"Route 96": Matteo Mancuso accelera il passo sul suo secondo album solista
di redazione [user #116] - pubblicato il 14 gennaio 2026 ore 16:42
Con Route 96, Matteo Mancuso torna a mettere a fuoco il rapporto tra tecnica, composizione ed espressione personale.
Un secondo album nato in tempi più rapidi, che fotografa un momento creativo diverso rispetto all’esordio The Journey.
Tra collaborazioni mirate e una produzione dal taglio artigianale, il chitarrista siciliano consolida una visione ormai riconoscibile.
Dopo aver catalizzato l’attenzione del mondo chitarristico internazionale con The Journey, Matteo Mancuso è pronto a tornare con un nuovo album solista. Route 96 vedrà la luce il 24 aprile per Music Theories Recordings, e si presenta come un lavoro che punta a ridefinire ulteriormente l’equilibrio tra virtuosismo tecnico ed espressione musicale, due elementi ormai centrali nella poetica del chitarrista siciliano.
Un ritorno atteso, tra continuità e accelerazione creativa
Classe 1996, palermitano, Mancuso si è imposto sulla scena internazionale nel 2023 grazie a una combinazione poco comune di tecnica fingerstyle sulla chitarra elettrica, controllo dinamico e scrittura compositiva consapevole. Il debutto The Journey – maturato nell’arco di tre anni – gli è valso l’attenzione dei big del settore, oltre a una presenza costante sulle copertine dei principali media statunitensi e a tour internazionali sold out tra Europa e Stati Uniti. Con Route 96, il processo creativo cambia passo: la scrittura e le registrazioni seguono una tempistica più rapida, tipica dei secondi dischi, lasciando spazio a una fotografia più istintiva del momento artistico di Mancuso.
La formazione e le collaborazioni
L’album vede Matteo Mancuso affiancato come sempre da Riccardo Oliva al basso e Gianluca Pellerito alla batteria, una sezione ritmica ormai rodata che contribuisce a mantenere un equilibrio tra precisione e respiro musicale. Le registrazioni si sono svolte presso i Fico D’India Studios, con la produzione curata dallo stesso Mancuso insieme al padre Vincenzo Mancuso, figura chiave anche nel suo percorso formativo. Tra gli ospiti spiccano nuovamente Steve Vai, Antoine Boyer e Valeriy Stepanov, chiamati a dialogare con un linguaggio chitarristico che resta personale, pur aprendosi a contaminazioni stilistiche mirate.
Isla Feliz: il primo assaggio
Il primo brano estratto, Isla Feliz, vede la partecipazione di Antoine Boyer, che innesta il suo background gypsy jazz in un contesto che rimane saldo nella visione di Mancuso. Un incontro che mette in luce, più che il virtuosismo fine a sé stesso, la capacità di far convivere fraseggio, groove e melodia.
Con Route 96, Matteo Mancuso sembra quindi intenzionato a consolidare quanto costruito finora, evitando scorciatoie e continuando a lavorare su una grammatica chitarristica che guarda avanti senza recidere il legame con lo studio rigoroso e con una concezione musicale profondamente artigianale. Un approccio che, oggi più che mai, appare controcorrente.