Il wah non è solo un effetto, è quasi un accento, un modo di sottolineare frasi e riff che pochi altri strumenti permettono. Con il Flattley Wah, l'azienda britannica propone una propria visione di questo storico effetto, con l’ambizione di restituire la pasta sonora dei pedali vintage più amati, aggiungendo qualche chicca moderna che strizza l’occhio alla praticità del chitarrista contemporaneo.
Il cuore del progetto è il circuito Twin T Resonant Filter, una tipologia di filtro passivo già nota agli appassionati di elettronica, capace di generare quella "voce" inconfondibile che ha reso celebri i wah più iconici dagli anni ‘60 in poi. Flattley ne rielabora i principi, calibra con cura induttori, resistenze e condensatori, e chiude tutto in uno chassis dall’aspetto aggressivo e distintivo.
Design e costruzione: quando anche l’occhio vuole la sua parte
Se da un lato il circuito strizza l'occhio alla tradizione, l’estetica del Flattley Wah fa tutto tranne che passare inosservata. La finitura Oil Slick è frutto di una cubicatura (hydro-dipping) che restituisce riflessi iridescenti e disegni unici su ogni unità. A questo si aggiunge una base illuminata da LED blu che si accende all'attivazione del pedale, utile principalmente sul palco in condizioni di poca luminosità.
Dal punto di vista meccanico, l’action del pedale è fluida ma stabile, con una resistenza calibrata per garantire controllo e precisione anche nei passaggi più rapidi. Il potenziometro da 100K, realizzato su specifica Flattley, è progettato per garantire escursione lineare e durata nel tempo, evitando le imprecisioni che spesso emergono nei pot classici dopo mesi di utilizzo intensivo.

Il suono: dal funk a linee solistiche fluenti
Il Flattley Wah colpisce per la coerenza timbrica lungo tutto lo sweep. Anche con livelli di gain importanti, il pedale mantiene la sua intellegibilità, senza impastare le medio-basse né rendere eccessivamente acide le alte. Sui clean, l’effetto è rotondo e dinamico, con quella tipica impronta vocale che rende ogni fraseggio più espressivo.
Il video-test realizzato da Riccardo Gioggi evidenzia una reattività al playing notevole, con una curva di risposta che si adatta sia a fraseggi morbidi e bluesy, sia a passaggi più tecnici e complessi. L’articolazione delle frequenze resta ben centrata, e la transizione tra i registri è omogenea e credibile. Nessun picco fastidioso, nessun buco di presenza.
Un altro punto a favore è la compatibilità con diverse posizioni nella catena del segnale: il Flattley Wah lavora bene sia in testa, prima dei distorsori, sia dopo un buffer. Anche l’abbinamento con pickup ad output elevato, inclusi quelli attivi, non mette in difficoltà il circuito.

Conclusioni: artigianale, ma non anacronistico
Il Flattley Wah è un pedale pensato per chi cerca l’esperienza sonora di un wah d’epoca, ma con alcune trovate intelligenti e pratiche in più. La scelta di puntare sul Twin T Filter, il potenziometro custom da 100K, la finitura unica e la piastra LED lo rendono un oggetto curato tanto nel suono quanto nell’immagine. Tutto questo, però, ha un prezzo... e non si può definire basso.
€375.00 sono molti e questo vale per qualsiasi tipologia di effetto. Il wah spesso non è tra i pedali principali nella costruzione di una pedalboard, pertanto un prezzo simile finisce per gravare non poco sull'acquisto. Va precisato comunque che la qualità offerta in ritorno dal The Wah è sicuramente pari alla cifra richiesta.
Ulteriori informazioni: www.flattleyguitarpedals.com