C’è modo e modo di affrontare, oggi, nel 2025, una materia densa e sconfinata come il Blues. I North Mississippi Allstars ci riescono con umiltà, rispetto e onestà intellettuale. Chi li conosce sa che a renderli unici è proprio quest’ultima: la purezza con cui si dedicano, anima e corpo, a tramandare - disco dopo disco, tour dopo tour - il messaggio appreso sin dalla culla, quando la loro abitazione era il crocevia di musicisti quali Ry Cooder, Otha Turner, R.L. Burnside, Junior Kimbrough.

Era fantastico!
Cody Dickinson
La parabola del gruppo prende il via con quello che ormai può essere definito, e a ragione, un classico: Shake Hands With Shorty, un lavoro pressoché perfetto, lo spartiacque definitivo, contenente tutto quel che serviva per lasciare un segno concreto e duraturo in un certo tipo di tradizione musicale e in una certa epoca (i primi anni Duemila). Blues, rock, boogie, palate di groove e sudore, una scaletta farcita di brani immortali - da Po Black Maddie a Goin’ Down South - una sintonia meravigliosa tra strumentisti. In quel frangente, i NMAS erano in formazione a tre con il granitico Chris Chew al basso, la foga percussiva di Cody, le chitarre e la voce di Luther.
Luther Dickinson
Da lì in avanti, come noto, ne è passata di acqua sotto i ponti del Mississippi. Electric Blue Watermelon, Keys To The Kingdom, Up and Rolling, Set Sail, questi sono solo alcuni dei nomi dei loro dischi successivi, alcuni tra quelli più acclamati da pubblico e critica, dischi che - con pazienza ed una devozione costante alla causa - hanno condotto, in questa afosa estate, all’uscita di Still Shakin’. Un titolo che suona tanto come una dichiarazione di intenti quanto come la chiusura simbolica di un cerchio. Se il 2000, infatti, è stato l’anno di Shake ‘Em On Down, quando la giostra dei fratelli Dickinson ha cominciato a girare professionalmente, il 2025 non poteva che sottolineare tale concetto: è dunque tempo di scossoni, che si tratti delle assi dei palchi di mezzo mondo o dei corpi fibrillanti di tutti noi, amanti della buona Musica.

Mentre approfondiamo i pregi di questo chitarrista straordinario e - sorseggiando un fresco drink al tramonto - ci abbandoniamo sulle note di Still Shakin’, restiamo però sintonizzati e pronti. Luther Dickinson non è infatti tipo da adagiarsi sugli allori e pare che il 17 ottobre esca via Strolling Bones Records un suo nuovo progetto (Dead Blues Vol. I) in unione al cantante Datrian Johnson. Roba forte. Musica del diavolo, ovvio, ma anche un occhio di riguardo indirizzato al catalogo dei Grateful Dead. Questa, però, è un’altra storia… to be continued!
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