Quando ho acquistato il Line 6 HX Stomp, ormai cinque anni fa, l'ho preso più che altro con l'intento di utilizzarlo a casa, per esercitarmi e registrare qualcosa. Non conoscevo ancora per bene le immense potenzialità di questo scatolotto. Con il passare delle settimane, mi sono reso conto di quanto pericolosamente completa fosse questa pedalierina. Scoprivo intanto le IR e le casse FRFR.
L'immuminazione è arrivata quel giorno in cui ho avuto il coraggio di presentarmi a una jam session con solo chitarra e HX Stomp da collegare sul mixer. Ed è stato allora che mi si è palesata l'idea che avrei potuto fare a meno di qualunque altro ammennicolo.

Al mio setup, ormai consolidato, di chitarra, cavi e HX Stomp, però mancava ancora qualcosa, per renderlo super pratico.
Prima è arrivata l'idea di un sistema completamente indipendente dalle prese di corrente, tramite un semplice cavetto MyVolts da 20 euro e una powerbank (a dire il vero avevo già testato il sistema powerbank con i pedalini, con immenso successo, ma ancora non mi fidavo al 100%), poi la scoperta della mini pedaliera MIDI Mvave Chocolate.
Il cerchio era chiuso. Suoni soddisfacenti, setup leggero e versatile, chitarrista di mezza età che non si lamenta più di pesi e ingombri.
Con questo non voglio dire che i "vecchi sistemi analogici" sono ormai superati. Piuttosto mi rendo conto che oggi, con pochi soldi e molta pazienza, si possono avere tutti gli ampli e i pedali del mondo racchiusi in una piccola pedaliera che suona molto, molto bene. Non è un sistema del tutto "plug and play" ma, perdendoci un po' di tempo all'inizio, si ottengo risultati eccellenti.
Abbiamo quindi sistemato nel mixer la batteria digitale, tastiera... beh, è sempre stata digitale, chitarra nel mixer tramite Zoom G2X, il mio basso processato dallo Spark.
Abbiamo suonato a volumi assolutamente accettabili, senza farci sanguinare le orecchie, eravamo perfettamente equilibrati, i suoni erano belli e credibili, anche se ad onor del vero il chitarrista/cantante suona con le corde di nylon per cui la dinamica è quella che è.
Se non fosse per il buon batterista che si lamenta della risposta della batteria digitale (e lo capisco benissimo, tanti suoni più o meno "sbagliati" non si possono eseguire sulla batteria digitale) ci siamo divertiti tantissimo e mi sa che la data verrà molto bene.
Quindi sì, concordo, i sistemi digitali sono oggi così avanzati ed economici da poter sostituire i sistemi tradizionali.
Suoneremo sempre con i sistemi digitali? Assolutamente no, perché in fondo siamo degli inguaribili romantici e vogliamo sentire la botta delle valvole e quel suono che varia un po' di giorno in giorno, in base a tanti fattori ambientali, e farci ispirare dal momento, con un suono digitale sempre uguale non si può.
Potresti cortesemente indicarmi nello specifico che tipo di cavetto adattatore e Power Bank usi, non c'è il rischio di rovinare la Stomp?
La Coccolate si ricarica alla Power Bank, ed anche il dual switch?
Grazie!
link />
power bank:
link />
dual switch:
link
Oggi sono infinitamente grato a IK Multimedia per aver creato Tonex One che uso alla fine della pedaliera minimale con accordatore Boss, equalizzatore MXR, Hold Reverb Zcat, HallOfFame 2, Spring Theory della Subdecay, Ditto e Ditto+ TcElectronics (perché averne solo 1 quando puoi averne due!!!), buffer Dophix (una bomba!). Il resto è fatto da "mano" e dal settaggio volumi e toni di una Gretsch 6122-1958.
Signori: ho trovato la pace e il suono che voglio sentire. Ovunque mi trovi. Sempre.
Ad ogni modo: suono esclusivamente utilizzando un solo suono con il gain “frizzantino” (good tip: la regolazione della soglia di ingresso sul Tonex fa scintille di meraviglie, lavorateci un po’ e sentirete una differenza abissale; io la tengo al limite della “zona rossa”); mano leggera e ho un clean molto molto molto efficace e vivo; mano pesante e il suono si increspa; mano pesante e opportuna regolazioni dei volumi dei pick-up e arriva la sweet spot con un risultato incredibile (sù sù sù, bisogna ammetterlo: la IK Multimedia ha tirato fuori dei suoni eccezionali; ok che i gusti sono gusti ma un po’ di oggettività bisogna metterla in campo…). La Gretsch 6122-1958 è l’unica chitarra che uso (sono monogamo…); una chitarra pesante come il piombo ma non ho mai avuto uno strumento così reattivo, di carattere (da una Les Paul P90, a un Rickenbacker V64, a una Gretsch White Falcon del 2000) ma anche impegnativo per trovare il punto di incontro tra te e lei; come dire… un matrimonio! La combinazione dei volumi dei due pick-up, da sola, permette di coprire una gamma notevole di sfumature.
Dalla chitarra entro in un mitico Boss TU2. Poi all’eq MXR, quello nero, che, raramente, utilizzo per dare più spinta arrivando a un bel crunch (ripeto i suoni Tonex sono incredibilmente vivi e reattivi). Poi Ditto, modello classico. Poi Zcat che utilizzo per la bella funzione hold/freez molto organica, la utilizzo nelle due modalità latch o a classica a seconda di cosa mi serva: tappeto o coda tipo pedale sustain del pianoforte. Poi HallOfFame2 che utilizzo principalmente con il TonePrint US di Uffe Steen (date un’occhiata sul Tubo: TonePrint molto molto molto riuscito) e altri 2 TonePrint fatti da me come “variazioni” sulla base del US; anche qui li utilizzo come fosse il pedale del sustain del piano; in più se li utilizzi con mano pesante il crunch di cui sopra diventa una bomba (presente un reverbero davanti a un ampli valvolare? Ecco: un meraviglioso caos). Poi Ditto+ (sì: mi piace dare colore ai pezzi di chitarra e due loop, uno pre e uno post effetti, mi fanno proprio stare bene!). Poi Spring Theory della Subdacay che ho scelto dopo anni di tentativi di trovare una buona (per me) simulazione di riverbero a molle e l’ho trovato (sono affezionato fenderista con volume del riverbero alto!). Poi il minuscolo buffer della Dophix (non aveva mercato, mi diceva il proprietario, e hanno smesso di produrlo, peccato). Questa è la pedaliera con cui entro nel Tonex one; se suono con pedaliera, al Tonex tolgo la simulazione del riverbero (Rev. tipo 1 con toni e lunghezza al max); se suono… in giardino! O senza pedaliera lascio attivo il riverbero che, non è perfetto, ma è godibile. E poi via, si suona in diretta nell’impianto o con una qualsiasi ffrr o (mi è capitato…) direttamente dentro un singolo monitor da studio!
Frase già sentita e risentita: è davvero un gran bel momento per suonare la chitarra!
In ogni caso, per eventuali attacchi di nostalgia, la vecchia pedaliera è sempre pronta... :)
Mercoledì sera, prove. Il brano da suonare è "Purple Haze". Canale pulito del mio Carvin Vintage Tube, Fender Stratocaster, pick up al manico. Pedali accesi: Fuzz FFM3, compressore, Soul Food. Per l'assolo finale (improvvisato), attacco lo wah. L'ampli respirava, riuscivo a sentire quella sensazione di fluidità sulle dita che ti porta all'estasi. Purtroppo (ma arriverà, perchè arriva tutto prima o poi) ancora non riesco, col digitale, a provare quella sensazione unica.
Poi ho roba digitale davvero figa, ma l'ampli per me è l'ampli
Io ho il Kemper (oltre ai valvolari), e ne sono iper soddisfatto.
L'altro giorno ho dovuto fare un pezzo per accompagnare dei ragazzini (genere punk/rock), sono arrivato con chitarra e Kemper nella sua custodia a tracolla e sono andato dritto nel mixer, veramente pratico.
Il suono che usciva dalle casse del PA era spettacolare (profilazione di Mezzabarba canale distorto), il suono che sentivo io dalla piccola spia, purtroppo non era la stessa cosa, avere l'ampli è tutt'altro.
Quando mi porto anche la FRFR (e nei Live ce l'ho sempre) allora ci avviciniamo molto.
In alternativa un deluxe reverb o al limite un blues junior non pesano granché. Capisco lo sbatti del carica scarica ma sti rack spacca schiena gli ho visti solo alle serate metal o dintorni.
Pedaliere midi per gestire il tutto e, mai contenti, si aggiungeva qualche pedalino (sempre in qualche cassetto del rack).
Se 77 è il tuo anno di nascita, capisco che tu non abbia vissuto quel periodo.
Io ho trovato il giusto equilbrio da alcuni anni con la Firehawk FX, pedaliera sfortunata, poco venduta e, secondo me, velocemente accantonata dalla Line6 senza motivo. Con i modeler di adesso è ovviamente una macchina datata ed arretrata (ha la tecnologia del POD HD), ma per me fa tutto quel (poco) che mi serve: attacco due cavi, l'alimentatore e suono dovunque.
Stiamo chiacchierando, discutendo. Stiamo adducendo motivazioni e presentando esperienze.
Dicci qualcosa in più: cosa suoni? Dove suoni? I tuoi strumenti…non suonavi su helix?
Poi oh se suoni in una party band o devi suonare nei ristoranti è un'altra storia, ma lì è un lavoro più che un divertimento.
Capiamoci ben vengano questi sistemi, li uso anch'io in casa ma non usiamo la scusa della schiena rotta, una volta era la qualità del suono che ci faceva discutere non la comodità o meno del trasporto, dai su che bisogna sudare soffrire e sognare!
Kelino ha un rig minimalissimo, e a detta sua più che soddisfacente, la sua schiena ringrazia di sicuro.
Con la mia band (non party band) facciamo cover (rock-pop) e uso molti più suoni di 4.
Prima avevo un combo valvolare pesantuccio, microfono e asta, e una pedaliera totalmente cablata da me di 90 x 50 cm, pesante anche quella.
Ora con Kemper che porto a spalla nella sua borsa, e cassa FRFR molto più leggera del combo, anche la mia schiena ringrazia.... e ho un'infinità di suoni in più rispetto a prima.
Certo la soluzione di Kelino è ancora più minimale e la ricerca che ha fatto è la sostanza della soluzione che voleva raggiungere, ben venga che il mercato oggi ci permetta di poter valutare moltisisme strade, io per dirti in una situazione mi son trovato benissimo con un portatile scheda audio e pedaliera analogica, il prosismo passo potrebbe essere un Tonex con caricato un ampli e la mia pedaliera, ma non lo faro mai non mi pesano per adesso quei 20kg di ampli in più.
Devo dire che alla fine i suoni di base (intesi come combinazioni di ampli e overdrive) usati sono tre o quattro, il grosso che cambia tra la i preset sono il livello di volume, effetti ambiente e poco altro.
... e poi considera la praticità e qualità dei suoni... NOTEVOLE!!
- attualmente utilizzo 4 suoni anch'io e qualche variante con pedalini, (utilizzando la macchina in maniera ibrida hai a disposizione: 4 Scene e 4 Pedalini); perchè ho bisogno di quello, quindi potenzialmente mi basterebbe 1 solo preset e 4 scene, ma è anche vero che utilizzo molto le armonie (terze, quinte, terze/quinte insieme ecc.) quindi ogni preset è uguale ma cambia di tonalità... pensa se ogni brano devi andare sul pedalino a cambiare la tonalità (maggiore/minore ecc.) (terze, quinte ecc... ) ...: cambio preset e ho tutto quanto mi serve...
MICA POCO!!!
P.S.
è solo un esempio il mio. :)
Poi ho deciso di comprare una spia per sentire sempre lo stesso suono sul palco... e alla fine il peso da trasportare era lo stesso di un piccolo combo valvolare (che usato costa un quarto di un Fractal).
E allora sai che c'è? Resta digitale la parte effetti, anche se di tanto in tanto mi piace sperimentare coi pedalini, se no sai che noia!!
Non si tratta comunque solo di portatilità e leggerezza. Ma anche di avere un sistema che ti permette di preparare qualunque suono ti serva, per poter passare dagli iron maiden (che suono al momento) ai pink floyd, solo programmando la pedaliera midi.
Ciò detto credo che - per quanto io sia cresciuto con l'analogico e lo reputi ancora la scelta migliore in termini di feeling - il digitale in contesti non professionali sta salvando molte serate a tanta gente, e questo tutto sommato è un bene.
Alla fiera del tortello o nella micro birreria l'analogico può essere un dramma e il digitale secondo me ad oggi si lascia preferire, anche se come me hai 3 suoni da 30 anni :)
hai rallegrato una giornata uggiosa!
Fino a quando tutta questa cognizione non mi è finalmente appartenuta pienamettutto ciò che ho sperimentato posso dire essere stato un “utile calvario”.
… il minimalismo sonoro è spesso il punto di arrivo, ma non è detto che per applicarlo nella pratica serva adottare alla fine un solo sistema alla volta
Per esperienza personale (suono in una cover band di pop elettrico cantautorale: Daniele, Dalla, Fossati, Gazzè ecc...) ho bisogno di almeno 8 suoni per coprire uno spettro sonoro relativamente vasto ma oramai sono quelli: un pulito, un crunch leggero, un drive con più gain e due suoni per il solo ( uno più light l'altro più spinto) poi tre "FX" (un pulito con chorus, un pulito con tremolo ed un pulito con un Delay alla The Edge per intenderci...)
Beh potrei portare un piccolo combo valvolare e microfonarlo o entrare con i pedali nell'amplificatore virtuale (Nux Solid Studio) o suonare con il Pod Go in diretta sull'impianto ma bene o male avrei lo stesso sound perché è quello che cerco ed ottengo magari con piccole sfumature proprie del sistema utilizzato ma quello è.
La scelta la fa il tipo di situazione
Ben venga il rig analogico o digitale o ibrido l'importante è ottenere un risultato soddisfacente e condividerlo con gli altri
Grazie Kelino
Un ampli pesante, avevo il carrello. Poi sempre a transistor, leggeri.
Come ho scritto, andate tutti con lo stack? per fare cosa?
Da ragazzo mi portavo Marshall e chitarra sull'autobus (mi ci siedevo sopra), e sono vivo.
>Si vede che non hai avuto ampli veramente pesanti o hai suonato poco in giro...
Mi sono fatto anche i service.