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Dove si può arrivare senza spartiti?

di Yildun [user #60217] - pubblicato il 19 novembre 2025 ore 21:24
Tutto quello che ho imparato a suonare è stato per mezzo delle TABS che trovo sulla rete e dei vari tutorial sul tubo. In sostanza copio pedissequamente senza neppure sapere che note sto facendo. Ora sono in una fase di stallo. Quindi vi chiedo, per andare oltre, per diventare un “vero chitarrista” devo imparare a leggere il rigo musicale? Quelli di voi che fanno serate davanti ad un pubblico, sanno tutti leggere uno spartito? Quelli che sanno improvvisare è perché hanno una base teorica e si sono fatti il mazzo studiando musica? Si può comporre un brano senza saper scrivere su di un rigo? Thanx in advance!

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di Farloppo [user #27319]
commento del 19/11/2025 ore 21:51:17
Deduco che stiamo parlando di musica "leggera" e beh, un minimo di infarinatura teorica aiuta ma non la vedo come necessaria. Ma è un discorso che vale per qualsiasi aspetto della chitarra (dalla teoria musicale alla fisica acustica) e non solo. In live si suona a memoria, gli spartiti li lascerei alla musica classica.
Venendo alle tue domande specifiche, IMHO:
1)"per diventare un “vero chitarrista" devo imparare a leggere il rigo musicale?": No
2) "Quelli di voi che fanno serate davanti ad un pubblico, sanno tutti leggere uno spartito?": decisamente no
3) "Quelli che sanno improvvisare è perché hanno una base teorica e si sono fatti il mazzo studiando musica?" Ni, di sicuro lo studio aiuta ma basta veramente un'infarinatura generale per portare a casa un risultato più che discreto.
4) "Si può comporre un brano senza saper scrivere su di un rigo?" Sì, ti basta suonarlo e registrarlo in modo da poterlo recuperare (o al massimo scrivi una tab)

P.S. Uno spartito lo saprei leggere ma mi ci vorrebbero almeno 2 o 3 ore
Rispondi
di Yildun [user #60217]
commento del 19/11/2025 ore 22:23:4
Interessante... già se ne stanno andando in palla le mie convinzioni. E si, certo in live si va a memoria, ma quello che un chitarrista-no-spartito suona su un palco... l'ha imparato con le tabs ? A pensarci ora, in effetti, una pentatonica si impara anche senza spartiti... può essere una pentatonica ciò che intendi per "infarinatura generale"? Che sia forse quello il salto quantico oltre la conoscenza degli accordi: studiarsi e provare le pentatoniche? --- Si parliamo di musica "leggera", canzoni, Stones, U2, Pink Floyd, Neil Young, De Andrè, ma forse più di tutti Knopfler, anche post Dire Straits. ...Ecco forse sarebbe questo a cui ambirei: imbracciare la chitarra la sera e farmi un po' di giri blues senza quasi pensarci....
Rispondi
di Farloppo [user #27319]
commento del 20/11/2025 ore 00:31:16
Per rispondere alla domanda sulle tabs: in genere sì ma non sempre (spesso le tabs non sono corrette e allora si tira giù un po' a orecchio). Quando ero agli inizi le tab erano quasi indispensabili, poi con il tempo, sono diventate più un ausilio che guardo di tanto in tanto se proprio non mi ricordo un passaggio.
Domanda su "infarinatura generale": sì, intendo capire come funzionano le scale più comuni (pentatonica, maggiore e minore)... non serve approfondire troppo ma giusto sapere le varie posizioni i pattern di diteggiatura delle scale sul manico per poi "traslare" in base alla tonalità. Da questo a suonare davanti a uno spartito come i pianisti ce ne passa...
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 20/11/2025 ore 00:28:02
Noto un po' di confusione, per dirla con un eufemismo. Tra il suonare alla cieca e il suonare con gli spartiti c'è di mezzo l'universo. Metti completamente da parte il discorso spartiti, che non c'entra nulla con il conoscere la tastiera. La stragrande maggioranza dei professionisti della chitarra non sa leggere gli spartiti ma conosce benissimo tutti i segreti della tastiera, che si apprendono attraverso lo studio (per i normodotati) o l'intuizione (per i talentuosi) della teoria. Teoria musicale e spartiti sono due cose distinte.
Conoscere da quali note è composto ogni accordo non c'entra con gli spartiti, così come conoscere tutte le note della tastiera in ogni suo angolo al volo, conoscere l'armonia, le scale, i rivolti e tutte le tipologie di accordi. È un lavorone affascinante (ed esistono tonnellate di materiale gratuito per apprendere tutte queste cose), ma non c'entra con il leggere gli spartiti, che è uno step a parte.
Domanda a parte: serve saper leggere gli spartiti per scrivere un brano? No. Serve la teoria per scrivere brani? No se sei un genio, sì sei normodotato.
Se ti piace la composizione connessa alla chitarra, segui il canale YouTube accademia cantautore.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 20/11/2025 ore 02:57:26
Sono cresciuto con le tabs e suonavo senza sapere cosa stavo facendo. Dopo un corso di armonia musicale, studio della tastiera, solfeggio, riguardando le tabs so esattamente cosa fanno, come suonare in modo diverso la stessa cosa, e da un pentagramma ricavare gli accordi anche se non a prima vista. Riconoscere gli accordi è fondamentale, come ti hanno detto. Triadi, rivolti, toni guida ecc. Non è mica roba complicata anzi molto divertente e interessante. Ma non tentare di istruirti da solo, vai da qualcuno e prendi lezioni prima di tutto teoriche. La tecnica già la conosci, è il momento di compensare con la teoria, non puoi andare avanti altrimenti
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 20/11/2025 ore 08:34:32
Hai detto bene: la teoria generale non è roba complicata. Io dico sempre che conoscere a menadito le note sulla tastiera, gli intervalli, gli accordi come sono composti e la pentatonica equivale ad avere la licenza elementare della chitarra. Una cosa alla portata di chiunque proprio come la licenza delle scuole elementari. Rivolti, caged, scala maggiore e minore, armonia di base sono le scuole medie: chiunque è in grado di superare le scuole medie.
Scale modali, accordi sus e add, scala minore armonica e melodica sono le scuole superiori, quindi in parte facoltative. Armonia avanzata, spartiti e improvvisazione avanzata sono l'università, non alla portata di tutti e non nell'interesse di tutti.
Almeno il materiale teorico da scuole elementari o medie bisognerebbe conoscerlo ed è di facilissimo apprendimento.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 20/11/2025 ore 03:09:46
Credo che il bello della chitarra moderna (intendendo nei vari sottogeneri e declinazioni Blues Rock, Pop) etc. sia proprio nella sua estrema democraticità. Cioè mentre nella musica tradizionale devi conoscere come leggere lo spartito, nella chitarra moderna storicamente molti musicisti sono stati e sono autodidatti e generalmente non capaci di fare un lettura a prima vista con lo spartito. Come rimarcato da Francescod però questo non significa non avere un background di conoscenze varie, che vanno dalle scale, alla comprensione della struttura degli accordi etc. Poi secondo me dipende da quelli che sono i tuoi obiettivi in generale. Nel senso che conosco chitarristi amatoriali che sono perfettamente contenti di sapere suonare le parti di chitarra dei loro musicisti preferiti, altri che lavorano sulle improvvisazioni e altri ancora a cui magari piace creare musica propria e si dedicano magari a quello. Ovviamente un livello non esclude l'altro, ma ti dovresti dare degli obiettivi a questo punto. Se l'obiettivo è quello, ad esempio, dell’improvvisazione io mi concentrerei su quell'aspetto e ascerei perdere le tab. A proposito di queste ultime, dovrebbero essere uno strumento per facilitare il lavoro, ma la funzione di studiare una parte di chitarra va oltre la memorizzazione. Serve per sviluppare l'orecchio, timing e scioltezza nell'esecuzione. Se sei già a un buon livello, passa avanti, prova a ritrovarti i pezzi ad orecchio (ottimo esercizio), studia un po' di teoria.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 20/11/2025 ore 09:37:46
Ti hanno dato tutti buoni consigli.

Io aggiungo: canta. Canta sempre.
Rispondi
di OliverJR [user #60182]
commento del 20/11/2025 ore 09:51:33
È una cosa così personale che è come chiedere qual'è il più bel overdrive. Io per esempio non ho mai usato ne spartiti ne tab e suono le cose che mi piacciono ma ovviamente ciò mi limita a quello che il mio orecchio percepisce. Se uno vuole fare il professionista (se è la tua idea di chitarrista vero) saper leggere è fondamentale. Se vuoi suonare e divertirti ti consiglio di ascoltare tanto e "rubare" tutto quello che puoi e renderlo più tuo
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 20/11/2025 ore 10:22:49
Parlo per esperienza personale: anche io ho iniziato come autodidatta e sono andato avanti fino a quando l'istinto e l'orecchio mi hanno consentito di suonare quello che mi interessava ma a un certo punto ho percepito la necessità di superare questi limiti perché quello che avevo imparato da autodidatta non era più sufficiente per me e non mi consentiva di dialogare con altri musicisti come avrei voluto. Quindi ho iniziato a studiare per imparare a leggere gli spartiti, per conoscere l'armonia e la teoria e le basi dell'improvvisazione, che poi era la cosa che alla fine mi interessava veramente di più, sulla base della teoria e armonia che avevo acquisito. Per rispondere alla tua domanda su cosa sarebbe un vero chitarrista ti direi che non c'è alcuna regola fissa: dipende solo da quello che vuoi fare tu.
Rispondi
di melonstone [user #55593]
commento del 20/11/2025 ore 12:01:41
La domanda ne contiene tante altre, e credo che chi mi ha preceduto sia stato oggettivamente esaustivo nelle risposte. Lo spartito non è discrimine per niente, neanche nelle produzioni musicali più importanti viene utilizzato, lì serve conoscere la tastiera della chitarra e molta teoria. Semmai, se volessi suonare con un'orchestra allora sì, lo spartito servirebbe, tipo Sanremo.
Per tutto il resto, io partirei da questo: iniziare a capire, con le TAB che hai, cosa stai suonando e perchè lo stai suonando...cosa ha fatto quel chitarrista e soprattutto perchè lo ha fatto. Da lì, inizia a risalire la china della teoria, cercando di capire cosa ti piace...esempio: sto suonando un blues canonico, mi piace passare dalla pentatonica minore a quella maggiore...se lavori così, credo che poi potrai divertirti
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 20/11/2025 ore 14:10:16
Dipende da cosa ti prefiggi.
La lettura di uno spartito può servire a un professionista che deve eseguire al volo delle parti, senza perdere tempo per "decifrarle" e impararle a memoria. Ma di per sé non ti fa imparare a suonare in senso lato.
Per un chitarrista amatoriale non la riterrei una priorità.
La teoria è un'arma in più, ma è a doppio taglio: sicuramente allarga gli orizzonti e aiuta a comprendere i meccanismi, ma da sola non basta e se esasperata rischia addirittura di far perdere di vista il vero senso della musica (trasmettere emozioni), rendendola meccanica, fredda e -spesso- inutilmente virtuosistica. Ho conosciuto più di una persona titolata (conservatorio) che poteva eseguire ed analizzare a prima vista uno spartito, ma senza non era in grado di improvvisare un semplice accompagnamento o una linea solista.

La conoscenza della tastiera è invece un elemento fondamentale, ma non solo dal punto di vista "matematico" (sapere quali sono le note nelle varie posizioni), ma soprattutto musicale: imparare a... intuire gli intervalli per sapere istintivamente dove andare a prendere la nota che si ha in mente.

E qui si arriva a quello che secondo me è il punto chiave: il musicista (quindi anche il chitarrista) sta principalmente nella testa. Lo strumento è il mezzo e la pratica è la ginnastica necessaria ad usarlo. Ma lo scopo è tradurre sullo strumento ciò che si ha in mente. Come quando si canta sotto la doccia: non si sta a pensare quali note si producono, si traduce in suono (o ci si prova...) ciò che si pensa. Quindi, pima di tutto è importante sapere COSA si vuole suonare, poi COME farlo. Ascoltare è fondamentale per crearsi una base culturale (anche se si dovesse trattare di musica pop) con la quale costruire poi il proprio linguaggio. E questo secondo me non si studia, si assimila in un processo che poi non ha mai un termine.
Rispondi
di Yildun [user #60217]
commento del 20/11/2025 ore 18:30:
E’ incredibile quello che ricevo quando lancio una richiesta su Accordo. E’ bello sentire tutta questa disinteressata attenzione. Dovrei rispondere singolarmente ad ogni uno di voi, il che creerebbe troppe ramificazioni della discussione. Ne è venuto fuori un trattato sul metodo di evoluzione del chitarrista delle elementari. In sintesi la risposta alla domanda del titolo “Dove si può arrivare senza spartii?” è “Molto Lontano purchè ti metti a studiare”. E mi avete detto anche Cosa studiare. L’obbiettivo della domanda è pienamente raggiunto. Avevo bisogno di orientarmi un po’, capire la direzione verso la quale spingersi. Ho iniziato a suonare a 52 anni e non sono certo un talento, anzi possiamo togliere il Ta e restare solo con Lento. Nonostante ciò la passione continua a spingermi, suonare (e cantare!) mi fa stare bene, è bello, veramente bello questo mondo, questo pezzo della vita. Da poco ho iniziato con un insegnante che ha un’impostazione molto classica, da conservatorio per così dire, e lo spartito mi ha spaventato. Ma ora mi rendo conto che lo scopo dell’insegnante non è portarmi al conservatorio ma probabilmente è proprio quello di farmi conoscere a fondo la tastiera. Certo sarei curioso di vedere che approccio hanno insegnanti di estrazione meno classica e più… “rock” come dire… forse mi calzerebbe meglio, ma intanto finchè i 20-22 tasti mi sfidano ho tutto il tempo per pensare al poi. . Un grazie di cuore a Farloppo, Francescod, JoeManganese, Zabu, Guycho, Oliver JR, BizBaz, Melonstone e Oliver !!
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 20/11/2025 ore 20:05:28
Aggiungo solo due cose che non ho visto menzionate: io quando ho iniziato avevo un minimo di base perché prima di provare con la chitarra avevo preso lezioni di pianoforte per tre anni, per cui all’inizio mi sono mosso da autodidatta totale senza prestare troppa attenzione alla teoria e stavo regredendo al suonare meccanicamente senza capire perché le tue dita siano lì che tu descrivi.
Non ho mai preso lezioni di chitarra e per molti anni avevo smesso ma gradualmente sono cresciuto principalmente per due motivi: da un lato, non essendo più giovane, ho molti impegni di altro genere e ritagli di tempo nei quali mi distraggo con la musica ma senza poterla suonare (che so, sul tram andando in ufficio) e qui ho modo di assimilare tante piccole pillole di teoria, tanto che adesso le mie capacità teoriche superano quelle concrete sullo strumento perché poi mi manca il tempo con lo strumento in mano per mettere in pratica quello che imparo.
La seconda osservazione è che io tuttora uso le tab per comodità pur riuscendo a leggere lentamente uno spartito; soprattutto, mi aiutano a trovare delle posizioni “suonabili” in fretta, quando altrimenti dovrei provare ogni passaggio in vari punti per capire quello più comodo o corretto.
Però avere una base di teoria mi consente di capire come tanti chitarristi famosi abbiamo scelto certe soluzioni, ti si apre un mondo e capisci quanto semplice possa essere quello che, ascoltato da profano, sembra complicato. Capisco come ci è arrivato - mi pare che la maggior parte degli assoli sia un misto in proporzioni variabili di teoria musicale applicata e geometria sui tasti.
E infine, riesci a spostare tutto quello che suoni su e giù per la tastiera senza metterci una sera a ricostruire una frase.
Rispondi
di superloco [user #24204]
commento del 20/11/2025 ore 21:56:4
Io credo che se devi suonare tanti brani è difficile ricordarli a memoria e gli spartiti sicuramente aiutano.
Rispondi
di Yildun [user #60217]
commento del 20/11/2025 ore 22:35:48
E' sicuramente come dici, se hai già imparato a leggere gli spartiti come si legge un giornale, hai un bel vantaggio su chi non li usa. Ma tutto il tempo che mi ci vorrà per imparare a farlo ... quanto, quanto sarà? ...Lo vedo come se dovessi imparare il tedesco da zero, non avendo mai acquisito un ottima padronanza neppure dell'inglese. Quanta altra teoria musicale posso assimilare in tutto quel tempo, divertendomi sicuramente di più? E' una questione di convenienza. Le Tab in questo senso sono molto più immediate, come dice MTB70: "uso le tab per comodità (..) mi aiutano a trovare delle posizioni “suonabili” in fretta, quando altrimenti dovrei provare ogni passaggio in vari punti per capire quello più comodo o corretto." Le tab non necessitano di una "traduzione" mentale, non è "un'altra lingua", è grafica. Mi suocero suona la fisarmonica con gli spartiti difronte, ma lo fa da 65 anni a questa parte ...Io lo vedo come un grande ostacolo, e sentirmi dire che tutti suonano per cause diverse dagli spartiti mi rincuora non poco. Non so se ce la farò a fraseggiare libero su una tastiera di legno, ma mi divertirà provare a farlo.
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 20/11/2025 ore 23:12:39
Spezzo una lancia parziale per gli spartiti, pur avendo scritto di preferire le tab: a me la notazione tradizionale serve per raffigurare meglio l’andamento musicale più che per individuare le singole note; trovo che renda molto più facile e intuitivo capire la struttura ritmica (ad esempio se le note vadano suonate come terzine, etc), la dinamica (poche tab indicano ad esempio forte, pianissimo, etc) e anche semplicemente i relativi pitch. Diciamo che mi serve a raffigurarmi l’andamento generale di un passaggio, soprattutto se non posso ascoltare l’originale, e poi la tab mi aiuta a capire dove suonarlo sulla tastiera.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 21/11/2025 ore 01:31:35
Leggere il pentagramma, in una fase iniziale o pseudo iniziale, non ti serve granché (a meno che non vuoi direttamente entrare in orchestra o fare turni in studio).

Io insegno dal 2001, ma ho imparato a leggere solo al Conservatorio poco tempo fa perché il mio Maestro nell'esame ha inserito la lettura a prima vista. Io miravo a prendere il massimo, quindi non potevo fare scena muta e in pochi mesi ho dovuto imparare (è stato pure piuttosto bello, anche se non sono certo un bravo lettore). Adesso sono più tranquillo, non guardo uno spartito come se stessi guardando un foglio scritto in giapponese.

Ma in una prima fase e in generale, puoi fare grandi cose semplicemente sperimentando sulla tastiera e usando le orecchie (io sono totalmente contro le tablature): raramente hai a che fare con il pentagramma, ma se lo conosci è meglio. Le tablature invece ti danno la pappa pronta e impigriscono l'orecchio, attenzione. Le vecchie guardie hanno imparato senza tablature.
Wes Montgomery e Jimy Hendrix non conoscevano il pentagramma, ma di sicuro non hanno usato nemmeno le tablature. Hanno sviluppato l'orecchio, e questo (insieme a un talento non comune) è il punto importante.

La teoria è cosa ben diversa dal pentagramma. Quella, a mio parere, serve di brutto (con varie gradazioni: Wes conosceva sicuramente molta più roba teorica rispetto a Jimy, le necessità erano ovviamente diverse - il genere che suoni decide tanto, se fai blues non ti servirà conoscere i Coltrane Changes).
Si vede subito se un chitarrista non si scolla dalla pentatonica, o fatica nella parte ritmica, o suona sempre gli stessi accordi. Si vede subito se un chitarrista suona seguendo i "pallini" delle scale o ne conosce il suono, se ripete gli stessi lick che fanno tutti, se in un pezzo con 3 tonalità c'è il panico.

Studia la teoria, applicala subito allo strumento, se vuoi imparare a leggere meglio ancora, ma soprattutto sperimenta sul manico per fare uscire dalla chitarra i suoni che hai in testa (l'ascolto non lo insegna quasi nessuno, ma è la cosa più importante per formare la "base").

In bocca al lupo
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 21/11/2025 ore 09:26:28
"Si vede subito se un chitarrista non si scolla dalla pentatonica"

e non ci sarebbe nulla di male
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 21/11/2025 ore 14:37:38
Usare 5 note è fighissimo. Ma anche usare le altre 7 non è male, apre tante possibilità in più e non ne toglie nessuna.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 24/11/2025 ore 10:11:0
Va bene, ma sentire sempre sta denigrazione della pentatonica....boh

Puo' essere anche una scelta eh.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 24/11/2025 ore 13:28:25
Guarda, "boh" lo dico anche io, perché la denigrazione la vedi tu, io non ho denigrato nulla.
E' un fatto che siamo solo noi chitarristi a - ripeto - non scollarci mai dalla pentatonica.
Se analizzi i sassofonisti, i pianisti che suonano anche solo blues non ci senti solo la pentatonica.

In ogni caso, ho scritto un post molto lungo, fossilizzarsi su una frase su 70 per difendere la pentatonica, lasciamelo dire, mi sembra una polemica piuttosto inutile :-)

Anche perché la pentatonica è anche la mia scala preferita ed è utilissima, ma il suono della b2 o della #5 semplicemente non ce li hai (o per ottenerli devi cambiare approccio). Hai 5 note su 12 ed evidenziare che se conosci solo quella sei limitato melodicamente e armonicamente non è denigrare, è un dato di fatto. Poi se ti piace il blues e vuoi suonare solo quello va benissimo, ma se ti capita un accordo di 7b13 o di 7b9....
Se sei un pittore e hai bianco, nero, verde e giallo e ti va bene così, benissimo. Ma se ti serve il rosso semplicemente non ce l'hai, è un dato di fatto.

Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 25/11/2025 ore 09:45:17
Ti chiedo scusa, l apolemica non era per te nello specifico.

Come saprai, in generale viene sminuito chi usa la pentatonica, come fosse colpevole di ignoranza.
E' un luogo comune che sento e leggo spesso.
Rispondi
di Yildun [user #60217]
commento del 21/11/2025 ore 18:22:26
E! utile commento, ottimo, grazie !
Rispondi
di bulgi81 [user #45146]
commento del 21/11/2025 ore 22:11:30
Personalmente le Tab le uso sì e no, per capire qualche passaggio un po' complicato o veloce, gli spartiti invece mai nella vita (al massimo qualcosa se suono la tastiera) o se canto in un coro. Mi fido molto di più del mio orecchio e di qualche video tutorial fatto bene. Sono abituato a suonare a memoria e ad orecchio.

Per l'improvvisazione invece servono necessariamente basi teoriche di armonia, soprattutto se si vuole uscire dalle solite figure pentatoniche. Ed è qua che viene il bello e il difficile.

Per scrivere infine basta avere gusto e intuizione: i più grandi pezzi della storia della musica spesso sono 3 accordi in croce, la differenza la fanno melodie e arrangiamenti.
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 22/11/2025 ore 12:43:05
Sono d'accordo con tutti gli interventi, i consigli dati sono ottimi. Io riporto una mia esperienza. Ho un amico chitarrista che da 20 anni suona in una tribute band senza sapere minimamente cosa sta suonando.
È molto bravo, ha un tocco fantastico, ma non ha mai studiato e semplicemente ripete quanto scritto sulle tab. Da un paio d'anni va da un maestro che gli sta spiegando la teoria e ora è diventato consapevole di ciò che fa. Non è diventato più bravo, semplicemente sa cosa sta facendo e perché mette le dita in quei tasti.
Io quindi credo che tutto dipenda dagli obiettivi che ci si da....se l'obiettivo è imparare a leggere e scrivere la musica, capire il perché di certe scelte musicali, capire gli stili degli artisti etc...allora la teoria e lo studio sono sicuramente molto d'aiuto. Altrimente se ci si diverte con le tabs va benissimo anche quello.
Imparare a leggere lo spartito...direi che per la maggior parte non è una cosa necessaria, magari utile ma non necessaria.
Rispondi
di Yildun [user #60217]
commento del 22/11/2025 ore 22:16:33
Ecco che tocchi, non sei il primo, il punto focale: che obbiettivi hai...(ho). L'obbiettivo ora è sapere se c'è un modo più veloce per imparare, perchè fin qui sono stato molto lento nell'apprendimento. E non so capire se siano semplicemente i miei limiti o se sto sbagliando metodo. Da quello che tutti mi state dicendo in questo people-post conoscere la teoria ti apre molte possibilità. Quindi ho un a direzione ora, so cosa studiare.
UN FINE sarebbe suonare le 50 canzoni più belle della storia del rock anche in modo semplificato.
Ma penso che tre cose determinino il risultato: l'esercizio, la passione , lo studio (new entry) e la capacità innata (talento?).
I primi due non mi sono mai mancati, lo studio... ce la posso fare, il talento è il grande dilemma. Non so se sia solo sepolto da qualche parte oppure se è meglio che lascio perdere e mi accontento di imparare con le tabs una canzone all'anno.
"Angie", la mia preferita, per suonarla quasi come l'originale ci ho messo due anni. L'intro iniziale di Stairway to Heaven sei-sette mesi. L'intro di Wish you were here (quello della radiolina) tre mesi. Il sogno è Little Wing... ma la vedo inarrivabile.
Poi mi dico (SECONDO FINE) : forse se studio la teoria magari non farò Hendrix ma potrò comporre o improvvisare qualcosa di piacevole... perchè ogni tanto qualche melodia mi ronza addosso. I famosi 3 accordi in croce di cui parla bulgi81, ogni tanto li eseguo, e mi dico che bello, fantastico, è poi non so più ripeterli perchè non so esattamente cosa ho fatto... Ma se studio, forse saprò cosa ho fatto.
Se avete letto fin qui, complimenti. Perchè ho solo messo per iscritto un po' di seghe mentali. I consigli me li avete già dati tutti . Tenchiù boys. Gudnait !
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 24/11/2025 ore 19:36:19
Io ho letto tutto il post...ce l'ho fatta 😀
Guarda, il mio consiglio è di affidarti ad un buon maestro.
Lui ti saprà guidare nel capire la musica, nel destreggiarti tra esercizi ed improvvisazione, migliorerai tecnicamente e ti verrá tutto più semplice. È un piccolo viaggio che secondo me vale la pena di iniziare...un'ora la settimana, per qualche mese, poi vedrai tu se sarà sufficiente o se vorrai continuare e approfondire.
Ma in questo momento, per come la vedo io, la scelta del maestro è la cosa più giusta.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 22/11/2025 ore 21:24:29
Robben Ford, tanto per dirne uno che non è proprio l’ultimo arrivato, non sa leggere il pentagramma.
Neanche Lucio Dalla non sapeva.
Rispondi
di alexus77 [user #3871]
commento del 03/12/2025 ore 08:14:57
Dipende...

Se vuoi suonare jazz ad esempio, minimo devi saper leggere un Real Book, quindi melodie su pentagramma e progressioni di accordi in notazione anglosassone (con le lettere).
Se vuoi fare cover, basta memorizzare. Se vuoi fare rock, pop, idem... ma se vuoi andare in studio, fare il turnista, allora le cose cambiano. Vuoi suonare con orchestre? O con altri musicisti che non usano spartiti?
Non c'e' una risposta perfetta a questa domanda, ma diciamo che in generale, piu' l'ambiente e' professionale, piu' e' probabile che ti venga richiesta la capacita' di usare spartiti.
Rispondi
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