Figli d’arte, Luther e Cody Dickinson proseguono la loro avventura a bordo dei North Mississippi Allstars mantenendo incontaminata la voglia di registrare, suonare, divertirsi; trovando sempre nuove soluzioni e vie “altre” alla formula che li ha resi famosi. D’altronde, il motto World Boogie Is Coming sembra non essere passato di moda. E siamo certi che, da lassù, papà Jim stia continuando a battere il piede a tempo e a muovere la testa soddisfatto per l’enorme crescita artista e umana mostrata dai suoi due fieri eredi, sul palco e fuori.

C’è modo e modo di affrontare, oggi, nel 2025, una materia densa e sconfinata come il Blues. I North Mississippi Allstars ci riescono con umiltà, rispetto e onestà intellettuale. Chi li conosce sa che a renderli unici è proprio quest’ultima: la purezza con cui si dedicano, anima e corpo, a tramandare - disco dopo disco, tour dopo tour - il messaggio appreso sin dalla culla, quando la loro abitazione era il crocevia di musicisti quali Ry Cooder, Otha Turner, R.L. Burnside, Junior Kimbrough.

Shake, shake e ancora shake… con i North Mississippi Allstars
 
Vivevamo in un ambiente molto creativo e tutt’attorno a casa nostra avevamo a disposizione un sacco di grande musica. Papà tornava da una session o da un tour, suonava ciò su cui stava lavorando, si dedicava ai mix, cose di questo tipo.
Era fantastico!

Cody Dickinson

La parabola del gruppo prende il via con quello che ormai può essere definito, e a ragione, un classico: Shake Hands With Shorty, un lavoro pressoché perfetto, lo spartiacque definitivo, contenente tutto quel che serviva per lasciare un segno concreto e duraturo in un certo tipo di tradizione musicale e in una certa epoca (i primi anni Duemila). Blues, rock, boogie, palate di groove e sudore, una scaletta farcita di brani immortali - da Po Black Maddie a Goin’ Down South - una sintonia meravigliosa tra strumentisti. In quel frangente, i NMAS erano in formazione a tre con il granitico Chris Chew al basso, la foga percussiva di Cody, le chitarre e la voce di Luther.


 
Non ricordo un momento in cui io non abbia pensato che prima o poi sarei diventato un chitarrista. Quel pensiero c’è sempre stato fin da quando ero bambino. Dirò di più, non sento di avere una predisposizione naturale. Continuo a far pratica non-stop per cercare di migliorare…
Luther Dickinson

Da lì in avanti, come noto, ne è passata di acqua sotto i ponti del Mississippi. Electric Blue Watermelon, Keys To The Kingdom, Up and Rolling, Set Sail, questi sono solo alcuni dei nomi dei loro dischi successivi, alcuni tra quelli più acclamati da pubblico e critica, dischi che - con pazienza ed una devozione costante alla causa - hanno condotto, in questa afosa estate, all’uscita di Still Shakin’. Un titolo che suona tanto come una dichiarazione di intenti quanto come la chiusura simbolica di un cerchio. Se il 2000, infatti, è stato l’anno di Shake ‘Em On Down, quando la giostra dei fratelli Dickinson ha cominciato a girare professionalmente, il 2025 non poteva che sottolineare tale concetto: è dunque tempo di scossoni, che si tratti delle assi dei palchi di mezzo mondo o dei corpi fibrillanti di tutti noi, amanti della buona Musica.

In ambito chitarristico, Luther Dickinson è divenuto sempre più un punto di riferimento assoluto per tutti gli studiosi delle sei corde e - in particolare - dello stile Hill Country Blues. Un artista capace di reinventarsi di continuo sia in veste solista (è stato anche autore di un’opera improntata al repertorio per bimbi e famiglie, Magic Music For Family Folk del 2023) sia come bandleader (i NMAS, appunto) sia come produttore (Cedric Burnside, Samantha Fish, G Love, ecc.) e collaboratore versatile (si veda, ad esempio, la recente esperienza con JD Simo). Fin dai suoi esordi, Dickinson ha fatto uso di svariati modelli. Così tanti che sarebbe arduo elencarli tutti: Gibson, Fender, Vibratone Strat, dobro, coffee can, sono numerosissimi. Nel 2014, è uscita una magnifica Gibson ES-335 a suo nome, una chitarra il cui suono e la cui estetica sanno ancora incantare .

Shake, shake e ancora shake… con i North Mississippi Allstars

Mentre approfondiamo i pregi di questo chitarrista straordinario e - sorseggiando un fresco drink al tramonto - ci abbandoniamo sulle note di Still Shakin’, restiamo però sintonizzati e pronti. Luther Dickinson non è infatti tipo da adagiarsi sugli allori e pare che il 17 ottobre esca via Strolling Bones Records un suo nuovo progetto (Dead Blues Vol. I) in unione al cantante Datrian Johnson. Roba forte. Musica del diavolo, ovvio, ma anche un occhio di riguardo indirizzato al catalogo dei Grateful Dead. Questa, però, è un’altra storia… to be continued!