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La chitarra elettrica dopo la pandemia: dalla fascia media al custom da sogno
La chitarra elettrica dopo la pandemia: dalla fascia media al custom da sogno
di [user #116] - pubblicato il

Scaldiamo l’amplificatore, mettiamo da parte le chitarre acustiche e, stavolta, con Matteo di Begnis Strumenti Musicali si parla di elettrica.
Qualche tempo fa, abbiamo fatto visita a un noto store lombardo per una lunga chiacchierata sulla chitarra. Si è parlato di salute del mercato, delle aspettative e delle peculiarità di una chitarra acustica fino agli strumenti più pregevoli che i maggiori marchi offrono nelle loro fasce custom e handmade. Tutto intorno a noi, mura di chitarre elettriche ci hanno fatto tornare indietro al lockdown, quando sappiamo per certo che lo strumento ha vissuto un momento di grande splendore, scoperto o riscoperto da innumerevoli appassionati.
Di questo abbiamo voluto parlare in un secondo video in compagnia di Matteo.

A differenza di quanto si immagina, scopriamo che a vivere la più grande trasformazione non è stata la gamma entry level propriamente detta. L’attenzione dei musicisti e degli aspiranti tali si è piuttosto rivolta in direzione di strumenti caratterizzati da un buon rapporto qualità/prezzo, spingendosi anche in fascia media. Una porzione di mercato che registra quindi un’impennata di interesse da parte del pubblico, sia di chi ha iniziato a suonare da poco e cerca un upgrade, di quelli che affiancano strumenti performanti a una collezione già esistente e quelli che, proprio grazie al tempo libero che la Pandemia ha forzatamente regalato a tutti, hanno ritrovato la vecchia passione per la musica.
Matteo ce lo racconta imbracciando una Revstar, davanti a un’intera parete di chitarre Yamaha. Il marchio, ben noto anche ai profani per la trasversalità della sua offerta, rappresenta un esempio macroscopico di tale trend.
Rinnovata nelle forme e nei contenuti nel 2022, la serie Revstar si è posizionata in un punto privilegiato, andando a ripercorrere sonorità e approcci vicini ai più tradizionalisti, ma in una chiave fresca e differente rispetto ai canoni delle più comuni repliche che affollano la fascia di prezzo in cui anche Yamaha si muove. Il mix ha permesso agli strumenti di catturare una buona fetta di mercato, affermandosi tra studenti e professionisti grazie alla declinazione su vari gradini.

La chitarra elettrica dopo la pandemia: dalla fascia media al custom da sogno

Discutendo con Matteo, scopriamo invece che la fascia più alta di strumenti professionali e custom non ha vissuto particolari scossoni nell’ultimo periodo, e il cliente tipo è invariato. Si tratta di professionisti e appassionati di grande esperienza, con le idee molto chiare su cosa cercano e perché. Si può trattare di modelli iconici legati a epoche passate, o di strumenti dotati di precise caratteristiche tecniche di cui l’utente è alla ricerca. In casa Yamaha, questo non può voler dire altro che SG: la intramontabile double-cut consegnata alla storia da un giovane Carlos Santana.
Non è una chitarra comune, che ancora una volta rappresenta un’alternativa agli standard stilistici di maggior riferimento. Matteo ci spiega che fa parte del preciso modello di business adottato da Begnis che, in una scena affollata dai soliti brand presenti pressoché ovunque tra negozi fisici e online, trova il suo posto rivolgendosi a un’audience incuriosita da proposte “alternative”, non meno appetibili.



Durante la nostra chiacchierata, Matteo ha suonato alcuni degli strumenti esposti alle sue spalle.
La prima è una Revstar RSP02T, proviene dalla divisione Professional e si distingue per l’abbinamento di due pickup P90 con un tailpiece da archtop. Il look è quanto mai retrò, ma il circuito con boost passivo del Focus Switch svela la volontà di Yamaha di guardare a una flessibilità sonora maggiore rispetto ai canoni della categoria.

La chitarra elettrica dopo la pandemia: dalla fascia media al custom da sogno

La RSP20X preferisce una più classica configurazione a due humbucker e ponte fisso in due pezzi. Il Focus Switch dona anche qui una spiccata versatilità e il selettore a cinque posizioni contribuisce a una tavolozza sonora variegata. Anche lei fa parte della serie Professional di chitarre realizzate in Giappone: caratteristiche e prezzo entrano di diritto nella dimensione dei professionisti, sempre con un rapporto qualità/prezzo vantaggioso.

La chitarra elettrica dopo la pandemia: dalla fascia media al custom da sogno

Quando si passa al top bombato della SG1802, la memoria corre subito ai grandi classici del rock. Le Revstar devono molto della loro impronta stilistica ed estetica alla double-cut Yamaha, che in questa versione monta due pickup P90.

La chitarra elettrica dopo la pandemia: dalla fascia media al custom da sogno

Si guarda alle vette più alte della produzione solid body giapponese anche col modello SG1820, che rimpiazza i single coil con due humbucker Seymour Duncan 59 SH-1.
Comune tra i due modelli è il ponte TonePros in due parti, il capotasto GraphTech in TUSQ, il trattamento IRA per migliorare le caratteristiche acustiche dei legni, le meccaniche Grover bloccanti e l’adozione di un manico in tre pezzi di mogano per la massima stabilità.

La chitarra elettrica dopo la pandemia: dalla fascia media al custom da sogno
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Link utili
La chitarra acustica oggi
Begnis Strumenti Musicali
La serie Revstar sul sito Yamaha
La serie SG sul sito Yamaha
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di Francescod [user #48583]
commento del 25/01/2023 ore 10:50:37
Ho visto arrivare da Begnis le ultime Tom Anderson. Pare che il distributore le abbia consegnate praticamente tutte a lui, tranne una. Quello che si è verificato, durante la pandemia e la recente guerra e la recente speculazione, è un sostanzioso incremento di prezzo che va ben oltre il dato medio di crescita dell'inflazione. Strumenti che solo un paio di anni fa (mi riferisco sempre alle Tom Anderson) costavano 4000-4500 euro, per i modelli migliori, ora improvvisamente costano dal rivenditore sui 6500-7000 euro. Fantascienza pura. Da rimarcare una curiosità: le Tom Anderson, di qualità altissime e a mio giudizio superiori, giunte pochissimi mesi fa (credo quattro mesi) da in un notissimo store britannico sono prezzate dai 4800 ai 5600 euro, al LORDO della spedizione, delle tasse e della dogana!
I grandi misteri dell'universo. Ho sempre preferito comprare in Italia. La Tom Anderson che prenderò quest'anno verrà dal Regno Unito, come ahimé è stato anche per la precedente.
P.s. lo stesso sta accadendo in Italia con le ultime PRS 10 top 594 (hollowbody o meno), rispetto al mercato britannico.
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di Mm [user #61796]
commento del 25/01/2023 ore 13:05:1
Succede un po' a tutti i marchi di chitarre elettriche.....secondo me ci stanno speculando sopra alla grande,anche sull usato nei negozi gonfiano parecchio...custom shop fender usate a 4000 euro.....per me basta non comprare un paio di anni e vedi come tornano alla normalità....ma tanto ci sarà sempre chi compra e i prezzi rimarranno alti....
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di Francescod [user #48583]
commento del 25/01/2023 ore 13:29:05
Guarda, la prima cosa da evitare in questi casi sono le considerazioni general generiche sull'aumento dei prezzi, perché così le considerazioni perdono credibilità ed è facile dare adito a risposte del tipo: eh, ma voi non tenete conto degli aumenti intervenuti con la pandemia su tutti i componenti del prezzo, la guerra, l'inflazione. No, no, io ne tengo assolutamente conto. Tutti hanno sicuramente qualcosa da lamentare sui prezzi degli strumenti, dagli anni cinquanta del secolo scorso ad oggi, quindi bisogna essere circostanziati: prima cosa bisogna tenere separato il discorso usato dalla questione del nuovo (sono temi connessi ma non identici). In secondo luogo, rimanendo sul nuovo, bisogna valutare gli aumenti in percentuale e non in base al proprio poter d'acquisto, altrimenti la percezione personale induce a prendere abbagli. In terzo luogo, nessuno ce l'ha col fatto che il rivenditore abbia la sua quota, perché non è che vivono di aria.
Oggi però c'è internet che ci consente di scovare in un'area pressoché uniforme economicamente, la UE, non solo le occasioni episodiche ma anche i trend di prezzo. E quando vedo prendere piede un trend di prezzi più alto, nello stesso arco di tempo e a qualità quasi simile dello strumento, dei prezzi in un'area extra UE com'è il Regno Unito, al LORDO di tutte le spese aggiuntive, c'è qualcosa che non va.
Ahimé il discorso di stare fermi fino a che non torna la normalità non funziona finché rimane un atto di volontà individuale, ma stai sicuro che arriva un punto in cui l'offerta diventa maggiore della domanda a causa dei prezzi alti, e lì qualcosa cambia.
Rispondi
di enrico t. [user #46959]
commento del 28/01/2023 ore 11:16:03
Ciao, piuttosto che spendere una cifra del genere, me la faccio costruire da un liutaio come voglio io in tutto e per tutto e forse spendo qualcosa di meno, ma se c'è gente che vuol buttare via i soldi così, si accomodino
Rispondi
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