C'è sempre un enorme calore nella musica di , anche quando si prende gioco - sempre con garbo e ironia - di chi vive nelle certezze. L'esempio più eclatante di questo suo modo di essere critico e la straordinaria "Conservative Christian, Right Wing, Republican, Straight, White, American Males". NB nel video la canzone comincia a 1:20, ma chi capisce l'inglese può godersi la sua introduzione. Il testo , ma vale la pena di citare il verso in cui Todd si descrive:
Tree-hugging, peace-loving pot-smoking, porn-watching, lazy-ass hippies like me
Tree-hugging, love-making, pro-choicing, gay-wedding, widespread digging hippies like me
Todd Snidere era un cantastiorie capace di trasformare il dolore in poesia., era l'ultimo trovatore. C'è sempre una sorprendente tenerezza nel modo in cui racconta i propri dubbi, le proprie insicurezze, le proprie paure come qualcosa da celebrare anziché temere. Lo dice in un'altra sua magnifica ballata, "Alright guy". Eccolo, giovanissimo.
Leggo il della storia delle sue ultime ore su : "Quando ascolti la voce di Todd Snider, resa roca dal mondo, non stai solo sentendo una melodia, stai ascoltando gli echi di una vita vissuta ai margini dei riflettori, il tipo di vita in cui lividi e decisioni sbagliate diventano testi. [...} Snider è sempre stato più di un semplice artista: è stato un cantastorie del sottobosco, una voce per coloro che continuano a camminare anche quando la strada finisce. Questa canzone è forse la sua dichiarazione più sincera e senza difese di libertà e fragilità che si intersecano."
Ho scoperto Todd Snider nel 1994, quando "Songs for the Daily Planet", il suo primo disco è comparso nel mio negozio di fiducia. Come si faceva allora me lo sono portato in una saletta di ascolto, ho fatto partire il primo brano ("My generation"), poi il secondo ("Easy money"), sono uscito e me lo sono portato a casa. Un disco fantastico, potente, intenso, carico di una rabbia giovanile che non diventa mai violenta, ma si confronta con se stessa e ogni tanto riesce anche a riderci su.
Tod's Snider non ha avuto una vita facile. Chi lo ha conosciuto lo racconta come una persona dolce, che riusciva a essere allegra pur mantenendo il velo di profonda tristezza che affiora in ogni sua ballata. Come in "High, lonsome and then some". Sentiamola.
Le sue performance erano intensissime, addirittura faticose da seguire. Il grande , che lo aveva un po' preso sotto la sua ala protettrice, lo paragonava al suo grande amico : «Todd Snider is the hardest act to follow since Steve». Avendoli sentiti entrambi dal vivo non posso essere d'accordo. John e Todd si sono ospitati reciprocamente sul palco. Eccoli in una straordinaria esecuzione di "Illegal smile".
Il 14 novembre scorso Todd Snider si è allontanato (NB i musicisti non muoiono, si allontanano, vanno altrove, ma le loro vibrazioni continuano a rimbalzare su questo piccolo pianeta). Come spesso capita ai grandi la sua partenza è stata traumatica, ma questo è un dettaglio, perché ora lui è altrove, dove probabilmente potrà avere tutte le risposte ai dubbi che ci ha lasciato nella sua magnifica musica.
A me piace pensarlo seduto su un arcobaleno, mentre chiacchiera con John Prime, che condivide con lui "una sigaretta lunga nove miglia e beve un cocktail di vodka e ginger ale".
Godspeed Todd. |