Non è più come 30 anni fa. La gente non suona più e quelli che ancora lo fanno, sono quasi tutti in tribute band di Vasco Rossi o su un canale youtube. I posti dove si fa musica live, sono sempre meno. Quando vai a vedere un concerto, ti chiedi solo se il chitarrista abbia kemper o fractal. Non ci sono più le pedalboard zeppe di pedalini. La maggiorparte dei frontman, scimmiottano i propri idoli. La musica inedita live, latita. Niente più band interessanti, solo cloni e fotocopie. Il concertone del primo maggio è diventata la fiera dell'imbecille coi tatuaggi in faccia e non è più la carrellata multietnica e multi genere di un tempo.
Tra un pò non avremo neanche più la possibilità di alzare il volume a manetta, perchè "nuoce alla salute".
E pensare che sarei voluto morire quasi sordo, ubriaco di birra e con una chitarra in mano.
Invece avverrà, probabilmente, mentre guardo un live in streaming su internet, perchè gli assembramenti nei palazzetti e negli stadi, non saranno più permessi.
Tra un pò non avremo neanche più la possibilità di alzare il volume a manetta, perchè "nuoce alla salute".
E pensare che sarei voluto morire quasi sordo, ubriaco di birra e con una chitarra in mano.
Invece avverrà, probabilmente, mentre guardo un live in streaming su internet, perchè gli assembramenti nei palazzetti e negli stadi, non saranno più permessi.
comunque non dirlo a nessuno che poi la gente finisce di lamentarsi ed inizia a suonare veramente!
Io, comunque, di pedalboard zeppe di pedalini ne vedo ancora tante.
PS-alla sagra della salsiccia non ci suono
Inoltre il proprietario del locale non è un talent scout, un produttore o un direttore artistico: non sta lì ad ascoltarsi il lavoro degli aspiranti artisti selezionando chi gli conviene ospitare. Magari è del tutto incompetente.
Poi magari l'aspirante artista vorrebbe pure essere pagato, quando io da proprietario di locale non li farei venire neanche gratis. Amo la musica, anche quella inedita di piccoli artisti ma se fossi nelle vesti di un proprietario di locale dovrei prima di tutto ragionare per tenere aperto il mio locale e non certo causarne il fallimento prematuro.
Il commercio funziona con la legge della domanda e dell'offerta. Se un prodotto artistico genera domanda, bene. Se no, pazienza, rimarrà intima soddisfazione per chi l'ha creato e qualche amico-parente.
Chi scrive e produce musica inedita OGGI (e sottolineo oggi, non 20 anni fa) non ha alcuna ambizione né velleità di successo.
Si parte sconfitti già in partenza.
Perché allora qualcuno continua a farlo?
Forse perché è una necessità, un'urgenza comunicativa, a prescindere che ci sia "sostegno" (psicologico/economico) o meno.
E non credo che nessun musicista (di inediti e non) abbia mai chiesto/preteso questo da un gestore.
L'idraulico lo paghi? L'elettrauto lo paghi?
Beh, il musicista fornisce un servizio tanto quanto un idraulico. E andrebbe retribuito per i suoi servigi.
Poco o tanto, non sta a me dirlo. È il libero mercato a fare il prezzo.
E per "prezzo" intendo anche un panino ed una birra.
Se ad entrambe le parti i termini dell'accordo vanno bene, chi sono io per dire che è sbagliato.
La musica è sparita dai locali perché son cambiati i tempi, sono cambiati gli interessi delle persone.
E, giustamente, un gestore si adatta. Scelta legittima.
"ma la musica inedita ha un milione di volte meno peso se non esiste con un peso economico rilevante, che poi diventa rilevanza sociale e attrae pubblico)."
Beh, direi che è il contrario.
Son cambiati i gusti e le abitudini delle persone.
Non c'è interesse, non c'è rilevanza sociale...e di conseguenza non c'è peso economico.
Dove c'è un giro d'affari ci sono le persone?
Direi al contrario...dove ci sono le persone, c'è un giro d'affari.
Cordialmente
Diversamente, inutile lamentarsi. Se c'è domanda, allora verrai accolto a braccia aperte.
Chiunque sia una partita iva lo sa bene.
Se le due parti si accordano (anche per un panino, ripeto), chi ha chiamato chi mi interessa il giusto.
"Hai un tuo pubblico? Dei tuoi fan? Sì? Allora sì che stai svolgendo un servizio e che puoi andare nel locale a chiedere la serata pagata."
Qui è la parte che condivido meno.
Ti pongo una domanda: Quando non c'erano i social...come facevano le band creare la loro fanbase?
Risposta: suonando nei locali!
poi il passaparola faceva sì che al primo concerto ad assistere erano in 10, al secondo 20...al terzo 40.
Quindi OGGI se una band non ha almeno 1000 like su un social non ha nemmeno il diritto di proporsi?
Io, ancora oggi, compro un sacco di dischi.
Cosa diavolo ne sa un gestore di un locale se di quella band ho acquistato il disco su bandcamp o li sostengo sui social? Nulla.
Il banco di prova è il live.
In imprenditoria esiste anche il concetto di "rischio d'impresa".
Il gestore scommette. Se il locale è pieno hanno vinto tutti.
Congratulazioni.
Buon monologo a te! ;)
Se suoni ad un matrimonio e intrattieni, se riempi un locale e fai divertire, contribuisci al business ed è giusto che vi sia una ricompensa.
Se suoni musica tua e decidi di farlo gratis all'inizio, per vedere l'effetto che fa, è una scelta saggia.
Premetto, è dal 1993 (assemblea concerto) che suono in giro non professionalmente, con varie formazioni (cover band e da quasi dieci anni anche con un progetto di musica originale) e sono stato anche fuori regione, mi son fatto tutte le tipologie di locali, feste, raduni, circoli, cene e matrimoni qualsiasi cosa mi mancano i funerali (aspetta che mi tocco).
Premesso questo capisco e condivido il ragionamento per cui l'imprenditore deve fare impresa e fin qui ok lapalissiano.
La cosa per me estrema nel tuo ragionamento è pensare che chi propone musica propria è una persona che ha bisogno di sostegno psicologico e che può suonare solo per amici e parenti, questo hai scritto. Dando per scontato che non ci possano essere persone interessate ad ascoltare musica nuova o titolari di locali che fanno suonare solo progetti originali, e qui ti sbagli perchè le realtà sono molte e di qualità con locali sempre pieni dove ti trovi magari ad aprire il concerto di un vero artista. A me è capitato di aprire per Willie Nile e The Niro.
Questo è quello che scrivevo sopra la differenza è che ti trovi a suonare per un pubblico che è lì che ti ascolta e non che è lì perchè è il locale del momento e sei il sottofondo possibilmente non fastidioso di una serata di qualcun'altro.
Ho scritto che capisco la logica di mercato e di profitto che hai descritto ma non sono assolutamente d'accordo sul concetto (copio ed incollo): "Prima devi farti un seguito e un pubblico, poi FORSE il locale prenderà atto che esiste una domanda della tua musica e che quindi gli conviene ospitarti se non vuol perdere un'occasione".
Questa è l'idea di un piccolo imprenditore ed avrà la clientela di conseguenza, quella che chiederà il solito Vasco o quello che scimmiotta Angus, ci sta anche se non condivido i fenomeni circensi (ecco per le tribute chimerei l'analista), ho avuto a che fare anche con questi esercenti che ti chiedevano "quante persone porti?" piuttosto che "che musica fai?" ed a questi rispondevano che se voleva poteva pagarci in due maniere, in percentuale sulle consumazioni o per le due attività separate musica+PR.
Vedi, chi pensa di riempire il locale con il seguito della band probabilmente ha poco da offrire e sarebbe meglio che facesse un altro lavoro.
Per dirti, c'è un locale qui in zona dove il giorno che il locale è colmo è il mercoledì perchè è il giorno della serata Jam, palco allestito e gente che si alterna, manco il fine settimana è così pieno.
Non è difficile capire che il proprietario del locale non è un assistente sociale o un benefattore ma un tranquillo piccolo imprenditore.
Non ho resistito.
(eh, nemmeno io resisto quando mi fanno l'assist)
Giuro non ci ho capito nulla.
1. apertura del post in modalità Mellon Collie and the Infinite Sadness, "non è più come una volta la musica è una merda non suona più nessuno morirò in una RSA con Olly in sottofondo";
2. raddrizzata di barra con svegliatevi che il vero musicista è quello con la p.iva che affama la famiglia con una passione che è diventata un lavoro impossibile;
3. chiusura banale, dettata probabilmente dal fatto che siete l'unica tribute di Ligabue che non riesce a farsi pagare abbastanza bene ;)
Porta pazienza, era iniziata bene la dicussione ma siamo finiti nel banale più banale. Per fortuna nel giro di qualche post questa discussione andrà in seconda pagina e cadrà nel dimenticatoio come tutte le altre.
Ciao e buona musica
Ale
- Che schifo in giro ci sono solo le tribute band di Vasco mentre io voglio fare il punk ubriaco che diventa sordo
- Suono in una tribute a Ligabue
- Ma stiamo tutti calmi tanto non siamo noi i veri musicisti
- Comunque anche se siamo solo musicanti è giusto che ci paghino
- Noi praticamente non ci facciamo pagare e ai veri musicisti gli facciamo pure venire l'ulcera per questo
Ma tanto per rimanere in casa basta contattare un manager di un qualsiasi cantautore italiano e ricambi aprire il concerto, paghi è sempre stato così.
Esempio calzante il tuo.
Ne porto uno anch'io: in estate ho assistito ad un concerto dei Massive Attack e l'artista in apertura era quanto di più lontano dagli headliner. Imbarazzante.
Trovo un po' triste che molte cose son cambiate (in peggio), altre sono state letteralmente spazzate via dai cambiamenti culturali e di abitudini del pubblico (su quest'ultime poco si può fare).
A resistere le cose peggiori (quelle meno trasparenti e meritocratiche) in forma smagliante come non mai.
A me onestamente il discorso della musica live nei locali sembra poi solo una parte e forse nemmeno fondamentale del problema. Mi spiego: mi sembra che in Italia manchi proprio 1) Un'educazione musicale a 360 gradi che favorisca i ragazzi ad avvicinarsi alla musica suonata, di qualsiasi genere o sottogenere, sia come fruitori che come esecutori 2) Al di là dei locali (che giustamente saranno liberi di fare quello che riterranno meglio da un punto di vista economico, anche se secondo me spesso non c’è lungimiranza) mancano secondo me anche gli altri spazi. Io ricordo che negli anni 90 appunto c'erano molte iniziative, almeno dalle mie parti, di associazioni culturali o anche di sponsorizzazioni pubbliche per concerti aperti alle band locali, da quelle ai primi passi a quelle semi-professionali. Esistono ancora queste occasioni? Quando torno l'estate dalle mie parti mi sembra proprio di no. C’è sporadicamente qualche concerto Rock, magari pure finanziato da qualche assessorato pubblico, in cui magari appunto suonano gruppi professionali o semi-professonali covers a tema o addirittura proprio facendo serate da cover band.
Infine il discorso degli inediti: io sono stato sempre un sostenitore dei gruppi che cercano di proporre musica originale. Certo non è facile, per tanti motivi. Però non ci possiamo lamentare dello stato della musica contemporanea in Italia se poi non si da almeno un po' di spazio ad esprimersi in modo originale, in tal modo dando la possibilità di fare un percorso di crescita che non sia semplicemente di suonare musica altrui. Ovviamente anche qui ci sarebbe da educare il pubblico all'ascolto e alla recezione. Ovviamente se tutto viene ridotto ad andare al pub, prendersi un birra e ascoltare (magari solo in sottofondo) la cover band che ti fa per la milionesima volta il pezzo famoso dei Queen, piuttosto che di Ligabue o Vasco Rossi, non credo ci sia molta speranza per la musica in generale. Intendiamoci non c’è nulla di sbagliato in tale forma di intrattenimento, ma dare spazio alla musica -almeno per me- dovrebbe essere altra cosa.
Niente, secondo me é tutto chiaro.
É chiara l’ironia.
É chiara la posizione.
Sono chiari i rimpianti.
É chiara la provocazione. Ma voi avete considerato solo quella.
Sono troppo vecchio per la polemica.
Torno a guardare un live in streaming, sul divano di casa, che in birreria suona la tribute di young signorino.