Immerso in un paesaggio pittoresco, ad un primo sguardo Treppendorf offre un’atmosfera tranquilla e autentica, tipica delle campagne tedesche. Ma dietro questa visione bucolica si cela una meta di pellegrinaggio per musicisti e appassionati provenienti da ogni dove.
70 anni di Thomann
L’avventura di Thomann inizia nel 1954, quando l’azienda nasce come una piccola attività familiare in una località remota e poco frequentata. All’epoca, la musica era un’arte accessibile a pochi, e il panorama commerciale non offriva la vasta scelta che si conosce oggi. Figlio d’arte, con intuizione e perseveranza Hans Thomann ha ampliato il catalogo portando il negozio a offrire non solo strumenti musicali ma anche tecnologia rivolta alla musica ed al suono, così come servizi dedicati ai professionisti del settore.

Un giorno, diviso fra l’attaccamento al proprio paese e la volontà di far crescere la sua attività, Hans Thomann decide di puntare tutto su qualcosa di nuovo… Qualcosa che in molti non riuscivano a credere possibile in prima battuta. Il negozio online di Thomann non è soltanto una scommessa, è una visione di un futuro non troppo lontano.
Oggi, il negozio online è un gigante con milioni di clienti sparsi in tutto il mondo, e un’infrastruttura all’avanguardia che include un imponente centro logistico e una piattaforma di e-commerce estremamente efficiente. Ma anche dietro tanta magniloquenza, si trovano storie che hanno a che fare con qualcosa di molto più quotidiano.
La filosofia dietro al successo
Behind The Passion è il documentario realizzato per celebrare i 70 anni dell'attività di Thomann, e per raccontare alcuni degli aspetti meno noti della grande avventura che ha visto Hans Thomann elevare un piccolo paesino della Baviera allo status di colosso mondiale. Non si tratta soltanto di un video celebrativo, perché dalle riprese emerge in maniera inequivocabile che la chiave del successo di Hans Thomann è da rintracciarsi soprattutto nel modo in cui ha gestito l’azienda: privilegiando le persone e la loro passione.
Questa attenzione ha avuto un impatto diretto sulla qualità del servizio offerto da Thomann: i clienti, infatti, beneficiano non solo di un vasto assortimento di prodotti, ma anche di un’assistenza personalizzata e competente, un valore aggiunto raro nel commercio online.

Per Hans Thomann, la crescita della sua azienda non può essere separata dai valori che la guidano. Il suo motto potrebbe essere riassunto in un principio molto semplice: evolversi senza dimenticare le proprie radici. Questo approccio ha permesso a Thomann di diventare sinonimo di affidabilità e passione, attirando musicisti di tutti i livelli, dai principianti ai professionisti.
Un'eredità che trascende i numeri
A 70 anni dalla sua fondazione, Thomann non è solo un esempio di successo commerciale, ma anche un simbolo di come l’attenzione al lato umano possa portare a risultati straordinari. Hans Thomann ha dimostrato che un’azienda può crescere su scala globale senza sacrificare i valori che la definiscono.
Infine, la presenza di Thomann ha trasformato Treppendorf in un crocevia per artisti e professionisti, rendendolo un punto di incontro tra tradizione locale e innovazione musicale. Oggi Treppendorf rappresenta un perfetto esempio di come anche le località più remote possano diventare fulcri di creatività e successo economico grazie alla passione e alla giusta visione imprenditoriale.
Ha ragione la moglie, un pazzo... visionario e stakanovista.
Mi dispiace non esserci passato di ritorno dalla germania un paio d'anni fa. Ci vorrei andare in questo negozio.
anzi chitarre che costavano 200€ in più rispetto a negozi non lontani da dove vivo..
Poi il discorso non solo di Thomann, ma di tutti i negozi che fanno il reso gratuito, bisogna che ormai cominciamo a ragionare seriamente sul discorso cambiamenti climatici e non fare finta di niente come quello che hanno rieletto in USA, che dice i cambiamenti climatici sono una nostra invenzione, tutti sti resi avanti e indietro non è che danno una mano all'ambiente, anzi, poi ci mettiamo a fare la conta dei morti come è successo a Valencia in Emilia e via dicendo, sicuramente lasceremo ai nostri figli e nipoti in eredità tanti oggetti, ma non gli lasceremo certo un bel posto dove vivere.
A proposito: stavo cercando la mia prima elettrica, sono andato in un negozio che aveva un modesto usato che mi interessava, me l’hanno fatta provare in una saletta con un bell’amplificatore, abbiamo fatto due chiacchiere, la chitarra era con corde nuove e ben settata (da loro, e anche il mio maestro ha confermato che avevano fatto un bel lavoro) e gli hanno dato un’aggiustatina rapida secondo mia richiesta). In più i negozi sono belli, fai due parole con altri musicisti… Anche costasse di più non mi importa, compro in negozio perché c’è un servizio in più che online non ho.
Aggiungo inoltre che non ho molta simpatia verso gli iperstore. E finisco dicendo che non ho molta stima nemmeno della faccenda riguardante le loro "famose" chitarre, sempre a proposito di questioni che vanno oltre il mero aspetto musicale.
Insomma, non sto certo proponendo un boicottaggio generale o un puntare il dito contro qualcuno. Dico solo che come appassionato di musica e come cittadino io ho validissime alternative.
È chiaro che abbiamo tante alternative, e io per primo prediligo l'acquisto in negozio, se posso.
Però il commercio on-line (in ambito musicale) ha permesso a noi italiani di accedere a prodotti, componenti, utensili e materie prime, che solo trent'anni fa era impensabile acquistare, se non svenandosi. Un tempo era il deserto, nel nostro bel paese.
Poi mi si spezza il cuore quando sento di negozi di strumenti che chiudono, è vero che mi è capitato di entrare in negozi e trattare con commessi incompetenti e maleducati, ma ci sono ancora negozianti competenti e gentili, gli auguro il meglio.
Sottolineavo però, come Duffy, un fenomeno pericolosissimo: il reso gratuito. È un'ottima chance per il consumatore che però, quando diventa un abuso o quando diventa la norma, mette in pericolo l'ambiente a un livello enorme, perché rischia di creare squilibri del tipo: ogni cento prodotti comprati, novanta tornano indietro, ottanta vengono sostituiti e rispediti e sessanta tornano di nuovo indietro. Da 100 viaggi si arriva a una somma di 350. Prova a usare numeri più grossi e capisci che disastro sia.
Tanto per fare un esempio (ma potrebbe essere anche peggio: potrei comprare cinque chitarre contemporaneamente e rispedirne indietro quattro). E purtroppo il modello commerciale Thomann e la mentalità che ne deriva è questa. Non propongo boicottaggi e sciocchezze del genere. Dico solo che i consumatori vanno sensibilizzati e il commercio va regolato.
Personalmente ho questa politica: guardo tutti i negozi italiani e se trovo qualcosa che mi serve mi faccio fare qualche breve video o delle foto, invece di accontentarmi delle foto di repertorio, perché provo a evitare in tutti i modi che una volta arrivato il prodotto non mi piaccia e debba restituirlo. Se il prodotto non lo trovo in Italia, passo all'estero (UE). E lì ancora più foto e video perché il reso sarebbe ancora più impattante. Dopodiché se non trovo manco lì, vado su USA e UK, coi quali il reso è antieconomico, quindi ancora più foto, video e scambio di mail.
Insomma per me il reso non è una delle tante opzioni, ma l'ultima delle opzioni perché mandare avanti e indietro camion, aerei, furgoni ecc. con lo stesso prodotto è un danno che si può minimizzare con un po' di attenzione.
Dagli errori si impara....
Ah a proposito... Anche a me è capitato di aspettare una settimana in più rispetto a quella stimata per via del corriere, pensavo fosse successo solo a me...eppure abito in zona Malpensa che è ben servita...
Poi visto che si parla di prezzi, io 3 anni fa o forse 4 non ricordo di preciso, puntavo ad una Ibanez, a Modena mi chiesero 2500€, a Bologna 2550€, dal Tedesco 2670€,
ma non è stato l'unico articolo, uno dei miei ultimi microfoni a condensatore l'ho preso da il mio negoziante di fiducia a Vignola, c'erano almeno una trentina di € in meno rispetto al tedesco, ma anche se fosse costato 30€ in più dal negoziante amico non sono figlio di 30€ e li avrei presi sempre da lui..
Poi ci mancherebbe, ognuno fa quel che vuole, anche perché non generalizzo, magari ci sono prodotti che costano meno in Germania rispetto i negozi che bazzico io, per fortuna ho ancora la possibilità di scegliere in Italia andando di persona a cercare quel che mi sfagiuola, e auguro a tutti i negozianti onesti di campare con le loro attività molto a lungo, una buona giornata a tutti.
Mai avuto esperienze deludenti, sempre un servizio impeccabile, normalmente in tre giorni la merce arriva, e ho sempre avuto puntuale assistenza se qualcosa non andava.
Detto questo, prediligo sempre l’acquisto diretto in negozio fisico, specie nel piccolo negozio della mia città, che si merita tutta la fiducia del mondo, e specie per acquistare strumenti acustici.
Però da Thomann ho acquistato tante cose che nei negozi non trovavo, e lo ritengo un punto di riferimento imprescindibile. Mi levo il cappello.
"Scegliamo questa data, in quanto al nostro lavoro abbiamo dedicato anima e corpo, per salutare tutti gli amici e i clienti che nei nostri 27 anni di presenza, ci hanno accordato fiducia. I tempi sono cambiati, internet regna e noi ne prendiamo atto. La maggior parte dei ragazzi non sono più attratti dalla musica (suonata) e noi ne prendiamo atto. Viviamo nella città più visitata e al tempo stesso più vuota di contenuti culturali e noi ne prendiamo atto. In sostanza chiudiamo con tanta malinconia per quello che resta.
Saluti a tutti, è stato veramente un' onore avere conosciuto tutti voi, con le vostre passioni, i vostri sogni e le vostre emozioni.
Enrico e Carlo"