per il momento abbiamo delle macchine imperfette cui manca un corpo con cui interagire, ed a noi manca la conoscenza completa di come funzioni il nostro cervello ed il nostro corpo. Senza queste conoscenze le macchine non potranno mai superarci nella creazione di contenuti perché solo facendo esperienza di sensazioni possiamo tramutarle in libri, musica, ritratti. E senza le conoscenze sul nostro corpo/cervello non possiamo riprodurre i nostri meccanismi su una macchina. Oggi dobbiamo dare un input alle AI "artistiche", senza il nostro input non producono nulla perché non hanno la percezione, la quale senza un sistema corpo/cervello con cui sentire, toccare, vedere, gustare, annusare, intuire, pensare, non possono produrre contenuti originali ma solo plagi di contenuti già esistenti.
Spero di riuscire a vedere quel giorno, perché vorrebbe dire poter fare una copia esatta di me alimentata magari a batterie solari, in modo da poter portare un qualcosa di mio nell'universo anche quando il mio corpo organico cesserà la sua esistenza. Insomma, credo che anche nel futuro serva qualcuno che suoni male e che creda di cantare in maniera accettabile... almeno si potranno fare i paragoni con quelli bravi davvero e quelli no.
Buone riflessioni fantascientifiche a tutti!
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 20/01/2023 ore 16:03:0
Interrogare l'IA, risulta quasi imbrazzante, per non dire angosciante, constatando la competenza e precisione nelle risposte.
Non credo possa impattare in negativo su chi fa musica, credo invece possa impattare pesantemente su tanti tipi di professioni.
Rispondi
di Mm utente non più registrato
commento del 20/01/2023 ore 17:40:18
Molto bello,ho solo paura in un crash improvviso... .magari qualcuno porge la domanda:.cosa ne pensi dei maneskin?
🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 21/01/2023 ore 00:12:30
"I Maneskin sono un insulto alla cultura e all'arte". Lo ha detto il maestro Uto Ughi
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 22/01/2023 ore 16:03:26
Non le hai chiesto se è meglio Gibson o Fender, però...
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 22/01/2023 ore 16:13:47
In realtà sì e mi ha risposto che non c’è meglio o peggio
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 22/01/2023 ore 17:28:37
Allora è inutile...
Rispondi
di BlackCat [user #59512]
commento del 24/01/2023 ore 07:41:27
Curioso esperimento ma risposte molto piacione, coi soliti giri di parole: l'AI può fare tutto, ma non deve essere vista come una minaccia bensì come opportunità di crescita.
Sembrano le risposte di un politico che tergiversa per non scendere in dettagli che non conosce.
Rispondi
di Mm utente non più registrato
commento del 24/01/2023 ore 12:44:31
O che non vuole fare conoscere....
Rispondi
di daniele.novello [user #44073]
commento del 24/01/2023 ore 23:26:07
continuo a leggere ovunque commenti e riflessioni sulla AI, per lo più tra il preoccupato e il molto preoccupato.
personalmente ... condivido le preoccupazioni... ma non è questo il punto
le risposte dell'AI dovrebbero basarsi sul buzz che raccoglie.. ma nelle risposte gli aspetti critici sono quasi del tutto assenti e comunque, dove presenti, subito bilanciati da rassicurazioni
speriamo l'abbiano programmata così e non stia provando a difendersi autonomamente
vabbè andiamo a letto a leggere un pò di Azimov... sia mai che torna utile
Rispondi
di daniele.novello [user #44073]
commento del 25/01/2023 ore 00:18:27
... che poi diciamola tutta sarebbe Asimov
Rispondi
di matur-one [user #51132]
commento del 27/01/2023 ore 13:34:01
E' solo un nuovo strumento che abbiamo a disposizione.
Tanti mestieri dovranno evolversi, ma non necessariamente sarà un male.
Io ho vissuto (sic !) l'epoca delle prime fotocopiatrici, allora in ogni azienda c'erano stuoli di dattilografe che passavano la giornata a battere a macchina con 8 fogli di carta carbone quanto serviva all'azienda......
non era il modo migliore per "ammazzare" la giornata ! Ogni "rivoluzione" industriale crea preoccupazione e scompiglio, ma poi si trova sempre la via in fondo al tunnel.
Siate fiduciosi sul futuro
Rispondi
di daniele.novello [user #44073]
commento del 27/01/2023 ore 19:44:49
ciao Matur-one condivido: i miglioramenti tecnologici hanno quasi sempre eliminato progressivamente i lavori più faticosi/meno qualificati ...e in qualche modo la maggior crescita e maggior dinamismo hanno creato nuovi lavori più creativi e a maggior valore aggiunto
ho la sensazione però che potenzialmente le ricadute dell'accellerazione che stiamo attraversando ora siano di una qualità differente
in verità di scricchiolii se ne sentono già da un pò: si cita spesso il famoso caso: kodak al suo apice 28 miliardi $ di fatturato 140mila dipendenti, instagram nel 2012 1 miliardo per 13 dipendenti;

qui però siamo di fronte ad un cambio di passo: macchine che possono sostituire anche il lavoro ad alto valore aggiunto: una macchina che fa il lavoro di 50 avvocati meglio dei 50 avvocati in un decimo del tempo ad una frazione del costo.. poi per carità hai sempre bisogno dell'avvocato super brillante che va in tribunale e gli conquista tutti.. però tutti i suoi aiutanti non servono più ...
insomma il rischio di un mondo in cui o sei eccellenza o scivoli inesorabilmente verso l'irrilevanza
e questo solo per fermarsi al modno del lavoro ; ci sono poi moltissime altre minacce (militari, politiche ad esempio) e dilemmi etici, educativi etc...
d'altra parte anche le potenzialità positive sono quasi inimmaginabili (dalla medicina in giù...)..
boh vedremo ... tante opportunità e tante minacce

personalmente devo dire che nel medio-lungo periodo sono comunque meno fiducioso di te
gestire una rivoluzione di questa portata è compito della politica (dubito che chi sviluppa il software si ponga dei limiti etici se questi dovessero andare contro i propri interessi)
una sfida da fare tremare i polsi anche ad una politica competente, autorevole, indipendente, pragmatica, responsabile ... figuriamoci
Rispondi
di matur-one [user #51132]
commento del 28/01/2023 ore 16:49:38
Hai sicuramente delle ragioni sensate per essere preoccupato, ma resto fiducioso che alla fine l'intelligenza "UMANA" avrà comunque il sopravvento. Come tutte le cose che hanno una duplice (o più) valenza sta a chi impiega la risorsa farne un uso "SANO", un coltello taglia la bistecca ma può uccidere all' occorrenza ...... Alfred Nobel pensava a rendere più efficiente il lavoro dei minatori quando inventò la dinamite. E' l'uomo che determina il suo futuro, speriamo che le generazioni attuali e future ne facciano un buon uso.
Ieri per passare un pò di tempo, ho chattato un paio d'ore con "chat GPT" , provaci ti renderai conto che è fondamentalmente un grande data base da cui preleva le info che gli chiedi..... e spesso con gravi lacune (sicuramente transitorie). E' però molto gentile (hehehehe)
quando gli fai notare che sta scrivendo delle c.zzate si scusa e correge per poi rifare lo stesso errore
Ci vorrà un bel pò di tempo prima che possa diventare qualcosa di più di un passatempo.
Per capirci, ho chiesto la geometria più usata per un motore a 12 cilindri a benzina.
La risposta è stata che la configurazione più usata è costituita da tre banchi da 4 cilindri di cui quello centrale in mezzo agli altri due laterali !!!!!! A quanto so, questa configurazione ebbe un uso limitatissimo in aeronautica e, all'inizio degli anni 90, l'ing. Rocchi (ex Ferrari) sviluppò un prototipo, mai andato in produzione, di un 12 cyl. (4x3) per un nuovo team italiano di F1 la LIFE.
Non proprio la cosa più comune. Ho chiesto anche a chat GPT di parlarmi del "circolo delle quinte" e qui mi sono divertito davvero, pescava info a caso senza alcun senso logico
Provaci, sono certo che ti rasserenerai .riguardo al futuro. Sono macchine, il "pensiero" di cui sono dotate è meccanico e solo meccanico. Sicuramente, in futuro, un sacco di gente dovrà cambiare lavoro, ma è lo scotto da pagare per il progresso. Chissà cosa fecero tutti quei lavoratori che costruivano il papà di tutti i computer, il "regolo calcolatore" ! Negli anni 60 e parte degli anni 70, erano ancora degli strumenti d'uso quotidiani per chiunque dovesse fare calcoli impegnativi, improvvisamente l'arrivo delle calcolatrici a basso costo li rese obsoleti in un lampo.
Dubito che i meccanici che li producevano siano stati riciclati come saldatori di componenti elettronici.
Ok la finisco qua, come disse il grande Flaiano : "...la situazione è grave ma NON SERIA !"
Stai sereno ahahahahahaha
Rispondi
di daniele.novello [user #44073]
commento del 28/01/2023 ore 22:30:04
Ciao matur-one
Ti assicuro che sono sereno,davvero😁
Non perché manchino i motivi di preoccupazione …proprio perché sono fatto così: sereno
È un fatto però che l AI cambierà il mondo in modi che ancora non immaginiamo nemmeno
Al di là di questa chat gpt o come si chiama già oggi il machine learning sta rivoluzionando molto aspetti della nostra vita quotidiana e dei processi produttivi (probabilmente il processore de telefono che sto usando non avrebbe mai potuto essere prodotto senza)
Tornando a questa chat nello specifico sembra un gioco non sa la sequenza delle entrate del circolo delle quinte…ma non è un gioco
E pur non essendo io un esperto immagino che più persone ci giocano più velocemente impara
Non lo dico allarmato è una constatazione
Comunque siamo su sito musicale quindi non volglio annoiare ulteriormente con pipponi
Mi stappo una birra e vado a strimpellare la mia chitarra che si rifà ad un modello del 52 non vedendo l ora di poter andare a provare illuminato dalle valvole dell ampli e accarezzato dal suono di pedali analogici
Insomma lunga vita al carbonio vs il silicio😁
Rispondi
di matur-one [user #51132]
commento del 31/01/2023 ore 15:20:03
Ciao Daniele, purtroppo sono astemio e non posso seguirti nel rito che ti invidio, cercherò di emularti con una Poretti Zero Zero è la mia massima trasgressione........ di mio imbraccerò il mio EB 3 e cercherò di accompagnarti al meglio
P.S. sono vecchio (non troppo rinco spero) ma preferirei il Germanio Vs. il silicio, suona meglio,
più vintage come il sottoscritto
alla prossima PROSIT
Rispondi
di daniele.novello [user #44073]
commento del 01/02/2023 ore 23:17:33
per silicio intendevo le macchine che nei processori hanno il silicio e per carbonio l'uomo .. ma sono dettagli quello che conta è ...prosit
:-)
Rispondi
di vecchi8 [user #13448]
commento del 29/01/2023 ore 13:16:24
domanda da porre ad AI: come suoni dopo 5 medie?

Rispondi
di daniele.novello [user #44073]
commento del 02/02/2023 ore 22:08:35
ecco la riposta, che tecnicamente sarà anche corretta ma che manca la vera prospettiva della vita del cazzaro sul palco: non è importante quanto suoni bene ... ma quanto sei convinto di suonare bene!

Drinking 5 beers can impair your fine motor skills, coordination, and judgement, which are all important factors in playing the guitar. As a result, your guitar playing can be negatively affected and you may make mistakes that you would not normally make. Additionally, alcohol can also slow down your reaction time and reduce your ability to focus, both of which are crucial in playing an instrument. It is recommended to avoid drinking alcohol before playing the guitar, or any other activity that requires coordination and concentration.

Rispondi
di Involt [user #51206]
commento del 30/01/2023 ore 20:57:01
Come certamnente molti sanno, Ludwig Van Beethoven aveva iniziato a scrivere la sua decima sinfonia, commissionatagli dalla Filarmonica di Londra, ma passò a miglior vita prima di poterla completare.

E come certamente molti sapranno, vi furono molti tentativi di completarla, di "interpolarla" per ottenere un'opera completa che fosse rappresentativa e rispettosa dello "spirito" del musicista, che desse la sensazione precisa che potesse essere stato realmente Beethoven a completarla.

Tali tentativi rimasero infruttuosi fino alla fine del 2021, quando l'uso dell'intelligenza artificiale rese finalmente possibile una convincente integrazione dell'incompiuta; tanto convincente che molti critici musicali la approvarono, ne sancirono la validità come aderente allo spirito dell'originale.

L'integrazione della Decima si avvalse della collaborazione di diversi umani e dell'IA, ma i progressi di quest'ultima la renderanno sempre più autonoma ed indipendente dall'essere umano.

Pertanto, il limite posto dall'Open AI, e cioè quella della mancanza di creatività dell'IA contrapposta alla creatività umana, non avrebbe fondamento, almeno a medio termine; tra poco l'IA sarà in grado di replicare, in qualche modo, anche la "creatività".

Il mio punto di vista è invece un altro: noi dovremmo continuare a guardare a ciò che NON può essere replicato dall'IA.

Il valore della musica non risiede sono nella musica in sé.

Che si attibuisca valore prevalente alla musica é banale; ma il valore della musica sta anche nelle sue origini.

L'epopea d'oro del rock, i musicisti che ne furono protagonisti, il modo in cui lo fecero, rende il loro prodotto non replicabile.

Certi brani e certe musicalità evocano chitarre Les Paul sullo sfondo di stack Marshall, folle oceaniche ai piedi di palchi all'aperto, custodie di cartone plastificato contenenti dischi di vinile, impianti HiFi con i VU meter ad ago sui pannelli centrali... il chitarrista di adesso é una propaggine di quelli di allora, il portatore, nel tempo, di un messaggio nato mezzo secolo fa. E' il tramite tra la generazione precedente e quella successiva, ha la responsabilità della trasmissione dell'informazione.

E' il custode di ciò che é stato, ed il profeta di ciò che sarà. Ora, fallo fare all'Intelligenza Artificiale, tutto questo... scusate lo sfogo :)
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 30/01/2023 ore 21:1
Mi piace il tuo sfogo! :D
Rispondi
di Involt [user #51206]
commento del 30/01/2023 ore 21:45:17
Grazie :)
Rispondi
di matur-one [user #51132]
commento del 31/01/2023 ore 15:21:31
Non ce la fa, tranquillo !
.... per ora.....
Rispondi
di daniele.novello [user #44073]
commento del 01/02/2023 ore 23:27:34
interessante...
riprendo il tema dellla creatività che mi sembra centrale
per quanto evoluto sembra inimmaginabile che da zero un programma possa scrivere , diciamo, eleanor rigby...
però nemmeno io, e nemmeno-non dico da zero- ma copiandola riuscirei mai a fare una cosa che ci si avvicina minimamente; quindi... se sei i beatles vai tranquillo che l'AI non ti minaccia e non ti minaccerà. se sei una persona diciamo anche bravina - ho paura che a tendere - sarà probabilmente dura
Rispondi
di Involt [user #51206]
commento del 02/02/2023 ore 09:50:00
Parlando della "creatività" si é costretti a sconfinare nei campi filosofici.

Qulunque "algoritmo", comunque si voglia intendere il termine, funziona sulla base di alcuni paramentri, e ciò accade sia nella risoluzione di un problema singolo, sia nel caso in cui esso sia solo un elemento alla base del funzionamente di un sistema più complesso.

Ciò implica che devi conoscere a priori il principio di funzionamento del sistema; se vuoi considerare l'IA una sorta di emulazione del cervello umano, devi sapere come funziona il cervello umano.

Per definizione, la "creatività" é basata su qualcosa che non conosciamo. "Creare" significa "far nascere dal nulla" e quindi non possiamo conoscere né il meccanismo con cui esso avviene, né i paramerti di cui tale meccanismo si avvale.

Pertanto, PER DEFINIZIONE, la creatività non può essere emulata.

Si può però emulare il risultato della creatività, per cui un qualunquoe "prodotto" dell'IA potrebbe risultare indistinguibile, ad una parte terza, dal prodotto di un creatore originale.

In altri termini, puoi emulare un solo di Carlos Santana, e non trovare nulla che ti consenta di distinguerlo da ciò che Santana suonerebbe nelle stesse condizioni; é una delle forme del principio di Turing.

Ma spesso noi pensiamo a Santana sul palco di Woodstock, che suona Evil Ways fatto fino ai capelli (che allora aveva); é questo evento che non potrà mai essere emulato, non un assolo di Santana in sé.

E quando tu cerchi di emulare un assolo di Santana, di suonare con il suo stile ed il suo sound, più che ricercare un effetto analogo, hai in mente il Santana di Woodstock.

Questo da un lato non é emulabile, dall'altro é il modo in cui intendiamo la musica.

Quando abbiamo iniziato a suonare, eravamo trascinati da questo sentimento, non dalla volontà di emulare uno stile.

Per cui, continueremo così. Alle future generazioni, l'IA consegnerà una serie di note, che seguiranno determinati principi.
Noi consegneremo quell'emozione dalla quale la serie di note aveva tratto origine.

Era questo il senso del mio commento
Rispondi
di daniele.novello [user #44073]
commento del 02/02/2023 ore 21:48:38
ciao involt

avevo capito, o almeno credo il senso del tuo commento (che trovo interessante e che -per quello che vale - condivido nella sostanza)

condivido anche che definire la creatività ci porta sulla filosofia
e non volevo cimentarmi in questo (non ne ho le competenze): le mie riflessioni erano legate al tema della AI e volevo solo -per dirla all'inglese- l'outcome (quello che viene fuori e non la radice); quindi ero più interessato al fatto che non riconosciamo se è fatto da una macchina (turing) rispetto al fatto che senza coscienza di sè e del mondo (provo a sintetizzare così la tua posizione) non possiamo definirla creatività.
questo perchè il mio spunto di partenza (con matur-one) era:
questa non è un'altra innovazione come l'introduzione delle quattro ruote motrici, ma -potenzialmente- come l'invenzione della ruota :-).
e qui mi taccio (per quanto trovo -come credo sia evidente- molto stimolante la discussone) perchè definire i miei ultimi post come OFFTOPIC è davvero poco
a presto :-)

Rispondi
di Involt [user #51206]
commento del 03/02/2023 ore 08:57:06
ciao Daniele,

anch'io condivido il contenuto dei tuoi commenti, e non appaiono come degli "off topic"; piuttosto, li vedo come aspetti particolari, diverse sfaccettature, della stessa problematica che, in generale, l'articolo di Fabio Cormio solleva.

Volendo tentare una sintesi, la porrei in questi termini:

- l'umanità, tramite l'attività dei suoi scienziati specializzati nel settore, può e deve certamente cercare di esplorare gli insondabili misteri della mente umana, e cercare di cogliere l'essenza delle differenze tra un individuo ed un altro. Il fatto che non possano esistere due persone uguali é un dono della Natura, ed é questo che rende così preziosa la creatività

- l'umanità, tramite l'attività dei suoi scienziati specializzati nel settore, che sono evidentemente diversi dai precedenti, può e deve certamente cercare di superare i limiti della mente umana, imposti dal modo stesso nel quale funziona, e che consistono nell'approssimazione quantitativa con la quale elabora i dati.

In altri termini, il fatto che noi non siamo in grado di tagliare al LASER cento pezzi esattamente uguali come farebbe una macchina, e non possiamo "escogitare" la stessa musica di un'altra persona, sono le due facce della stessa medaglia.

L'IA può supplire ai limiti, ma non può, al contempo, funzionare meglio della mente umana nella creatività; può emularla con approssimazione notevolissima, ma facendola comunque restare un emulazione.

Nel mezzo, tra i due gruppi di attività scientifiche ad altissimo livello, ci siamo noi. Noi che imbracciamo una chitarra e non vogliamo emulare niente.

Ed insieme a noi c'è chi ci ascolta. Ora, se ci pensi bene, il nocciolo della questione é tutto qui: PERCHE' qualcuno ci ascolta? CHE COSA REALMENTE vuole ascoltare chi ci ascolta?

Se ciò che é importante per chi ci ascolta é sentire quattro note messe insieme in maniera gradevole, e soprattutto messe insieme IN ACCORDO AD UNA REGOLA ESPRESSA DA UN ALGORIMO, allora l'emulazione della "creatività" sarà sufficiente ad appagarlo.

Se invece chi ci ascolta ritiene di ascoltare un messaggio personale e non quattro note, allora l'emulazione dell'IA viene estromessa. Chi mi ascolta sa che le mie quattronote sono scelte e suonate sulla base della mia storia personale, della mia abilità tecnica, del mio stato d'animo, del mio disagio, della mia rabbia, della mia felicità... diverse da quelle di chiunque altro, e diverse anche dalle mie suonate al termine di una giornata diversa.

Il blues nasce dalla sofferenza che gli schiavi nei campi di cotone esprimevano, per poter soprravvivere alla fatica ed alla costrizione. La quinta diminuita della scala blues nasce da questo: che senso ha "emularla"?

E così, quando diversi musicisti si incontrano per suonare insieme, ognuno si esprime all'interno del medesimo brano in accordo a ciò che "sente". C'é un famoso video in cui suonano insieme BB King, John Myers e Derek Trucks, ed alla fine BB King premia Trucks con un elogio; che senso avrebbe realizzare un incontro analogo tra tre IA?

Potresti dirmi che non siamo BB King, non siamo John Myers e nemmeno Derek Trucks; potresti dirmi che loro continuano ad avere un posto nel panorama musicale mentre noi non conteremmo più niente... ma quando suoniamo, noi lo facciamo avendo in mente loro e non un super computer. E anche se riempiamo solo un localino o un teatrino con un pugno di spettatori, metà dei quali sono magari nostri conoscenti, chi viene a sentirci lo fa per sentire noi; se deve ascoltare un computer, lo fa da casa.

Non sono le note ad essere diverse, chè quelle possono anche essere uguali; é diverso il messaggio che esse veicolano. E che é ciò che interessa a chi ascolta. E, bada bene, ciò che interessa all'ascoltatore spesso non é nella qualità delle note e nemmeno in quella del messaggio; ciò che fa una differenza FONDAMENTALE è l'essenza stessa del messaggio, il solo fatto che il messaggio ESISTA. Non é QUELLO CHE STAI SUONANDO, ma il PERCHE' TU STIA SUONANDO che ti rendo non emulabile dall'IA.

E come dicevo nel primo commento, la trasmissione di questo messaggio, lq perpetuazione di questo concetto, dipende da noi.

E' questo il "nuovo" ruolo del chitarrista nell'epoca dell'IA: trasmettere l'idea che una cosa é emulare un chitarrista, un'altra cosa è suonare la chitarra.

Il problema di essere estromessi dall'IA può essere molto più cogente per chi fa musica elettronica, mette insieme file MIDI o fa il DJ

Cerchiamo, tutti noi, a continuare a suonare la chitarre. Anziché vedere come un problema la comparsa dell'IA nel nostro mondo, lasciamo che sia l'IA a dover considerare NOI un problema. Più che venire limitati dall'IA, siamo noi a costituire un limite per l'IA.

Dobbiamo solo continuare a suonare. E basta.

Buona musica a tutti
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