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Se John Mayer passa al digitale, chi può ancora dubitarne? Neural DSP Archetype X John Mayer
Se John Mayer passa al digitale, chi può ancora dubitarne? Neural DSP Archetype X John Mayer
di [user #116] - pubblicato il

Titolo provocatorio? Certamente, ma John Mayer firma il suo primo plugin ufficiale e apre un nuovo capitolo nel rapporto tra suono analogico e modeling digitale. Archetype: John Mayer X porta Dumble, Two Rock e Klon nel dominio software, con l’avallo diretto di uno dei più autorevoli custodi del tone contemporaneo. Un passaggio che segna un precedente difficile da ignorare.
John Mayer si dà al digitale? Sì, per ora solo parzialmente. Neural DSP presenta Archetype: John Mayer X, un nuovo plugin che - visto il nome in causa - segna un passaggio chiave nella storia recente del modeling per chitarra. Frutto di una collaborazione diretta tra l’azienda finlandese e John Mayer, il progetto rende disponibili in formato digitale alcuni dei suoni più riconoscibili del chitarrista statunitense, costruiti a partire dai suoi amplificatori, pedali ed effetti di riferimento.



L’operazione ha un peso specifico rilevante non solo per il catalogo Neural DSP, ma per l’intero settore. John Mayer è da sempre identificato con un approccio fortemente analogico al suono, basato su scelte boutique e vintage estremamente mirate, compresa una pedalboard in cui il Klon Centaur occupa un ruolo centrale. La sua adesione a un plugin di modeling rappresenta quindi un segnale chiaro anche per quella parte di chitarristi tradizionalmente diffidenti nei confronti del digitale.
Le barriere stanno cadendo, se John Mayer è d'accordo, probabilmente molti altri seguiranno.

Se John Mayer passa al digitale, chi può ancora dubitarne? Neural DSP Archetype X John Mayer

Archetype: John Mayer X nasce da un lavoro iniziato nel 2022, come confermato dal CEO di Neural DSP Douglas Castro, e sviluppato in stretta collaborazione con Mayer nel corso del 2025. Il team Neural DSP ha trasferito la propria strumentazione di modeling dalla Finlandia allo studio di Mayer per acquisire e rifinire i modelli direttamente sulle sorgenti originali. Il progetto è stato coordinato dal Plugins Product Manager François Barrillon.
Dal punto di vista tecnico, il plugin è costruito attorno a tre modelli di amplificatori standalone, tutti basati sugli elementi centrali del clean tone di Mayer: un Fender Vibroverb del 1964, un Dumble Steel String Singer #002 e un Two Rock prototype signature #83. A questi si affianca un amplificatore “Three-In-One”, che riproduce il complesso sistema multi-amp utilizzato da Mayer sia dal vivo sia in studio, con routing e blending identici al rig reale.

Ogni amplificatore è abbinato al proprio cabinet dedicato: il combo Fender con speaker CTS da 15”, il cabinet Dumble con EVM12L vintage e il cabinet Two Rock con Celestion G12M Greenback. L’obiettivo dichiarato è quello di restituire non solo il timbro, ma anche la risposta dinamica e l’interazione tra i diversi elementi del sistema.

Se John Mayer passa al digitale, chi può ancora dubitarne? Neural DSP Archetype X John Mayer

La sezione effetti include cinque pedali fondamentali del linguaggio sonoro di Mayer. Justa Boost riproduce il suo Keeley Katana sempre acceso; Halfman OD è la modellazione del Klon Centaur; Millipede Delay si ispira al Way Huge Aqua Puss; Antelope Filter ricalca il comportamento dell’EHX Q-Tron, elemento chiave per brani come I Don’t Trust Myself (Loving You); Tealbreaker combina in un unico modulo due circuiti storici, Ibanez TS-10 e Marshall Bluesbreaker.

Completano il pacchetto il Dream Delay, basato sul Providence Chrono-Delay utilizzato da Mayer, oltre a un compressore aggiuntivo e a un equalizzatore dedicato. L’interfaccia grafica è stata rivista su richiesta dello stesso Mayer per migliorarne  l’immediatezza operativa. Secondo Barrillon, uno dei momenti decisivi dello sviluppo è arrivato con l’invio del primo prototipo a Mayer: pochi giorni dopo, il chitarrista ha risposto con un video in cui suonava l’assolo di Slow Dancing in a Burning Room attraverso il plugin, con un risultato a dir poco convincente.
E quindi: chi siamo noi comuni mortali per contestare?

Il plugin ha già debuttato in contesto pubblico, utilizzato da Mayer durante una puntata radiofonica di Life with John Mayer. Archetype: John Mayer X è inoltre compatibile con Quad Cortex, integrandosi quindi anche nell’ecosistema hardware Neural DSP.

Disponibile da subito al prezzo di 199 euro, Archetype: John Mayer X è sicuramente uno di quei prodotti che farà discutere a lungo.

Ulteriori informazioni: www.neuraldsp.com

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di Bob67 [user #33904]
commento del 17/12/2025 ore 19:24:23
mica male eh .. molto bravo anche il ragazzo dotato di un ottima mano e tocco !
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di enricofra [user #29774]
commento del 17/12/2025 ore 19:35:39
Non mi sembra nulla di eclatante.....avesse firmato per una pedaliera digitale da portare dal vivo.....è un semplice plug in....mica lo userà dal vivo.....non vedo nessuna barriera abbattuta ma solo l'ennesima operazione di mercato che sfrutta un volto noto
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di Criss79 [user #38354]
commento del 18/12/2025 ore 08:52:07
Se possiedi il Quad Cortex, conosci la potenza degli Archetype e capisci che avere quei suoni lì, modellabili a tuo piacimento su una pedaliera che già offre effetti e suoni incredibili, è qualcosa di pazzesco.
Il Quad Cortex, a differenza di altri modeler che non hanno la possibilità di caricare plugin, ha una marcia in più perché si evolve continuamente.
Peccato solo per il prezzo, 199€ per questo Archetype a mio giudizio sono un po' eccessivi.
Rispondi
di enricofra [user #29774]
commento del 18/12/2025 ore 14:02:36
Non metto in dubbio la qualità del digitale che, per forza di cose, grazie ai miglioramenti che sempre ci saranno, quasi sicuramente andrà a sostituire sempre più l'analogico, ma non ci vedo nulla di straordinario.....è l'evoluzione e uno come Mayer giustamente ne vuole fare parte.....ma lui continuerà a suonare l'analogico quando serve
Rispondi
di Mariano C [user #45976]
commento del 19/12/2025 ore 13:57:54
Dal vivo usa già quad cortex e fractal in vari contesti a seconda
Rispondi
di enricofra [user #29774]
commento del 19/12/2025 ore 14:39:5
A questo punto fa benissimo
Rispondi
di eko22 [user #15375]
commento del 17/12/2025 ore 20:25:47
Non penso proprio che lo userà dal vivo o su un disco.

Comunque entro 10 anni il digitale sarà sdoganato in tutti gli ambiti.
Rispondi
di enricofra [user #29774]
commento del 17/12/2025 ore 20:37:01
Sono d'accordo, l'analogico rimarrà per pochi musicisti dal vivo/studio ma soprattutto per i collezionisti
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 17/12/2025 ore 22:58:53
Sono più di vent'anni che, anche su queste pagine, leggo commenti del genere.

Credo valga la stessa cosa nel confronto tastiere/pianoforti veri. Le tastiere hanno mille possibilità, sono comode, perfette, ma quando metti le mani su un piano vero....

Vedremo se e quando la roba analogica sarà soppiantata.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 18/12/2025 ore 09:57:34
Il digitale nelle tastiere si chiama synth e ha aperto un mondo sul modo di fare musica.
Il digitale sulla chitarra cerca di riprodurre strumentazione analogica, un po' come i primi organi elettrici negli anni 60/70. Non appena impareremo a tirare fuori nuovi suoni (e ad apprezzarli) il digitale avrà il suo posto un gradino sopra la strumentazione analogica. La vedo comunque molto difficile, in quanto i suoni che si possono ottenere oggi con un synth sono senza limiti, le nostre orecchie sono abituate a sentire di tutto e di più e non si sorprendono più di nulla. The thrill is gone.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 18/12/2025 ore 12:37:39
Mi riferisco alle tastiere digitali che emulano i pianoforti, non ai synth che conosco benino, ne ho/avuti circa 11 (!) e meno male che esistono.

Come dici tu, i synth hanno innovato le possibilità e sono proprio un'altra cosa. Le tastiere che emulano i pianoforti reali sono sulla carta vincenti, sono leggere, con suoni e campioni di piano bellissimi, ma quando li usi (anche durante le registrazioni di un album) lo senti che non è un vero piano.

Per registrare l'ultimo album del mio progetto siamo andati in uno studio che ha un pianoforte da circa 90 mila euro. Chi dice che la tastiera X abbia campioni paragonabili secondo me sbaglia. E anche un pianoforte verticale ben registrato ha un carattere che le tastiere non hanno. Lo so perché l'ho sperimentato. La mia compagna ha un pianoforte verticale (nulla di che) e una nuovissima Nord. Il piano verticale è un altro mondo.

Sono d'accordo con te anche sulla speranza che il digitale smetta di provare a replicare ciò che è difficilmente replicabile e si concentri invece sulla creazione di suoni nuovi. Ce n'è un grandissimo bisogno, anche per innovare un po' il mondo chitarristico che, negli ultimi tempi, mi sembra fin troppo basato sul neo-soul ipercompresso o, all'opposto, su distorsioni da onde quadre.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 18/12/2025 ore 21:44:30
È molto facile capire quando l'analogico verrà soppiantato. Per un professionista portare la strumentazione in giro nel tour costa. E i tour sono sempre meno remunerativi, perché una volta i tour facevano semplicemente promozione: servivano a promuovere l'album o il singolo (e a vendere merchandising), che la gente acquistava facendo fare all'artista, al suo management, alla casa discografica e a una marea di gente un sacco di soldi. Soldi in cambio di un bel prodotto artistico, per di più riprodotto anche live tramite tour. Oggi l'album non produce nulla a livello economico, le case discografiche non finanziano quasi più nulla perché ci andrebbero a perdere e il tour in pratica se lo fa l'artista quasi per conto suo, a suo rischio e pericolo. Quindi deve tagliare i costi, e una parte dei costi è data dal materiale da spostare e dai roadies che lo movimentano. La prima cosa che si taglia è l'amplificazione. A parte poche star (Guns n Roses, Slash, Bonamassa, Mayer, Rolling Stones, Foo Fighters ecc.), che si possono permettere di portare ampli e chitarre a iosa, tutti gli altri stanno rinunciando, passando al digitale per via del basso budget. Vedi Kenny Wayne Shepherd, che se è in tour negli USA porta con sé i suoi Dumble, ma se viene in Europa, che è una cosa molto più costosa, taglia il budget e porta il Cortex, con le catture dei suoi Dumble (che a suo dire gli garantiscono il 60% della qualità dei Dumble autentici).
Chris Shiflett, se è con i Foo Fighters, porta con sé gli ampli perché il budget è grande, ma se gira da solista, ha il digitale perché non si può permettere la spesa (la gente non compra gli album delle band famose, figuriamoci se compra l'album di Shiflett, quindi non ha i soldi per pagare tutta la logistica). I Gargabe hanno deciso di rinunciare del tutto ai tour lunghi perché non hanno i soldi per finanziarli.
Ecco perché il digitale soppianterà l'analogico. Non per la parità qualitativa raggiunta (è irraggiungibile) ma per il budget ridotto.
Gli artisti che hanno scelto spontaneamente il digitale non per problemi di budget sono quatto gatti (tra cui i Metallica).
Quindi, quando verrà soppiantato l'analogico? Semplice: quando anche le big band, che ancora riescono a estrarre soldi senza la vendita degli album, andranno in pensione e il panorama musicale desertificato produrrà solo artisti dalle modeste possibilità di spesa.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 19/12/2025 ore 00:09:29
Beh, detta così (il tuo comunque è un discorso condivisibile) sembra che il mercato si rivolga a quelli che fanno i tour.

C'è una immensa fetta di mercato fatta di hobbisti, studenti, ragazzi nelle salette, professionisti di vario tipo, insegnanti, gente che fa dischi senza la pretesa di fare i tour con i grandi numeri... Sono questi che tengono in vita il settore. Non tutti hanno la necessità del digitale, anzi in certe occasioni sarebbe controproducente.

Io giro sempre con gli ampli, registro e insegno con gli ampli (e ce ne sono migliaia come me), il digitale l'ho usato solo nei concerti che ho fatto per i quali ho preso l'aereo. Nella mia regione non lo uso perché gli ampli, per il suono che cerco io, sono ancora di gran lunga migliori - anche se amerei trovare (ne ho provati tantissimi) un prodotto da 2 kg che non mi faccia rimpiangere i miei ampli.

Io tifo digitale. Ma sono dubbioso.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 19/12/2025 ore 07:26:22
Io mi riferivo al mondo degli artisti che fanno i tour, visto che si partiva da John Mayer. Se invece parliamo del mondo degli appassionati, mi sembra logico che la fortuna del digitale non è certo legata alla qualità del prodotto rispetto all'analogico (che, ripeto, è irraggiungibile e inimitabile nella sua dinamica) ma a una serie di fattori oggettivi:
1- i soldi. I valvolari costano. E in una nazione dove gli stipendi non aumentano da trent'anni questa cosa pesa come un macigno. Gli italiani sono gli spiantati d'Europa ormai. Ma in realtà tutto l'occidente ha smesso di essere benestante in crescita costante come lo ero fino agli novanta, quindi il digitale è appetibilissimo, a prescindere dalla qualità. Compri un buon dispositivo con una piccolissima frazione del costo di un buon ampli.
2- le dimensioni. Anche le case degli occidentali si sono ristrette insieme al loro reddito, e spesso sono più piccole di quelle dei loro genitori o nonni. Una scatoletta che contiene tanta roba la metti su una mensola accanto al pc. Uno o più amplificatori richiedono tanto spazio, e le moglie te lo fanno pesare.
3- il peso. Gli occidentali hanno una età media sempre più elevata, e le nuove generazioni non sanno che farsene della musica suonata (da quando la musica ha perso la sua centralità sociale di cui parlavo nel precedente commento, quando case discografiche e artisti vivevano floridamente grazie alle vendite degli album incisi su supporto fisico). Quindi è ovvio che una comunità di musicisti sempre più vecchia lamenti il peso degli amplificatori. Da adolescenti non ce ne fregava nulla del peso, ma è da una vita che molti qui non sono più adolescenti, quindi un prodotto leggero è un grosso vantaggio per la trasportabilità.
4- una volta chi cavolo suonava in cuffia? Manco i vecchi. Oggi invece nei condomini è molto meno tollerato il rumore. Altro vantaggio indiscutibile del digitale. Soprattutto per gente che ha figli piccoli che non devono essere svegliati o torna a casa la sera e vuol suonare senza prendersi un cazziatone da moglie e vicini.
5- la tecnologia. Oggi tutti hanno un pc a casa e vi si interfaccia meglio un dispositivo digitale rispetto a qualsiasi amplificatore fisico. Oltre al fatto che è molto più facile effettuare registrazioni.
Insomma, risparmio, peso, ingombro, rumorosità e tecnologia sono i cinque fattori che hanno fatto e faranno sempre più la fortuna del digitale e dei software. La qualità non è contemplata in questi fattori. Quella è un'illusione su cui si preferisce inconsciamente sorvolare perché troppo grandi sono i cinque vantaggi di cui sopra.
Io non tifo niente. Mi piacerebbe solo che la musica di qualità tornasse a essere importante nella società. Ma questo sarà impossibile finché gli artisti non potranno vendere il loro prodotto artistico, che invece verrà usufruito o gratuitamente su YouTube o a basso prezzo su Spotify.
Tra un decennio o qualcosa in più, una volta defunte tutte le grandi star e band che riescono ancora a tirare avanti, ci sarà sempre meno nuova musica di qualità da suonare. Si finirà per suonare solo musica del passato, come è accaduto con la musica classica. A quel punto il dispositivo che si usa per suonare, analogico o digitale, sarà completamente ininfluente.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 19/12/2025 ore 09:03:4
Sono piuttosto d'accordo con tutto quello che hai scritto. Anche sulle speranze che la musica (composta suonata e venduta) torni ad essere importante.
Fermo restando che amo con tutto il cuore gli ampli valvolari, tifo quasi per loro e credo (spero) che esisteranno per sempre. Ma nei pochi Live che faccio e in sala prove, uso digitale con molta soddisfazione, perché per quella che è la mia percezione, siamo sopra al 60% di qualità rispetto all'analogico, io direi un 80%.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 19/12/2025 ore 13:49:50
Ti confesso che io non sono esperto in niente, però qualche idea leggendo tanto o ascoltando con attenzione, rinunciando il più possibile ai miei pregiudizi, me la faccio. E credo che, se KW Shepherd pensa che dal suo Quad Cortex ottiene il 60% del suono dei suoi ampli, è pur vero che parla dei Dumble, che non sono certo gli ampli in uso ai comuni mortali. Né in giro si trovano facilmente band che vanno in giro con le SLO100 o i Twin Reverb. Quindi sì, posso anche dire che siamo sull'80% o di più, se ci riferiamo alla media di quello che c'è in giro.
Ma non è questo il punto che sottolineerei, se vogliamo rimanere in ambito amatoriale. Credo vada sottolineato ancora un altro aspetto (anche se ci sarebbe ancora tanto altro da dire), ossia che un valvolare in mano a chi non sa gestirlo può essere atroce in casa, in saletta e dal vivo, perché spacca i timpani al pubblico e rovina la performance di tutta la band. Quindi, da un certo punto di vista, è decisamente più gestibile il dispositivo digitale, che almeno non ti uccide e non diventa insopportabile. Lo dico perché io stesso, nel mio piccolissimo, mi rendo conto che persino la famosa dinamica che io stesso decanto non è un fattore senza difetti (in un percorso graduale, è molto meglio un apparecchio meno dinamico se non sei bravo ed esperto, e io bravo ed esperto non lo sono). Una JCM800 è un oggetto mitico, ma... non è roba per tutti. Devi saper metterci le mani altrimenti fai scappare tutti. Non sarà molto replicabile da una cattura e da un software, ma è anche difficile da gestire in sé.
Detto ciò, io ho amato Hendrix, Van Halen ecc. non perché usavano il tal ampli o il tal digitale, ma perché facevano musica che mi piaceva. John Mayer per me può anche suonare la zampogna, basta che ci dia altra buona musica e non album che non lasciano il segno.
Gli aspetti che io ho sottolineato nei precedenti commenti non erano diretti a sostenere una crociata pro questo o pro quello, ma solo a individuare degli aspetti ricorrenti nella scelta dell'uno o dell'altro. Voleva essere più un tentativo di descrivere la situazione cercando di capire il perché di alcune cose.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 19/12/2025 ore 13:22:58
La domanda che ho posto, alla quale tu hai risposto, era "vedremo se e quando la roba analogica sarà soppiantata".

Tutti i "pro" del digitale che hai elencato con notevole dovizia di particolari sono sotto gli occhi di tutti, nessuno li discute.
Io però mi chiedevo in sostanza quando non avrà più senso usare gli ampli. Se e quando si dovranno abbandonare.

E, come dici anche tu, visto che - ti cito - "la fortuna del digitale non è certo legata alla qualità del prodotto rispetto all'analogico (che, ripeto, è irraggiungibile e inimitabile nella sua dinamica)" credo che gli ampli non saranno soppiantati, sostituiti, insomma non saranno obsoleti per qualche decennio ancora, appunto per una questione di qualità.

Certamente se ti basta il 60%, l'80%, il 95% il digitale ha il suo grandissimo spazio.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 19/12/2025 ore 15:06:49
Per quanto mi riguarda (scusa se mi intrometto) è una domanda che non mi pongo, anche perché spero (e ne sono convinto) che non verranno mai soppiantati.
Credo che i due mondi conviveranno serenamente (al contrario di quello che sta succedendo in questo momento tra gli esseri umani) per la gioia di tutti.
Anche il CD sembrava dovesse annullare l'esistenza del vinile, invece il buon vecchio disco, a me molto caro, è tornato con autorità.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 19/12/2025 ore 17:18:57
Perché "scusa se mi intrometto"? Ogni commento è benvenuto!
Molto probabilmente sarà come dici tu.
A me piacerebbe davvero tanto trovare un "coso" da pochi kg con uno o due coni (per ascoltarsi senza i monitor) che suoni come il mio ampli, o anche meglio! Il digitale potrebbe andare davvero più in là, permettendoci suoni nuovi... Con la possibilità di regolare attacco, sustain, decay, release, effetti, colori etc etc.

Nascerebbero anche nuovi stili.
Rispondi
di dariosicily [user #40626]
commento del 19/12/2025 ore 15:15:29
Bel commento, molto concreto. Nel 2026 qualsiasi chitarrista che vuole lavorare con la musica (anche solo nei locali come faccio io) a mio avviso non può prescindere dall'avere dei buoni suoni digitali per una sfliza di motivi, e magari qualche ampli per godere del suono "vero" PRE-MICROFONO di un ampli, ricordarsi cosa è la dinamica PRE-MICROFONO... Per poi utilizzare l'uno a l'altra soluzione in base al contesto (80% delle volte ormai si va per forza digitale). Ricordiamo però che quando si fanno i paragoni... si parla SEMPRE di suono MICROFONATO... cioè di quello che senti se amplifichi il rig Vs quello che esce dal modeler.. ma una cosa moooolto importante (solo per il chitarrista su palchi medio grandi ok...) è proprio quello che "sente" il chitarrista che suona un ampli+cassa: perchè in certi casi influenza enormemente proprio quello che suoni. Guardate il caso di Osvaldo Lo iacono per fare un esempio.... Io parlo perchè uso Fractal da anni ma anche gli ampli, a seconda dei contesti, e non sono la stessa cosa.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 19/12/2025 ore 19:41:09
Lo Iacono è un vero eroe della chitarra. 1- suona benissimo. 2- è super preparato 3- è un cultore dei migliori suoni in circolazione. Se ci fossero più Lo Iacono in circolazione andrei a sentire molta più musica dal vivo.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 22/12/2025 ore 08:40:48
Il caso di Lo Iacono cos'è?
Rispondi
di dariosicily [user #40626]
commento del 22/12/2025 ore 09:21:06
Hai ragione, specifico : Osvaldo Lo Iacono è un chitarrista blues superlativo... Su YouTube c'è la sua intervista al Fanthome di Marco Fanton (del quale consiglio a tutti di vedere ogni singola puntata, una manna dal cielo) nel quale dice serenamente che certamente i modeler, alcuni più di altri, danno ottimi suoni, ma che per lui è imprescindibile l'interazione che accade tra ampli e cono e la famosa "sensazione". Lui suona live se non sbaglio con un Fender Super reverb vintage con un Xotic RC booster acceso fisso davanti, ha un suono a dir poco meraviglioso. Spiego meglio : io suono da anni Fractal, e anche sui suoni Fender con la Redsound RS12 esce una roba stupenda. Però un annetto fa ho comprato un Vibro Champ Fender da 5 watt... Specificamente per il suono blues, quando ho acceso e ho tirato su il volume... Caspita, avevo dimenticato cosa accade, e non è lo stesso col modeler. Ma parlo dei suoni blues Fender, e dal vivo continuo a portare il Fractal... Adesso ho comprato una mini Jubilee che suona stupenda per quanto riguarda il rock, ma credetemi... Usarla live al posto del Fractal, non so se ne vale la pena, sto ancora valutando.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 22/12/2025 ore 22:38:33
La mini Jub l'ho avuto fino a un paio di settimane fa, un ampli carino, con cui puoi davvero divertirti, ma non è un ampli versatile. È adatto a chi cerca esattamente quello. Quando e se vorrai approfondire un po' di ampli, scrivimi un messaggio privato. Sto accumulando diverse testate e ce ne sono di cose da dire!
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 22/12/2025 ore 22:35:53
Sottoscrivo quanto detto da dario su Lo Iacono. Recuperati quella puntata del Fanthome e vedila TUTTA, si imparano un sacco di cose da Osvaldo. Innanzitutto è un gran chitarrista blues-jazz, in secondo luogo è un grande didatta, in terzo luogo è un cultore del suono, quindi ha delle grandi dritte. Io ci ho scambiato delle parole anche di persona, parlando di ampli point to point, e sa quel che dice.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 19/12/2025 ore 09:40:3
é dal 1999 che lo sento dire.
Rispondi
di elguitarron [user #8109]
commento del 19/12/2025 ore 12:25:28
E' già sdoganato...
Le domande sul futuro semmai ci si dovrebbero porre riguardo all'utilizzo della chitarra e degli strumenti come li concepiamo adesso, ma già il digitale lo usano in molti.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 19/12/2025 ore 13:29:52
Si, e della musica in generale. A me sembra che, soprattutto nell'ambito chitarristico, ci sia una gran parte di "gioco", di riproposizione di quello che è stato fatto negli anni '60, '70, '80 e '90.
Rispondi
di rock2erik [user #49312]
commento del 17/12/2025 ore 22:50:07
Semplicemente si tratta di denaro ragazzi, ogni plugin venduto gli frutterà bei dollaroni. Lui tanto può permettersi di suonare live con i vari dumble da 100k e strato da 20k
Rispondi
di blue stoner sound [user #8271]
commento del 18/12/2025 ore 07:12:02
Mah.. di quei dollaroni dalla vendita del pluginnon credo che ne abbia poi così tanto bisogno. Facciamo anche che abbia il 10% di guadagno so ogni plugin venduto(che non è poco come cifra) ne venderanno forse esagerando 10.000(esagerando visto la frammentazione del Mercato) ne incassa 199.000$ togli le tasse, ma calcolando che ha un patrimonio di 7 zeri, non credo che gli migliori la vita questa operazione. Lui poi con il digitale ci andava già a nozze:usa da anni un akai mpc live in cui ci entra direttonconnla chitarra.Se poi lui si può permettere strumenti da variati k, beh buon per lui, non credo abbia rubato niente a nessuno
Rispondi
di Big Muffin [user #63938]
commento del 18/12/2025 ore 00:01:06
John Mayer come tanti deve portare a casa la pagnotta, tutto qui, percio' per dirla giusta non e' ancora la fine del mondo, e non credo che lo sara' ancora per lungo tempo. Sono solo affari commerciali.
Rispondi
di claude77 [user #35724]
commento del 18/12/2025 ore 00:14:58
Io ho il plug in Cory Wong e devo ammettere suona davvero bene, ma lo tollero solo se lo utilizzo in cuffia, se lo provo a mettere su un impianto o altro mi stanca poco dopo che l’ho attaccato.
Rispondi
di Tonyjoe81 [user #62093]
commento del 18/12/2025 ore 07:27:03
Allora da dove cominciamo... 🤑 🤑 🤑
Rispondi
di fraz666 [user #43257]
commento del 18/12/2025 ore 10:07:52
ci sarà sempre qualche boomer irriducibile che continuerà a snobbare il digitale.
per ora quello che fa ancora la differenza è la qualità, che di anno in anno continua a migliorare e quindi entro tot anni avremo digitali uguali o superiori all'analogico.
qualcuno dirà che già ora ci sono digitali meglio di analogici, per me no. O meglio, per i suoni che interessano a me no. A ognuno il suo
Rispondi
di claude77 [user #35724]
commento del 18/12/2025 ore 11:36:17
Probabilmente quello che dici ha un senso, ma la questione che il digitale possa diventare migliore di qualcosa che prova semplicemente a replicare lo trovo difficile. Provo ad argomentare: la frase tipica che si trova nelle pubblicità dei digitali è: PER SIMULARE AL MEGLIO LA RISPOSTA DI UN VERO AMPLIFICATORE.
Il digitale non ha inventato nuovi amplificatori, ma ha come fine massimo quello di riprodurre il più fedelmente possibile un vero ampli e secondo me trovo difficile possa diventare meglio di qualcosa che sta provando a copiarel
Rispondi
di go00742 [user #875]
commento del 18/12/2025 ore 11:07:51
Io ho una splendida Soldano e non mi occorre nessun plugin ...forse sono strano o fuori moda però ho un suono mio e non di altri.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 18/12/2025 ore 11:49:37
Beh ma questo non vuol dire nulla... "suono mio e non di altri"... non sei mica l'unico ad avere la Soldano.
Io ho uno splendido Twin Reverb, ma non è che mi sogno di dire di avere un suono mio che gli altri non hanno.
Questi sono Plug-in digitali che li puoi considerare come ampli veri e propri, che puoi avere tu come molti altri.
Rispondi
di francescoRELIVE [user #13581]
commento del 18/12/2025 ore 12:11:55
Sta diventando vecchio anche lui, non ne può più di caricare casse e testate sul pandino per i live. Ragazzi, la schiena prima o poi chiede il conto a tutti e lui ora ha i soldi per pagare. auhauhahu
Rispondi
di wespaul [user #36426]
commento del 18/12/2025 ore 12:17:1
In condizioni professionali (e mi riferisco al service, alla venue, alla disponibilità economica, cioè tutto il pacchetto) per mia esperienza l'amplificazione analogica è preferibile; come resa sonora e soprattutto come interazione musicista - strumentazione.
Per tutto ciò che non è professionale probabilmente il digitale è meglio.
Un deluxe reverb del 1965 mal microfonato (o non microfonato) in un bar mezzo vuoto e col pavimento in ceramica non è un bel sentire :)
La fetta di mercato dei musicisti non pro / dilettanti è enorme, questi prodotti la soddisfano molto bene e i produttori lo hanno capito. I prezzi sono solo una conseguenza della domanda.
Rispondi
di Ghesboro [user #47283]
commento del 18/12/2025 ore 14:12:53
La cosa simpatica è che io vedo sempre piu band, amatoriali e non, tornare all'ampli e cassa, almeno in ambito rock e metal. Eh vabbè, c'è spazio per tutti
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di enricofra [user #29774]
commento del 18/12/2025 ore 14:56:45
Se hai bisogno di pochi suoni meglio pedali e ampli.. probabilmente per molti suoni diversi il digitale aiuta eccome
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di Luca.luca [user #64384]
commento del 18/12/2025 ore 21:59:5
Sono davvero felice che sia uscito l’ennesimo ottimo plugin, e lo dico senza ironia. Però, se la guardiamo da un’altra prospettiva, succede una cosa interessante: ogni avanzamento del digitale spinge sempre più persone a mollare ampli valvolari splendidi e pedali molto validi, spesso a prezzi che finalmente diventano alla portata di chi non vuole o non può spendere cifre folli.

È un po’ come quando lo streaming ha invaso tutto: dischi epici e meravigliosi sono finiti nei mercatini a prezzi umani, e qualcuno ha potuto goderseli di nuovo e dare loro una seconda vita, meritata.

Ciao!
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di Big Muffin [user #63938]
commento del 18/12/2025 ore 22:01:05
In base a cio' che ho letto, ora faro' arrabbiare qualcuno, ma parliamoci chiaro, sono anni che sento che il digitale soppiantera' il valvolare in ambito amplificazione, idem per cio' che riguarda i pedali, ma la realta' e' che andranno per sempre a braccetto come due pettegole civettuole pronte a tirarsi un pizzico ad ogni buona occasione, ma percorrendo il viale della musica sempre a braccetto, perche' pur non sapendolo ancora, hanno bisogno l'una dell'altra. Questa e' la verita', al di la' che ci sara' sempre chi dice che il digitale bla bla bla', oppure l'analogico bla bla bla', ma e' una scienza alchemica, e soprattutto in ambito amplificazione, per un vero musicista, l'anima, l'essenza del calore emanato dalle valvole, sara' per sempre come la dose per un tossico; non ne puoi fare a meno. Riguardo alla pedalanza, le ho provate tutte, e credo che il digitale faciliti le cose parecchio, ma continuo a pensare che la miscela creata con pedali puri, possono portare a risultati impareggiabili ovviamente in base alla propria strumentazione di lavoro e cio' che si vuol fare. Non sono Boomer, ma per molto poco, diciamo che per colpa di un anno sono fuori dalle classifiche, ma comunque mi piace definirmi ugualmente Boomer, almeno ho visto cose che altri umani hanno fatto fatica a vedere perche' troppo piccoli o non ancora nati, ma qualcosa come tanti qui dentro l'ho visto. Tutti hanno ragione, e nessuno l'ha veramente, perche' va ricordato che il digitale, e' la copia di cio' che l'analogico ha saputo tirare fuori, e per usare parole poverissime, con l'impasto dei vari analogici, si sono creati i migliori suoni usati nella musica e poi solamente dopo confezionati a dovere e impacchettati nelle varie pedaliere multieffetto. Io credo nel digitale, ma sono ancora convinto che se un giorno fondo l'alchimia di 3 pedali magari anche sconosciuti, forse potro' trovare un nuovo suono figo e usabilissimo che a sua volta verra' poi copiato e impacchettato nel mare digitale, percio' per me', Digitale si, ma anche Analogico per sempre. ;-) A proposito, Natale e' vicinissimo, mancano una manciata di giorni, avete gia' scritto a Babbo Natale? Regali ? sono curioso 😉
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di claude77 [user #35724]
commento del 19/12/2025 ore 12:39:24
Alla fine mi sono scaricato la prova gratuita di questo plug in di cui si parla qui ma anche su youtube sembra essere l'evento del secolo.
Confermo quello che ho detto sopra, dato che io posseggo il Cory Wong che uso in cuffia.
Carino e suona bene, ma la sensazione sotto le dita per me NON HA NULLA A CHE FARE CON I MIEI AMPLI A VALVOLE. Chiamatemi boomer, chiamatemi vecchio o quello che vi pare, ma semplicemente a me non piace c'è poco da fare.
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di dariosicily [user #40626]
commento del 19/12/2025 ore 15:24:57
eh... come scrivevo sopra... ci si dimentica sempre di specificare: il plug-in simula il suono di quella roba mi-cro-fo-na-ta. Quindi per paragonarla alla sensazione degli ampli si dovrebbe paragonare agli ampli microfonati e mandati alla scheda audio. Quello che accade quando suoni l'ampli dal vivo non è riproducibile al 100% nel bene e nel male. Quella sensazione esiste solo con gli ampli (anche se Fractal + una bella RS12 Redsound ci si avvicina moltissimo), salvo poi essere in grado (nel caso servisse) di microfonare a dovere quell'ampli....
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di claude77 [user #35724]
commento del 19/12/2025 ore 22:04:47
Completamente d'accordo con te. Il suono che si ottiene e un suono studio pronto per la registrazione di base che non può essere paragonabile ad ampli in una stanza ovvio però mi sembra di capire che il loro obiettivo (di tutti i sistemi digitali) sia proprio di avvicinarsi il più possibile ad ampli vero.

Io anche ho utilizzato FRFR e amp in a box molto buoni ma quando in sala prove mi presentavo con più roba e peso di un normale combo a valvole mi sono detto che forse avevo superato il limite :)
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di Big Muffin [user #63938]
commento del 19/12/2025 ore 16:56:31
ok Vecchio Boomer 😉 ovviamente Sto scherzando, anche perche' il filo di pensiero e' il medesimo ;-)
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di claude77 [user #35724]
commento del 19/12/2025 ore 22:04:58
:)
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di Menestrello [user #13824]
commento del 19/12/2025 ore 21:05:
Adesso aspettiamo con ansia i plug-in dei Dumble di Bonamassa!😁
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