Mini pedali di produzione orientale, ma questa volta con il brand Teisco stampato in bella vista, il che, volendo guardare al lato più romantico della faccenda, è comunque qualcosa di corretto sul piano filologico.
La nuova serie Teisco Mini si articola in , progettati per coprire tutte le esigenze fondamentali di una pedalboard. Dalle varie declinazioni di fuzz e overdrive più famose, passando per delay, modulazioni e accordatore, la linea è pensata come un sistema completo, adatto tanto ai chitarristi alle prime armi quanto a chi cerca soluzioni economiche per la propria board. Ad accompagnare la release della nuova serie ci sono le solite parole di circostanza: nonostante il formato ridotto, Teisco punta a smentire l’equazione “mini uguale compromesso”: i pedali sono concepiti per offrire suoni pieni, dinamici e musicali, con un approccio che privilegia l’immediatezza d’uso e la risposta al tocco.

In realtà, l'unico aspetto che conta è che questi nuovi pedali sono presentati con un prezzo di $69,00, che in Italia potrebbe tradursi in qualcosa di simile a €75,00 circa. Una fascia di prezzo molto affollata, nella quale il brand cerca di entrare forte di una storia che molti altri competitor orientali non hanno nel loro palmares.
Teisco punta molto sul loook "giapponesizzato", ovvero una spolverata di giapponese diluita per il mercato occidentale, che caratterizza il brand soprattutto a partire dal 2017, quando il rilancio è stato ufficializzato da parte di BandLab Technologies.
Ogni modello sfoggia un colore riconoscibile e true bypass, per il resto si tratta della nuova linea di mini pedaliche difficilmente trovano un senso compiuto in un mondo in cui, nello stesso formato esistono modeler in grado (se non meglio, alla pari) di fare il lavoro dell'intera lineup appena presentata.
I pedali sono già disponibili a livello globale tramite il sito ufficiale Teisco e presso rivenditori selezionati.
Ulteriori informazioni:

Breve storia del brand Teisco
Teisco nasce in Giappone nel secondo dopoguerra, in un contesto industriale e culturale segnato dalla ricostruzione e da una forte spinta all’innovazione accessibile. Fondata nel 1948 come Tokyo Electric Instrument and Sound Company, Teisco si afferma inizialmente producendo strumenti economici destinati al mercato interno, per poi diventare uno dei marchi giapponesi più esportati tra la fine degli anni Cinquanta e tutti gli anni Sessanta.

Il periodo d’oro coincide con l’esplosione del rock’n’roll e del beat: le chitarre Teisco, spesso distribuite con altri marchi negli Stati Uniti e in Europa, conquistano una generazione di musicisti grazie a prezzi contenuti, forme eccentriche, pickup dal carattere sonoro molto particolare e soluzioni costruttive fuori dagli schemi. Modelli come le solid body offset, le semi-hollow dal look futuristico e i pickup single coil “gold foil” contribuiscono a creare un’identità sonora ruvida, immediata, oggi rivalutata e ricercata.
Negli anni Settanta il marchio perde progressivamente centralità, anche a causa dell’evoluzione del mercato e della concorrenza interna giapponese sempre più orientata a standard qualitativi elevati. Teisco diventa così un nome di culto, legato a un’epoca e a un’estetica precisa.

Il marchio Teisco è stato rilanciato nel 2017, quando è stato acquisito da BandLab Technologies, gruppo con sede a Singapore già noto per una strategia di recupero e rilancio di brand storici legati alla musica. L’operazione rientra nello stesso disegno industriale che ha portato BandLab a riportare in attività nomi come Harmony, Ovation e Guild: non una semplice operazione nostalgica, ma un riposizionamento mirato, capace di reinterpretare l’identità originale dei marchi alla luce delle esigenze contemporanee.
Nel caso di Teisco, il rilancio ha puntato su due direttrici precise: da un lato il recupero dell’estetica e dell’attitudine anticonvenzionale che avevano reso celebri gli strumenti originali tra anni Cinquanta e Sessanta; dall’altro lo sviluppo di prodotti moderni – chitarre ed effetti – progettati con criteri attuali in termini di affidabilità, suonabilità e integrazione nei setup odierni.
A fronte della nuova lineup di mini pedali presentata, è difficile dire che l'operazione sia andata a buon fine.
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