di cester [user #5187] - pubblicato il 04 giugno 2025 ore 17:27
Salve Musici.
Sono ultra ottantenne e vorrei raccontarvi la mia vita di mediocre chitarrista con l'orecchio assoluto.
Quando avevo 7 o 8 anni mio padre mi portò da un rigido maestro di musica diplomato in clarino. Un anno di solfeggio
senza strumento, poi mi diedero da provare una fisarmonica da provare e mi buttai con molto entusiasmo e le risorse della giovinezza sullo strumento.Il maestro si accorse che distinguevo le note e gli accordi senza guardare lo spartito.
Diagnosi: buon orecchio assoluto naturale con il 440 perfetto.
Cominciamo con i "privilegi".La melodia era come leggere il giornale, distinguevo il mezzo tono con accordi alterati e ho "preso giù" gli accordi a centinaia di dischi.Ho sempre navigato tranquillo a suonare senza spartito perchcè seguivo l'armonia che sentivo, quella giusta e anche quella non giusta (capitava). Avendo studiato molto armonia dare la tonalita e capire i movimenti armonici , il piacere era tutto mio.
Veniamo alle dolenti note e ai miei limiti.Non potrei mai leggere le partiture e suonare uno strumento che non sia in Do. Sono legato con la voce alla vocale della nota e faccio un esempio: su un Sol io posso cantare solo la vocale o, su un La solo a, su un Re solo un re, eccc.e quando facevamo i coretti stonavo di brutto.
Adesso viene il bello.
Una decina di anni fa mi accorsi che il mio 440 non era chiaro e per farla corta adesso ho un diapason chiarissimo e pulito un tono sopra e faccio il solito esempio: faccio un bell'accordo di Sol maggiore sul terzo capotasto e sento un bel La maggiore nitido e frizzante.Quando leggo sento tutto un tono sopra e le mie povere dita vanno di consegueza.
Dovrei avere il cervello della IA per trasportare in velocità.
Non suono più.
Considerando la mia vetusta età lascio il mio testamento:
non piangete per l'orecchio assoluto, io sono rimasto un mediocre, ed è molto più flessibile un buon orecchio relativo.
Viva la musica e buone suonate a tutti.