Per molti versi, Piers Faccini rappresenta un unicum nel panorama musicale odierno. Angloitaliano, residente nelle verdi foreste del sud della Francia, l’artista - che affianca all’attività autorale la passione per le arti grafiche e la cura per i prodotti della terra - ha creato col passare del tempo un corpus di opere ricchissimo sotto tutti i punti di vista: sonoro, culturale, letterario. Il suo ultimo lavoro, in coppia con Ballaké Sissoko, è l’occasione perfetta per (ri)scoprirne la voce e le storie.
 
Borne on the wind
Where the bare branch sings
Bird at the lark
That the new light brings
Borne On The Wind

Our Calling, il ritorno (con chiamata!) di Piers Faccini

Partiamo dal fondo. Our Calling è il nuovo capitolo in studio di una storia iniziata nel 2004 con il disco solista Leave No Trace. Sono anni di crescita e formazione, del successivo incontro con Ben Harper e della ricerca di un suono - il proprio - che pian piano, album dopo album, andrà delineandosi fino a diventare qualcosa di squisitamente unico e originale. Tra le dita di Piers Faccini scorre lento il fiume del Blues, con il suo enorme carico di storia e racconti, da Skip James a R.L. Burnside; trovano rifugio le voci dei songwriter, Bob Dylan, Leonard Cohen, Bruce Springsteen, Nick Drake, Elliott Smith, Joni Mitchell, persino il nostro Pino Daniele; spiccano il volo canzoni e tradizioni i cui semi, portati come per magia sulle ali del vento, hanno viaggiato tra Italia, Francia, Inghilterra, e ancora oltre; rivivono i canti dell’Africa, i suoni e i misteri del Medioriente.

Se le mie canzoni fossero mappe, vorrei che potessero estendersi dalle brughiere inglesi alle dune del Sahara, passando per le pianure del Mediterraneo.
Piers Faccini

Contribuiscono a questo straordinario affresco di bellezza, le corde di alcuni strumenti che - nel caso specifico di Faccini - hanno finito con l’assumere le fattezze di compagni di viaggio insostituibili: una Martin 018 del 1945 e una Guild M-75 Aristocrat del 1950. Che si tratti di accordatura standard, open tunings o sonorità mediate dall’utilizzo di appositi micro frets sul manico (di cui il nostro ha fatto ampio uso in particolare su I Dreamed An Island del 2016), una cosa è certa: l’ascoltatore non può che rimanere estasiato dalla poesia che accordi, passaggi, note riescono a generare proprio grazie alla sensibilità e alla personalissima tecnica autodidatta del nostro. Sia chiaro, però: non c’è nulla di virtuosistico in Our Calling, così come in altri capolavori come Songs Of Time Lost (2014, con il violoncellista Vincent Ségal), i due volumi di cover intitolati Songs I Love (rispettivamente del 2013 e del 2023), Shapes Of The Fall (2021) o il già citato I Dreamed An Island.

Tutto, nella produzione di Faccini, dalle note di copertina alla copertina stessa, per non parlare degli arrangiamenti, fa capo a gusto e ricercatezza, melodia e misura. Non una nota di troppo, non una di meno. Ogni canzone respira, prende corpo e diviene finestra del (e sul) mondo: ascoltare questi brani, in questa delicatissima fase del nostro presente, è sia attuale sia necessario. Quanto armonia c’è nell’incontro dei popoli? Quanta bellezza riserva la conoscenza di ciò oppure chi, ai nostri occhi, risulta “altro"? Nessun confine, nessun limite: forse soltanto troppo poco tempo per poter assaporare tutto questo e poterne esperire in toto, fino in fondo, la grandezza.

Our Calling, il ritorno (con chiamata!) di Piers Faccini

Piers Faccini - attraverso il buco della serratura della propria arte - ci consente di sbirciare, di dare un’occhiata. Ci presenta suoni e parole che, come le recenti North And South, If Nothing Is Real, Shadows Are, Borne On The Wind non si rifanno ad un’epoca e ad un luogo precisi, ma spaziano. Vanno oltre. Sta a noi coglierne il senso, prima che sia troppo tardi. La chiamata (Our Calling, appunto) che ha riunito in studio a Parigi Piers Faccini e Ballaké Sissoko, maestro assoluto di uno strumento ammaliante come la Kora, è anche e soprattutto la “nostra” chiamata. Un modo meraviglioso per imparare davvero ad ascoltare e ad ascoltarci, risvegliando le nostre coscienze - e la nostra umanità - nel nome della Musica.
 
You caught me whispering to myself
Finding somewhere that I can be
For something that I see in you
For someone that you would see in me
Piers Faccini