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| Valvole e Digitale, un altro punto di vista.
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Un punto di vista laterale, quello del fonico e dell’ascoltatore, chiude la trilogia nata dal dibattito su valvole e digitale.
Tra muro di suono old school e controllo new school, il focus si sposta dal palco alla sala. Perché il vero banco di prova, oggi come ieri, resta sempre chi ascolta.
Dopo il post di gunsmanu, che ha acceso il confronto partendo dal tema del rig digitale “necessario” e dal rapporto sempre più complesso con le valvole, e dopo la seconda parte della discussione proseguita da theoneknownasdaniel che ne ha ampliato il perimetro tecnico, la redazione di Accordo ha scelto di chiudere idealmente il cerchio.
Questo intervento di francescoRELIVE è stato selezionato come atto finale di quella che, strada facendo, si è trasformata in una vera e propria trilogia di discussione: tre punti di vista diversi, complementari, capaci di raccontare lo stesso tema da angolazioni reali e vissute.
Qui il focus si sposta dal musicista al contesto, dal palco alla sala, dall’ego sonoro all’esperienza d’ascolto. Non una presa di posizione ideologica tra valvole e digitale, ma una riflessione maturata sul campo, con le mani sul mixer e le orecchie nel pubblico. Un contributo che non chiude il dibattito con una sentenza, ma lo conclude con una domanda di responsabilità: per chi stiamo davvero suonando?
D seguito il post originale di francescoRELIVE:
Si è accesa la discussione tra gli ultimi post e volevo portare il mio punto di vista da ascoltatore più che da musicista.
A dir la verità la mia riflessione parte da sabato scorso quando mi son trovato a far da fonico (con il mio mixer digitale) ad un gruppo in un pub della zona:
età media 50 anni, genere grunge, tutti con ampli valvolari e spie fisiche.
Niente microfoni sugli ampli (chitarre e basso), praticamente l'amplificazione si limitava a voci e batteria, cosa -per me- abbastanza inconcepibile nel 2026.
Gli ampli pompavano (il bassista aveva una 8x10 sul palchetto) e non c'era modo di tirar fuori frequenze o bilanciare i volumi, tuttavia fuori il mix non era male.
I musicisti vecchio stampo contenti di suonare con il valvolare alle spalle e volumi da sangue alle orecchie, roba molto rock&roll.
Fuori il volume era importante, per me fuori scala ma a metà concerto il gestore mi si avvicina e mi dice "se vuoi vai pure su con il volume". Non potendo farlo per via degli ampli non microfonati, abbiamo mantenuto lo stesso volume dall'inizio alla fine.
Fine della serata: un muro di suono, gente che non è scappata da davanti il palco, tutti contenti, orecchie che fischiano.
E proprio ieri mi è arrivata una nuova chiamata come fonico: contesto simile ma gruppo pop sotto agenzia.
Il genere e le necessità li portano ad usare digitale sia per quanto riguarda il mixer che per tutta la strumentazione sul palco, dagli inear alle pedaliere.
Un altro modo di suonare: qui ci sono anche basi con click, più strumenti, più necessità di suono meno rock&roll.
Di conseguenza cambia anche il modo di ascoltare e cambia anche chi ascolta.
Cosa che non mi dispiace, preferisco sentire bene che sentire forte.
E qui la mia considerazione finale:
noi musisciti amanti delle valvole ci dimentichiamo troppo spesso che non siamo noi i fruitori della musica che suoniamo. OK, deve essere piacevole farlo ma ci sono delle condizioni da considerare.
Cos'è giusto e cos'è sbagliato?
Di sicuro da parte di molti della old school manca la consapevolezza che non basta suonare il proprio strumento ma bisogna arrivare a capire che anche gli altri devono poterne godere (quindi microfonazione a favore dell'ascoltatore e dei colleghi, volumi decenti per non compromettere il resto della band...).
Da questo punto di vista la new school, il digitale e tutto quello che ci gira attorno, ha portato le esecuzioni dal vivo ad un altro livello, personalmente più piacevole all'ascolto ma forse meno viscerale di quei 131 db di pressione sulla pancia.
Pure io sono di questa ultima fascia e non tornerei indietro agli anni dove per farsi sentire bisognava per forza alzare il pomello dell'ampli.
In ogni caso fa invidia vedere 50enni con ampli da 50kg ...
Buona musica a tutti ma ricordate, la musica la suonate per chi la vuole ascoltare! |
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