Tony Iommi annuncia un nuovo album solista in arrivo nel 2026
di redazione [user #116] - pubblicato il 05 gennaio 2026 ore 10:55
Tony Iommi conferma l’uscita di un nuovo album solista nel 2026, annunciandolo direttamente ai fan con un messaggio di fine anno. Il chitarrista dei Black Sabbath parla di un progetto in fase avanzata, nato senza fretta e con ritrovato entusiasmo in studio. Un ritorno che riaccende l’attenzione su una discografia solista breve ma sempre molto apprezzata dal mondo della chitarra heavy.
Il chitarrista dei Black Sabbath, Tony Iommi, ha confermato l’uscita di un nuovo album solista nel corso del 2026. L’annuncio è arrivato attraverso un video messaggio di fine anno rivolto ai fan, nel quale Iommi ha condiviso alcuni dettagli sullo stato dei lavori.
«Lo pubblicherò sicuramente nel 2026 e non vedo l’ora. Mi sto divertendo molto nel registrarlo e spero che vi piacerà. Vi terrò aggiornati».
Parole misurate, nello stile di un musicista che ha sempre lasciato parlare soprattutto le chitarre. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli su line-up, direzione sonora o possibili collaborazioni, ma è sicuramente lecito aspettarsi un progetto generato senza pressioni esterne e lontano dalle logiche di qualsivoglia urgenza discografica.
Dopo una carriera che ha definito i fondamenti stessi dell’heavy metal, ogni nuova uscita a nome Tony Iommi assume inevitabilmente un peso specifico particolare, soprattutto per chi guarda alla chitarra elettrica come strumento centrale di linguaggio e identità.
I dischi solisti di Tony Iommi - Iommi (2000)
Il primo vero album solista porta un titolo essenziale e programmatico. Iommi è un disco di collaborazioni vocali che ruotano attorno a riff monolitici e a una produzione moderna (perlomeno per l’epoca). Iommi esplora il proprio lessico storico fuori dal perimetro Black Sabbath, mantenendo al centro il controllo timbrico, le accordature ribassate e un fraseggio asciutto, spesso più vicino all’hard rock che al doom classico al quale è spesso associato.
- The 1996 DEP Sessions (2004)
Registrato anni prima ma pubblicato solo nel 2004, questo lavoro vede Iommi affiancato da Glenn Hughes. Il risultato è un album diretto, basato su un’interazione costante tra riff possenti e linee vocali molto più vicine al blues. La produzione è meno patinata rispetto a Iommi e mette in evidenza una scrittura "quasi da power trio".
- Fused (2005)
Ancora con Glenn Hughes alla voce, Fused rappresenta una sintesi più matura delle DEP Sessions. I riff sono più compatti, il suono della chitarra più denso e l’equilibrio tra groove e pesantezza meglio calibrato. È un album che molti considerano il vero manifesto solista di Iommi: tradizionale nell’approccio, ma solido e ben "proiettato" nella visione.
Uno sguardo al 2026
Il nuovo album annunciato si inserirà in una discografia solista contenuta ma coerente, nella quale Tony Iommi ha sempre privilegiato sostanza e identità rispetto alla prolificità. In attesa di dettagli più concreti, resta l’interesse per capire come il riffmaster declinerà oggi il suo linguaggio: se guardando ancora alle radici, o rileggendole con la consapevolezza di chi quelle radici le ha create.