Debutto solista di Flea: ecco il video di A Plea con la contrabbassista Anna Butterss
di redazione [user #116] - pubblicato il 06 dicembre 2025 ore 17:51
Flea pubblica finalmente il suo primo singolo solista, A Plea, aprendo la strada a un album atteso per il 2026.
Nel brano spunta una sorpresa: un secondo bassista, la contrabbassista e compositrice Anna Butterss, che intreccia la propria voce con quella del fondatore dei Red Hot Chili Peppers. Il risultato è un dialogo ritmico imprevedibile, che anticipa un progetto più libero, curioso e personale che mai.
Da quanti anni sentiamo ripetere che prima o poi Flea avrebbe tirato fuori un disco solista? E quanti, onestamente, ci credevano ancora? Eppure eccoci qui: dopo una carriera passata a spingere il basso elettrico dove pochi osavano immaginare, l’eroe dei quattro corde dei Red Hot Chili Peppers ha annunciato il suo primo album da solista, atteso per il 2026.
E per inaugurare l’evento, ha pubblicato A Plea: un singolo teso, nervoso, pieno di quel groove fingerstyle che potrebbe fungere da sismografo per le scosse emotive del buon Flea. A completare il quadro c’è un videoclip diretto da Clara Balzary, figlia di cotanto papà, che trasforma il tutto in un piccolo manifesto estetico del mondo secondo Flea.
Fin qui, tutto normale. Si prende un bassista iconico, gli si dà un progetto tutto suo e si vede che succede. Ma Flea, si sa, non ama la linearità. Così nel suo brano d’esordio ha pensato bene di aggiungere… un altro basso.
E che basso: Anna Butterss, contrabbassista e compositrice australiana ormai adottata dalla scena di Los Angeles, nome chiave del jazz contemporaneo e presenza ricorrente nei lavori di Jason Isbell, Jeff Parker, Phoebe Bridgers e Jenny Lewis. Nel singolo, la Butterss non si limita a raddoppiare il basso: aggiunge una seconda voce che si insinua, commenta, irrobustisce e talvolta destabilizza la linea principale. Un dialogo serrato, quasi una rincorsa a due, che rende A Plea un brano sorprendentemente stratificato per un debutto “solista”.
La scelta potrebbe far storcere il naso ai puristi del “Flea sound", ma rivela piuttosto la direzione del progetto: un lavoro non costruito per autocelebrarsi, bensì per esplorare. E forse anche per spiazzare, dato che Flea torna qui anche al trombone, strumento che nel suo universo creativo è sempre comparso come un parente eccentrico che arriva alle feste senza essere invitato, ma finisce per essere il più simpatico della serata.
Il tutto si muove su un terreno diverso da quello dei Red Hot Chili Peppers, c’è invece l’intenzione dichiarata di usare musica e collaborazione come mezzi per parlare di un mondo che fatica a comunicare. “Sto solo cercando di essere me stesso”, spiega Flea nella nota stampa. “Non mi interessa l’atto politico. Credo esista uno spazio più alto dove il dialogo può davvero aiutare l’umanità. Un luogo dove ci si incontra. E quel luogo è l’amore”. A Plea è fuori ora, e se il singolo è un assaggio, il disco del 2026 potrebbe essere uno dei progetti più curiosi, aperti e imprevedibili della prossima stagione musicale. E sì, preparatevi: potrebbe essere anche un ottimo banco di prova per testare quanto davvero una pedalboard minimalista riesca a reggere quando due bassisti decidono di fare a sportellate ritmiche.