Sundragon: Page, senza più segreti
Per anni il sound di Jimmy Page è stato oggetto di culto e speculazione. Se la sua strumentazione – Telecaster, Les Paul, fuzz e segreti di wiring – è ormai ben documentata, il mistero sugli amplificatori è durato più a lungo. Nel 2017 prende avvio . Page insieme a Mitch Colby (già executive VP di Marshall e Vox USA) e Perry Margouleff, produttore, collezionista e stretto collaboratore del chitarrista dei Led Zeppelin, decidono di ricostruire nei minimi dettagli il Supro Coronado 1690T e, successivamente, il Marshall Super Bass da 100 watt tanto caro a Page, entrambi protagonisti indiscussi della mostra Play It Loud che nell'ottobre del 2019 (al MOMA di NYC) svela al mondo intero i dettagli del Supro che Page ha usato per Led Zeppelin.

Supro Sundragon: anatomia di un amplificatore che ha fatto scuola
Il Supro di Page non è un semplice combo da negozio. Dopo essere caduto da un furgone nei primi anni ’60, viene riparato da un tecnico inglese con componenti disponibili all’epoca: valvole Mullard ECC83, finali 6L6 GE, rettificatrice GZ34 al posto della 5R4.
Originariamente, il Supro montava due speaker da 10 pollici, ma il tecnico che si è occupato della riparazione ha sostituito il baffle per poter montare un singolo speaker da 12 pollici Oxford, con magnete in Alnico. Il suono risultante cambia profondamente: i 12" hanno una tridimensionalità molto più spiccata, e soprattutto hanno più bassi rispetto ai 10".
Lo speaker Oxford da 12” aveva subito anch’esso una riparazione: il cono (la parte che vibra per generare il suono) era stato sostituito con un Pulsonic, ma non originale. Inoltre, il voice coil (la bobina mobile) era di diametro inferiore rispetto a quello dei Pulsonic usati nei Celestion dell’epoca.

Colby e Margouleff hanno replicato fedelmente tutto: dal circuito al baffle, fino al trasformatore step-down da 120V che incideva sulla risposta in frequenza. Il risultato? Il primo batch di 50 repliche, con componentistica NOS e autografati da Page, venduti a 12.500 dollari in appena due giorni. È poi arrivata una versione più “accessibile” a 3.875 dollari, prodotta in serie ma con componentistica selezionata e speaker Jensen P12Q.
Il Super Dragon: Marshall Super Bass, ma alla maniera di Page
Dal 1969 in poi, il sound di Page si è basato in maniera massiccia su un Marshall Super Bass 100 watt modificato. Le modifiche furono affidate al tecnico Tony Frank, su consiglio di Jeff Beck, con un risultato sorprendente: nessuna necessità di spingere sempre il gain al massimo, e tanta headroom per coprire l’intero spettro espressivo .
Sundragon ha replicato anche questo amplificatore con il Super Dragon: trasformatore Heyboer, valvole 6550 GE NOS, resistori Allen Bradley, condensatori mustard Philips e cabinet 4x12 con speaker Warehouse su misura. Prezzo? 22.500 dollari. Ahimè non ha ancora visto la luce una versione più accessibile dello stack.

Nymph: il suono degli stadi, a volumi da salotto
Quest'anno, a sette anni dalla nascita del marchio Sundragon, Jimmy Page rilancia con una nuova sfida progettuale: il Sundragon Nymph, un combo compatto a bassa potenza pensato per ricreare il suo suono da stadio… tra le mura di casa. Presentato attraverso un post su Instagram dallo stesso Page, il Nymph rappresenta un cambio di rotta rispetto ai due modelli flagship del brand, puntando tutto su portabilità, gestibilità e praticità di registrazione.

Il Nymph è un combo valvolare da 1 watt (riducibile a ¼ di watt), equipaggiato con due valvole 12AX7 e un altoparlante da 8", progettato per entrare in crunch e saturazione a volumi contenuti. Ma non si tratta solo di un ampli da esercitazione: la vera novità è l’uscita diretta post-speaker, un’implementazione inedita per Sundragon, che consente di registrare in linea mantenendo l’interazione completa tra finale e altoparlante. Un dettaglio non trascurabile per i musicisti da studio e gli appassionati di home recording.
Come sottolineato da Page, l’idea era quella di condensare l’essenza sonora dei suoi amplificatori preferiti in un formato domestico, senza compromettere il carattere e la tridimensionalità timbrica che lo hanno sempre affascinato. Una sfida tecnica non banale, che Mitch Colby e Perry Margouleff hanno affrontato cercando di mantenere le dinamiche e il comportamento armonico tipico dei finali più potenti, ma su scala ridotta. Il prezzo della versione standard del Nymph è di $6.500,00
Vintage spirit, engineering moderno
Il prezzo esorbitante dei prodotti Sundragon – oltre 12.000 dollari per la versione “signature” del combo Supro e 22.500 per il Marshall Super Dragon – può apparire, a prima vista, fuori scala anche per il mercato degli amplificatori boutique di fascia alta. Tuttavia, un’analisi più attenta restituisce un quadro ben più articolato, che giustifica almeno in parte cifre tanto elevate. Si tratta, innanzitutto, di un’operazione di nicchia, orientata a un pubblico estremamente ristretto: collezionisti, professionisti con budget da studio di registrazione, e fan irriducibili di Jimmy Page e del suono Led Zeppelin.
Sundragon non è un marchio commerciale nel senso tradizionale del termine. Non propone versioni entry-level o mid-range: è un progetto su misura, portato avanti con un rigore quasi maniacale da due figure con credenziali altissime nel settore. Mitch Colby, già a capo della divisione americana di Marshall e tra i più rispettati restauratori di amplificatori vintage, e Perry Margouleff, collezionista e ingegnere del suono con legami diretti con Page stesso. I due non si sono limitati a una replica cosmetica del Supro Coronado o del Marshall Super Bass: hanno effettuato un'operazione di reverse engineering su ogni singolo componente, analizzato le tolleranze dei resistori originali, cercato con pazienza equivalenti attuali per componenti fuori produzione (come i coni Pulsonic), e costruito – nel caso delle prime serie – a partire da componentistica New Old Stock.
Tutto ciò non può prescindere da tempi di lavorazione lunghi, disponibilità limitata di materiali, e un processo produttivo artigianale, ben distante da qualsiasi economia di scala. In questo senso, ogni esemplare Sundragon è a tutti gli effetti un pezzo unico. Aggiungiamo che la prima serie del combo Supro è stata firmata personalmente da Jimmy Page e realizzata in soli 50 esemplari, rendendola oggetto di culto per collezionisti e investitori. Anche il Super Dragon, attualmente ancora in catalogo, viene assemblato con componenti NOS selezionati e con lo stesso rigore progettuale, senza versioni “economiche” al momento disponibili.
Il peso del nome Page
Infine, è inevitabile considerare il valore aggiunto del coinvolgimento diretto di Page, che non ha solo “approvato” i prototipi, ma ha anche contribuito con memorie e testimonianze dirette a individuare le modifiche specifiche apportate ai suoi ampli nel corso degli anni. In sostanza, Sundragon non vende solo due repliche di amplificatori storici: vende un’esperienza sonora personalizzata, un frammento tangibile di storia del rock. E in un’epoca in cui l’autenticità è sempre più difficile da trovare, questo tipo di progetto – rigoroso, devoto e dichiaratamente elitario – ha un prezzo che, pur elevato, trova una sua coerenza.
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