Il mio combo per chitarra fuori dai soliti schemi
In foto: l'amplificatore e il suo pedale

Dopo i primi esperimenti tra i quali il minuscolo combo da 3 watt del 2003 e l’impegnativo ma non concluso modello da 140 watt del 2004, nel 2006 riuscii nel tempo libero a progettare e costruire un combo da 70 watt a stato solido, con le mie idee sulla non linearità degli elementi attivi scelti, dei classici circuiti operazionali e su una configurazione inedita dello schema. Mi concentrai solo sulla parte di preamplificazione per creare il mio suono, lasciando ad un monolitico di potenza piuttosto comune, il compito di muovere lo speaker da dodici pollici della Celestion senza colorarne il suono. Fu anche l’ultimo progetto disegnato con carta, penna e calcolatrice, prima di scoprire l’esistenza di software simulatori di circuiti elettronici per computer.
Già a partire dalla forma della cassa disegnata da me, con il pannello del cono inclinato con lo stesso angolo di quello dei comandi, per evitare di dover inclinare il combo all’indietro e realizzata da mio padre, all’epoca già in pensione e solo scurito con dell’impregnante, se ne poteva cogliere la volontà di voler fare qualcosa di diverso, non necessariamente migliore.
Il combo è di fatto un monocanale, ma tramite alcuni microinterruttori sul pannello posteriore è possibile creare due preset, tale da renderlo simile a un due canali. Anche i controlli non seguono lo standard comune che nei valvolari vede generalmente un controllo di guadagno, seguito dai classici tre controlli di tono, per finire poi con un volume generale e magari un controllo di riverbero.
Arrivai a questa idea vedendo che spesso si tendeva a regolare alcuni controlli al massimo come il Gain per la massima saturazione o il Master Volume per il suono pulito, oppure i tre controlli di tono al massimo per ottenere ‘tutto il suono’ dell’amplificatore, utilizzandoli quindi come interruttori. Svincolando quindi uno o più controlli su un suono, era possibile dedicarlo ad un altro.
Il mio combo per chitarra fuori dai soliti schemi
Nel disegno: il pannello anteriore senza programmazione preset

In questo progetto dopo il connettore d’ingresso, si trova il primo controllo di guadagno con un selettore per scegliere tra la normale saturazione simmetrica del circuito integrato (IC) e due posizioni asimmetriche di cui una dotata di maggiore spinta, seguita da due filtri per incrementare le medio-basse e le medio-alte per la migliore pasta sulla distorsione e da un secondo stadio di guadagno identico al primo. In questo modo si possono ottenere molte sfumature timbriche partendo dal clean fino ad una discreta saturazione. A seguire i tre classici controlli di tono, di tipo passivo ma più indipendenti l’uno dall’altro rispetto allo standard e da un filtro di tipo ‘Notch’ passivo per scavare le medio-alte su una frequenza decisa dalla posizione del controllo. Per disporre di due volumi indipendenti per gestire i due preset descritti in seguito, fu fatto uso di controlli separati per il suono ‘Lead’ e per il ‘Clean’ e dotati ognuno anche di un selettore a tre posizioni, per recuperare basse e alte frequenze ai volumi più casalinghi. Un controllo di riverbero comune con maggiore effetto nel suono pulito, completò il pannello dei comandi prima dell’interruttore ‘Mute’ per zittire il finale di potenza. La nutrita presenza di led, ci mostra il modo in cui sono stati programmati in precedenza i due preset, richiamabili sia dall’interruttore alla sinistra, sia dal pedale dedicato.
Ad esempio nei controlli di tono, ben sei in totale, abbiamo tre led arancio che se accesi ci indicano che lo stadio relativo è attivo e non bypassato. Qualora il led fosse spento, tali controlli non effettuano alcun cambiamento timbrico e il risultato è di un maggiore volume. Nei due Gain, invece, abbiamo un led tricolore ciascuno che indicano il settaggio della programmazione, con il livello al minimo per il Clean e relativo led di colore verde, con il livello al massimo per il Lead e relativo led di colore rosso e con il controllo attivo per entrambi con il led di colore arancio. Solo con quest’ultimo colore è possibile infatti regolarne la corsa del controllo. Programmando i due preset in modo d’avere tutti e cinque i led di colore arancio, si ottiene un amplificatore monocanale, con due volumi separati e le differenze viste sul riverbero ma la stessa timbrica di base. Se invece la programmazione prevista esclude tutti i cinque led arancio, si ottengono due preset di cui il Lead con la massima saturazione, mentre il Clean con la minima saturazione, senza controlli di tono per entrambi e con solo i due volumi e il riverbero regolabili. Queste due regolazioni sono completamente opposte una dall’altra. La particolarità del circuito risiede infatti nella capacità di creare due timbriche o molto simili o molto diverse tra loro, è possibile quindi settarlo per due suoni puliti, due suoni distorti, un pulito e un distorto, un crunch e un lead e tutte le esigenze di chi ne ha avuto modo di testarlo e utilizzarlo.
Sempre sui due Gain, vi è la presenza di un led rosso che si attiva solamente in occasione della saturazione dell’elemento attivo, mentre la scelta tra i due preset è segnalata dall’accensione di un led rosso per il Lead o da uno verde per il Clean.
Il mio combo per chitarra fuori dai soliti schemi
Nel disegno: esempio di preset per suono distorto

A titolo esplicativo nella figura sopra riportata riguardante un suono Lead abbiamo il Gain1 al massimo (led di colore rosso), i due filtri per i medi regolabili (led acceso), il Gain2 anch’esso regolabile (led di colore arancio), i tre controlli di tono bypassati (led spento), mentre il controllo Notch è regolabile (led acceso) come pure è acceso il led del suono Lead che ne regola il livello d’uscita.
Il mio combo per chitarra fuori dai soliti schemi
Nel disegno: esempio di preset per suono pulito

Come esempio di un suono Clean nella figura sopra riportata abbiamo il Gain1 regolabile (led di colore arancio), i due controlli dei medi bypassati (led spento), il Gain2 al minimo (led di colore verde), i tre controlli di tono funzionanti (led acceso), il Notch bypassato (led spento), mentre il led verde del suono Clean è acceso per regolarne il livello d’uscita.
Il mio combo per chitarra fuori dai soliti schemi
Nel disegno: il pannello retro-superiore e la programmazione vista degli esempi precedenti

Nel pannello retro-superiore, oltre all’interruttore d’accensione e relativo fusibile di rete, trova posto questa programmazione realizzata con l’ausilio di microinterruttori, con a fianco un altro interruttore a levetta per comandare l’ampli da pannello o dalla sua pedaliera dedicata, necessario a causa della complessità circuitale. Un ulteriore controllo di tono rotativo è quello che chiamai Anti-zzz, un filtro passa-basso con ottima pendenza per tagliare tutte le frequenze al di sopra di quella citata sul pannello, ovvero da 10.000 hz a 2.000 hz, simulando anche la risposta di un cono di dimensioni maggiori. Nella parte di programmazione possiamo vedere come sono stati programmati i dieci microinterruttori per ottenere i risultati degli esempi prima descritti, spegnendo quelli indicati dalle frecce.
Il mio combo per chitarra fuori dai soliti schemi
Nel disegno: il pannello posteriore

Nel pannello posteriore oltre al cavo d’alimentazione e al dissipatore del finale, l’ampli dispone di un’unica uscita di potenza per lo speaker interno o esterno, di un connettore per l’uscita del segnale del preamplificatore, di due connettori per un’unità effetti esterna, due prese rca per le molle del riverbero e infine il cavo multipolare per il pedale dedicato.
Il mio combo per chitarra fuori dai soliti schemi
In foto: vista di trequarti posteriore dell'amplificatore
Il mio combo per chitarra fuori dai soliti schemi
In foto: il pedale dedicato

Durante la progettazione del pedale, mi resi conto che era possibile inserire altri due preset discendenti da quelli già esistenti, con ulteriori dodici microinterruttori, due in più per poter escludere anche il riverbero. Infatti ai due preset principali Lead e Clean, selezionabili dal primo footswitch, ne fu previsto un secondo con relativo led giallo, per ottenere i suoni Lead-More e Clean-More. Tale pedale ricavato da una vecchia scatola metallica della Davoli, fu dotata anche di un connettore multipolare per collegare una speciale chitarra dedicata, ma questo sarà l’argomento di un successivo articolo.
L’amplificatore dopo essersi trasferito a Milano a casa di mio fratello chitarrista e da lui utilizzato per diversi anni nelle sue serate, è ritornato in quel di Ancona dove fu progettato e realizzato ed ora fa parte delle mia dotazione.
Il mio combo per chitarra fuori dai soliti schemi
Nel disegno: il disegno originale del progetto del pedale