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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Una visione pessima

di kelino [user #5] - pubblicato il 22 gennaio 2026 ore 10:01
Non è più come 30 anni fa. La gente non suona più e quelli che ancora lo fanno, sono quasi tutti in tribute band di Vasco Rossi o su un canale youtube. I posti dove si fa musica live, sono sempre meno. Quando vai a vedere un concerto, ti chiedi solo se il chitarrista abbia kemper o fractal. Non ci sono più le pedalboard zeppe di pedalini. La maggiorparte dei frontman, scimmiottano i propri idoli. La musica inedita live, latita. Niente più band interessanti, solo cloni e fotocopie. Il concertone del primo maggio è diventata la fiera dell'imbecille coi tatuaggi in faccia e non è più la carrellata multietnica e multi genere di un tempo.
Tra un pò non avremo neanche più la possibilità di alzare il volume a manetta, perchè "nuoce alla salute".
E pensare che sarei voluto morire quasi sordo, ubriaco di birra e con una chitarra in mano.
Invece avverrà, probabilmente, mentre guardo un live in streaming su internet, perchè gli assembramenti nei palazzetti e negli stadi, non saranno più permessi.
 

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di KJ Midway [user #10754]
commento del 22/01/2026 ore 10:39:42
ahahahahahahahhah ti adoro!

comunque non dirlo a nessuno che poi la gente finisce di lamentarsi ed inizia a suonare veramente!


Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 22/01/2026 ore 11:13:38
Eh.... e aspetta che si faccia largo l'Intelligenza Artificiale, siamo solo in stato embrionale, poi vedrai.
Io, comunque, di pedalboard zeppe di pedalini ne vedo ancora tante.
Rispondi
di AlexEP [user #35862]
commento del 22/01/2026 ore 11:20:5
io ho tre gruppi, due di cover (uno rock classico e l'altro cover dagli 80 al 2000) e uno di musica mia (stiamo registrando il quinto album). Indovina con quale gruppo non riesco a suonare nei locali?
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 22/01/2026 ore 11:37:44
mi intrometto, ho due gruppi di cui uno di musica orginale, 2 album all'attivo ed è con quello che giriamo di più. Di suonare alla sagra della salsiccia non ci interessa da un pò, se possiamo suoniamo per il pubblico non per il gestore ed il suo registratore di cassa.
Rispondi
di AlexEP [user #35862]
commento del 22/01/2026 ore 14:02:06
Evidentemente abbiamo esperienze diverse.
PS-alla sagra della salsiccia non ci suono
Rispondi
di kelino [user #5]
commento del 22/01/2026 ore 18:55:34
Non disprezzare. Ci siamo passati tutti. Chi sei tu per snobbare?
Rispondi
di AlexEP [user #35862]
commento del 23/01/2026 ore 08:15:05
Appunto ci sono già passato...basta, dai. Poi si unge la chitarra :-D
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 22/01/2026 ore 20:16:15
Se mi giri qualche link in provato ti ascolto volentieri
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 22/01/2026 ore 11:39:14
Io però il fatto che la musica inedita sia difficile proporla nei locali lo vedo come un fatto naturale. Non è che i locali facciano beneficienza e sostegno socio-psicologico all'ego di chi propone musica inedita. Già il fatto che la gente (musicisti compresi ahahah) abbia deciso di non comprare cd e vinili ti fa capire quanto sia vantaggioso per un locale ospitare qualcuno che faccia musica sua (non che il proprietario del locale guadagni dalla vendita dell'album fisico, ma la musica inedita ha un milione di volte meno peso se non esiste con un peso economico rilevante, che poi diventa rilevanza sociale e attrae pubblico).
Inoltre il proprietario del locale non è un talent scout, un produttore o un direttore artistico: non sta lì ad ascoltarsi il lavoro degli aspiranti artisti selezionando chi gli conviene ospitare. Magari è del tutto incompetente.
Poi magari l'aspirante artista vorrebbe pure essere pagato, quando io da proprietario di locale non li farei venire neanche gratis. Amo la musica, anche quella inedita di piccoli artisti ma se fossi nelle vesti di un proprietario di locale dovrei prima di tutto ragionare per tenere aperto il mio locale e non certo causarne il fallimento prematuro.
Il commercio funziona con la legge della domanda e dell'offerta. Se un prodotto artistico genera domanda, bene. Se no, pazienza, rimarrà intima soddisfazione per chi l'ha creato e qualche amico-parente.
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 22/01/2026 ore 12:15:44
"Sostegno socio-psicologico all'ego di chi propone musica inedita".

Chi scrive e produce musica inedita OGGI (e sottolineo oggi, non 20 anni fa) non ha alcuna ambizione né velleità di successo.
Si parte sconfitti già in partenza.
Perché allora qualcuno continua a farlo?
Forse perché è una necessità, un'urgenza comunicativa, a prescindere che ci sia "sostegno" (psicologico/economico) o meno.

E non credo che nessun musicista (di inediti e non) abbia mai chiesto/preteso questo da un gestore.
L'idraulico lo paghi? L'elettrauto lo paghi?
Beh, il musicista fornisce un servizio tanto quanto un idraulico. E andrebbe retribuito per i suoi servigi.
Poco o tanto, non sta a me dirlo. È il libero mercato a fare il prezzo.
E per "prezzo" intendo anche un panino ed una birra.
Se ad entrambe le parti i termini dell'accordo vanno bene, chi sono io per dire che è sbagliato.

La musica è sparita dai locali perché son cambiati i tempi, sono cambiati gli interessi delle persone.
E, giustamente, un gestore si adatta. Scelta legittima.

"ma la musica inedita ha un milione di volte meno peso se non esiste con un peso economico rilevante, che poi diventa rilevanza sociale e attrae pubblico)."

Beh, direi che è il contrario.
Son cambiati i gusti e le abitudini delle persone.
Non c'è interesse, non c'è rilevanza sociale...e di conseguenza non c'è peso economico.

Dove c'è un giro d'affari ci sono le persone?
Direi al contrario...dove ci sono le persone, c'è un giro d'affari.

Cordialmente
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 22/01/2026 ore 12:55:00
L'idraulico non viene a casa tua se non sei tu a chiamarlo. Nel momento in cui lo chiami, viene a svolgere un servizio remunerato. Se l'aspirante artista non viene chiamato dal proprietario dal locale, non si capisce chi abbia fatto domanda di questo servizio. Hai un tuo pubblico? Dei tuoi fan? Sì? Allora sì che stai svolgendo un servizio e che puoi andare nel locale a chiedere la serata pagata. Se io domani mattina scrivo un album intero che piace solo a me e ai miei parenti, come mi posso lamentare che il locale non mi vuole o non mi paga? La musica inedita esiste ancora e io la compro ancora (compro i loro CD). Comprateli anche voi così generiamo una domanda che porterà i promoter a chiamare l'artista nel locale pagandolo.
Diversamente, inutile lamentarsi. Se c'è domanda, allora verrai accolto a braccia aperte.
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 22/01/2026 ore 13:27:01
La band (come un qualunque libero professionista) ha tutta la libertà (e facoltà) di proporsi.
Chiunque sia una partita iva lo sa bene.

Se le due parti si accordano (anche per un panino, ripeto), chi ha chiamato chi mi interessa il giusto.

"Hai un tuo pubblico? Dei tuoi fan? Sì? Allora sì che stai svolgendo un servizio e che puoi andare nel locale a chiedere la serata pagata."

Qui è la parte che condivido meno.

Ti pongo una domanda: Quando non c'erano i social...come facevano le band creare la loro fanbase?
Risposta: suonando nei locali!
poi il passaparola faceva sì che al primo concerto ad assistere erano in 10, al secondo 20...al terzo 40.

Quindi OGGI se una band non ha almeno 1000 like su un social non ha nemmeno il diritto di proporsi?

Io, ancora oggi, compro un sacco di dischi.
Cosa diavolo ne sa un gestore di un locale se di quella band ho acquistato il disco su bandcamp o li sostengo sui social? Nulla.
Il banco di prova è il live.
In imprenditoria esiste anche il concetto di "rischio d'impresa".
Il gestore scommette. Se il locale è pieno hanno vinto tutti.


Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 22/01/2026 ore 14:12:20
Vedo che prendi a pretesto cose che ho scritto per poi inventarti risposte che non c'entrano con quanto detto da me. Mi sembra inutile replicare, dovresti ragionare in modo più logico e coerente, invece prediligi i voli pindarici. Pazienza.
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 22/01/2026 ore 16:31:24
Ti ringrazio sentitamente per questo non-scambio di opinioni in cui non c'era davvero alcuna ragione di andare sul personale.
Congratulazioni.
Buon monologo a te! ;)
Rispondi
di kelino [user #5]
commento del 22/01/2026 ore 18:53:30
IL MUSICISTA va pagato. I MUSICANTI pure, ma se se lo meritano.
Se suoni ad un matrimonio e intrattieni, se riempi un locale e fai divertire, contribuisci al business ed è giusto che vi sia una ricompensa.
Se suoni musica tua e decidi di farlo gratis all'inizio, per vedere l'effetto che fa, è una scelta saggia.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 22/01/2026 ore 12:29:48
Comprendo in parte il tuo ragionamento ma non lo sostengo.

Premetto, è dal 1993 (assemblea concerto) che suono in giro non professionalmente, con varie formazioni (cover band e da quasi dieci anni anche con un progetto di musica originale) e sono stato anche fuori regione, mi son fatto tutte le tipologie di locali, feste, raduni, circoli, cene e matrimoni qualsiasi cosa mi mancano i funerali (aspetta che mi tocco).

Premesso questo capisco e condivido il ragionamento per cui l'imprenditore deve fare impresa e fin qui ok lapalissiano.

La cosa per me estrema nel tuo ragionamento è pensare che chi propone musica propria è una persona che ha bisogno di sostegno psicologico e che può suonare solo per amici e parenti, questo hai scritto. Dando per scontato che non ci possano essere persone interessate ad ascoltare musica nuova o titolari di locali che fanno suonare solo progetti originali, e qui ti sbagli perchè le realtà sono molte e di qualità con locali sempre pieni dove ti trovi magari ad aprire il concerto di un vero artista. A me è capitato di aprire per Willie Nile e The Niro.
Questo è quello che scrivevo sopra la differenza è che ti trovi a suonare per un pubblico che è lì che ti ascolta e non che è lì perchè è il locale del momento e sei il sottofondo possibilmente non fastidioso di una serata di qualcun'altro.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 22/01/2026 ore 12:47:12
Credo di non essere stato inteso. Per favore leggete i commenti per intero. Io amo la musica inedita e sono sempre andato a sentirla, ma chi suona musica inedita deve anche capire che non siamo nel socialismo dove le attività artistiche esistono come mestiere statale, con un contratto tra il regime e l'artista. Qui c'è la legge della domanda e dell'offerta, e se non c'è la domanda per ascoltare la tua musica (la tua detto in generale, non tu KJ Midway), allora non ce la si può prendere col locale che non ti vuole. Pretendere attenzione dal locale senza che esista una domanda è come pretendere assistenza/sostegno sociopsicologico. Il mio non è uno sberleffo verso chi fa musica inedita (io sono il pirla che va ancora a sentirla e che compra i loro cd, e mi chiedo qui quanti lo facciano, quindi non mi si può far passare per chi la disprezza). La mia è una asserzione forte per farmi intendere da chi pensa che il gestore stia lì per accontentare i sogni di chi scrive musica. Prima devi farti un seguito e un pubblico, poi FORSE il locale prenderà atto che esiste una domanda della tua musica e che quindi gli conviene ospitarti se non vuol perdere un'occasione.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 22/01/2026 ore 14:16:46
Ciao Francesco, l'ho letto con attenzione il tuo commento per poterti rispondere in maniera circostanziata e chiara.

Ho scritto che capisco la logica di mercato e di profitto che hai descritto ma non sono assolutamente d'accordo sul concetto (copio ed incollo): "Prima devi farti un seguito e un pubblico, poi FORSE il locale prenderà atto che esiste una domanda della tua musica e che quindi gli conviene ospitarti se non vuol perdere un'occasione".

Questa è l'idea di un piccolo imprenditore ed avrà la clientela di conseguenza, quella che chiederà il solito Vasco o quello che scimmiotta Angus, ci sta anche se non condivido i fenomeni circensi (ecco per le tribute chimerei l'analista), ho avuto a che fare anche con questi esercenti che ti chiedevano "quante persone porti?" piuttosto che "che musica fai?" ed a questi rispondevano che se voleva poteva pagarci in due maniere, in percentuale sulle consumazioni o per le due attività separate musica+PR.

Vedi, chi pensa di riempire il locale con il seguito della band probabilmente ha poco da offrire e sarebbe meglio che facesse un altro lavoro.

Per dirti, c'è un locale qui in zona dove il giorno che il locale è colmo è il mercoledì perchè è il giorno della serata Jam, palco allestito e gente che si alterna, manco il fine settimana è così pieno.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 22/01/2026 ore 14:31:07
Non so che dirti. Le zone in cui sono cresciuto da giovane non erano molto ricche, per cui era normale che i proprietari dei locali non stavano lì con le braccia aperte ad aspettarci. Siccome però avevo una band con gente cazzuta (io ero quello scarso) che sapeva non solo suonare ma anche come conquistare il pubblico, avevamo un gran seguito e quindi i proprietari dei locali quasi ci contendevano: i miei compagni di band mi hanno insegnato con il loro esempio concreto che cos'è la domanda e come l'offerta deve saper generare domanda se vuole sopravvivere. I proprietari dei locali non ci hanno mai chiesto "quanta gente mi porti". Era stesso la mia band a sapere che il mondo della musica e dell'intrattenimento (chiameresti nel tuo locale un comico che non fa ridere?) funziona se generi attenzione e interesse, quindi prima ci siamo creati un pubblico barcamenandoci (abbiamo investito anche i nostri risparmi personali per affittare posti dove radunare amici a sentire la nostra musica) e poi non c'è stato più bisogno di convincere i locali ad ospitarci: bastava dire il nostro nome e ci fissavano le date. Suonavo tutte le settimane.
Non è difficile capire che il proprietario del locale non è un assistente sociale o un benefattore ma un tranquillo piccolo imprenditore.
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 22/01/2026 ore 19:56:42
KJ, mi trovi totalmente d'accordo con le tue riflessioni.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 22/01/2026 ore 13:48:42
Diciamo anche che i "localari" di oggi sono abbastanza pavidi e puntano su un modello di commercio con ritorno abbastanza "sicuro", piuttosto che puntare su chi propone inediti. Anziché far suonare l'ennesima cover (o ancor peggio tribute, con parrucche e agghindamenti vari) band di Vasco o dei Quenn - che, per inciso, io non andrei a vedere nemmeno se ci suonasse mia sorella - perché non puntare sui giovani? Ovviamente dopo un minimo di "scrematura" perché sennò diventa la fiera dell'egocentrismo ma spesso mi è capitato di sentire band che suonavano per strada, anche solo delle delle jam, che avrebbero meritato 1000 volte di più un palco piuttosto che i soliti noti delle cover/tribute. Io personalmente, e non credo proprio di essere l'unico, sarei infinitamente più curioso di andare a vedere che c'è di nuovo piuttosto che stare lì a fare la claque al Vasco "de noantri" di turno, con un triste panino nel piatto e una birra sempre più annacquata
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 22/01/2026 ore 17:46:32
Non sono molto d'accordo con te. Io sono andato spessissimo a sentire musica completamente sconosciuta e ho persino comprato i loro CD (compro tuttora CD per sostenere gli artisti), ma eravamo sempre in pochi a livello di pubblico. Ho imparato ad avere più rispetto per i gestori dei locali, gente che si indebita per tenere in piedi la loro attività dando lavoro a diverse persone, che per tanti presunti artisti capricciosi, che pretendono la serata, pretendono il compenso e raramente si indebitano per sostenere la loro attività, come se tutto gli fosse dovuto. La musica inedita funziona raramente perché deve incontrare il favore del pubblico, solo questo può assicurare un ritorno di qualche tipo all'artista. L'offerta è tanta ma la domanda è limitata, quindi solo pochissimi riescono.
Rispondi
di kelino [user #5]
commento del 22/01/2026 ore 18:50:01
Se suoni musica tua e non sei nessuno, puoi anche fare a meno di chiedere la classica 50 euro al gestore. Organizzi qualche serata, per capire come reagisce la gente alla tua musica. Non si tratta di farsi sfruttare, ma di investire soldi e tempo, come quando registravamo i CD. Oggi, riuscire a proporre live la musica, invece che solo su youtube, vale oro...e più della solita marchetta da birreria.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 22/01/2026 ore 18:58:40
Totalmente d'accordo con te.
Rispondi
di Francesco Sicheri [user #65794]
commento del 22/01/2026 ore 12:44:11
E le mezze stagioni? E la crisi della Palestina (cit)?
Non ho resistito.
Rispondi
di kelino [user #5]
commento del 22/01/2026 ore 18:40:14
e i marò?
(eh, nemmeno io resisto quando mi fanno l'assist)
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 22/01/2026 ore 13:45:20
se ne parla spesso, il mondo è cambiato, forse dobbiamo ricominciare da capo pensando a suonare quello che ci fa stare bene, senza pretese
Rispondi
di kelino [user #5]
commento del 22/01/2026 ore 19:06:37
Vi leggo troppo convinti che il giocare a fare i musicanti da birreria, faccia di voi musicisti veri. Il musicista ha una partita iva, vive di musica, si versa i contributi e spera che il telefono squilli per un ingaggio. fa sacrifici per comprare la strumentazione che gli servirà per portare il pane a casa, per la propria famiglia. Il musicista paga le tasse coi soldi dei concerti. Il musicista spesso è costretto a fare le marchette, pur di suonare. Non fa l'avvocato la mattina e il chitarrista pettinato, con centordici mila euro di strumentazione, la sera, al bar Peppino. Non disdegna la sagra della salsiccia, se è un periodo di magra. Noi, ogni volta che andiamo a suonare in birreria, con la tribute di ligabue, a 50 euro, roviniamo il mercato con un sottocosto che fa solo male a chi ci campa di sta roba. Scendete dal piedistallo, ringraziate chi vi da la possibilità di togliervi il capriccio di suonare dal vivo, che tanto il giorno dopo il lavoro che vi permette il mutuo, ce l'avete. E se proprio vi rode il culo che il gestore guadagna alle vostre spalle, fatevi pagare e date i soldi in beneficenza, che almeno avete una buona scusa per scimmiottare Pelù o Bruce Dickinson.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 22/01/2026 ore 20:12:15
No aspetta non ci sto capendo niente, fai un post nostalgico e rassegnato criticando che la gente non suona più e chi lo fa lo fa scimmiottano i propri idoli?!?! E adesso critichi chi suona per passione e che non è un musicista perché non ha piva??!?!?

Giuro non ci ho capito nulla.

Rispondi
di kelino [user #5]
commento del 22/01/2026 ore 20:28:19
Te la metto così: secondo me c’è poca musica live in giro perché i gestori, se devono tirare fuori i soldi, lo fanno con le tribute band, tipo tale e quale show, che tanto piacciono al popolino. Le band inedite non se le incula nessuno e le cover band, formate da scapoli e ammogliati , pretendono cachet da professionisti.
Rispondi
di 77casual [user #25849]
commento del 23/01/2026 ore 09:36:56
Te l'appoggio tutto! Tranquillo che non spingo 😉
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 23/01/2026 ore 15:11:14
Quindi ricapitolando:
1. apertura del post in modalità Mellon Collie and the Infinite Sadness, "non è più come una volta la musica è una merda non suona più nessuno morirò in una RSA con Olly in sottofondo";
2. raddrizzata di barra con svegliatevi che il vero musicista è quello con la p.iva che affama la famiglia con una passione che è diventata un lavoro impossibile;
3. chiusura banale, dettata probabilmente dal fatto che siete l'unica tribute di Ligabue che non riesce a farsi pagare abbastanza bene ;)

Porta pazienza, era iniziata bene la dicussione ma siamo finiti nel banale più banale. Per fortuna nel giro di qualche post questa discussione andrà in seconda pagina e cadrà nel dimenticatoio come tutte le altre.
Ciao e buona musica
Ale
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 23/01/2026 ore 16:40:55
mi sono perso pure ma se devo ricostruire la cosa:
- Che schifo in giro ci sono solo le tribute band di Vasco mentre io voglio fare il punk ubriaco che diventa sordo
- Suono in una tribute a Ligabue
- Ma stiamo tutti calmi tanto non siamo noi i veri musicisti
- Comunque anche se siamo solo musicanti è giusto che ci paghino
- Noi praticamente non ci facciamo pagare e ai veri musicisti gli facciamo pure venire l'ulcera per questo
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 24/01/2026 ore 11:18:47
Due ottimi recap :)
Rispondi
di Farloppo [user #27319]
commento del 22/01/2026 ore 21:31:55
Parlando di band inediti, butto il carico: vogliamo parlare dei concerti a slot? (Per chi non fosse pratico leggasi "pagare per suonare")
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 22/01/2026 ore 22:01:08
92 minuti di applausi.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 25/01/2026 ore 09:39:27
È sempre esistita questa cosa, pensi che i Maneskin per aprire il concerto dei Rolling Stones non abbiano pagato? Solo per fare un esempio.
Ma tanto per rimanere in casa basta contattare un manager di un qualsiasi cantautore italiano e ricambi aprire il concerto, paghi è sempre stato così.
Rispondi
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 26/01/2026 ore 07:59:55
Certo, è sempre esistita.
Esempio calzante il tuo.
Ne porto uno anch'io: in estate ho assistito ad un concerto dei Massive Attack e l'artista in apertura era quanto di più lontano dagli headliner. Imbarazzante.

Trovo un po' triste che molte cose son cambiate (in peggio), altre sono state letteralmente spazzate via dai cambiamenti culturali e di abitudini del pubblico (su quest'ultime poco si può fare).
A resistere le cose peggiori (quelle meno trasparenti e meritocratiche) in forma smagliante come non mai.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 26/01/2026 ore 08:44:07
uno dei migliori concerti della scorsa estate grande che ci sei andato!!
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 23/01/2026 ore 17:15:02
Devo dire che sono rimasto molto perplesso dall'andamento della discussione. Se lo scopo del post era quello soprattutto di denunciare la mancanza di spazi di musica dal vivo rispetto a metà anni 90, bisognerebbe innanzi tutto ammettere che il quadro culturale è completamente cambiato. Quando è uscito "Smells Like Teen Spirit" dei Nirvana, è stato un fenomeno culturale, cavalcato da MTV. In quegli anni nella mia piccola città di provincia erano attive decine di bands. Oggi i ragazzi (e non è un giudizio assolutamente) hanno altri riferimenti musicali e culturali e si esprimono magari in altri modi.

A me onestamente il discorso della musica live nei locali sembra poi solo una parte e forse nemmeno fondamentale del problema. Mi spiego: mi sembra che in Italia manchi proprio 1) Un'educazione musicale a 360 gradi che favorisca i ragazzi ad avvicinarsi alla musica suonata, di qualsiasi genere o sottogenere, sia come fruitori che come esecutori 2) Al di là dei locali (che giustamente saranno liberi di fare quello che riterranno meglio da un punto di vista economico, anche se secondo me spesso non c’è lungimiranza) mancano secondo me anche gli altri spazi. Io ricordo che negli anni 90 appunto c'erano molte iniziative, almeno dalle mie parti, di associazioni culturali o anche di sponsorizzazioni pubbliche per concerti aperti alle band locali, da quelle ai primi passi a quelle semi-professionali. Esistono ancora queste occasioni? Quando torno l'estate dalle mie parti mi sembra proprio di no. C’è sporadicamente qualche concerto Rock, magari pure finanziato da qualche assessorato pubblico, in cui magari appunto suonano gruppi professionali o semi-professonali covers a tema o addirittura proprio facendo serate da cover band.

Infine il discorso degli inediti: io sono stato sempre un sostenitore dei gruppi che cercano di proporre musica originale. Certo non è facile, per tanti motivi. Però non ci possiamo lamentare dello stato della musica contemporanea in Italia se poi non si da almeno un po' di spazio ad esprimersi in modo originale, in tal modo dando la possibilità di fare un percorso di crescita che non sia semplicemente di suonare musica altrui. Ovviamente anche qui ci sarebbe da educare il pubblico all'ascolto e alla recezione. Ovviamente se tutto viene ridotto ad andare al pub, prendersi un birra e ascoltare (magari solo in sottofondo) la cover band che ti fa per la milionesima volta il pezzo famoso dei Queen, piuttosto che di Ligabue o Vasco Rossi, non credo ci sia molta speranza per la musica in generale. Intendiamoci non c’è nulla di sbagliato in tale forma di intrattenimento, ma dare spazio alla musica -almeno per me- dovrebbe essere altra cosa.
Rispondi
di Dm7(b5) [user #67151]
commento del 03/02/2026 ore 14:56:40
L'assurdo è che fare cover significa (in teoria per il gestore) pagare i diritti d'autore, mentre con la musica propria questo suppongo non sarebbe per forza necessario. Una volta si portava il demo al locale e si combinava, spesso in cambio di due birre e una pizzetta. In teoria oggi basta un qr code e un gestore può farsi un'idea. Ho l'impressione che il numero di gruppi e di locali interessanti in realtà non sia diminuito, semplicemente dall'altra parte le proposte spazzatura siano diventate soverchianti. Bisogna sostenere i piccoli club e i gruppi indipendenti. (Come fosse facile) Non voglio morire con l'autotune.
Rispondi
di kelino [user #5]
commento del 03/02/2026 ore 20:19:1
Ad un certo punto mi é venuto qualche dubbio e ho riletto il mio post.
Niente, secondo me é tutto chiaro.
É chiara l’ironia.
É chiara la posizione.
Sono chiari i rimpianti.
É chiara la provocazione. Ma voi avete considerato solo quella.
Sono troppo vecchio per la polemica.
Torno a guardare un live in streaming, sul divano di casa, che in birreria suona la tribute di young signorino.
Rispondi
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