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Valvole e Digitale, un altro punto di vista.
Valvole e Digitale, un altro punto di vista.

di francescoRELIVE [user #13581] - pubblicato il 27 gennaio 2026 ore 09:00
Un punto di vista laterale, quello del fonico e dell’ascoltatore, chiude la trilogia nata dal dibattito su valvole e digitale. Tra muro di suono old school e controllo new school, il focus si sposta dal palco alla sala. Perché il vero banco di prova, oggi come ieri, resta sempre chi ascolta.
Dopo il post di gunsmanu, che ha acceso il confronto partendo dal tema del rig digitale “necessario” e dal rapporto sempre più complesso con le valvole, e dopo la seconda parte della discussione proseguita da theoneknownasdaniel che ne ha ampliato il perimetro tecnico, la redazione di Accordo ha scelto di chiudere idealmente il cerchio.
Questo intervento di francescoRELIVE è stato selezionato come atto finale di quella che, strada facendo, si è trasformata in una vera e propria trilogia di discussione: tre punti di vista diversi, complementari, capaci di raccontare lo stesso tema da angolazioni reali e vissute.

Qui il focus si sposta dal musicista al contesto, dal palco alla sala, dall’ego sonoro all’esperienza d’ascolto. Non una presa di posizione ideologica tra valvole e digitale, ma una riflessione maturata sul campo, con le mani sul mixer e le orecchie nel pubblico. Un contributo che non chiude il dibattito con una sentenza, ma lo conclude con una domanda di responsabilità: per chi stiamo davvero suonando?


D seguito il post originale di francescoRELIVE:

Si è accesa la discussione tra gli ultimi post e volevo portare il mio punto di vista da ascoltatore più che da musicista.
A dir la verità la mia riflessione parte da sabato scorso quando mi son trovato a far da fonico (con il mio mixer digitale) ad un gruppo in un pub della zona:
età media 50 anni, genere grunge, tutti con ampli valvolari e spie fisiche.
Niente microfoni sugli ampli (chitarre e basso), praticamente l'amplificazione si limitava a voci e batteria, cosa -per me- abbastanza inconcepibile nel 2026.
Gli ampli pompavano (il bassista aveva una 8x10 sul palchetto) e non c'era modo di tirar fuori frequenze o bilanciare i volumi, tuttavia fuori il mix non era male.
I musicisti vecchio stampo contenti di suonare con il valvolare alle spalle e volumi da sangue alle orecchie, roba molto rock&roll.
Fuori il volume era importante, per me fuori scala ma a metà concerto il gestore mi si avvicina e mi dice "se vuoi vai pure su con il volume". Non potendo farlo per via degli ampli non microfonati, abbiamo mantenuto lo stesso volume dall'inizio alla fine.

Fine della serata: un muro di suono, gente che non è scappata da davanti il palco, tutti contenti, orecchie che fischiano.
E proprio ieri mi è arrivata una nuova chiamata come fonico: contesto simile ma gruppo pop sotto agenzia.
Il genere e le necessità li portano ad usare digitale sia per quanto riguarda il mixer che per tutta la strumentazione sul palco, dagli inear alle pedaliere. 
Un altro modo di suonare: qui ci sono anche basi con click, più strumenti, più necessità di suono meno rock&roll.
Di conseguenza cambia anche il modo di ascoltare e cambia anche chi ascolta.
Cosa che non mi dispiace, preferisco sentire bene che sentire forte.

E qui la mia considerazione finale:
noi musisciti amanti delle valvole ci dimentichiamo troppo spesso che non siamo noi i fruitori della musica che suoniamo. OK, deve essere piacevole farlo ma ci sono delle condizioni da considerare.
Cos'è giusto e cos'è sbagliato?
Di sicuro da parte di molti della old school manca la consapevolezza che non basta suonare il proprio strumento ma bisogna arrivare a capire che anche gli altri devono poterne godere (quindi microfonazione a favore dell'ascoltatore e dei colleghi, volumi decenti per non compromettere il resto della band...).
Da questo punto di vista la new school, il digitale e tutto quello che ci gira attorno, ha portato le esecuzioni dal vivo ad un altro livello, personalmente più piacevole all'ascolto ma forse meno viscerale di quei 131 db di pressione sulla pancia.

Pure io sono di questa ultima fascia e non tornerei indietro agli anni dove per farsi sentire bisognava per forza alzare il pomello dell'ampli. 
In ogni caso fa invidia vedere 50enni con ampli da 50kg ...

Buona musica a tutti ma ricordate, la musica la suonate per chi la vuole ascoltare!

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di RedRaven [user #20706]
commento del 27/01/2026 ore 09:25:16
Non capisco perchè sentire bene e sentire forte siano in antitesi, c'è tutto un mercato di ampli che si possono spingere senza sfondare i muri, e sono microfonabili. Quando ho fatto dei live l'ho fatto con una pedaliera digitale completa, per comodità e gestibilità, quando suono in sala prove ho ampli a valvole (che spesso fanno schifo e suonano peggio del digitale), quando suono a casa ho i miei ampli che suonano bene ma non ho voglia di scarrozzare in giro. Alla fine è una questione di usare lo strumento giusto per la cosa giusta, non un trapano laser atomico per appendere un quadro. Se devi fare una serata tranquilla a volume non mostruoso ti puoi portare un combo senza mettere su un sistema wireless tipo starlink no?
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 27/01/2026 ore 09:37:3
Indipendentemente da digitale o analogico ritengo che il chitarrista si debba attrezzare per avere in autonomia un volume decente sul palco (e viene meno la leggerezza/traspostabilità del digitale).

A meno che non si parli di gente che va sempre in giro col proprio service, allora ci si può fidare anche a tenere il palco "silent" e avere il proprio suono solo in cuffia.

Lo dico perché mi è capitato durante un concerto in cui con la chitarra andavo "all digital" + ear monitor, di trovarmi un impianto PA ridicolo e il pubblico ha sentito tutta la sera un suono di chitarra altrettanto ridicolo; la voce usciva decentemente, il basso aveva il suo ampli e della batteria veniva sentito praticamente solo il suono acustico.
Rispondi
di sciani [user #3555]
commento del 27/01/2026 ore 09:39:57
Il punto è, suono con gli ampli vecchia maniera? il volume e la dinamica dei suoni la gestisco io dal palco, in genere ci si livella con il batterista che picchia sempre forte, conseguenza, ampli tirati fino al collo. Tutto digitale?, più pulito sicuramente, ma devo affidarmi a un fonico, il quale deve essere bravo e non pensare a ciò che piace a lui, ma a ciò che è funzionale per la band, ad esempio, negli assoli o in alcune parti dove c'è più bisogno di volume per la chitarra, spesso i volumi restano identici , morale, niente assolo per gli ascoltatori, nella migliore delle ipotesi, ascolteranno solo la parte finale, in poche parole nessuno a sentito nulla, il vuoto totale..e questo è un problema. Con gli ampli, abbiamo sempre suonato calibrando i volumi con tutta la band, questo permetteva più volume sicuramente ma anche più coerenza con i brani che si suonavano, è ovvio che sto facendo un discorso per chi suona nei pub e non a san siro dove il fonico ha la scaletta con tutte le parti scritte, quindi, secondo me, ben venga il digitale ma sarebbe anche il caso di cercare di tornare al buon vecchio pugno nello stomaco, fatto di volumi e dinamiche più naturali e più viscerali.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 27/01/2026 ore 09:45:14
In realtà, sia che tu suoni con amplificatori reali, o con sistemi digitali, i volumi dei soli non te li gestisce il fonico, normalmente sono io che me li gestisco, e a maggior ragione col digitale è molto semplice.
Il fonico li gestisce ai Big.
Rispondi
di sciani [user #3555]
commento del 28/01/2026 ore 09:07:40
La differenza è che con il digitale di solito esci direttamente nell'impianto, se hai un fonico come nel caso di FrancescoRELIVE è lui ha gestire il volume esterno, tu al massimo, sul palco, se sei attrezzato, puoi gestirti i volumi nell'enear. Con l'ampli devi far quadrare volume sul palco e volume in sala, questo crea sicuramente problemi arcinoti ma allo stesso tempo ti mette nelle condizione di essere più attento alla gestione dei suoni e delle dinamiche dando una sensazione di controllo e gestione più reale e viscerale.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 29/01/2026 ore 11:12:13
Scusami ma non ti seguo.
Nel tuo commento hai scritto che: se suoni con "ampli vecchia maniera" il volume e la dinamica la gestisci tu dal palco, mentre se hai tutto digitale "devi affidarti a un fonico" il quale deve essere bravo perché negli assoli deve aumentarti il volume altrimenti tutto rimane uguale e non si sentono.
Per mia esperienza non è così.
Francamente non capisco questa distinzione, per me non esiste proprio.
Il fonico deve essere bravo a regolarci il palco come lo vogliamo noi, e questo indipendentemente da analogico o digitale.
Poi deve essere bravo a creare il mix giusto e l'equalizzazione giusta per quello che esce dal PA e che ascolta il pubblico.
Tutte le dinamiche del mio strumento, puliti, distorti, assoli, me li gestisco io (e ogni mio collega se li gestisce), e questo indipendentemente da analogico o digitale.
Il problema, come ha scritto l'autore del post, è quando ci sono elementi che non si microfonano, quindi magari il suono delle chitarre e del basso esce solo dai loro ampli (a manetta)... e per mio parere è una roba abbastanza assurda, magari al pubblico può anche piacere questa valanga di decibel in faccia, ma a mio avviso rimane una cosa da evitare.
Una cosa del genere, per esperienza, l'ho vista funzionare in un piccolo Pub, formazione in trio, batteria, basso e chitarra non microfonati, a volumi decenti (il batterista era bravo e non pestava come un fabbro), e un piccolo PA solo per la voce.
Rispondi
di fraz666 [user #43257]
commento del 29/01/2026 ore 09:06:47
mai visto in vita mia un fonico in un pub che gestisca gli assoli. di solito vedo chitarristi che se li gestiscono con pedaliere/boost
Rispondi
di sciani [user #3555]
commento del 29/01/2026 ore 09:17:30
Appunto!
Rispondi
di MTB70 [user #26791]
commento del 27/01/2026 ore 10:19:37
Secondo me stiamo parlando di due cose diverse: da una parte l’alternativa valvole-digitale, dall’altra una gestione del live affidata alla band stessa oppure ad un fonico. Le combinazioni sono quattro, tutte possibili. Non vedo ad esempio perché se uso un valvolare non possa microfonarlo e uscire da un combo o una piccola testata con volumi decenti per ricavarne il suono ottimale senza impedire al fonico di prendere quel suono microfonato e farci quel che ritiene opportuno. Allo stesso modo, potrei avere un sistema digitale dove però i livelli vengono gestiti dal palco.
E alla fine credo che l’estremismo “old school” dipenda da una scarsa fiducia nell’affidarsi ad un fonico (magari giustificata, magari no), non dalle valvole in sé che possono stare su ampli da 1 a 200 watt.
L’altro tema, sul quale sono d’accordo, è che dipende molto dal genere che si suona. Io sono interessato a spettacoli più ruspanti, diciamo, e se sicuramente mi piace sentire bene, allo stesso tempo mi pare di perdermi qualcosa e di assistere ad una performance quasi di sottofondo se si esagera e riesco ad avere una conversazione durante il concerto. Chiaro che se ascolto un duo jazz o cantautorale che fanno da sottofondo alle chiacchiere leggere in un ristorante, mi aspetto volumi minimi.
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 27/01/2026 ore 10:23:57
Non voglio sembrar democristiano. Ma secondo me la verità sta nel mezzo.
Ci sono due "mix". Quello sul palco e quello verso il pubblico.

Sul palco i volumi è meglio che siano bassi ma non troppo.
Ad esempio: se spingo la 4x12 dietro le spalle a volumi inumani, non ci sarà alcuna speranza di sentire l'altro chitarrista dall'altra parte del palco.
E l'interplay va a farsi benedire.

I monitor possono "aiutare", "agevolare".
Ma in certe condizioni (quelle sopra descritte) partono sconfitti in partenza.

Qualcuno potrebbe dire: "e se spingessimo i monitor?"
Renderebbe il suono sul palco ancora più "pieno", più saturo di suono. L'ascolto più difficile.

Non dovrebbe esserci una "aspra lotta" fra i cabinet e i monitor.
Il monitor dovrebbe dare alle nostre orecchie quello che manca...e nulla più.

L'avvento degli ear-monitor ha reso i palchi più silenziosi. E questo è un vantaggio non indifferente. In primis per chi suona.

Sabato ero a sentire i Si! Boom! Voila! a Pordenone.
Sul palco ben due cabinet 4x12, una 4x10 per il basso. Ero in transenna e no, non c'erano volumi disumani.
Tutti i musicisti con gli ear-monitor, palco silenzioso.
Però in sala è arrivata una botta allucinante.

Ampli o digitale? A mio modesto avviso non importa molto. Basta non esagerare con i volumi sul palco.
Poi il suono verso il pubblico verrà gestito in maniera differente (e si spera sapientemente) dal fonico.

Una cosa è certa, un corretto volume sul palco (né troppo alto né troppo basso) agevola la performance, l'ascolto, l'interplay...e anche il lavoro del fonico.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 27/01/2026 ore 15:49:42
Aspetta.. non conosco la band citata ma se era una situazione professionale avevano sicuramente due cose che non abbiamo tutti: un impianto adeguato e un fonico che il palco silenzioso lo sa gestire.
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 27/01/2026 ore 19:03:31
Ok, sono d'accordo.
Tuttavia ritengo che i primi che dovrebbero saper gestire un palco silenzioso (o a volumi bassi...o meglio, volumi umani) sono i musicisti.
Se i musicisti sanno farlo, il lavoro del fonico è in discesa!
A mio modesto avviso, eh...

Si può suonare a volumi umani.
Vedo però in giro troppi musicisti (non pro) che si ostinano ad affermare il contrario.
Dovrebbero provarlo, almeno una volta.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 27/01/2026 ore 20:51:15
Io una cosa ho imparato: che con i batteristi con cui suono dovrei alzare così tanto per sentirmi che diventerei sordo, e mettendo i tappi per musicisti, per sentirmi dovrei comunque alzare tanto che farei diventare sordi gli altri e la chitarra fischierebbe continuamente.
Quindi tengo l'ampli a un volume sensato e poi mi metto degli i ear low cost per sentire cosa sto suonando (e la voce del cantante) anche se la qualità sonora lascia a desiderare.
Rispondi
di E! [user #6395]
commento del 28/01/2026 ore 18:29:34
Faresti meglio a cambiare batteristi. Non sono ironico. Io ho danneggiato il mio orecchio per colpa di un batterista che doveva per forza sfogarsi e suonare con volumi insopportabili in una stanza insonorizzata male. Pur dopo averglielo detto, continuava sostenendo che la batteria ha bisogno di volume. Era circa il 2007, ma i danni li sento anche adesso.
Successivamente ho avuto la fortuna di suonare con tanti altri batteristi che avevano il triplo del sound e del groove e un terzo del volume (volendo).
Questi sono musicisti. Fare a gara a chi ce l'ha più alto (...) può sembrare divertente, ma ci rovina.
Con le orecchie non si scherza.
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 28/01/2026 ore 19:20:06
Concordo su tutto.
Suono stoner (e dintorni). Vado in giro con una testata ibrida da 20 watt a volume 6.
Il mio batterista pesta.
Eppure quel volume basta, basta a me e alla band.

Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 28/01/2026 ore 19:42:21
Volume 6 non è indicativo della pressione in dB, ho un combetto DSL 20 watt e a 6 non mi ci avvicinerò mai, neanche quando lo uso a 10 watt.
Quanto al mio batterista, suona molto bene e ci facciamo andare bene il suo volume.
Rispondi
di sciani [user #3555]
commento del 29/01/2026 ore 09:23:27
Io con un Peavey classic 30 non sono mai riuscito ad andare oltre 2, massimo 3 di volume, con conseguente perdita di dinamica, anche in teatri con capienza di 400/500 persone.
Rispondi
di fraz666 [user #43257]
commento del 29/01/2026 ore 09:02:52
Hai ragione. per questo motivo suono coi tappi (tappi, non in-ear) da quasi 20 anni
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 29/01/2026 ore 14:19:
Verissimo, i migliori batteristi con cui mi è capitato di fare qualcosa, suonavano tutt'altro che forte, e avevano un tiro pazzesco.
Non sopporto i batteristi che menano.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 30/01/2026 ore 16:00:2
Avete mai provato con un... "acquario"? Intendo la batteria isolata con pannelli in plexiglas.
Si vede spessissimo sia sui palchi, sia in TV. Anni fa, suonando in una sala prove piuttosto piccola, lo abbiamo fatto comprando delle lastre di plexiglas e qualche cerniera per unirle tra loro, disponendole a piacere e ripiegandole per il trasporto: ha funzionato, soprattutto per le frequenze taglienti di piatti e rullante.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 30/01/2026 ore 16:07:45
Eh, questo già cambia 3 magliette ogni prova, in più nei live partirebbero i soliti discorsi della serie: ma ci portiamo già in giro troppa roba
Rispondi
di wespaul [user #36426]
commento del 27/01/2026 ore 11:41:34
Io vorrei solo segnalare che leggere i commenti di un forum costantemente inframezzati da banner pseudo pubblicitari è molto fastidioso. :)
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 27/01/2026 ore 15:47:01
ma sono uguali per tutti? io ne vedo uno sulle apnee notturne e un altro che non ho capito cosa vogliono vendermi ma raffigura ehm... curve toraciche femminili
Rispondi
di wespaul [user #36426]
commento del 27/01/2026 ore 17:24:20
Secondo i miei invece dovrei essere interessato a donne Amish ... mah
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 28/01/2026 ore 11:51:46
io vedo croccantini per gatti e meccaniche/ponti per chitarra della Guyker
Rispondi
di brigantello [user #21508]
commento del 29/01/2026 ore 07:10:03
A quanto pare sono gli stessi.... sono davvero fastidiosi
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 28/01/2026 ore 13:07:37
io vedo libri d'arte e "impara le note sulla chitarra". Ha capito cosa mi piace e di cosa ho bisogno hahahah
Rispondi
di Underthesun78 [user #40332]
commento del 27/01/2026 ore 12:10:28
Prima domanda, qual è il pub che provo a contattarli? In zona Romagna trovare pub dove facciano suonare Grunge / Alternative è impossibile😅.

Ma a parte questo, ci sono tante variabili....se in un pub ( quindi contesto piccolo ) si lascia la batteria non microfonata (o giusto la cassa ) e tutto il resto viene gestito tramite pedaliere in PA si rischia di avere un suono un po' "slegato" in quanto la batteria crea un suono reale (passatemi il termine, so che non è corretto ma spero si capisca il concetto) mentre tutto il resto è un suono già processato fatto da ampli virtuale, IR, microfonazione virtuale.

In una situazione simile, forse meglio avere degli ampli reali, che possono essere microfonati ma che comunque creano un contesto sonoro uniforme e, a mio parere, più piacevole per l'ascoltatore.
Poi ovviamente c'è il discorso volume, ma se vai a vedere una band che fa rock lamentarti del rumore mi sembra fuori luogo.

In un contesto più ampio, dove tutto è microfonato, batteria completa inclusa, allora un suono digitale può essere valido perchè quello che esce passa tutto tramite il mix e il suono che si genera sul palco influisce poco.
Influisce poi per i musicisti, perchè se hai monitor scarsini, può venire fuori un bel suono all'esterno ma all'interno magari no, influenzando anche il modo di suonare.
Rispondi
di Johnny92 [user #43424]
commento del 27/01/2026 ore 19:29:25
Sono un 33enne, vivo quindi nell'era digitale, ma da quando avevo 20 anni mi porto in giro la mia testata valvolare da 120w con la 4x12 e sono contento. E chi mi ascolta vuole proprio quell'ascolto "viscerale di quei 131 db di pressione sulla pancia". Con o senza fonico.
Non è questione di età ma di gusto personale, come sempre.

Ps.: non suono musica metal.
Questo lo dovevo aggiungere perché quello che è scritto nell'articolo è completamente sbagliato. È sbagliato associare il pop al digitale e il rock all'analogico. Così come è sbagliato associare i 50enni alle valvole.
Rispondi
di geoffmostoes [user #35723]
commento del 27/01/2026 ore 22:42:48
Riporto anche la mia esperienza, per condividere, dato che apprezzo sempre i commenti di tutti per imparare qualcosa.

Dato che mi tocca rivestire il doppio ruolo di chitarrista e fonico abbiamo lavorato negli anni per migliorare sempre l'aspetto dell'esperienza come musicisti ed il buon sound per chi ascolta.
Abbiamo cercato di ridurre al minimo le casse monitor sul palco per minimizzare i rientri nei microfoni:
tastierista, batterista e cantante usano gli in-ear che hanno migliorato di gran lunga il loro ascolto a quanto dicono.
Io ed il bassista continuiamo ad usare due piccole casse monitor dato che entrambi amiamo ancora suonare così: Il basso splitta il segnale che va sia al mixer che alla sua testata e cassa ed io splitto il segnale dei pedali analogici che va sia al mixer (passando in un Nux Solid Studio) sia al mio valvolare 20W.

I volumi sul palco sono decenti, tutti hanno gran gusto nel monitoraggio personalizzato e sul PA è tutto più gestibile non avendo casse monitor vicino ai microfoni.

La batteria è sempre microfonata : la cassa ed un panoramico per dare, quando serve, un pò di presenza anche nelle piccole situazioni.
Mixer digitale con la comodità del controllo in remoto con tablet o PC o smartphone e con la possibilità di farsi il monitoraggio personalizzato appunto.

Siamo in 5 con il cantante che aggiunge la chitarra acustica su dei brani.

Mai più un feedback, mai più sordità.
Solo divertimento nel sentirsi bene e nel dare un sound che chi ascolta merita.
Ci piace anche suonare "tosto" ma questo non credo che implichi obbligatoriamente un volume alto, né sul palco né per chi ascolta.
Nelle situazioni più grandi, dove c'è un service, manteniamo comunque il nostro approccio tranne che per la microfonazione della batteria che è più completa.

Come spesso viene riportato nelle discussioni trovo interessante prendere il meglio da entrambe i mondi.
Il peso dell'attrezzatura da portarsi dietro è diminuita ma senza sacrificare nulla alla fine.
Rispondi
di Smite [user #62426]
commento del 28/01/2026 ore 13:13:02
Per come , in generale, si sviluppano questo tipo di discussioni, mi viene sempre il sospetto di parlare con dei roadie o con gente che, forzatamente, si trova costretta a suonare il rig di un altro chitarrista.

Perché, onestamente, che io mi porti in giro / suoni un con un Kemper e 2 casse FRFR piuttosto che un Mesa 100W con 4x12, al resto del mondo cosa dovrebbe importare ? Così come portarsi / suonare in un pub con un HX stomp piuttoisto che un combo valvolare. Ci devi suonare tu ? Lo devi portare tu ? No, io.

Avere o meno i suoni fatti bene ed avere o meno 131 db di pressione sulla pancia non centra con digitale vs valvole
Rispondi
di geoffmostoes [user #35723]
commento del 29/01/2026 ore 01:08:02
Al resto del mondo in effetti non interessa affatto se tu ti scarrozzi un muro di testate e cabinet impilati uno sull'altro se a te questo da piacere.
Sarebbe un peccato se questo volume generato dal muro andrebbe a discapito dell'esperienza collettiva della serata.

Riguardo all'ultimo concetto poi non credo che tu possa avere 131 db di pressione sulla pancia usando un modeler in diretta nel mixer usando degli in-ear....

C'entra digitale vs valvole? dipende sempre da come li utilizzi
Rispondi
di Smite [user #62426]
commento del 29/01/2026 ore 11:41:56
Gli In -ear si usano da ben prima che arrivassero modeler o profiler. Come per digitale vs valvolare, se io suono con la mia testata valvolare con una dummy load andando diretto nel mixer ed usando in-ear, a te che importa che non stia usando un modeler ? O viceversa, se uso un modeler, a te che importa che non stia usando la nuovissima testata multivalvolare XYZ con dummy load ed IR loader integrato e modalità 1W ?

Per andare a discapito "degli altri" poi, basta alzare un po' troppo il volume di qualsiasi "pataccata plasticosa" FRFR da 1000W che in molti amano attaccare al prioprio modeler/profiler.

Tu dici "dipende sempre da come li utilizzi" ed io dico "non centra con digitale vs valvole", modi diversi di dire la stessa cosa.

Rispondi
di geoffmostoes [user #35723]
commento del 29/01/2026 ore 20:54:39
Infatti non mi importa 😀
Il discorso degli auricolari era per dire che non potrai sentire la botta suonando in quel modo

Se a te piace il suono, ti senti bene ed il fonico riesce a fare il suo lavoro senza problemi siamo tutti contenti
Rispondi
di NovaNadir [user #66573]
commento del 28/01/2026 ore 19:56:30
Parlo da ascoltatore con 40 anni di concerti sulle spalle: RIDATEMI QUEI CARI FOT.UTI 110 Db!

Che tristezza vedere un power chord e sentirlo "dietro un materasso" ...
Rispondi
di geoffmostoes [user #35723]
commento del 29/01/2026 ore 00:51:17
Ma guarda che avere un volume umano sul palco non vuole dire che fuori il suono del power chord sia loffio o castrato.
Il fonico potrebbe ricoprirti di decibel se lo ritiene necessario ma non credo sia questo il punto...

Trovo più triste vedere amplificatori da 100w a manetta che anche se tiri giù il volume del microfono piazzato sul cono è inutile perché continua a sentirsi comunque troppo nel mix generale.
Rispondi
di ADayDrive [user #12502]
commento del 28/01/2026 ore 22:20:18
Boh, per me il discorso è molto semplice: il valvolare sta al digitale come un piano a coda Boserdofer sta ad un piano digitale; il piano è "the real thing", ma portati 400kg di piano in giro, e trovagli un posto sul palco...
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 29/01/2026 ore 11:44:41
Io questa settimana sono andato a suonare nella nostra saletta. Dopo un po' di canzoni fatte con la pedalboard e il Boss IR2 ho acceso il Laney LC50... E non c'è paragone. Certo che non puoi mettertelo in tasca, ma vale la pena utilizzarlo. Anche i distorsori e OD del Boss OD-200 riacquistano vigore. Il volume basta regolarlo di conseguenza, non c'è bisogno di sfondarsi le orecchie. La batteria acustica condiziona il volume generale della band, che lo si voglia o no.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 29/01/2026 ore 15:57:09
"La batteria acustica condiziona il volume generale della band, che lo si voglia o no." esatto hai perfettamente riportato la questione al suo naturale punto di partenza.
Rispondi
di Ghesboro [user #47283]
commento del 30/01/2026 ore 12:26:03
Eroe.
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 29/01/2026 ore 18:35:02
Saró diventato anziano, ma io live continuo con il mio twin reverb e pedaliera analogica. Di solito comunque microfonoato per dare uniformità. Io porto il classico SM57 posizionato a bordo cono. Fine. Tempo del check veramente rapidissimo, solo un piccolo aggiustamento dei volumi e delle regolazioni in pedaliera a seconda del genere. E spesso con la felicità del fonico che l’ultima volta mi ha fatto anche i complimenti per il suono. Oldies but goldies. 😂😂
Rispondi
di MarcoMo [user #65582]
commento del 02/02/2026 ore 12:22:3
L'errore di fondo è che si distingue tra quando si suona con "l'ampli" e quando si suona col digitale sottintendendo che quando suoni col digitale vai senza ampli...anche col digitale puoi avere la stessa roba che con l'ampli basta che ti porti una cassa spia da 10 KG e suoni "forte" avendo la stessa percezione direzionale in campo vicino e sbattendotene allegramente della percezione del suono fuori..E alla fine digitale o analogico questa forse è la cosa più semplice da fare in contesti medio piccoli tipo pub e cose cosi sopratutto se suoni rock blues punk e si è in 4 in una band...Poi se uno passa dall'impianto che trova li con mixer e casse spia che trova li il suono dipende da quello , puoi avere il modeler migliore del mondo o l'ampli piu fico ma in un contesto dove ti devi microfonare e il tuo suono sparato a palla in maniera ignorante da fastidio ti devi adeguare..e nell'adeguarti poi incappi in un serie di robe che non ti piacciono o che ti fan suonare male..quindi non c'è un giusto o sbagliato ma bisogna attrezzarsi per essere in grado di suonar bene in ogni contesto...
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di massimo.pierini [user #66734]
commento del 11/02/2026 ore 15:09:34
L'errore sta nell'associare la qualità di ascolto (come esigenza) alla realtà dei pub italiani (che conosco in lungo ed in largo) ai gestori dei pub non solo non interessa nulla della qualità di ascolto ma non interessa neanche della qualità della musica o delle band. Infatti suonano quasi solo tribute band e quando va bene cover band e naturalmente devono costare il meno possibile se non addirittura suonare gratis. Nel 2005-2010 andavano parecchio i gruppi garage e abbastanza anche quelli rockabilly. Quelli che amano il garage (che di per se non è una bruttissima musica se fatta bene) sono però dei casinisti per natura, si sentono selvaggi e gli interessa "spaccare" come dicono loro. Rendiamoci conto un minimo, del livello dei cosiddetti "musicisti" da pub per favore. E per i proprietari ci sarebbe da stendere un pietoso velo. Pensano solo a vendere più birra possibile e più forte e distorto suoni più sei ganzo. Tutti accordi niente note. Idealmente parlando sarei d'accordo con te ma praticamente e rapportato al contesto il ragionamento non sta in piedi. Per il resto nel 2025/2026 non so come si possa suonare con le basi... era una cosa di moda negli anni '90... nelle sagre ed anche in diversi pub...che ad un certo punto era stata (fortunatamente) superata e si era tornati alla musica integralmente dal vivo. Credimi i pub non sono il tuo ambiente come ormai da anni non sono più il mio.
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